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Un peacekeeper italiano dà ordini a un elicoterrista libanese
Toccare con mano quello che fanno i nostri soldati in missione in Libano, ancora di più averne una conferma dalle autorità locali, è tutta un’altra faccenda. Quasi che le ricostruzioni idelogiche, tanto care ad alcune forze politiche italiane, possano essere messe, per una volta, da parte.
Il più chiaro è il sindaco di Naqoura, Paese al confine tra Israele e il Paese dei Cedri, Mahmoud Ali Mahadi, che incontriamo nel suo ufficio: “Delle 28 nazioni Unifil presenti in Libano, l’Italia è l’unica che ci aiuta”. Non si riferisce tanto alle truppe di soldati che pattugliano la zona per garantire la sicurezza del paese, ma agli uomini con il basco blu che vanno ogni settimana a stringergli la mano, pronti a firmare i nuovi progetti di ricostruzione in tutta l’area di interesse Unifil.
Il Tenente Colonnello Greco, responsabile delle attività di Cooperazione Civile e Militare (CIMIC) del IT NCC Naqoura - Cellula Pubblica Informazione, è uno di baschi blu che stanno aiutando la popolazione locale a ricostruire un’area distrutta dalla guerra. Saluta in arabo, si muove con disinvoltura negli uffici delle autorità locali e, quasi fosse un amico, si siede con i sindaci, attento a non urtare la loro suscettibilità, per discutere dei progetti più urgenti. Ci dà l’idea che tutti lo conoscano e lo stimino.
“L’aiuto che riceviamo è ancora un po’ modesto - dice il sindaco sorridendo - ma in realtà è molto grande per noi”. Mahmoud Ali Mahadi fa riferimento al campo sportivo plurifunzionale della scuola e al gruppo elettrogeno che genera corrente in città. Sono ancora in fase di studio la costruzione di un cimitero, rallentata da alcune procedure burocratiche, un progetto di pesca e un purificatore dell’acqua.
Il fatto che la città di Naqoura, che oggi conta 12500 abitanti (3500 residenti e 9000 emigrati a Beirut o all’estero), sia sotto la responsabilità delle forze Unifil, non ha giocato a suo favore, escludendola dai destinatari degli aiuti umanitari internazionali inviati dopo la guerra del 2006.
Ascoltiamo poi le voci del sindaco cristiano Jean Ghafari della piccola municipalità Alma Al-Shaib (1400 abitanti d’estate e 800 d’inverno), e del parroco Marun Ghafari, che sembra essere più spigliato nel rispondere alle nostre domande.
Siamo in una zona in cui la croce è simbolo di salvezza e speranza, ci informa il parroco. “La nostra città è situata in un ambiente islamico” dice il sindaco. Ma alla domanda su come siano i rapporti con i villaggi limitrofi, interviene immediatamente: “E’ una domanda politica? Con gli altri villaggi ci sono rapporti sociali e di cooperazione nei progetti di sviluppo” spiega. L’Unifil e il Contingente Italiano hanno dato un grande contributo per la realizzazione di un frantoio, da tempo un bisogno urgente per la popolazione” conclude. Ma il problema delle vendita dell’olio non è ancora stato risolto: “Lo Stato non ci aiuta nella commercializzazione” spiega il parroco.
Molto dinamico è il colloquio che abbiamo invece con il sindaco di Aytaroun (18000 abitanti, di cui 7000 residenti), Salim Mourad, e il suo vice. La città, dove sventolano le bandiere gialle pro Hezbollah stando alle indicazioni del sindaco, si trova al confine con la ‘Palestina occupata’. Qui, in caso di guerra, “Il fattore principale della sicurezza, è la Resistenza, quindi Hezbollah” dice il vicesindaco.
Ripercorrendo la storia di Aytaroun, Salim Mourad ci mostra le immagini della guerra del 2006. “Il primo razzo israeliano ha fatto 12 morti. Le foto parlano da sole. Tutto è stato colpito, Dopo la guerra non è rimasto nulla!”
La Cooperazione Italiana ha finanziato tutti gli interventi italiani delle ONG: un progetto per la raccolta delle acque, una fabbrica di alimenti per il bestiame, una fattoria per la produzione di formaggi libanesi, un complesso sportivo. Tra i tanti progetti c’è anche un grande parco giochi per i bambini. “In fase di costruzione dall’unità CIMIC di Unifil” spiega il sindaco. Riferendosi proprio a questo progetto il Tenente Colonnello Greco aggiunge: “Questo è l’esempio di unione di sforzi: il nostro, quello dei fondi Unifil e quello delle municipalità. Ognuno per la propria parte e la propria competenza”.

Il Tenente Greco con il sindaco Aytaroun
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- Mercoledì 30 Settembre 2009
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