
Afghanistan: passaggio di consegne per i militari italiani
L’accettazione del voto di ballottaggio per la presidenza dell’Afghanistan tra Hamid Karzai e Abullah Abdullah è stato accolta con grande favore da tutte le diplomazie occidentali ma pochi sembrano aver fatto i conti con le difficoltà organizzative insite nell’istituire una nuova tornata elettorale in così breve tempo (si voterà il 7 novembre) e con i crescenti problemi di sicurezza legati alle iniziative militari e terroristiche talebane.
La missione dell’Onu in Afghanistan (Unama) , dopo aver licenziato 200 osservatori coinvolti nei brogli durante le elezioni del 20 agosto scorso, ammette che le difficoltà sono oggi enormi. “Il ballottaggio del 7 novembre non potrà essere perfetto. Siamo in un Paese in guerra, non lo dobbiamo dimenticare” ha dichiarato il capo dell’Unama, Kai Eide.
L’Unione Europea ha ammesso di non avere il tempo sufficiente per inviare gli osservatori. “Mobilitare un così largo numero di persone in un tempo così breve non sarà possibile. Inoltre, la sicurezza nel sud e nell’est del paese, è evidentemente difficile” ha detto Carl Bildt, ministro degli esteri della Svezia che ha la presidenza di turno dell’Unione.
Sul fronte della sicurezza le problematiche maggiori sono prevedibili nelle aree a maggiore presenza talebana dove nel primo turno parte dei seggi restarono chiusi ma il rischio oggi è che al ballottaggio partecipi meno del 38,7 per cento degli elettori che si erano recati alle urne in agosto. Il problema di proteggere il voto riguarda da vicino anche le forze italiane schierate nell’Ovest, dove oggi la brigata Sassari ha avvicendato i paracadutisti della Folgore.
I due reggimenti della brigata sarda, rafforzati da 500 bersaglieri e carristi della Garibaldi, dovranno riesumare i piani messi a punto l’estate scorsa dal generale Rosario Castellano per proteggere oltre un migliaio di seggi affiancando le forze militari e di polizia afghane. In agosto solo una sessantina di seggi non poterono essere aperti nell’area sotto comando italiano a cause dei raid e delle minacce talebane nelle aree di Bala Murghab, Shindand e Bala Buluk.
La fase di avvicendamento tra due contingenti è sempre delicata anche se in questi caso la Sassari ha effettuato diverse settimane di affiancamento alla Folgore prima del passaggio di consegne.
Rispetto ai paracadutisti il nuovo contingente guidato dal generale Alessandro Veltri dispone di un battaglione di fanteria in più ma i militari arrivati nell’ultimo mese a Herat, benché veterani dell’Iraq e dei Balcani, sono alla prima esperienza in Afghanistan e devono familiarizzare con il territorio e le figure di riferimento costituite da governatori, capi tribù e comandanti delle forze afghane. Più esperti sono invece i 400 paracadutisti inviati nel luglio scorso come rinforzo elettorale e che resteranno in Afghanistan fino alla fine del processo elettorale, presumibilmente a fine novembre considerando tempi necessari allo spoglio dei voti e alla proclamazione del vincitore.
- Giovedì 22 Ottobre 2009
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