Divorzio in Medio Oriente: ecco come turchi e israeliani sono arrivati ai ferri corti

Anna Momigliano è una scrittrice e giornalista milanese di 29 anni. Va spesso in Israele a trovare amici e parenti. Per Marsilio ha scritto Karma Kosher.
Una manifestazione filo-palestinese a Istanbul (AP/Ibrahim Usta)

Una manifestazione filo-palestinese a Istanbul (AP/Ibrahim Usta)

Quando di amici se ne ha pochi, perderne uno può diventare molto pericoloso. Ed è esattamente quello che sta capitando a Israele. Che, a quanto pare, sta perdendo l’unico grande alleato che aveva in Medio Oriente: la Turchia.

Ormai è ufficiale: Ankara e Gerusalemme stanno divorziando. Alla questione ha dedicato un ampio articolo Foreign Policy, una delle migliori riviste di politica estera in circolazione: qui trovate il pezzo, è lungo, in inglese, e francamente un po’ di parte, ma per chi ne ha voglia, vale la pena di leggerlo.

L’ultimo capitolo di questa saga riguarda una fiction apparsa sulla televisione di Stato turca, che descrive i soldati dell’esercito israeliano come una massa di belve assetate di sangue. Il governo israeliano ha protestato: “E’ un incitamento alla violenza contro gli israeliani che vengono in Turchia”. Ankara si è rifiutatata di cancellare il programma.

Qui potete vedere un estratto della fiction

Ma questa non è che l’ultima frattura di una lunga serie.

Qualche esempio recente? Poche settimane fa la Turchia ha posto il veto alla partecipazione di Israele a un’esercitazione aerea della Nato, mandando su tutte le furie gli americani, che alla fine hanno cancellato l’esercitazione tout court. Inoltre lo scorso 13 ottobre il ministro degli Esteri turco Ahmet Davutoglu ha compiuto una visita di alto profilo in Siria, il nemico numero uno di Israele (dopo l’Iran): a sottolineare la loro intesa, Ankara e Damasco hanno creato insieme “un consiglio di cooperazione strategica”.

Qui trovate un servizio di Al Jazeera sul declino della partnership strategica tra Turchia e Israele, nonché sull’avvicinamento di Ankara ai Paesi arabi: “La Turchia sta ridefinendo il suo ruolo nel Medio Oriente e si sta facendo nuovi amici“, dice il giornalista. Si parte dalla questione delle esercitazioni militari cancellate, per poi discutere l’evoluzione diplomatica tra i due Paesi negli ultimi anni.

Solo sei o sette anni fa, nessuno avrebbe potuto prevedere una tensione diplomatica di questo livello: Israele e Turchia erano due alleati solidissimi. Poi, cos’è cambiato?

Tanto per cominciare, ad Ankara è stato eletto per la prima volta nel 2002 un partito dichiaratamente religioso musulmano: un partito che si definisce islamico moderato, e che di certo non va confuso con i movimenti estremisti come Hamas o Hezbollah. Ma anche un partito che rompeva con la tradizione laica della Turchia repubblicana e che un po’ strizzava l’occhio al mondo arabo.

Poi è successo che la Turchia non è riuscita a entrare nell’Unione europea, e che proprio per questo ha deciso di rivolgersi sempre di più al mondo musulmano e sempre di meno a quello europeo.

Intanto accadeva che il processo di pace tra arabi e israeliani è andato a rotoli. E che di conseguenza, ai turchi conveniva sempre meno associare la propria immagine con quella di Israele.

Le tensioni, insomma, si sono accumulate per anni. E con l’ultima guerra, quella che si è combattuta nella Striscia di Gaza lo scorso inverno, sono davvero esplose. Il governo di Ankara si è schierato nettamente dalla parte dei palestinesi, spesso con toni infiammati: il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan ha addirittura dato pubblicamente dell’assassino al presidente israeliano Shimon Peres.

Qui potete guardare Erdogan insultare pubblicamente Shimon Peres:

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 27 Ottobre 2009 alle 12:45 indigesto ha scritto:

Cosa s’aspettava dalla Turchia? C’è solo da chiedersi quanto conta in tuttoquesto la resistenza di molti paesi europei a consentire un rapido ingresso della Turchia nella UE. Avrebbe ugualmente fatto questa scelta di campo? Conoscendo le intenzioni del mondo islamico di islamizzare tuttoquanto resta ancora da islamizzare (l’Europa corre questo rischio anche senza la Turchia) credo che ci avrebbe creato solo problemi. Meglio capire subito da che parte sta, e se esce dalla NATO lo capiremo meglio! Certamente non metteremo il lutto, si tratterà solo di tenerlo presente. Per ogni occorrenza!

