
A differenza dei caduti, i cui nomi e volti restano impressi a lungo nella nostra memoria grazie alla vasta eco mediatica che si sviluppa intorno ai funerali solenni, i veri eroi “di guerra” italiani restano sempre (o quasi) degli sconosciuti. Una delle poche situazioni che offrono un po’ di visibilità a nomi e gesta degli eroi italiani che si sono distinti sul terreno è rappresentata dalla consegna delle decorazioni, croci e medaglie attribuite dall’Italia a chi si è distinto sui campi di battaglia. Il 4 novembre il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una cerimonia al Quirinale ha consegnato le decorazioni dell’Ordine Militare d’Italia a sei ufficiali e sottufficiali delle Forze armate che si sono particolarmente distinti in Iraq e Afghanistan.
Al capitano dell’esercito Massimiliano Spucches è stata consegnata l’insegna di Ufficiale dell’Ordine Militare d’Italia, insegna di Cavaliere per gli altri 5 decorati: il generale di corpo d’armata dell’Esercito Vincenzo Lops, primo comandante dell’operazione Antica Babilonia in Iraq, il tenente dell’aeronautica militare Gabriele Rame, il sottotenente di vascello della Marina Manuel Fantinati, il luogotenente dei Carabinieri Massimo Scolari veterano di numerose missioni in Bosnia, Iraq e Afghanistan e il sergente maggiore dell’Esercito Davide Lunetta, anche egli decorato per la sua attività nell’operazione in Afghanistan.
Se si esclude il generale Lops, che all’epoca apparve spesso sui media italiani, si tratta di nomi conosciuti solo ai loro familiari e commilitoni, uomini che non hanno mai avuto le prime pagine dei giornali o le interviste in prima serata che vengono riservate agli “eroi di guerra” in Usa o Gran Bretagna. Il capitano Spucches (nella foto) nell’agosto 2008 guidò la compagnia Aquile del 66° reggimento fanteria aeromobile (brigata Friuli) alla presa di Bala Murghab, avamposto nel nord-ovest dell’Afghanistan, tenendolo ”anche a rischio della propria vita” sotto gli attacchi con armi portatili, razzi e mortai dei talebani.
Il sergente maggiore Lunetta si è distinto in numerosi scontri a fuoco durante i quali furono feriti alcuni suoi commilitoni nell’area di Surobi, la stessa nella quale, secondo il quotidiano Times di Londra, gli italiani avrebbero pagato i talebani per non subire attacchi. Il tenente Rame, un Fuciliere dell’aria dell’Aeronautica, è stato decorato in relazione ad un attacco in cui venne coinvolto il 9 luglio 2008 a Herat. ”Malgrado le ferite riportate riusciva a mantenere il comando della propria unità guidando la reazione all’attacco e coordinando i soccorsi ai propri feriti” recita la motivazione della decorazione.
Per una delicata operazione elitrasportata in un’area remota del distretto di Shindand (dove ieri sono stati feriti 4 paracadutisti) sono stati nominati cavalieri dell’Ordine militare d’Italia il sottotenente di vascello Fantinati, comandante di un distaccamento di forze speciali, e il luogotenente dei carabinieri Scolari. In quell’operazione i commandos della Task Force 45 catturarono molti talebani e recuperarono ingenti quantità di armi ed esplosivi.
Come è già accaduto in passato per altri militari distintisi combattendo in Iraq anche per questi eroi non ci sarà notorietà forse perché con le loro gesta hanno ucciso un bel po’ di talebani. Un buon motivo per decorarli ma non certo per invitarli ai talk-show televisivi a raccontare che nella guerra afgana anche noi italiani accoppiamo un buon numero di talebani, argomento che comprometterebbe la retorica stantia delle “missioni di pace”.
- Venerdì 6 Novembre 2009
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Commenti
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Il 7 Novembre 2009 alle 2:21 jimmie01 ha scritto:
Questa volta sono daccordo con te!!!! I signori in questione sono militari di carriera!!!! Hanno scelto di fare questa vita!!! Non vedo, come Enrico ha detto, dove sia l’ eroismo nel fare bene il proprio lavoro. E’ per questo che si addestrano tutta la vita. E’ per questo che sono pagati.
Il 9 Novembre 2009 alle 16:11 indigesto ha scritto:
jimmie01 partecipa poco al dibattito, dice la sua e tace.
jimmie, può essere definito eroe anche chi fa il netturbino (pardon,l’operatore ecologico). Basta aver compiuto azioni, a rischio della propria vita, consapevolmente, per salvarne altre. E’ vero che queste occasioni possono presentarsi più frequentemente su un teatro di guerra. Ma anche là, pagati o non pagati, si hanno altrettanto occasioni per dimostrarsi ignavi. Mi pare che vengano riconosciuti come eroi solo i primi, e ,sperando che non si esageri, trovo giusto questo riconoscimento quando, appunto, ne ricorrono le condizioni, retorica a parte. Ciao!
Il 9 Novembre 2009 alle 19:57 indigesto ha scritto:
Non sapevo che i vostri fossero discorsi privati. Per il resto…mancia!
Il 7 Settembre 2010 alle 16:58 L’inferno di Bala Murghab “quasi” pacificato dagli alpini - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] nell’ovest afghano. Nel 2008 i fucilieri aeromobili del capitano Massimiliano Spucches (poi decorato dal Presidente della Repubblica con l’Ordine Militare d’Italia) combatterono lungo il [...]
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