Più che di un attacco alla linea di condotta del contingente italiano in Afghanistan, quello lanciato dal quotidiano britannico Times è una serie di congetture supportate da dichiarazioni di anonimi funzionari afgani e presunti comandanti talebani che accusano i nostri servizi segreti di aver pagato tangenti ai miliziani afgani per evitare di subire attacchi nella primavera-estate 2008.
Accuse confuse e in molti casi contraddittorie in base alle quali proprio questa disponibilità italiana a pagare il nemico avrebbe esposto nell’agosto 2008 i soldati francesiche avevano avvicendato gli italiani a Surobi (est di Kabul) ad un violento attacco nel quale perirono dieci militari transalpini.
Tesi smentita dallo stesso governo francese mentre il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha annunciato querele al Times. In Afghanistan tutti i contingenti pagano informatori, capi villaggio e leader tribali per acquisire informazioni o garantirsi un impatto positivo presso la popolazione.
Difficile però affermare che gli italiani pagassero i talebani nell’area di Surobi per non essere attaccati visto che proprio qui i nostri ranger del 4° reggimento e gli acquisitori obiettivi del 185° reggimento hanno dovuto combattere una mezza dozzina di battaglie uccidendo molti miliziani e guidando i raids aerei americani sui bersagli talebani. Perdite anche tra gli italiani con l’uccisione in un attentato suicida a Pagman del maresciallo
Daniele Paladini (novembre 2007) e del maresciallo Giovanni Pezzulo, colpito dalle raffiche talebane nella valle dell’Uzbin nel febbraio 2008.
Fatti che mal si conciliano con le dichiarazioni al Times del capo talebano Mohammed Ishmayel, secondo il quale l’accordo siglato tra i servizi segreti italiani e la guerriglia locale prevedeva che “nessuno delle due parti avrebbe attaccato l’altra”. A confermare l’inattendibilità dello “scoop” del Times contribuisce anche una fonte governativa afgana anonima, citata nel “rilancio del giornale britannico che riferisce di soldi pagati dagli italiani anche nel settore di Herat al leader talebano Ghulam Yaya Akhbari ucciso la settimana scorsa dalle “forze speciali americane”. Ma Akhbari è responsabile di una dozzina di attacchi e attentati contro le forze italiane e alleate nell’ovest, del ferimento di ameno 2 soldati italiani e dell’uccisione, a inizio ottobre, di un militare spagnolo. Quindi perché pagarlo?
Sfuggito più volte ai raids aerei americani Akhbari è stato ucciso si dalle forze speciali, ma quelle italiane della Task Force 45. La stessa fonte conferma che anche i militari canadesi a Kandahar avrebbero pagato i talebani “per non essere attaccati” sprecando però i loro soldi considerata che le truppe d Ottawa hanno avuto ben 131 caduti in Afghanstan.
Paradossale poi che sia un giornale di Londra ad accusare l’Italia di pagare il nemico in Afghanistan quando proprio i britannici riuscirono a conquistare il distretto di Musa Qala (Helmand) corrompendo a suon di sterline il leader talebano locale, mullah Abdul Salaam, poi nominato governatore del distretto tra le ire del governo afgano.
I britannici riuscirono poi, in modo fantozziano, a coprire di sterline un certo Naqib, per scoprire poi che si trattava di un miliziano di basso rango e non del comandante talebano che portava lo stesso nome. Il presidente Hamid Karzai espulse l’anno scorso dall’Afghanistan due funzionari britannici che giravano in lungo e in largo la provincia di Helmand con valigette di denaro per comprare la non belligeranza dei capi jihadisti all’insaputa delle autorità di Kabul.
- Venerdì 16 Ottobre 2009
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Commenti
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Il 16 Ottobre 2009 alle 13:32 indigesto ha scritto:
Ma il Times non è di Murdoch? o mi sbaglio?
Il 16 Ottobre 2009 alle 13:56 dellelmodiscipio ha scritto:
Ah, la libertà di stampa, com’è bello vedere che quando un Direttore ha il coraggio di far pubblicare una notizia si innesca una appassionata gara fra questi GIGANTI. Non sempre per dirla più grossa, spesso anzi per minimizzare il valore delle news del concorrente con questo argomento: noi queste cose le conoscevamo bene, anzi lo sapevano tutti che lì va proprio così. Da cui si può trarre la confortante conclusione (questa la sapevamo anche noi) che la guerra è guerra e chi ce l’ha dentro se la tiene.
Il 18 Ottobre 2009 alle 13:58 indigesto ha scritto:
Si sa che in tutte le guerriglie compaiono fatti che sfuggono alle logiche della guerra, come massacri di civili, operazioni dell’intelligence coperte e non, corruttele. Poi chi vince pretende di processare l’altro!
Il 19 Ottobre 2009 alle 15:11 Mazzette ai talebani: nel mirino del Times c’è Berlusconi - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] I continui “rilanci” del quotidiano Times che accusa gli italiani di pagare i capi talebani per non subire attacchi e attentati in Afghanistan sembrano tradire un obiettivo politico preciso: attaccare l’attuale governo italiano. Alcuni dettagli resi noti negli ultimi giorni sembrano dimostrarlo in aggiunta ai punti deboli della tesi sostenuta dalla testata londinese già evidenziati nel precedente post. [...]
Il 6 Novembre 2009 alle 15:55 Afghanistan: gli invisibili eroi di guerra del nostro Paese - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] feriti alcuni suoi commilitoni nell’area di Surobi, la stessa nella quale, secondo il quotidiano Times di Londra, gli italiani avrebbero pagato i talebani per non subire attacchi. Il tenente Rame, un Fuciliere [...]
Il 18 Novembre 2009 alle 12:32 La strategia di Londra in Afghanistan: corrompere i talebani - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] Le forze britanniche in Afghanistan dovrebbero usare “borse d’oro” per pagare potenziali combattenti talebani e farli stare dalla loro parte. I comandanti dell’esercito britannico dovrebbero parlare con i leader della guerriglia con “le mani insanguinate” per velocizzare la fine del conflitto. Lo affermano le nuove linee-guida della strategia britannica in Afghanistan, anticipate ieri dal quotidiano londinese Times, lo stesso che un mese fa accusò il contingente italiano a Kabul e Herat di aver pagato dal 2007 in …. [...]
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