
- Kim Jong-il (Credits: La Presse)
Le evoluzioni dello scenario nordcoreano seguono trame così intricate da risultare di difficile comprensione a chi non le monitora costantemente. Dopo essersi rifiutata in più occasioni di tornare al tavolo a Sei per riprendere i colloqui sul processo di denuclarizzazione della penisola, il regime coreano ha comunicato di essere disposto a considerare lo smantellamento del suo arsenale solo all’interno di un dialogo a due Pyongyang-Washington: un rifiuto lo convincerebbe a continuare gli esperimenti. Prospettiva credibile, considerando che il Caro Leader nordcoreano ha fatto sapere oggi di essere riuscito a riprocessare ottomila barre di plutonio e di essere dunque in grado di produrre materiale fissile per armi nucleari.
In Asia orientale gli equibri sono tesi da quando la comunità internazionale, il 5 aprile scorso, tramite il Consiglio di Sicurezza della Nazioni Unite, ha condannato all’unanimità Pyongyang per il lancio di un missile-satellite.
Da allora, non solo il regime ha testato decine di missili e ha portato a termine un nuovo esperimento nucleare sotterraneo a maggio, ma si è anche rifiutato di negoziare con chiunque, persino con i cinesi, suoi tradizonali protettori.
A sentire il portavoce del Ministro degli Esteri, un accordo può essere raggiunto solo “tra le parti che pesano di più nel negoziato”, Corea del Nord e Stati Uniti. Un netto cambio di rotta per un regime che fino a ieri vedeva come suoi principali alleati Pechino e Mosca e faceva di tutto per tenere alla larga Washington e Tokyo.
Che le simpatie coreane fossero cambiate gli analisti più esperti lo avevano capito agli inizi di ottobre, quando gli investimenti cinesi (che sarebbero stati realizzati in cambio della possibilità di importare le enormi quantità di materie prime disponibili sul suolo coreano) sono stati bloccati in parte per evitare che cambiamenti “ostili” interessassero la società e la rete infrastrutturale del paese, ma anche per la consapevolezza del Caro Leader un’esportazione massiccia di materie prime avrebbe aumentato la sua vulnerabilità.
Anche quando, questa volta a fine ottobre, Pyongyang ha visto aumentare i prezzi delle derrate alimentari a fronte della riduzione degli aiuti internazionali, e, di conseguenza, il livello di povertà e malnutrizione nel paese, Kim Jong-il ha lodato il lavoro nei campi come “occupazione patriottica necessaria a migliorare la qualità della vita della nazione”, ma ha di nuovo rifiutato il sostegno del vicino comunista e ha cominciato ad accusare di spionaggio i cinesi residenti in Corea del Nord che in quel periodo rientravano temporaneamente in Cina per motivi personali.
Forse per tentare di essere percepita come un regime forte, Pyongyang si è recentemente imbarcata, da sola, in un progetto con cui intende costruire 100.000 nuove abitazioni - di cui solo 15.000 nella capitale - entro il 2012. Ha costruito una base missilistica (Dongchang-ri) tre volte più grande di quella di Musudan-ri, da cui ha lanciato i temuti missili a lungo raggio in aprile. E ora pretende che il suo unico interlocutore nella trattativa sul disarmo sia Barack Obama. “Ora che abbiamo mostrato la nostra disponibilità al dialogo (e ora che disponiamo del plutonio necessario per costruire l’atomica, bisognerebbe aggiungere, ndr), spetta agli Stati Uniti prendere una decisione”, ribadisce il portavoce del Ministro degli Esteri del regime. “Per rinunciare al riarmo pretendiamo qualcosa di più significativo di quello che ci é stato promesso o propagandato fino ad oggi”.
Difficile intuire cosa si aspetti la Corea. C’è chi sospetta un accordo nucleare simile a quello firmato da Washington e Nuova Delhi, con cui i due partner si sono impegnati a scambiarsi reciprocamente conoscenze e tecnologie nucleari, e il secondo é stato autorizzato ad acquistare materiale fissile dal primo purché venisse usato per scopi civili.
