
Scontri tra narcos e polizia a Rio de Janeiro: 17 morti
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Due settimane fa, dopo l’annuncio che le Olimpiadi del 2016 saranno ospitate a Rio, la gioia e l’orgoglio carioca si era scatenato in una festa durata tre giorni sulla celebre spiaggia di Copacabana, la cartolina del Brasile che il mondo ama.
Purtroppo, spesso, i sogni muoiono all’alba e, lo scorso week-end la gioia e l’orgoglio degli abitanti di Rio si è scontrata con la realtà fatta di violenza e di bande di narcos che, oramai da almeno una decina di anni, tiene in scacco la città.
In un week-end da apocalisse gli scontri tra due gruppi criminali per il controllo dello spaccio in una favela e le forze dell’ordine hanno causato in tutto almeno 29 morti, compresi tre poliziotti che sorvolavano l’area in un elicottero abbattuto, ancora non si sa se da una raffica di mitragliatrice o da un colpo di bazooka.
Da segnalare che il mezzo è stato colpito a meno di due Km dal Maracanà, lo stadio che tra meno di cinque anni ospiterà la finale del Mondiale di Calcio e, nel 2016, le cerimonie di apertura e di chiusura dei Giochi Olimpici.
In media a Rio, città di oltre sei milioni di abitanti, muoiono ogni giorno uccise 15 persone. Solitamente a causa di scontri a fuoco tra le tre bande che controllano il traffico di stupefacenti e di armi nella città, ovvero Comando Vermelho, Terceiro Comando e Amigos dos Amigos ma, spesso, anche per gli interventi assai violenti del Bope, il Battaglione Operazioni Speciali della Polizia, quello ben descritto nel film Tropa de Elite che nel 2008 ha vinto l’Orso d’oro a Berlino.
Una guerra non ufficiale, di quelle definite dagli esperti “a bassa intensità” ma che negli ultimi 5 anni ha fatto oltre 25mila morti qui a Rio, molti di più di quelli della Striscia di Gaza o di Baghdad di cui sono piene le pagine dei nostri giornali.
Naturalmente i responsabili della Polizia di Rio hanno tranquillizzato l’opinione pubblica, assicurando che per Mondiali e Olimpiadi non ci saranno problemi di sicurezza, mentre alcuni membri del CIO si sono affrettati a ricordare che a Londra, città ospitante i giochi del 2012, gli attacchi terroristici del 2005 fecero molti più morti (56) e feriti (circa 700) di quelli dell’ultimo week-end.
Resta comunque il problema anche perché c’è una voce preoccupante che circola negli ambienti dei bene informati, ovvero che l’attacco dei narcos non sia stato casuale ma, invece, che sia partito dal carcere di massima sicurezza di Catanduvas, nel sud del Brasile. Nello specifico l’ordine sarebbe stato impartito da Marcinho VP, capo del Comando Vermelho, narcotrafficante che ha iniziato la sua carriera controllando la droga nella favela del Complexo do Alemão (quella in cui è cresciuto il calciatore Adriano) dopo essersi accordato con un altro carcerato eccellente, ovvero Fernandinho Beira Mar, uno dei principali trafficanti di armi e cocaina dell’America Latina detenuto in un altro supercarcere distante migliaia di chilometri da Rio, quello di Campo Grande, nel Paranà.
L’obiettivo dell’ordine degli attacchi sarebbe quello di un “memento” alle autorità in vista di Mondiali e Giochi, una sorta di “guardate che ci siamo anche noi”. Un messaggio tipicamente mafioso che secondo alcuni analisti del settore security potrebbe anche portare ad una sorta di accordo tacito tra narcos e governo della “cidade maravilhosa”. La notizia dell’ordine degli attacchi dal carcere, naturalmente, è stata smentita dalla Polizia ma circola con sempre maggior insistenza.
- Giovedì 22 Ottobre 2009
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Commenti
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Il 23 Ottobre 2009 alle 18:39 indigesto ha scritto:
Non so se il Governo trattò con la mafia, ma nel caso si trattò di governi di centrosinistra. Non si capisce cosa Rijna debba dire acchè un Governo di centrodestra debba concedere finanziamenti alla Sicilia per tacitarlo. Rijna non è la Sicilia come Marcinho non è Rio e il Brasile. Da noi una buona pulizia si è fatta, speriamo che facciano altrettando là. Sempre Berlusconi permettendo, s’intende!
Il 13 Novembre 2009 alle 13:48 paolo.manzo ha scritto:
Ragazzi state buoni se potete e atteniamoci ai contenuti dei post, Berlusconi qui c’entra come la meringata sull’impepata di cozze!
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