
Helmand, sud dell’Afghanistan
Secondo i dati forniti dall’Unama, la missione dell’ONU in Afghanistan, i civili uccisi in guerra dall’inizio dell’anno sono oltre 1.500. È però evidente che tra questi ci sono vittime di serie A e vittime di serie B.
Le vittime di serie A sono i civili uccisi per errore dalle truppe alleate: hanno un grande rilievo mediatico, provocano le proteste delle autorità afgane, il rammarico delle cancellerie europee , l’indignazione delle organizzazioni umanitarie, del movimento pacifista e di quelle forze politiche che, anche in Italia, chiedono a gran voce il ritiro delle truppe internazionali da Kabul. A queste vittime, alle loro famiglie, il comando alleato versa indennizzi in denaro.
I morti di “serie B” sono invece i civili uccisi dai talebani che, senza scrupoli, sono responsabili di gran parte dei lutti inflitti alla popolazione afgana. Per questi morti, tra i quali donne e bambini, non si sprecano prime pagine, titoli dei tiggì o editoriali infuocati, né le lacrime delle organizzazioni umanitarie e dei pacifisti “senza se e senza ma”.
Li ignorano quasi fossero uno scomodo ostacolo ai tentativi di raccontarci che solo i perfidi americani e i loro “servi” della Nato ammazzano innocenti. Al danno si unisce poi la beffa perché i familiari delle vittime talebane non riceveranno un solo euro: i terroristi preferiscono spendere il denaro per pagare stipendi e indennità a miliziani e kamikaze, non certo alla povera gente che massacrano e terrorizzano.
Se tutti ricordiamo bene i “danni collaterali” di Kunduz, vittime civili del bombardamento aereo richiesto il 4 settembre dalle truppe tedesche per distruggere due camion cisterna catturati dai talebani, pochi, nel nostro Paese, hanno sentito parlare dei 30 morti sulla corriera diretta da Herat a Kandahar esplosa il 29 settembre alla periferia del capoluogo meridionale afgano su una mina talebana.
La tragedia si è verificata nello stesso punto del distretto di Maywand dove il giorno prima un altro ordigno talebano aveva ucciso tre persone e a soccorrere i feriti hanno provveduto truppe afgane e canadesi.
La notizia della strage è stata diffusa dalle agenzie ma in Italia e in Europa non ha avuto molto risalto mediatico, come di solito accade quando i carnefici sono i talebani.
Nell’agosto dell’anno scorso ampia visibilità ebbe la strage di civili compiuta da un raid aereo Usa ad Azizabad, a sud di Herat, nel settore a comando italiano. Ma pochissimi media riportarono il massacro compiuto pochi giorni prima da un’autobomba talebana al mercato di Delaram, a sud di Farah, che provocò decine di morti e feriti soccorsi dalle truppe italiane dislocate nel vicino avamposto.

Bambini afgani prendono l'acqua al fiume Murghab
- Giovedì 1 Ottobre 2009
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Il 21 Gennaio 2010 alle 11:54 I talebani uccidono sempre più civili. I “pacifinti” se ne accorgeranno? - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] altro dato importante che emerge nell’ultimo bilancio delle vittime è quello relativo ai civili uccisi dai talebani che sono 1.630, oltre il 70 per cento del totale, con un incremento del 40 per cento rispetto [...]
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