L’Italia potrebbe dotarsi presto di una legge che vieta il burqa (qui il reportage-verità di Panorama) nelle scuole ma, personalmente, credo si faccia tanto rumore per nulla.
Pur vivendo in un quartiere ad alta immigrazione, onestamente non ho mai visto né burqa (quello afgano con la retina davanti) né niqab (quello usato nei Paesi del Golfo, tutto nero che lascia scoperti solo gli occhi).
Anzi, a dire il vero, una volta mi è capitato. A indossarlo era una mia cara amica giornalista che lo aveva messo per raccogliere le reazioni degli italiani e scriverci un articolo. Ero stata io a procurarle il niqab e vi assicuro che non è stato facile, ho dovuto girare parecchi negozi di Teheran dove i commessi mi spiegavano che dalle loro parti non era per nulla di moda. La mia amica, con la sua parlata romana e gli occhioni azzurri, non faceva molta paura.
Discutendo del burqa nelle scuole credo che il ministro Carfagna perda tempo. Potremmo avere qualche numero? Quante sono le bambine che frequentano le scuole italiane indossando il burqa oppure il niqab? L’importante è non confondere il burqa e il niqab che nascondono il viso (e di cui non c’è traccia nella tradizione dell’Islam) con il velo/foulard: il Corano invita le credenti ad essere modeste e a coprire le parti belle, ma non impone nulla e tantomeno di coprirsi il viso.
E’ vero che il velo è un simbolo, uno slogan degli integralisti, persino una moda. Ma può anche essere un atto di fede e come tale andrebbe rispettato. Il velo dovrebbe essere una libera scelta, ma è anche vero che probabilmente una bambina non ha la maturità per scegliere in modo consapevole e per questo motivo si potrebbe vietare il velo al di sotto di una certa età, per esempio dei quindici anni come è già stato proposto altrove in Europa.
L’Islam invita a cercare il compromesso e forse, con l’islamofobia che viviamo di questi tempi, una soluzione del genere potrebbe servire a placare gli animi di alcuni. E magari così riusciremmo a spostare l’attenzione dei politici e dei media su ciò che può servire veramente alle donne immigrate, soprattutto alle seconde generazioni: borse di studio per continuare a studiare anche se le famiglie non possono permetterselo, e qualche opportunità in più in un mondo del lavoro che peraltro già penalizza le italiane.
Per il resto sono d’accordo con il ministro Carfagna: “In questo paese le donne godono pari diritti con gli uomini e che non c’è spazio per una cultura o forme religiose che vogliono confinare le donne in uno stato di inferiorità e soggezione”. Mi chiedo soltanto se vietando il burqa nelle scuole e togliendo il velo alle immigrate riusciremmo anche a cancellare le storie di violenza e isolamento.

Il black oracle 2009 dell’artista Maimouna Patrizia Guerres
- Martedì 13 Ottobre 2009
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Commenti
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Il 13 Ottobre 2009 alle 12:16 Burqa da vietare: la Carfagna segue la Lega. In Europa fanno così - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] nelle scuole né nelle strade. Il ministro per le pari opportunità Mara Carfagna segue la Lega nella lotta al Burqa. “Sono [...]
Il 13 Ottobre 2009 alle 12:39 pv21 ha scritto:
E’ più facile e proficuo (per l’immagine) parlare di grembiule o di burqa piuttosto che di RIGENERAZIONE della scuola (segui => //forum.wineuropa.it)
Il 13 Ottobre 2009 alle 13:17 enrico fumagalli ha scritto:
A mio avviso vietare burqa e niqab è solo una legge inutile esistendo già l’obbligo, in pubblico, di avere il viso scoperto, a parte i motociclisti e nel periodo di carnevale. Il velo o qual si voglia foulard non ha nessuna ragione di essere proibito, lo portano le contadine nei campi e le donne in chiesa, serve pure per risparmiare soldi per la permanente. I divieti in ogni campo non fanno altro che stimolare alla trasgressione, vedasi il ridicolo proibizionismo americano servito ad arricchire le mafie e ancor di più il narco. La Carfagna non è nuova a queste trovate dementi come quella contro la prostituzione, è sempre esistita e sempre esisterà, non va osteggiata ma resa lecita e pulita, in fondo è un servizio cone qualsiasi altro mestiere artigiano.