Nonostante la Corea ami dipingersi come una grande potenza tanto da identificare come suo unico interlocutore gli Stati Uniti, è difficile percepire Pyongyang affidabile tanto quanto Nuova Delhi. Le sorti dell’eqilibrio coreano tornano a dipendere dalle scelte americane, sulle quali il Dipartimento di Stato al momento preferisce non esprimersi.
- Martedì 3 Novembre 2009


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Commenti
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Il 3 Novembre 2009 alle 15:47 enrico fumagalli ha scritto:
Dolce Luna d’orinte, cosa c’è di strano e criticabile, non furono forse gli USA a lanciare la minaccia atomica? Le usarono pure su civili innocenti e divennero padroni del mondo, la Corea del nord segue la stessa strada ritenendo sia quella giusta. Se non ricordo male, al tavolo dei negoziati si erano seduti ma poi qualcosa saltò e i coreani capirono d’essere stati presi in giro, capita, gli USA ne hanno abbindolati tanti, vedi Georgia e Ucraina. Sui missili poi, gli USA ne hanno una corona tutta attorno ai paesi “comunisti”, perché non ne può avere la Corea? Chiaro che vogliono trattare con gli USA, quelli del sud hanno ricevuto tanti regali e ne vogliono qualcuno anche loro. Non mi è chiaro il concetto delle ricchezze minerarie coreane pero mi fa piacere le 150 mile case per il popolo , sono di più di quelle promesse da Berlusconi, molto più ricco, solo 20 mila. Kim Jong-il le realizzerà, Berlusconi ho dei dubbi. Ti propongo una scommessa, vuoi vedere che tra un paio d’anni salterà fuori un giornalista che rivelerà le mangiatoie e gli sprechi per la ricostruzione degli Abruzzi? Ma questo è un altro discorso che dai paesi del sol levante non puoi capire. Te la dico chiara, Corea del nord e Iran, sono due staterelli montati dalla propaganda USA alle spalle hanno la Russia e la Cina che beghe non ne vogliono, li lasciano abbaiare ma se tentano di mordere saranno i primi a mettergli la museruola. I cinesi abitualmente si siedono in riva al fiume, lo shangay, quel gioco con le stecche deriva da loro no? Ci vuole tanta pazienza e astuzia, mica è un gioco cretino come il poker moderno che fa impazzire gli americanofobi, preferisco il sette e mezzo.
Il 3 Novembre 2009 alle 15:56 enrico fumagalli ha scritto:
Mi correggo, volevo dire americanofili non amricanofobi.
Il 3 Novembre 2009 alle 23:21 indigesto ha scritto:
Gentile Dottoressa, non potrebbe essere anche una strategia per “ammorbidire” le pretese di Pechino? Un pò come parlare alla suocera acchè nuora intenda? Non credo che alla Cina convenga sedersi in riva allo Chang Jiang (non faccia caso a Fumagalli che vede gay dappertutto e fa confusione), tuttalpiù credo che “consiglierà” gli USA, essendone il maggior creditore, a lasciar cadere la cosa.
Il 4 Novembre 2009 alle 1:15 enrico fumagalli ha scritto:
22.224.195 Coreani del nord che parlano per interposta persona a oltre 1,3 miliardi? Un coreano vale 500 cinesi?
A proposito dei gay sei tu che hai detto di essere “interessi d’oltre oceano” i movimenti gay, io li rispetto come un qualsiasi individuo sei tu a discriminarli, taleban cattolico. Pensa che botta ora che la corte di Strasburgo non vuole i patiboli esposti nelle scuole, spaventano i bambini a vedere un morto crocifisso, solo quelli come te hanno il culto della morte. Se ti può interessare, la Cina, detto da un missionario italiano, senza stendardi religiosi, ha fatto una cosa mai fatta da altri, investe 500 miliardi di dollari per lo sviluppo in Africa senza chiedere nulla in cambio. Chiaro che lo fa per le materie prime ma queste le paga, il non chiedere significa che si disinteressa di chi e come governa, segue solo i suoi investimenti, in poche parole non fa politica come la pelosa del FMI che imponeva politiche occidentali. L’Africa è il continente più ricco di materie prime e si affermeranno i cinesi, senza armi e sfruttamento, altro che le tue radici marce cristiane che hanno diffuso solo massacri e miseria.
