
Il cancelliere Helmut Kohl con il presidente americano George Bush
All’indomani della caduta del Muro di Berlino, il cancelliere tedesco Helmut Kohl e il presidente americano George Bush si parlarono spesso al telefono. Erano giornate frenetiche che stavano cambiando la storia, e dall’esito imprevedibile. Kohl e Bush dovevano agire in fretta e con molta prudenza. Dalle loro conversazioni traspaiono ansia, gioia, ma anche l’amicizia che legava i due leader. Le trascrizioni delle chiamate sono state rese pubbliche dalla Bush presidential library.
10 novembre 1989. Bush e Kohl si parlano per la prima volta dopo la caduta del Muro. La telefonata dura dalle 21.29 alle 21.47, ora centrale europea.
Kohl Arrivo ora da Berlino. È come partecipare a una grande festa. L’atmosfera è quella di una festa popolare. [...] Migliaia di persone attraversano il checkpoint Charlie in entrambe le direzioni. Ci sono molti giovani, che vengono per un giro e si godono il nostro stile di vita libero. [...] Mi permetto di azzardare che al momento non pare che l’apertura abbia portato a un drammatico aumento dei profughi. Può essere che con le frontiere aperte la gente venga, dia un’occhiata e poi torni a casa. [...] Suppongo che continuerà così ancora per un paio di settimane, durante le quali la gente starà a vedere quali riforme arriveranno.
Bush Anzitutto desidero esprimerti la mia ammirazione per come si è comportata la Repubblica federale tedesca in tutta questa vicenda. In secondo luogo, a questo punto il mio incontro di dicembre con Gorbaciov è ancora più importante. Desidero pertanto avere sufficienti scambi telefonici con te, in modo che io possa fare tesoro delle tue riflessioni.
Kohl Dovremmo farlo.
Bush Tanti auguri e buona fortuna. Sono orgoglioso di come stai gestendo questa situazione straordinariamente difficile.
Kohl Grazie. Salutami tanto Barbara.
Bush Sono a Dallas. Tanti saluti anche a Hannelore.
Kohl Grazie e cari saluti. Dille di mettere da parte un po’ di soldi. Ho intenzione di mandarvi i würstel per Natale.
17 novembre 1989
La telefonata dura dalle 13.55 alle 14.15.
Kohl In un colloquio con (Egon) Krenz (presidente della Ddr, ndr) ho affrontato la questione delle libere elezioni, dei sindacati liberi e della libertà di stampa. Ho proposto che noi della Rft garantiamo un sostegno completo, tuttavia a condizione che vengano attuate queste riforme, come pure il popolo si aspetta. Se non le mettono in atto, questo governo cadrà . Per quanto riguarda gli sviluppi politici internazionali, non dovremmo fare nulla che destabilizzi la situazione nella Ddr. Ho avuto una conversazione con Gorbaciov. Ovviamente i sovietici sono preoccupati. Gli ho fatto presente che, se Krenz non attuerà le riforme come hanno fatto i polacchi e gli ungheresi, il suo sistema fallirà .
Bush L’euforia e l’entusiasmo […] potrebbero […] condurre ad azioni imprevedibili nell’Urss e nella Ddr. Per questo non lanceremo appelli per la riunificazione né imporremo condizioni in termini di tempo. E il presidente degli Stati Uniti non si metterà in posa davanti al Muro di Berlino, per evitare di inasprire la situazione.
3 dicembre 1989
Kohl e Bush si incontrano per la prima volta dopo la caduta del Muro di Berlino. Il colloquio ha luogo nel castello di Stuyvenberg a Bruxelles dalle 20.30 alle 22.
Bush Gorbaciov sostiene che stai bruciando le tappe.
Kohl Posso raccontarti cosa è successo oggi nella Ddr? Si sono dimessi tutti. C’è probabilmente una crisi anche soltanto nel fare funzionare il governo. La gente vuole sapere quali privilegi speciali erano stati accordati ai loro leader. E questo è solo l’inizio. A Rostock la gente ha fatto irruzione in una fabbrica e ha scoperto delle armi. Ora vorranno sapere dove erano dirette quelle armi. Ho detto a Gorbaciov che non è nel mio interesse far precipitare la situazione. […] Non possiamo nemmeno continuare a erogare i 100 marchi (somma di benvenuto, ndr) a ogni visitatore. Siamo già arrivati a 1,8 miliardi di marchi. In seguito Kohl illustra il suo piano di dieci punti per la riunificazione tedesca.