Il 27 Ottobre 2009 alle 15:24 annamomigliano ha scritto:

Caro indigesto,
forse lei ha ragione, ma io non credo che la Turchia voglia “islamizzare” gli altri, ma ammetto che c’è un trend preoccupante: si è passato da un laicismo eccessivo e violento(la Turchia dei colonnelli perseguitava i religiosi), a un partito islamico moderato… che a un certo punto si è trasformato in un governo populista filo-arabo, almeno in politica estera.

Probabilmente sono stati commessi molti errori, sia da parte degli israeliani che come suggerisce lei dagli europei.

Anche se questo non giustifica la prepotenza e l’arroganza di Erdogan.

Il 27 Ottobre 2009 alle 16:34 indigesto ha scritto:

Ma,cara Anna, capisco che Ella debba stare alla notizia chè è il suo mestiere, ma (e ripeto il ma) nel notare una certa apprensione sull’inviluppo dei fatti, di cui ci mette egregiamente al corrente, e sapendola, in qualche modo parte in causa, vien da chiedersi se tenga nel giusto conto il peso della Comunità ebraica nel mondo e, conseguentemente d’Israele. Lungi da qualsiasi sottinteso provocatorio, e ne avremmo potuto parlare in altra sede, sente, magari in modo incoscio, veramente il bisogno di esere confortata? Su, un pò più di ottimismo! Israele non ha amici solo dalla parte che immagina Lei. Anzi, forse è lì che si annidano le maggiori..riserve! Perdoni l’intrusione.

Il 27 Ottobre 2009 alle 18:08 enrico fumagalli ha scritto:

La preoccupazione di Anna è giustificata ma eccessiva, la perdita della Turchia è una sciocchezza a confrono di altre “amicizie” ben più rilevanti, come quella Russa dove in un articolo della Prof. Farian Sabahi ne fa cenno. Il laicismo di Atatürk che modernizzò la Turchia è ben diverso dal regime dei colonnelli piuttosto fascista e il successo per il ritorno islamico forse è dovuto alla mancanza di una opposizione incapace di portare un cambiamento, diciamo più sociale o socialista, quindi è solo questione di tempo, prima o poi cambieranno pure i turchi. In merito alle fiction da parte della propaganda holliwoodiana, sono 60 anni che assistiamo a tedeschi cattivi (in parte con ragione) Vietnamiti imbecilli e feroci, poi fu la vota degli arabi e prima ancora, in bianco e nero gli indiani d’America o i negri d’Africa con il buon Tarzan, insomma un lavaggio del cervello continuo che la giovane Anna forse non ha subito e le falsità, ora ingiustamente girate sul suo popolo la indignano ma fanno parte del gioco, sono favole, la realtà purtroppo è peggio, non vi è esercito che non abbia commesso nefandezze, anche i buoni militari italiani in Africa, come gli alleati a Cassino, le atomiche giapponesi, i genocidi, primo fra tutti negli USA, insomma è tutto un fiorire di ferocia e crudeltà e il peggior esempio l’Olocausto che in particolare colpì poveri ebrei (i ricchi lo evitarono e forse sono gli unici a doverselo meritare). Tranquilla Anna, Israele non corre pericolo a meno che se lo vada a cercare e con nuove amicizie, se anche lascia perdere quelle oltre atlantico ha tutto da guadagnare, quegli amici sono i loro veri nemici e a rimetterci sono solo i giovani Israeliani. Dico male? Saluti, nonostante tutto sono sempre un suo ammiratore che ama punzecchiarla ma con affetto, come si fa con le figlie ribelli.

Il 28 Ottobre 2009 alle 12:58 indigesto ha scritto:

Per annamomigliano
Naturalmente tutte le mie considerazioni sono di carattere generale. Quanto alle legittime ansie personali per ogni tipo di recrudescenza delle ostilità, esse non possono che essere comprensibili e condivisibili con tutta la mia solidarietà. Cordiali saluti.

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.



Il 9 novembre 1989 cadeva il Muro di Berlino: Le foto e i reportage dalle pagine di Epoca.

Sondaggio

Aiuti ad Haiti: scontro Bertolaso vs Clinton. Chi ha ragione?
Mostra i risultati

Archivi