Il 4 Novembre 2009 alle 4:15 jimmie01 ha scritto:
Fumagalli, ho i miei dubbi che tu rispetti i gays. Non sei stato tu a scrivere che ” l’ Italia e` governata da ladri e culattoni “? Il termine ” culattoni ” e’ offensivo. E poi, a chi importa delle preferenze sessuali dei governanti italiani? E’ forse un omosessuale meno capace di gestire la cosa pubblica sol perche’ dorme con persone del suo stesso sesso?
Il 4 Novembre 2009 alle 13:40 enrico fumagalli ha scritto:
jimmie01, il riferimanto era per gli stranieri, quelli del Vaticano. Anche dare del negro è offensivo, pensa che agli amici di colore, davo del negro, loro a me del barbaro e con i meridionali in confidenza davo del terrone e loro a me polentone. Giudica tu, a me libertino come sono stato, sai che frega dei vizietti altrui, mi urtano gli ipocriti che vogliono apparire puri e sono più luridi dei porci. Tu negli USA hai dei begli esempi di quella razza di suini, ora bocciano la sanità solo perché è compresa, nell’assistenza, anche l’aborto, bella libertà talebana, pretendono di combattere il fondamentalismo e sono più fondamentali degli altri. E’ difficile da capire?
Il 4 Novembre 2009 alle 19:19 indigesto ha scritto:
Fumagalli, non discrimino nessuno! I gay, quelli che tu chiami culattoni, si discriminano da soli; celebrano l’orgoglio gay, cioè ti dicono che non vali niente! A te starà pure bene, a me dispiace che ti trattino in questo modo. Quanto a me qualche preoccupazione che prendano il sopravvento ce l’ho, ma per motivi sociali. Su questo invece di informarti fai il saputo. Arrangiati e.. continua a crederti qualcuno!
Il 4 Novembre 2009 alle 19:47 claudia astarita ha scritto:
Ritengo che dal punto di vista della Corea del Nord sia molto importante dimostrare di essere in grado di rilanciare un dialogo a due con gli Stati Uniti. Non tanto per inviare un messaggio in codice alla Cina, che rimarra’ comunque, per necessita’ strategiche e di sicurezza nazionale, un paese molto attento alle evoluzioni del vicino coreano. Ma per dimostrare al mondo intero di essere un paese in grado di catalizzare l’attenzione americana.
E’ davvero difficile prevedere come si comporteranno gli Stati Uniti: un accordo come quello con l’India non si puo’ fare. E’ impensabile che la Corea, ora che e’ in grado di costuire la sua atomica, possa utilizzare il materiale fissile acquistato dall’America a scopi civili. Ma dal momento che le sanzioni economiche non funzionano, bisognera’ trovare un modo per rilanciare il dialogo senza che questo metta Pyongyang in una situazione di vantaggio, anche solo apparente.
Il 5 Novembre 2009 alle 3:01 jimmie01 ha scritto:
Enrico, guarda che qui negli USA la riforma di cui parli sta vacillando per ben altri motivi. prova a fare una telefonata al tuo familiare che vive nel ” deep South ” e ti renderai conto di cosa parlo. Ti dico, senza andare nel particolare che Obama & C. vogliono una sanita’ gestita dal Governo ( pubblica ). Potrei, poi, parlarti dei tagli alla medicare ( ass. san. ai pensionati ) per far fronte alle ingenti spese di una sanita’ pubblica, ma ne faccio a meno. Il punto e` che qui si sta facendo un gran baccano per il 7% della popolazione che e` privo di ass. san. ” standard “. Insomma, qui nessuno vuole una sanita’ copia di quella italiana: uno schifo!!!!