Kohl Non farò nulla di avventato. Non ho nemmeno definito scadenze. Siamo parte dell’Europa e in futuro resteremo membri della Comunità europea. Alcuni dei miei colleghi hanno affermato ieri che i dieci punti vanno bene. Il più difficile è stato Andreotti. Tutti in Europa hanno paura di due cose. Innanzitutto che la Germania scivoli verso Est, il che è un’assurdità . In secondo luogo, e questo è il motivo vero, che l’economia tedesca si sviluppi più velocemente rispetto ai paesi dei miei colleghi. Francamente, è già abbastanza difficile mandar giù che 62 milioni di tedeschi vivano nel benessere. Aggiungine 17 milioni e (capirai che) loro hanno grossi problemi…
Bush Il problema principale di Gorbaciov è l’incertezza. Non voglio dire che ci stia perdendo la testa, ma certamente non è del tutto sereno. Dobbiamo trovare una formulazione che non lo spaventi, ma che ci consenta di fare passi avanti.
Kohl Non voglio che si senta messo all’angolo. Devo incontrarlo. [...] I giornali stanno scrivendo certe sciocchezze… Perfino Henry Kissinger parla di due anni (per la riunificazione, ndr). Ma non è possibile, le differenze economiche sono troppo grandi.
Bush Cosa pensano i cittadini della Ddr della riunificazione? Kohl La gente nella Ddr è molto male informata su questi temi. I tedeschi dell’Est hanno bisogno di tempo per capire cosa vogliono veramente. Quanto a me, auspicherei che, per un certo periodo, la situazione evolvesse in modo disteso. Nella Repubblica federale la maggior parte delle le persone e dei partiti è a favore. I verdi vedono una possibilità : sono per l’abolizione dell’esercito e la neutralità e quindi avversano la riunificazione. Martedì scorso l’Spd ha approvato (il piano di 10 punti, ndr). Adesso regna la sensazione che questa sia la vittoria di Kohl. Anche i liberali sono a favore del piano, ma sono irritati perché rappresenta un mio successo.
Bush Credo che la soluzione migliore sia perseguire l’autodeterminazione e stare a vedere come evolve la situazione. Inoltre dovremmo evitare tutto ciò che possa rendere insostenibile la situazione per Gorbaciov. […] Ci sono capi di stato europei contrari ai tuoi 10 punti?
Kohl Il primo ministro spagnolo (Felipe) Gonzalez era molto positivo. Mitterrand si comporta in modo ragionevole. Sa che non sarebbe opportuno opporsi. Però vuole che il processo avanzi a velocità moderata. […] L’atteggiamento degli stati del Benelux è positivo. La Gran Bretagna, invece, è piuttosto cauta.
Bush Questo è l’eufemismo dell’anno. […] Gli olandesi portano ancora rancore a causa di Hitler? Kohl Decisamente. I nazisti sono andati giù pesanti con i Paesi Bassi. La Thatcher sostiene che il Parlamento europeo non debba avere alcun potere, perché Whitehall (il governo britannico) non può cedere nemmeno un pezzo della propria sovranità . […] È convinta che il dopoguerra non sia ancora finito e ritiene che la storia sia ingiusta: la Germania è così ricca e la Gran Bretagna lotta per sopravvivere. Hanno vinto la guerra, ma hanno perso un impero e la loro economia.
13 febbraio 1990 Kohl e Bush si telefonano due volte. La prima conversazione dura dalle 19.49 alle 20. Kohl chiama la Casa Bianca per riferire dell’incontro con Mikhail Gorbaciov.
