Italiani al fronte: Professione soldato
Stefano Nigri, 45 anni, Colonnello. Capo comando Nato a Madrid.
(Foto di Massimo Sestini)
Dopo aver visto un film sull’epopea dei parà a El Alamein si è innamorato della vita del soldato. Il colonnello Stefano Nigri oggi
è nel comando Nato di Madrid dopo un periodo di missione in Kosovo. Fino allo scorso anno comandava il 185° reggimento della brigata Folgore. Gente che si lancia dal cielo, dietro le linee nemiche, per individuare gli obiettivi da colpire. Fotografano, filmano e comunicano via satellite con i cacciabombardieri. «Devono sopravvivere in zona ostile per tempi prolungati, mimetizzarsi e compiere le loro missioni senza rifornimenti» spiega il colonnello Nigri. I paracadutisti del Rao, come viene chiamata l’unità, sono «gli occhi delle missioni all’estero, che con un raggio laser guidano la bomba sul bersaglio». Durante la battaglia dei ponti a Nassiriya i parà del 185° individuavano nidi di mitragliatrici, postazioni di mortai e miliziani sciiti che si facevano scudo della popolazione. Nigri faceva il Lawrence d’Arabia «in giro per le tribù a mediare. Seduto a gambe incrociate sotto una tenda mangiando con le mani». Sposato due volte, un figlio di 16 anni, ha la passione delle immersioni come sub: «Dal lancio con il paracadute in pieno cielo alle profondità del mare».
- Lunedì 5 Ottobre 2009

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