Il 5 Novembre 2009 alle 4:01 enrico fumagalli ha scritto:
Mah, sulla sanità ci capisco poco, ieri l’inviata Rai ha detto che i senza assistenza sono 60 milioni, alri 40, tu tre gatti. Dati certi sono l’aumento di armi e 8 miliardi di proiettili venduti, un miliardo in più dell’anno scorso. più di uno a testa per tutta la popolazione mondiale. Questo mi fa pensare che ci vogliono far fuori tutti ma forse è servito per far salire il PIL all’americana nonostante l’aumento continuo della disoccupazione, più o meno come da noi, siamo in ripresa ma la disoccupazione aumenterà per tutto il 2010, ora i fiumi vanno dal mere ai monti, non ci sono più le mezze stagioni. La GM, in agonia e tenuta a galla da interventi statali (sti comunisti) di colpo trova 3 mila milioni di euro, secondo una fonte meglio informta, mentre la nostra Rai sono dollari, forse per paura di diffondere il panico se si viene a sapere che pure gli americani vanno a euro e non più in dollari. Il tutto per non vendere la Opel, cosa che ha mandato i tedeschi in angoscia. Obama si chiederà da dove escono sti soldi se prima non c’erano? Sarà un miracolo americano, paese dove tutto è possibile anche un’augurabile seconda guerra civile almeno la finiscono di rompere le palline agli altri
Il 5 Novembre 2009 alle 5:32 jimmie01 ha scritto:
In america ci sono 40 milioni di persone senza assicurazione medica. Di queste venti sono residenti illegali: finti turisti col visto scaduto o clandestini che hanno rischiato la vita nell’ attraversare il deserto.Ovvero gente che non ha alcun diritto alla erogazione di prestazioni e servizi pubblici. Quanto agli altri venti milioni, circa dieci hanno scelto ( volontariamente ) di non sottoscrivere alcuna polizza assicurativa: trattasi per lo piu’ di giovanotti che pensano di essere scevri da affezioni e infermita’ varie. Ne restano circa dieci. E di questi vorrei vedere quanti invece di preoccuparsi di spendere i soldi in assicurazione medica, preferiscono fermarsi al concessionario piu’ vicino e comprare l’ ” off raod ” da 50.000 dollari o sottoscrivere un contratto da duecento dollari almese per vedere la TV in HD. Questi sono i numeri reali. Ciao.
Il 5 Novembre 2009 alle 5:33 jimmie01 ha scritto:
Ti hi inviato una e-mail di prova. L’ hai ricevuta?
Il 5 Novembre 2009 alle 18:38 indigesto ha scritto:
Dr.ssa Astarita, innanzitutto La ringrazio per la gentile risposta. Credo però che l’acquisizione di ordigni nucleari da parte della Corea del Nord, tenuto anche conto delle condizioni economiche di questo paese e un pò anche della sua avventatezza, portino a un notevole squilibrio dell’assetto politico-militare di quella zona del Pacifico. Non abbiamo tenuto conto della probabile reazione dl Giappone ad un eventuale permessivismo USA, che pertanto credo, con Ella, poco prevedibile. Cordiali saluti.
Il 8 Novembre 2009 alle 6:16 enrico fumagalli ha scritto:
Non ho ricevuto, prova fumin (invertebrato) libero (punto) it e ti dico che la riforma è passata.
Il 9 Novembre 2009 alle 21:07 claudia astarita ha scritto:
Piu’ che squilibrio nell’assetto politico-militare, l’arma nucleare in mano a una dittatura che in quanto tale si comporta in maniera irrazionale e’ pericolosissima.
Il Giappone, invece, indipendentemente dalle dichiarazioni anti-americane delle settimane successive alle ultime elezioni, nella questione coreana difficilmente si allontanera’ dalla posizione statunitense.
Ecco perche’ credo che gli Usa rimarranno l’attore chiave di questi negoziati.
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