
Barack Obama
Glenn Beck, l’icona televisiva della destra americana, ha aspettato solo qualche ora e poi è partito subito al contrattacco: “Mr Obama è più preoccupato della guerra contro la Fox News che di quella in Afghanistan”.
- Barack Obama
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Ergo: hanno tirato cannonate; la risposta - hanno fatto capire - noi la diamo con i missili. Dagli schermi della televisione di Robert Murdoch, l’opinionista-predicatore ha portato poi l’affondo. Facendo capire un concetto molto chiaro: la campagna contro l’amministrazione non si ferma. Anzi andrà avanti, sempre più forte.
Dovrà essere il presidente ad alzare bandiera bianca. Nel giorno in cui la Casa Bianca ha dichiarato ufficialmente Fox News “nemico mediatico numero uno” nonché braccio armato del partito repubblicano, sono scesi in campo i pezzi da novanta della televisione di Murdoch per rispondere al fuoco aperto dalla responsabile per la comunicazione di Barack Obama, Anita Dunn.
Dopo Beck, anche un altro volto famoso, Bill O’Reilly, ha sparato le sue bordate contro il presidente. “Certo, ci sono più commentatori di tendenza conservatrice in questa Tv che in altre. Ma non si capisce il perchè della dichiarazione di guerra”.
Quindi, Fox News va avanti: il suo sito apre con la notizia dell’invio senza comunicazione ufficiale, nel tombale silenzio da parte di Barack Obama, di 13.000 soldati in più in Afghanistan. Mette cioè in rilievo - e senza nessun preavviso - una scelta scomoda che sta facendo scoppiare molte polemiche negli Usa. Ma la tv di Murdoch non si è accontentata e ha sparato un sondaggio in cui si chiede ai telespettatori se ritengono la mossa del presidente un attacco alla libertà di stampa.
Il tutto a fianco di un lungo articolo in cui si espongono i fatti, si racconta dell’intervista del New York Times a Anita Dunn, si riportano le sue frasi contro la televisione, ma soprattutto si “ammonisce”: mettersi contro un colosso come noi è pericoloso…
Nel lungo articolo, appaiono alcuni commenti chiesti a esperti del rapporto tra media e politica. David Gergen, che ha lavorato come consulente per Bill Clinton e per altri tre presidenti repubblicani, consiglia a Obama di raffreddare gli animi. “E’ una strategia molto rischiosa. Se ti metti contro una televisione o un giornale, c’è la possibilità che la questione diventi personale. E tutte le questioni personali diventano sempre più intricate di quelle politiche”.
Anche Tony Blankley, ex portavoce del leader conservatore Newt Gingrich, consiglia la Casa Bianca di fare marcia indietro. “Per la mia esperienza, mettersi contro un media così potente è un errore. Fox News non ha solo un audience composta da repubblicani, ma i suoi spettatori sono anche elettori di Obama e liberal in genere.
Per Obama potrebbe essere un boomerang. Insomma: l’attacco rischia di provocare danni a chi lo ha portato. Già perchè negli ultimi mesi — in corrispondenza con l’arrivo di Barack Obama nello Studio Ovale - la televisione di Murdoch ha continuato ad aumentare gli ascolti, arrivando ad un media annuale di quasi un un milione e 200mila contatti giornalieri. La sua linea editoriale critica nei confronti dell’amministrazione, le campagne di stampa fatte contro le decisioni del presidente e contro alcuni dei suoi più stretti collaboratori (come il zar per l’ambiente Van Jones, costretto alle dimissioni per le accuse di aver fatto parte di un gruppo “radicali-comunista”),
lo spazio dato ai Birthers (coloro che mettono in dubbio il luogo di nascita di Obama) hanno coagulato attenzione e curiosità.
L’aggressività della Fox News (la televisione preferita da George W. Bush) ha pagato in termini di audience. Ma ha provocato prima una lacerazione e poi uno strappo con Barack Obama. Il quale, sentendosi calunniato, ha prima cercato di emarginare il network (non concedendo più interviste ai suoi anchor men, o domande ai suoi giornalisti durante le conferenza stampa) e poi ha deciso di andare alla guerra, con l’uscita di Anita Dunn sul New York Times.
“Non vogliamo legittimare Fox in quanto organo di informazione” ha detto la responsabile della comunicazione della Casa Bianca. E pensare che circa un mese fa c’era stato un tentativo di tregua, con un pranzo a New York tra il braccio destro di Obama, David Axelrod e il presidente di Fox News Roger Ailes. La tregua è durata lo spazio di un mattino. La televisione è andata avanti con gli attacchi. La Casa Bianca, molto sensibile al tema della comunicazione, ha risposto con la dichiarazione di guerra formale.
