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	<title>Mondo &#187; Barack Obama: Un anno vissuto  modestamente </title>
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	<description>Canale Mondo di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 18:59:47 +0000</pubDate>
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		<title>Barack Obama: Un anno vissuto  modestamente</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 11:56:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il 4 novembre del 2008 Barack Obama è diventato il primo presidente nero della storia americana. Il suo gradimento
e le aspettative erano altissimi. Dopo 12 mesi    i sondaggi precipitano: troppe le promesse dimenticate. Ha assolto la Cia, tentenna sull’Afghanistan, arranca sulla sanità. E non basterà il Nobel  per risollevarlo.  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.panorama.it/mondo/files/2009/10/barack-obama-23-large.jpg" alt="APTOPIX  Obama Virginia" width="500" height="350" class="aligncenter size-large wp-image-5540" /></p>
<p>Di <strong>Marco De Martino</strong><br />
<strong>Ora come allora Barack Obama è impegnato a fare ciò che gli riesce meglio: campagna elettorale.</strong> Non sembra neanche che sia passato un anno. <strong>Ci sono ancora i cartelli con la scritta: &#8220;Yes we can&#8221;.</strong> E c’è una signora in prima fila che piange, e lui che risponde: &#8220;<strong>Vi amo anch’io&#8221;. </strong><span id="more-6199"></span></p>
<p><strong>Ma il comizio di Hackensack, in New Jersey, non ha niente dell’incanto che portò Obama a diventare il primo presidente nero della storia americana.</strong> La sua mobilitazione è dovuta al fatto che i democratici rischiano di perdere il governo di due stati, New Jersey e Virginia, che un anno fa vennero vinti facilmente. Però quando è stato chiesto agli elettori se la sua presenza al fianco dei candidati servirà a cambiare il loro voto, il 73 per cento ha detto di no.<!--more--></p>
<p><strong>Un anno dopo persino Obama sembra un presidente come gli altri.</strong> Uno che precipita nei sondaggi di popolarità anche più velocemente dei suoi predecessori galleggiando, secondo la <em><a href="http://www.gallup.com/home.aspx" target="BLANK">Gallup</a></em>, a quota 52 per cento, 10 punti sotto la rilevazione dello scorso aprile, 26 meno del plebiscito che lo accolse alla Casa Bianca. </p>
<p>Un ex intoccabile che ora è facile prendere in giro, come ha fatto di recente il suo imitatore su <em>Saturday Night Live</em>: &#8220;Il Nobel per la pace? Credo di averlo vinto solo perché non sono <strong>George W. Bush</strong>, ma è stato una sorpresa, perché non sono Bush solo da pochi mesi&#8221;. Uno dei tanti presidenti che non mantiene gli impegni con gli elettori.<br />
Secondo l’agenzia <strong><a href="http://www.politifact.com/truth-o-meter/" target="blank">Politifact</a></strong>, delle oltre 500 promesse fatte da Obama durante la campagna elettorale solo 49 sono state mantenute, su sette il presidente si è rimangiato la parola, su 127 sta lavorando, e circa 304 sono cadute nel vuoto.<br />
<img src="http://blog.panorama.it/mondo/files/2009/10/barack-obama-26-large.jpg" alt="Obama Health Care" width="500" height="350" class="aligncenter size-large wp-image-5543" /></p>
<p><strong>Il gap tra il sogno e la realtà della presidenza non è mai apparso più profondo.</strong> La nuova linea di apertura e dialogo con il governo iraniano continua a scontrarsi con l’ambiguità di Teheran: mentre le centrifughe nucleari funzionano a pieno ritmo, gli ayatollah rimettono quotidianamente in discussione la bozza di accordo firmata da Francia, Russia e Usa sull’arricchimento dell’uranio iraniano in Russia. </p>
<p>Durante la sua corsa elettorale  <strong>Obama promise di mettere fine agli abusi commessi dalla presidenza Bush nel nome della sicurezza nazionale</strong>. Ma la sua riluttanza a eliminare l’immunità di fatto della Cia ha portato il New York Times ad accusare: &#8220;<strong>L’insabbiamento degli abusi di George W. Bush si sta trasformando nell’insabbiamento di Barack Obama</strong>&#8220;. E persino sulla chiusura di Guantanamo o sulla questione dei gay nell’esercito l’amministrazione agisce con una lentezza che esaspera i suoi più ardenti sostenitori. &#8220;Un presidente democratico che non spinge per la sanità universale obbligatoria e non ha interesse nella questione del matrimonio gay o nel controllo delle armi non è il messia progressista tanto atteso&#8221; scrive <strong>Jon Meacham</strong>, direttore di Newsweek, settimanale che a Obama ha dedicato più copertine di qualsiasi altro magazine.</p>