Il 13 Ottobre 2009 alle 13:29 indigesto ha scritto:
Chi pretende di trasferire in questo Paese la lotta per l’emancipazione femminile commette a mio parere due errori: il primo è che non si tiene sufficientemente conto del fatto che, avendo le donne da noi parità di diritti (e ci mancherebbe!): basterebbe che chi si trasferisce da noi rispetti intanto le nostre Leggi! Il secondo è che trattandosi proprio di emancipazione da certi costumi è bene che le lotte, legittime, vengano fatte nei Paesi dove tale emancipazione è sentita. Togliere le castagne dal fuoco, come si dice, agli altri è sempre fatica improba; soprattutto nei riguardi di popoli, usanze, costumi e religioni che mostrano di saper ben conservare tuttoquesto fino alla terza generazione, per ora. E non sempre con comportamenti amichevoli per i popoli che li ospitano, anche se da questi hanno ricevuto tutto! Non è molto che tentativi di atti ostili da parte di elementi culturalmente evoluti (spesso si tratta di ingegneri) siano stati sventati grazie alle giuste misure precauzionali adottate. Vietare i mascheramenti, a qualsiasi titolo, rientra in queste misure, oltre che nelle nostre Leggi. Seppoi le donne, ospiti di questo Paese, intendono emanciparsi, non foss’altro che per spirito di emulazione, ne siamo ben lieti. Ma se violano di principio le nostre Leggi non credo che siano sulla buona strada, e con esse le varie Sacerdotesse dell’emancipazione, femminile in questo caso!
Il 13 Ottobre 2009 alle 14:01 enrico fumagalli ha scritto:
La citazione sugli ingegneri presuppone che una laurea sia sinonimo di intelligenza. E’ questa una dote che non si acquisisce con lo studio ma si è o non si è, non lo si può diventare. Confondere le due cose è come mescolare il reale al virtuale, sono due cose distinte, imporre il virtuale al reale non ha senso. Che una donna o ragazza porti il velo o foulard non da fastidio a nessuno come pure un gay o un vicino di religione diversa purché se la gestiscano in privato. Il levarsi contro usanze di altri popoli è da ipocriti, sono fatti loro, guardiamoci i nostri, ad esempio sulla pillola per abortire, son 20 anni che la usano in altri stati più civili di noi, liberamente da noi non è libera e questa è una interferenza religiosa, nulla a che fare con la paventata salute della donna. I taleban non sono solo musulmani ma di ogni religione, ipocriti e ottusi.
P.S. Ieri un padre ha tentato di uccidere la figlia perché a<veva una relazione con un albanese, non era un musulmano, sicuramente cattolico. Ne prenda nota quel tizio delle statistiche.
Il 13 Ottobre 2009 alle 14:42 indigesto ha scritto:
E allora, poichè non abbiamo già abbastanza delinquenti tra noi importiamoli da altri Paesi! Anzi, faremmo prima a spalancare le carceri. Sono discorsi allucinanti! Cerchiamo intanto di rispettare e di far rispettare le Leggi. Se poi riusciamo a darcene di migliori, ben vengano! Basta un pizzico d’intelligenza per capire questo, non certo quanta ne serve per laurearsi in ingegneria,no?
Il 13 Ottobre 2009 alle 15:08 enrico fumagalli ha scritto:
In fatto di delinquenza ne abbiamo esportata fin troppa, se anche ne arriva da altri paesi son solo dilettanti, basta notare che ad ogni banda straniera scoperta, c’è sempre uno o più italiani che fanno da maestri. Di Leggi ne abbiamo fin troppe e questo crea confusione, se parli delle nuove, contro il falso in bilancio, decreti salva evasori e similiari, hai ragione, quelle le rispettano tutti, specialmente i disoccupati e precari. Per laurearsi è sufficiente buona memoria, Eistein fu un pessimo alunno, venne fuori alla distanza mettendoci del suo.
