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	<title>Mondo &#187; Atomica nordcoreana: da Pyongyang uno schiaffo a Pechino</title>
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	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 18:59:47 +0000</pubDate>
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		<title>Atomica nordcoreana: da Pyongyang uno schiaffo a Pechino</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 10:24:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia astarita</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il regime nordcoreano riprende il trattamento di combustibile nucleare e sceglie come unico interlocutore per le trattative gli Stati Uniti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp mceIEcenter">
<dl>
<dt><img class="size-full wp-image-6293" src="http://blog.panorama.it/mondo/files/2009/11/kim.jpg" alt="Kim Jong-il (Credits: La Presse)" width="500" height="347" /></dt>
<dd>Kim Jong-il (Credits: La Presse)</dd>
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<p>Le evoluzioni dello scenario nordcoreano seguono trame così intricate da risultare di difficile comprensione a chi non le monitora costantemente. Dopo essersi rifiutata in più occasioni di tornare al tavolo a Sei per riprendere i colloqui sul processo di denuclarizzazione della penisola, <strong>il regime coreano ha comunicato di essere disposto a considerare lo smantellamento del suo arsenale <a title="dialogo" href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/asia-pacific/8337187.stm" target="_blank">solo all’interno di un dialogo a due Pyongyang-Washington</a>:  un rifiuto lo convincerebbe a continuare gli esperimenti.</strong><span id="more-6284"></span> Prospettiva credibile, considerando che il<em> Caro Leader</em> nordcoreano ha fatto sapere oggi di essere riuscito a <strong>riprocessare ottomila barre di plutonio e <a title="fissile" href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/asia-pacific/8339439.stm" target="_blank">di essere dunque in grado di produrre materiale fissile per armi nucleari.</a></strong><!--more--></p>
<p>In Asia orientale gli equibri sono tesi da quando la comunità internazionale, il 5 aprile scorso, <a title="missile" href="http://blog.panorama.it/mondo/2009/04/05/lanciato-il-missile-nordcoreano-convocato-il-consiglio-onu/" target="_blank">tramite il Consiglio di Sicurezza della Nazioni Unite, ha condannato all’unanimità Pyongyang per il lancio di un missile-satellite. </a></p>
<p>Da allora, non solo il regime ha testato <a title="testate" href="http://blog.panorama.it/mondo/2009/05/27/corea-del-nord-ancora-lanci-di-missili-e-minacce-a-seoul/" target="_blank">decine di missili </a>e ha portato a termine un nuovo esperimento nucleare sotterraneo a maggio, ma si è anche rifiutato di negoziare con chiunque, persino con i cinesi, suoi tradizonali protettori.</p>
<p>A sentire il portavoce del Ministro degli Esteri, <strong>un accordo può essere raggiunto solo “tra le parti che pesano di più nel negoziato”, Corea del Nord e Stati Uniti.</strong> Un netto cambio di rotta per un regime che fino a ieri vedeva come suoi principali alleati Pechino e Mosca e faceva di tutto per tenere alla larga Washington e Tokyo.</p>
<p><strong>Che le simpatie coreane fossero cambiate gli analisti più esperti lo avevano capito agli inizi di ottobre</strong>, quando gli investimenti cinesi (che sarebbero stati realizzati in cambio della possibilità di importare le enormi quantità di materie prime disponibili sul suolo coreano) sono stati bloccati in parte per evitare che cambiamenti “ostili” interessassero la società e la rete infrastrutturale del paese, ma anche per la consapevolezza del <em>Caro Leader</em> un’esportazione massiccia di materie prime avrebbe aumentato la sua vulnerabilità.</p>
<p>Anche quando, questa volta a fine ottobre, Pyongyang ha visto aumentare i prezzi delle derrate alimentari a fronte della riduzione degli aiuti internazionali, e, di conseguenza, il livello di povertà e malnutrizione nel paese, <strong>Kim Jong-il ha lodato il lavoro nei campi come “occupazione patriottica necessaria a migliorare la qualità della vita della nazione”</strong>, ma ha di nuovo rifiutato il sostegno del vicino comunista e ha cominciato ad accusare di spionaggio i cinesi residenti in Corea del Nord che in quel periodo rientravano temporaneamente in Cina per motivi personali.</p>
<p>Forse per tentare di essere percepita come un regime forte, Pyongyang si è recentemente imbarcata, da sola, in un progetto con cui intende costruire 100.000 nuove abitazioni - di cui solo 15.000 nella capitale - entro il 2012. Ha costruito una base missilistica (<em>Dongchang-ri</em>) tre volte più grande di quella di <em>Musudan-ri</em>, da cui ha lanciato i temuti missili a lungo raggio in aprile. <strong>E ora pretende che il suo unico interlocutore nella trattativa sul disarmo sia Barack Obama.</strong> “Ora che abbiamo mostrato la nostra disponibilità al dialogo (<em>e ora che disponiamo del plutonio necessario per costruire l&#8217;atomica, bisognerebbe aggiungere, ndr</em>), spetta agli Stati Uniti prendere una decisione”, ribadisce il portavoce del Ministro degli Esteri del regime. “<strong>Per rinunciare al riarmo pretendiamo qualcosa di più significativo di quello che ci é stato promesso o propagandato fino ad oggi”. </strong></p>
<p>Difficile intuire cosa si aspetti la Corea. C’è chi sospetta un <a title="accordo" href="http://blog.panorama.it/mondo/2008/07/12/india-laccordo-nucleare-con-gli-usa-fa-traballare-il-governo/" target="_blank">accordo nucleare simile a quello firmato da Washington e Nuova Delhi</a>, con cui i due partner si sono impegnati a scambiarsi reciprocamente conoscenze e tecnologie nucleari, e il secondo é stato autorizzato ad acquistare materiale fissile dal primo purché venisse usato per scopi civili.</p>
<p><strong>Nonostante la Corea ami dipingersi come una grande potenza tanto da identificare come suo unico interlocutore gli Stati Uniti, è difficile percepire Pyongyang affidabile tanto quanto Nuova Delhi. Le sorti dell’eqilibrio coreano tornano a dipendere dalle scelte americane, sulle quali il Dipartimento di Stato al momento preferisce non esprimersi.</strong></p>
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