<p>Per mesi la diversità di Obama è stata letta come una questione di carattere. Ma anche il mito della sua imperturbabilità è crollato: il primo candidato dell’era elettronica, capace di usare gli sms  e i social network come nessun altro, si è messo a lottare come un presidente qualunque contro il network conservatore Fox news. &#8220;Il presidente ha deciso di schierare 40 mila soldati in più per combattere la Fox&#8221; ha commentato il comico Jay Leno.<br />
L’attivismo della Casa Bianca contrasta con la lentezza con cui si sta riesaminando la direzione da prendere in Afghanistan: la divergenza di opinioni tra la strategia del generale Stanley McChrystal (che chiede 44 mila militari in più) e il teorema dello sganciamento del vicepresidente Joe Biden (che preme per attacchi mirati contro i terroristi, concentrando le risorse sul Pakistan) ha già creato contrasti fra i civili e i militari del Pentagono. E il ritorno del terrorismo in Iraq potrebbe rimettere in discussione anche il ritiro dei  120 mila soldati americani.<br />
Anche sulla questione della regolamentazione di Wall Street alcuni contestano il metodo presidenziale, che si concentra sui tagli dei compensi ad Aig, Citigroup e General Motors, a scapito di regolamenti più severi. &#8220;Siamo ancora più in pericolo di un anno fa&#8221; sostiene Neil Barofsky, che al Tesoro è l’ispettore generale del Tarp, il programma di acquisto da parte del governo dei titoli tossici. &#8220;Grazie a fusioni rese possibili dal governo le banche ritenute troppo grandi per fallire sono ancora più grandi. E sanno che verranno comunque soccorse&#8221;</p>
<p>Dalla riforma sanitaria potrebbe venire la prima grande vittoria di Obama. Dopotutto è dal 1912 che si parla di un sistema sanitario nazionale, e la legge che il presidente firmerà includerà la creazione di un’agenzia assicurativa di stato. Ma, a fronte di costi che secondo le analisi toccheranno 1.000 miliardi nei prossimi 10 anni, la legge potrebbe non raggiungere l’obiettivo di dare una copertura a tutti. Secondo l’ufficio budget del Congresso, circa 17 milioni di americani rimarrebbero scoperti. Tra loro quelli che guadagnano troppo per la mutua degli indigenti ma non abbastanza per permettersi l’assicurazione. Molti preferiranno pagare i 750 dollari di multa previsti per chi non sottoscrive una polizza. Questo spiega perché il 49 per cento degli americani teme un aumento dei costi legato alla riforma.<br />
Dalle reazioni alla riforma dipenderanno anche i risultati delle elezioni di medio termine nel 2010. I democratici potrebbero perdere circa 20 seggi, invertendo una tendenza al rialzo che dura dal 2006. Sono i cicli della politica americana, e nessuno li conosce meglio di <strong>Helen Thomas</strong>, 89 anni, decana dei corrispondenti della Casa Bianca. Nell’anniversario del primo anno di presidenza ha scritto a Obama: &#8220;Signor presidente, avrà già capito che l’inaugurazione è stata probabilmente il giorno più bello della sua amministrazione. Si prepari, il peggio deve ancora venire&#8221;. <img src="http://blog.panorama.it/mondo/files/2009/10/barack-obama-28-large.jpg" alt="Obama Ghana" width="500" height="350" class="aligncenter size-large wp-image-5545" /></p>
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					<media:title><![CDATA[]]></media:title>
					<media:description><![CDATA[© ap / Lapresse
07-08-2009  Washington, USA
Esteri
Barack Obama interviene sull'economia del paese al Rose Garden della Casa Bianca
Nella foto: il presidente degli Stati Uniti Barack Obama Only Italy 

President Barack Obama speaks at a Creigh Deeds for governor rally, Aug. 6, in McLean, Va.(AP Photo/Nick Wass)]]></media:description>
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					<media:description><![CDATA[©AP/Lapresse
09/09/2009 Washington
Estero
Congresso sulle cure sanitarie
nella foto:  Barack Obama salutato dalla folle


President Barack Obama is greeted on Capitol Hill in Washington, Wednesday, Sept. 9, 2009, prior to delivering a speech on healthcare to a joint session of Congress. (AP Photo/Charles Dharapak)]]></media:description>
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					<media:description><![CDATA[©Charles Dharapak/AP/LaPresse
11-07-2009 Accra
Esteri
Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama in visita in Ghana
nella foto: Barack Obama al Parlamento ghanese 

President Barack Obama addresses the Ghanaian Parliament in Accra, Ghana, Saturday, July 11, 2009. (AP Photo/Charles Dharapak)]]></media:description>
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