Kohl La situazione continua a essere drammatica. Dal 1° gennaio a oggi 80 mila persone sono arrivate nella Repubblica federale dalla Ddr. Perciò io ho suggerito un’unione monetaria ed economica. [...] Abbiamo anche discusso gli stessi punti trattati da Jim Baker (il segretario di Stato Usa, a sua volta reduce da una visita a Mosca, ndr), che le due Germanie devono lavorare insieme con le quattro potenze: Usa, Gran Bretagna, Francia e Urss. [...] C’è una cosa di cui dovremmo discutere intensamente a Camp David: il futuro della Nato e del Patto di Varsavia. Ho detto ancora una volta a Gorbaciov che la neutralità della Germania è fuori questione per me.
Bush Dobbiamo trovare una soluzione. L’incontro di Camp David sarà molto importante. [...} Quando ho sentito i tuoi commenti da Mosca e ho appreso che Gorbaciov ha rimosso un ostacolo che da tempo intralciava il cammino verso la riunificazione, ho pensato a te come amico. Dev’essere stato toccante. Il popolo tedesco vuole senz’altro essere unito.
Kohl È verissimo. Questo è un grande momento per noi. Oggi ho avuto una riunione del mio partito al Bundestag e ho detto che senza i nostri amici americani tutto ciò non sarebbe stato possibile.
Bush Abbiamo sostenuto la tua opinione sull’opportunità dell’adesione (della Germania unita, ndr) alla Nato e rimarremo fedeli a questa linea. Ma dobbiamo parlarne insieme e capire dove dobbiamo essere più flessibili e dove invece dobbiamo essere più risoluti. Penso che il nostro incontro di Camp David sarà molto importante
Kohl Anch’io lo attendo con ansia.
Bush Verrà anche Hannelore?
Kohl Sì.
Bush Dille di non portare abiti troppo eleganti. Là è come essere in un rifugio alpino.
Kohl Fantastico.
Bush Grazie per la telefonata.
17 luglio 1990
Kohl telefona al presidente degli Stati Uniti dopo l’incontro con Gorbaciov. La conversazione dura dalle 20.48 alle 21.17 ora europea.
Kohl George, prima di tutto ti devo dire che Gorbaciov sta benissimo. È riuscito a lasciarsi dietro le spalle il duro lavoro che ha comportato il congresso del partito. Credo che il successo conseguito gli abbia dato un bello slancio.
Bush Helmut, la traduzione arriva sempre più fioca. Non è che la tua interprete può avvicinarsi di più al microfono?
Kohl Forse dovremmo fare una telefonata di prova.
Bush Ora ti sento bene.
Kohl George, la nostra interprete è una donna affascinante, molto più di me.
Bush Mi fa piacere vedere che non sei cambiato.
Kohl Gorbaciov è consapevole della situazione particolare in cui si trova e della responsabilità che si deve assumere. E sa pure che deve agire in fretta, se vuole favorire il pluralismo, i cambiamenti sociali e le leggi necessarie entro la fine dell’anno. Gli ho detto chiaramente che non deve aspettarsi aiuti dall’Occidente, se non metterà in atto queste riforme. [...] Abbiamo parlato a quattr’occhi della situazione tedesca. Dopo alcune ore abbiamo fatto chiari passi avanti. Il punto centrale è questo: accetta che entro la fine dell’anno si tengano elezioni tedesche. Ha anche dichiarato che la Germania dovrebbe recuperare la propria piena e indubbia sovranità . Abbiamo parlato anche dei rapporti tedesco- americani. Gli ho confermato quanto queste relazioni siano importanti. E gli ho fatto presente che qualora i sovietici dovessero cercare di minarle, ciò avrebbe ripercussioni anche sui rapporti tra la Germania e l’Unione Sovietica. Ha affermato che (i sovietici, ndr) hanno imparato che è stato un errore cercare di convincere gli Stati Uniti a ritirarsi dall’Europa e che in passato hanno fallito. Ho l’impressione che (Gorbaciov) sia un uomo che si conosce bene e che ha pure un pizzico di autoironia. Ha tagliato tutti i ponti dietro di sé. Non può più permettersi di tornare indietro, deve andare avanti a tutti i costi.
Bush Le tue parole mi hanno molto toccato, Helmut. Grazie per quanto mi hai riferito. Può darsi che abbia poi qualche domanda da farti.
Kohl Quando vuoi.
