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	<title>Mondo &#187; Caos in Afghanistan: ultima chiamata per Obama</title>
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	<description>Canale Mondo di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 18:59:47 +0000</pubDate>
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		<title>Caos in Afghanistan: ultima chiamata per Obama</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 09:47:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michele.zurleni</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Apertura#1]]></category>

		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>

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		<description><![CDATA[Per gli Stati Uniti - dopo la rinuncia di Abdullah e la contestata elezione di Karzai - è l'ultima possibilità per raddrizzare la situazione nel paese centrasiatico. A meno che ... ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Photostream - Kabul, scontri tra polizia e manifestanti" href="http://gallery.panorama.it/gallery/photostream_2/188479_photostream_kabul_scontri_tra_polizia_e_manifestanti.html"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/10/26/4ae5a27b8d99e_zoom.jpg" border="0" alt="Photostream - Kabul, scontri tra polizia e manifestanti" width="500" /> </a></p>
<p><strong>Barack Obama</strong> è ora un loser in Afghanistan. Riuscirà a diventare un  <em>winner</em> dopo la scelta di <strong><a href="http://news.google.it/news?q=Abdullah+Abdullah&amp;oe=utf-8&amp;rls=org.mozilla:it:official&amp;client=firefox-a&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;hl=it&amp;ei=8ArvSvDwC8Gh_ga5vISODw&amp;sa=X&amp;oi=news_group&amp;ct=title&amp;resnum=1&amp;ved=0CBEQsQQwAA" target="blank">Abdullah Abdullah</a></strong> di non partecipare al ballottaggio del prossimo 7 novembre? </p>
<p>A seguito della decisione della Commissione elettorale afghana di proclamare <strong>Ahmid Karzai</strong> vincitore delle elezioni, il presidente statunitense si trova una situazione molto  complicata.<span id="more-6277"></span> <strong>L&#8217;uomo che Obama non avrebbe voluto più vedere guidare il governo di Kabul è lì, al suo posto</strong>: politicamente debole, scarsamente legittimato dal voto (pieno di brogli certificati) popolare, ma pur sempre lì, come unico interlocutore &#8220;forte&#8221; (perchè non ce ne sono altri) con cui doversi confrontare. &#8220;Non avremmo mai voluto arrivare a questo punto - ha detto uno dei più stretti consiglieri di Barack Obama, il quale ha parlato con i giornali americani solo a condizione di restare anonimo. &#8220;Non vorremmo essere in questa situazione, dopo nove mesi dall&#8217;insediamento del presidente, durante i quali speravamo di cambiare le carte in Afghanistan&#8221;.</p>
<h3>Gli errori dell&#8217;amministrazione Obama</h3>
<p><a href="http://www.nytimes.com/2009/11/02/world/asia/02assess.html?hp" target="blank">Già, ma l&#8217;amministrazione di errori ne ha fatti in questo periodo. Basta guardare al balletto sulle presidenziali</a>.</p>
<p>Gli Usa non avevano puntato su <strong>Abdullah Abdullah</strong>, ma speravano in elezioni democratiche, per avere un presidente nella piena funzione. Non volevano più Hamid Karzai, ma hanno sponsorizzato un possibile rivale, <strong>Ashraf Ghani</strong>, economista di buona fame in Occidente (ma non nel suo paese) che in realtà non è mai stato veramente in campo.</p>
<p>Dopo l&#8217;annullamento del ballottaggio, <strong>Barack Obama</strong> è costretto a fare buon viso a cattivo gioco: trattare con Karzai, tentare di ribaltare la carte in tavola per trasformare una (strisciante) sconfitta politica (e militare, se si pensa i talebani) in una (possibile) vittoria.</p>
<h3>Obiettivo: Karzai sotto tutela</h3>
<p>I consiglieri del presidente americano hanno già fatto sapere quale potrebbe essere la strategia: <strong>mettere sotto tutela Hamid Karzai</strong>, imporgli un ultimatum. Entro sei, sette mesi, il presidente afghano dovrà soddisfare le richieste imposte dall&#8217;agenda statunitense. In particolare, dovrà &#8220;ripulire&#8221; dagli elementi più corrotti il suo governo e la struttura dei governatori provinciali e dovrà dimostrare di volere un dialogo con l&#8217;opposizione per evitare che in un paese in guerra si crei anche un muro contro muro tra le forze politiche che concorrono al tentativo di costruzione della <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/south_asia/8179845.stm" target="blank">democrazia afghana</a>.</p>
<p>Ma Karzai dovrà soprattutto accettare quelle riforme istituzionali che dovrebbero, alla fine, toglierli molto del (poco) potere che ora dispone. In particolare, <strong>gli americani puntano alla creazione della figura del primo ministro eletta del parlamento</strong> e non indicata dal presidente, come avviene ora. Un contrappeso per &#8220;fare fuori&#8221; <strong>Hamid Karzai</strong> e mettere in quel ruolo chiave un uomo vicino all&#8217;amministrazione Obama.</p>
<h3>Rafforzare l&#8217;esercito afghano</h3>
<p>L&#8217;altro binario su cui intendono lavorare gli americani è il <strong>rafforzamento dell&#8217;esercito afghano</strong>. Nonostante tutti gli sforzi statunitensi, per ora, le truppe di Kabul non sono mai state in grado di svolgere un efficace azione contro i Talebani. Per molti, anche a causa della &#8220;prudente&#8221; gestione militare da parte di Karzai.</p>
<p>La Casa Bianca vuole che il presidente afghano cambi marcia (e pagina) anche in questo campo. <strong>Per Obama, questa diventa la chiave di volta della presenza americana in Afghanistan.</strong> Perchè un esercito di Kabul autonomo, in grado di contenere la presenza dei guerriglieri islamici, vorrebbe dire che gli Usa non sarebbero costretti a inviare i soldati richiesti dai generali americani. Potrebbe significare &#8220;un pareggio&#8221; e non una sconfitta nella guerra che sta andando avanti da otto anni. Per questo Barack Obama concede tempo a <strong>Hamid Karzai</strong>, ma soprattutto &#8220;se lo&#8221; prende prima di fare scelte sull&#8217;impegno militare Usa nel paese del Centro Asia. Adotta, cioè, la stessa tattica seguita finora.</p>
<h3>Il Guardian: hanno vinto i cattivi</h3>
<p>Ma <a href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2009/nov/01/abdullah-withdrawal-afghanistan-election-clinton" target="blank">come scrive Simon Tisdall sul quotidiano britannico Guardian</a>, magari il presidente magari riuscirà a tirare fuori il cappello dal cilindro, &#8220;<strong>ma la sua incapacità di gestire il processo elettorale in Afghanistan si è rivelata una debacle a &#8220;cinque stelle</strong>&#8220;. E - prosegue l&#8217;opinionista - lo ha fatto sembrare un perdente, proprio come chiunque altro. I soli vincitori - chiude Tisdall - questa occasione sono i cattivi&#8221;. Già. Pare proprio che alla Casa Bianca, Dipartimento di Stato e della Difesa se ne siano accorti.</p>
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