Il 13 Ottobre 2009 alle 15:23 enrico fumagalli ha scritto:
Per chi sputa veleni contro le presunte toghe rosse, l’ex PM Colombo che faceva parte del pool mani pulite, in una recente intervista, disse che diverse inchieste che dovevano essere di competenza romana, loro a Roma le spedirono e furono insabbiate, fossero rimaste a Milano, mani pulite sarebbe scoppiata 10 anni prima. Questo fa pensare che sarebbe stata prematura, scoppiò al momento giusto per sbarazzarsi del vecchiume e impostare un’era nuova, quella redatta dal Gelli e messa in pratica, la sigla? P2 lo stesso maestro ammise di essere stato superato dall’alunno. Occorre una laurea per capirne il senso?
Il 13 Ottobre 2009 alle 15:36 enrico fumagalli ha scritto:
Continuando il dibattito sul tema, il recente scandalo delle 34 navi affondate cariche di rifiuti tossici e radioattivi, va notato che non possono essere opera di artigiani e piccole o medie industrie ma di grossi complessi industriali diretti e gestiti da super dottori di nomina politica, quindi delinquenti come lo furono gli esecutori materiali. Anzichè il ponte, Berlusconi dovrebbe accellerare la costruzione di quei 22 mila posti nelle carceri e lasciare che la magistratura faccia il suo corso, forse dovrà raddoppiare quel numero. I soldi per realizzarle non è difficile reperirli, tutti quegli ex dirigenti o anche gli attuali, ne hanno a iosa. Di giovani a sostituirli se ne hanno da vendere, non è un problema, la tenia si elimina arrivando alla testa, è come la lucertola, perde la coda ma si rinnova.
Il 13 Ottobre 2009 alle 15:48 enrico fumagalli ha scritto:
E’ stato annunciato dal Ministro in-competente, che i lavori del ponte inizieranno a dicembre. l’isola è in sfacelo, l’Italia fa acqua da tutte le parti (acquedotti) e si dà l’avvio ad un’opera faraonica, tra l’altro inutile, che verrà a costarci un’occhio della testa, nessun privato investe in una operazione data per perdente prima di p<artire, solo chi gestisce soldi altrui e ci rosica la promuove. A loro festeggia pure la mafia che ringrazia. Nel 1970, feci il tragitto in treno Parigi Lione, 400 Km. in due ore, era il TVE. La TO-MI, 40 anni dopo, non ancora pronta, costò 53 milioni al Km. contro i 17 dei francesi. Qui occorre proprio una laurea per capirci il perché.
Il 13 Ottobre 2009 alle 15:50 indigesto ha scritto:
Fumagalli, resta in argomento, se ti riesce. Tutti i tuoi discorsi si trovano sul Manuale del piccolo comunista. Non serve starli a ripetere anche a sproposito!
Il 15 Ottobre 2009 alle 18:43 indigesto ha scritto:
E’ la solita giustizia italiana, quella “somms” che oggi si esprime in un modo,domani nell’altro, opposto; e nella cosiddetta giurisprudenza i giudici trovano modo di fare come vogliono! E’ stato ravvisato che nelle cause di “necessità” che tollerano il mascheramento ci debbano essere anche quelle a carattere religioso, liddove poi il Corano, in questo caso, non prescrive tassativamente nè il velo, nè il burka (o la burka come dicono i più colti) nè tutto il resto. Come dire che siamo più realisti del Re! I nostri giudici si fanno anche (cattivi) interpreti delle religioni. Di questo passo, ma ormai ci siamo, ce li ritroveremo anche sacerdoti! Da qui l’ipotesi di una Legge (peicolosamente accomodante) che ne limiti l’uso almeno nelle scuole!
Il 1 Giugno 2010 alle 12:46 Notizie dai blog su Italiana col velo, il mio 2 giugno ha scritto:
[...] Burqa, niqab e velo islamico nelle scuole: tanto rumore per nulla L’ Italia potrebbe dotarsi presto di una legge che vieta il burqa ( qui il reportage-verità di Panorama ) nelle scuole ma, personalmente, credo si faccia tanto rumore per nulla. blog: Il mio Iran | leggi l’articolo [...]
Il 15 Luglio 2010 alle 21:30 Notizie dai blog su Il burqa è più islamico o americano? ha scritto:
[...] Burqa, niqab e velo islamico nelle scuole: tanto rumore per nulla L’ Italia potrebbe dotarsi presto di una legge che vieta il burqa ( qui il reportage-verità di Panorama ) nelle scuole ma, personalmente, credo si faccia tanto rumore per nulla. blog: Il mio Iran | leggi l’articolo [...]
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