
La famiglia di Linan Abu Golme, una delle 20 prigioniere liberate
Venti donne, venti prigioniere “nemiche” messe in libertà per un video. Per avere una prova che Gilad Shalit, il soldato israeliano rapito da Hamas tre anni fa, è ancora vivo. E la prova, a quanto pare, c’è.
Oggi Israele ha liberato 19 prigioniere palestinesi, un’altra era stata liberata ieri, per ottenere da Hamas una videocassetta di Shalit. Lo scambio è andato in porto: il capo negoziatore israeliano Hagi Hadas e il capo di Stato maggiore Gabi Ashkenazi hanno visto il video e dato l’ok a proseguire i negoziati. Obiettivo: riportare Shalit a casa in cambio della liberazione di circa 400 prigionieri palestinesi (la liberazione delle prigioniere di oggi, appunto, serviva solo a ottenere il video).
Shalit dopo tre anni di prigionia. Il video sulla tv israeliana
L’accordo è il frutto di una difficile delicata mediazione - sostenuta da egiziani, europei e in particolare dai tedeschi - tra il governo israeliano e Hamas, il gruppo estremista palestinese che di fatto governa da più di due anni sulla Striscia di Gaza.
Shalit fu rapito in territorio israeliano, nei pressi del kibbutz Kerem Shalom, da un commando di Hamas nell’estate del 2006. Hamas si è sempre rifiutata di fare visitare il prigioniero dalla Croce Rossa, nei primi tempi i genitori hanno ricevuto qualche lettera. Ma di lui non si avevano più notizie dalla fine del 2008. Qui trovate un’intervista esclusiva a Panorama.it di Noam Shalit, il padre di Gilad.
Qualcuno potrebbe essere tentato di vedere un segnale di disgelo tra israeliani e palestinesi: il processo di pace sta ripartendo? Spiacente, ma almeno per il momento non sembra così. Israele ha già fatto scambi del genere con la guerriglia libanese Hezbollah… e non ci sono state conseguenze politiche.
Altri potrebbero interpretare la cosa come un segnale di debolezza da parte di Israele:è sensato liberare cento prigionieri nemici per un solo soldato? Ma ve li immaginate gli americani o gli inglesi che liberano 400 talebani per riportare a casa uno dei loro? Impensabile. E sarebbe ancora più impensabile pensare che gli americani o gli inglesi accettassero di liberare una ventina di prigionieri di guerra… solo per una prova che uno dei loro soldati in mano al nemico è ancora vivo.
Il fatto è che, quando si parla di riportare un soldato a casa -vivo o morto- Israele è un Paese davvero molto particolare.
Sarà che purtroppo da queste parti le guerre sono molto frequenti. Il soldati, da queste parti, non hanno prezzo. Sarà che in Israele tutti quanti fanno il servizio militare – che siano maschi o femmine, pacifisti o guerrafondai, ebrei o beduini. Sarà insomma che Gilad Shalit potrebbe essere il figlio di tutti… certo è che, vivi o morti, tutti i soldati devono ritornare a casa. E poco importa che il prezzo sia alto.
Qualcuno forse ricorderà un altro recente scambi di prigionieri decisamente sbilanciato. Nel luglio del 2008 Israele accettò di liberare un assassino infanticida vivo e vegeto - Samir Kuntar, condannato per avere massacrato a mani nude una bambina israeliana di quattro anni e che per ragioni a me del tutto incomprensibili Hezbollah considera un eroe della resistenza- insieme a quattro miliziani di Hezbollah, vivi e vegeti pure loro, e alle salme di 199 loro compagni. Il tutto in cambio di due bare, ovvero i corpi di Ehud Goldwasser ed Eldad Regev, due soldati rapiti e uccisi da Hezbollah.
In molti cosiddetti “amici di Israele” all’estero commentarono che il governo si era dimostrato debole, che si era piegato ai terroristi.