Bush L’unica questione che mi viene in mente in questo momento è quella del ritiro parallelo delle forze armate. Spero che non ci sia l’intenzione di equiparare la presenza delle truppe americane in Europa a quella delle forze sovietiche, perché ciò potrebbe comportare la necessità di ritirare le nostre truppe nello stesso momento, il che non sarebbe una buona cosa per la Nato.
Kohl George, questo tema non ha avuto alcun peso (nella conversazione, ndr). Gorbaciov non l’ha neppure accennato. Io l’ho solo brevemente sfiorato, affermando che ovviamente do per scontato che le forze armate statunitensi rimangano in Germania, e lui non ha replicato.
Bush Complimenti. Ti ringraziamo per il modo in cui hai saputo gestire la situazione e per il risultato raggiunto. Siamo orgogliosi di te. […]
Kohl Salutami tanto Barbara.
Bush Anche tu Hannelore. Grazie dell’esauriente relazione. Parlerò con Gorbaciov del vertice di Houston.
Kohl Gli ho detto che ti avrei chiamato. Trasmettigli i miei saluti.
Bush Grazie, a presto.
3 ottobre 1990 È il giorno della riunificazione tedesca. Alle 15.56 Bush telefona a Kohl per felicitarsi con lui. La conversazione dura 3 minuti.
Bush Helmut, sono qui con alcuni membri del Congresso e ti telefono al termine di questa storica giornata per farti i miei migliori auguri.
Kohl Qui va tutto a gonfie vele. Sono a Berlino. Ieri sera era presente 1 milione di persone qui, proprio nel punto esatto dove un tempo c’era il Muro, e dove il presidente Reagan aveva esortato Gorbaciov ad aprire la Porta di Brandeburgo. Non si può descrivere a parole quello che stiamo provando. Per fortuna il tempo è bello e caldo. C’erano tantissimi giovani: almeno l’80 per cento delle persone aveva meno di trent’anni. È stato fantastico. Il nostro presidente ha appena suscitato grandi applausi affermando che dobbiamo essere particolarmente grati ai nostri alleati, in particolare agli amici americani. Sono anch’io della stessa opinione. Voglio nuovamente ringraziarti per il tuo supporto.
Bush L’America è orgogliosa di essere stata al tuo fianco durante i negoziati e di condividere le speranze del popolo tedesco.
Kohl Ti ringrazio di cuore.
Bush A risentirci, amico mio.
- Domenica 1 Novembre 2009


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Commenti
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Il 3 Novembre 2009 alle 18:03 C’era una volta il Muro di Berlino - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] »»» Foto: Berlino est segreta (1953) »»» Foto: Il Muro (1961) »»» 1989: le testimonianze »»» Telefonate segrete: Kohl e Bush padre »»» L’editoriale di Sergio [...]
Il 3 Novembre 2009 alle 18:09 indigesto ha scritto:
Helmut Kohl è stato il più grande statista tedesco del’900. Artefice della riunificazione della Germania fu investito da scandali di ordine politico e finanziario. Ciò non toglie pregio alla sua politica per i brillanti successi conseguiti. Ciò dimostra, a dispetto delle nostre starnazzanti galline, che quando si governa bene i fatti personali passano in second’ordine. nè possono minimamente intaccare la riconoscenza del popolo che ne ha beneficiato. Anche se la riconoscenza non è la prima delle umane virtù: la precede,purtoppo,la sete di potere!
Il 3 Novembre 2009 alle 20:30 enrico fumagalli ha scritto:
Bellissimo, fu festeggiato in tutto il mondo,peccato che ci vollero poi vent’anni per capirene gli effetti grazie ad una liberalizzazione selvaggia che arricchi solo multinazionali e grandi imprese. Disperati si riversarono ad ovest conla speranza del paradiso e ci rimasero male mentre i capltali emigravano all’est e il paradiso lo trovarono davvero. Conclusione, i paesi, Italia per prima si trovarono con le fabbriche chiuse, dislocate ad est ed oltre. ora i “liberti” sono mal messi, anzi stanno peggio di prima. Auguri bel lavoro.
Il 3 Novembre 2009 alle 23:26 indigesto ha scritto:
Eh, lo sappiamo che t’è cascato addosso, il muro! Ma non solo a te, non sei l’unico, consolati!
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