Italiani al fronte: Professione soldato
Marco Cardillo, 40 anni, Maggiore. Pilota di elicottero d’attacco Mangusta
(Foto di Massimo Sestini)
Il suo nome in codice scritto sul casco è «Comanche». Occhi chiari, abbronzato, sciarpetta con l’artiglio alato del suo reggimento, il Rigel, il maggiore Marco Cardillo porta la tuta di volo come una seconda pelle. Per passare le selezioni e diventare pilota di elicotteri d’attacco Mangusta si è sottoposto a un intervento chirurgico al naso. «L’Afghanistan è una terra bellissima» racconta Cardillo «durante il volo notturno sembra di essere sulla Luna». Sposato, con due figlie, tiene un diario delle missioni e come hobby non poteva mancare l’aeromodellismo. Nel 2007 ha vissuto il suo battesimo del fuoco. «I ragazzi spagnoli, nostri alleati, assieme ai soldati afghani erano circondati» ricorda il maggiore. «Siamo piombati addosso ai talebani volando a 30 metri da terra. Si vedevano bene. Con un missile aria-terra abbiamo distrutto un mezzo afghano che avevano catturato». Il cannone a canna rotante da 20 millimetri dell’elicottero ha fatto il resto. «Quando si spara, bisogna farlo con assoluta freddezza altrimenti arriva prima il nemico» spiega il pilota di Mangusta. «Non dimenticherò mai quando gli spagnoli il giorno dopo sono venuti ad abbracciarci. Grazie a noi sono tornati a casa con le proprie gambe».
- Lunedì 5 Ottobre 2009

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