“Quelli pensano di essere sempre in campagna elettorale ” ha detto Michael Clemente, il vicepresidente di Fox News, chiamando alle armi i suoi fedelissimi telespettatori. Robert Murdoch e Barack Obama, elmetti in testa, nella nuova guerra dei media. E del consenso.
- Martedì 13 Ottobre 2009
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Commenti
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Il 13 Ottobre 2009 alle 19:14 autores ha scritto:
Dillo ai miei vecchi avvocati che hanno permesso a mia figlia di essere cresciuta da mia mamma e da mio papa’ dal resto della mia famiglia e non da me,anche se mio papa’ ha appartamenti.io ho sempre lavorato nella mia vita e sono anche chi ho dichiarato da sempre.l’avvocato ha preferito non lavorare perche’e’ mia figlia naturale.
Il 14 Ottobre 2009 alle 11:37 indigesto ha scritto:
Leggendo l’articolo, pare che siano le TV negli USA a voler condizionare la politica presidenziale, e non si tratta di certo di TV libere, visto che sono di proprietà e, di conseguenza,guidate da colossi dell’editoria televisiva e cartacea internazionale, con interessi politici in tutto il mondo Un pò come accade da noi per certi gruppi editoriali con codazzi anche in TV, in particolare in quella pubblica. Solo che in America si tratta di gruppi editoriali legati al Partito repubblicano, e quindi di destra, e da noi di gruppi dichiaratamente di sinistra. Dunque il paragone che propone il sociologo Fumagalli è del tutto fuori misura. Obama non ha poi bisogno di reti televisive: quando lo ritiene opportuno invia i suoi messaggi a reti unificate, com’è nel suo diritto. Ma principalmente non ha comunisti in casa, che da noi sono ancora una realtà (a parte il Fumagalli che è solo un passionario) liddove il fascismo esiste solo nella fantasia di qualche esagitato!
Il 14 Ottobre 2009 alle 15:53 dellelmodiscipio ha scritto:
Non credo che tanti opinionisti, critici politici, profeti ed esorcisti che scrivono e scrivono dando l’impressione di riferire le cronache di una formidabile guerra navale con tanto di cannoni siluri e missili non capiscano che da quando Berlusconi, io e Obama siamo scesi in campo questo scenario è cancellato, resettato. Noi, ripudiando esplicitamente l’impostazione della sinistra hegeliana (materialismo storico, lotta di classe) ci siamo proposti come semplici PERSONE, umili miliardesimi dell’umanità, e siamo pertanto imbattibili da ogni ARMATA, noi siamo fatti di materiale indistruttibile. Perché insistere a chiedersi quale sarà l’esito di quelle obsolete battaglie? Chi vincerà? Quale delle alleanze si dimostrerà più santa? Quali sono le forze in campo e dove si nascondono? Dopo la nostra discesa sulla Terra le armate, le DIVISIONI, i PARTITI, i PARTIGIANI, sono in rotta, in Italia praticamente annientati, in USA confusi, agli inglesi verrà spiegato dopo. Decapitati i mostri, le membra (bracci armati, membri duri, cosche, corporazioni, trust, corporation, cartelli editoriali…) rimangono inoffensive (al massimo qualche colpo di coda, come si dice).
Il 15 Ottobre 2009 alle 18:16 beppe46 ha scritto:
Staremo a vedere se la stampa statunitense scenderà nei prossimi giorni in “piazza” a manifestare per la libertà di stampa.
Il 15 Ottobre 2009 alle 19:15 indigesto ha scritto:
Fumagalli, invece il comunismo a risolto tutti i problemi sociali; ma non su questo mondo, bensì su quell’altro, dove ci ha spedito ottanta milioni di poveracci! Posso capire che se si hanno ricordi che ancora bruciano sulla pelle si ragioni in un certo modo. Ma se sei indipendente, dovresti esserlo anche dai tuoi ricordi, per ricondurre tutto nelle debite proporzioni. Non avresti avuto vita facile, tu, indipendente, in quel regime che difendi. Anzi, saresti stato solo un ottantamilionesimo! Almeno adesso puoi fare l’indipendente!
Il 23 Ottobre 2009 alle 16:30 Obama contro Fox News: è guerra totale - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] O meglio. A domanda, il presidente ha risposto, in modo indiretto, che, secondo lui, quello di Rupert Murdoch non è una canale d’informazione, ma che piuttosto, ormai, come affermano i suoi consiglieri, la televisione (avversaria) abbia assunto il format (e lo spirito) di una “talk radio”. Di una delle tante catene radiofoniche che, per lo più simpatizzanti della destra, ospitano opinioni e attacchi, ma senza una base fattuale, concreta, contro la Casa Bianca. Questa uscita televisiva serale segna solo l’ultima puntata (ma solo in ordine di tempo) dell… [...]
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