
Paracadutisti italiani combattono a Bala Murghab (Afghanistan)
I continui “rilanci” del quotidiano Times che accusa gli italiani di pagare i capi talebani per non subire attacchi e attentati in Afghanistan sembrano tradire un obiettivo politico preciso: attaccare l’attuale governo italiano. Alcuni dettagli resi noti negli ultimi giorni sembrano dimostrarlo in aggiunta ai punti deboli della tesi sostenuta dalla testata londinese già evidenziati nel precedente post.
Innanzitutto l’inchiesta è cominciata rivelando pagamenti italiani ai talebani nell’area di Surobi dove le nostre forze speciali hanno operato dall’autunno 2007 al luglio 2008, un periodo durante il quale in Italia, per lo più, ha governato Prodi, sostituito solo a maggio dal governo Berlusconi.
Il tentativo di colpire l’esecutivo di centro-destra emerge chiaramente nell’intervista “al capo talebano di medio livello” Mohammed Ismayel citato dal Times che dichiara di che l’accordo con gli italiani è stato raggiunto nel luglio 2008, una data che sembra fatta apposta per attribuire le mazzette a un’iniziativa del governo Berlusconi insediatosi da appena due mesi.
Gli ufficiali italiani che operarono nell’area di Surobi non hanno però mai sentito parlare di Ismayel che del resto non compare in nessun resoconto precedente all’inchiesta del Times.
A far traballare lo “scoop” del giornale britannico è soprattutto la data riportata dalla fonte: gli italiani non avrebbero avuto nessun interesse a pagare i talebani per non essere attaccati poche settimane prima di cedere l’intero settore ai francesi (che infatti il 2 agosto assunsero il comando dell’area di Kabul). Eppure nell’aggressivo ma non firmato editoriale “The italian job” il Times definisce “scandaloso” l’atteggiamento italiano aggiungendo che “il governo Berlusconi deve rispondere”.
Il tentativo di lanciare un siluro al premier italiano è evidente anche nell’ampliamento dell’inchiesta del Times che ha trovato fonti militari afgane (ovviamente anonime) pronte a confermare che gli italiani pagano per non essere attaccati anche a Herat e nel settore Ovest che la Nato ha posto sotto il nostro comando.
Anche in questo caso i fatti e i report operativi dimostrano il contrario. Le truppe italiane hanno iniziato proprio nell’estate 2008, con in carica l’attuale governo, una manovra offensiva estesa da Farah a Bala Murghab in tutta l’area sotto la nostra responsabilità. Operazioni che hanno registrato un progressivo inasprimento dei combattimenti con oltre un migliaio di morti tra gli insorti negli ultimi 14 mesi. Altro che tregua comprata a suon di mazzette.
- Lunedì 19 Ottobre 2009
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Commenti
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Il 19 Ottobre 2009 alle 18:02 pv21 ha scritto:
Il Ministro La Russa ha detto qualcosa di più. Gli aiuti dati ai locali comprendevano “soldi” (tanti) per i capi-villaggio. Non credo si chiedesse loro se erano pro o contro i talebani. Da sempre esiste un modo hard ed un modo soft di interpretare le missioni di presidio all’estero. Come esiste un modo soft ed uno “hard” di trattare l’informazione. (c’è di più => //forum.wineuropa.it
Il 19 Ottobre 2009 alle 19:23 indigesto ha scritto:
Il Times di Murdoch briga per coinvolgere il governo Berlusconi sui presunti pagamenti ai Talebani per scongiurare attacchi alle truppe? Mi sarei meravigliato se non ci avesse provato!
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