Ma da un punto di vista israeliano, la questione è molto diversa. Il Paese è quasi sempre unito davanti a questo genere di situazioni, quando si tratta di riportare un soldato a casa non esistono falchi e colombe.
I cittadini sanno che tutti, ipoteticamente, potrebbero trovarsi nella stessa situazione dei genitori di Gilad Shalit. Tutti hanno qualcuno nell’esercito: un figlio, una figlia, un marito riservista, o tutte e tre le cose. Per tutti, dai soldati alle loro famiglie, è fondamentale sapere che il governo farebbe qualsiasi cosa per riportarli a casa, vivi o morti.
Il governo non ha scelta: se abbandonasse i propri soldati, crollerebbe l’intero sistema. Vivere in un paese ogni cittadino sa di essere in prima linea non è facile. La determinazione a non abbandonare mai i soldati, vivi o morti, è la forza del Israele: l’unico modo per mantenere motivato un esercito al 90% popolare, composto non da professionisti, ma da persone comuni.

Una donna palestinese mostra la foto di un prigioniero rinchiuso nelle carceri israeliane
- Venerdì 2 Ottobre 2009

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Commenti
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Il 2 Ottobre 2009 alle 18:49 annamomigliano ha scritto:
Sempre meglio di vivere in un Paese dove il governo se ne frega dei suoi soldati.
E’ vero, vivere in guerra è un incubo. Ma a differenza dei Paesi occidentali, in Israele la guerra è un fatto che tocca tutti, ricchi o poveri. Non è un videogame lontano: tutti hanno qualcuno nell’esercito.
Io non sono una grande fan dell’attuale premier, Netanyahu. Ma a onor del vero va detto che lui ha perso un fratello in guerra, che è stato 5 anni in un commando in prima linea, e che adesso ha un figlio diciottenne sotto le armi.
Il 24 Novembre 2009 alle 16:38 Israele: questa volta liberano veramente Shalit? - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] a liberare tra i 350 e i 450 prigionieri in cambio del soldato: questa cifra si aggiungerebbe alle 20 detenute già liberate qualche mese fa per ottenere una prova che Shalit fosse ancora in [...]
Il 7 Dicembre 2009 alle 23:23 Gaza: per la prima volta, una squadra di medici visita Gilad Shalit - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] Da quando è stato rapito, del giovane soldato si erano avute poche notizie: alcune sue lettere nel 2007 e nel 2008, poi un video rilasciato da Hamas poche settimane fa, in cambio della liberazione di 20 prigioniere palestinesi da parte di Israele. (Per guardare il video, cliccate qui) [...]
Il 15 Aprile 2010 alle 9:00 Notizie dai blog su Israele/Palestina: ci sarà mai l'accordo per il rilascio di Gilad Shalit? ha scritto:
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Il 26 Aprile 2010 alle 12:01 Notizie dai blog su Video shock di Hamas su Gilad Shalit: “Non sarà mai libero!” ha scritto:
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Il 27 Aprile 2010 alle 23:00 Notizie dai blog su Hamas nega, il cartone su Shalit non è suo ha scritto:
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Il 24 Giugno 2010 alle 12:01 Notizie dai blog su Gaza: Hamas non permetterà a Croce Rossa di visitare Shalit ha scritto:
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Il 24 Giugno 2010 alle 13:27 Notizie dai blog su 25 giugno 2006-25 giugno 2010. Chi si ricorda di Gilad Shalit? ha scritto:
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Il 1 Luglio 2010 alle 11:31 Notizie dai blog su Il cinismo di Hamas e il povero Gilad Shalit ha scritto:
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Il 1 Luglio 2010 alle 17:00 Notizie dai blog su Il prezzo per la libertà di Gilad Shalit ha scritto:
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Il 9 Luglio 2010 alle 18:15 Notizie dai blog su Shabbat con la famiglia Shalit ha scritto:
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