- Tags: il mio iran, Iran, Mahmoud Ahmadinejad, pasdaran, Teheran
- 3 commenti

Iran: attacco ai pasdaran
Ma il clima è teso a causa delle accuse iraniane a Washington e Londra dopo l’attacco suicida di ieri nella località di Sarbaz (nella regione del Sistan) in cui hanno perso la vita in tutto 49 persone (ma ancora manca un bilancio ufficiale) e altre decine sono rimaste ferite. Tra i morti vi sono il generale Nurali Shushtari, comandante vicario delle forze di terra dei Guardiani della rivoluzione, e il generale Rajab-Ali Mohammadzadeh, comandante dei Pasdaran per il Sistan-Balucistan.
L’attacco suicida ha avuto luogo mentre i pasdaran e i notabili di gruppi etnici locali stavano per riunirsi per favorire una riconciliazione nella popolazione, divisa da tensioni interreligiose tra sciiti e sunniti. L’attentato è stato rivendicato dal gruppo armato sunnita Jundullah (soldati di Dio) che a maggio aveva compiuto un altro attentato prendendo di mira i pasdaran riuniti in una moschea sciita per organizzare la campagna elettorale del presidente Ahmadinejad.
Il teatro di questi attentati è la regione del Sistan-Balucistan, a ridosso del confine con l’Afghanistan e il Pakistan. In questa regione vive una parte della minoranza sunnita che i politici moderati Karrubi e Mousavi - candidati alle controverse elezioni presidenziali del 12 giugno e leader del movimento riformista Onda verde - avevano corteggiato con varie promesse.
I sunniti rappresentano all’incirca il 9% della popolazione iraniana ma non sono una minoranza riconosciuta con il pretesto che l’Islam è uno solo. Di fatto non hanno moschee nella capitale e nemmeno nella città santa di Mashhad. A Teheran la minoranza sunnita è obbligata ad andare a pregare nelle sale dell’ambasciata pakistana oppure di quella saudita, mentre a Mashhad la vecchia moschea sunnita è stata inglobata nella Fondazione del santuario dell’Imam Reza.
In Iran i sunniti sono minoranza religiosa e molto spesso, al tempo stesso, anche minoranza etnica: sono baluci nel sud-est, turcomanni nel nord-est, curdi nel nord-ovest, arabi nel sud-ovest (anche se parte degli arabi professano l’Islam sciita). Spesso vivono in aree limitrofe, al confine con paesi dove vivono le stesse etnie e i loro desideri di autonomia spaventano (da sempre) l’autorità centrale di Teheran. Ma torniamo all’attentato di ieri mattina.
Il presidente del parlamento Ali Larijani ha dato la colpa agli Stati Uniti, mentre il presidente Mahmoud Ahmadinejad ha puntato il dito contro Londra.
Gli Stati Uniti smentiscono ogni coinvolgimento e condannano l’atto terroristico ma il generale Mohammad Pakpur, comandante delle forze di terra dei pasdaran, ha dichiarato che “i miliziani del gruppo ribelle sunnita Jundallah che ha rivendicato il sanguinoso attentato sono addestrati dai servizi segreti di Usa e Regno Unito, le basi dei ribelli sono nei paesi vicini ed è là che i miliziani vengono addestrati e equipaggiati detto - in questi paesi operano i servizi segreti americano e britannico e il gruppo è addestrato da loro”.
Perchè Teheran punta il dito contro Washington e Londra? L’amministrazione di Barack Obama nega ogni coinvolgimento ma la leadership iraniana non dimentica i finanziamenti del Congresso americano, al tempo del presidente George W. Bush, all’opposizione iraniana. E non solo a quella in esilio ma anche ai movimenti separatisti. Da parte sua, il presidente iraniano Ahmadinejad accusa Londra e questo si spiega con la storia e con la teoria della cospirazione: è vero che nell’Ottocento e nel Novecento gli inglesi hanno esercitato una certa influenza e pure interferito nelle questioni interne iraniane, ma in Iran è molto diffusa la teoria della cospirazione, accusare una potenza straniera è più facile che ammettere di avere negato alle minoranze i loro diritti.

Sarbaz, al confine con il Pakistan, è la località dove un attacco terroristico contro i pasdaran ha ucciso almeno 49 persone
- Lunedì 19 Ottobre 2009
IL MONDO CHE SARÀ
LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
IL MONDO IN CLASSIFICA
STORIE DAL MONDO
OGGI AVVENNE
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
STATI UNITI, FRANCIA, EGITTO, RUSSIA
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
GUARDA IL VIDEO
VAI ALLO SPECIALE
I FATTI PIÙ IMPORTANTI DEL 2011
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 19 Ottobre 2009 alle 19:17 indigesto ha scritto:
Tanto sdegno non servirè a Teheran per fare marcia indietro, nei colloqui appena iniziati a Vienna, sull’uso dell’energia nucleare per scopi pacifici?
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.