Afghanistan: gli invisibili eroi di guerra del nostro Paese

Bolognese, 46 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto "Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".

spoucches

A differenza dei caduti, i cui nomi e volti restano impressi a lungo nella nostra memoria grazie alla vasta eco mediatica che si sviluppa intorno ai funerali solenni, i veri eroi “di guerra” italiani restano sempre (o quasi) degli sconosciuti. Una delle poche situazioni che offrono un po’ di visibilità a  nomi e gesta degli eroi italiani che si sono distinti sul terreno è rappresentata dalla consegna delle decorazioni, croci e medaglie attribuite dall’Italia a chi si è distinto sui campi di battaglia. Il 4 novembre il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una cerimonia al Quirinale ha consegnato le decorazioni dell’Ordine Militare d’Italia a sei ufficiali e sottufficiali delle Forze armate che si sono particolarmente distinti in Iraq e Afghanistan.

Al capitano dell’esercito Massimiliano Spucches è stata consegnata l’insegna di Ufficiale dell’Ordine Militare d’Italia, insegna di Cavaliere per gli altri 5 decorati: il generale di corpo d’armata dell’Esercito Vincenzo Lops, primo comandante dell’operazione Antica Babilonia in Iraq, il tenente dell’aeronautica militare Gabriele Rame, il sottotenente di vascello della Marina Manuel Fantinati,  il luogotenente dei Carabinieri Massimo Scolari veterano di numerose missioni in Bosnia, Iraq e Afghanistan e il sergente maggiore dell’Esercito Davide Lunetta, anche egli decorato per la sua attività nell’operazione in Afghanistan.

Se si esclude il generale Lops, che all’epoca apparve spesso sui media italiani, si tratta di nomi conosciuti solo ai loro familiari e commilitoni, uomini che non hanno mai avuto le prime pagine dei giornali o le interviste in prima serata che vengono riservate agli “eroi di guerra” in Usa o Gran Bretagna. Il capitano Spucches (nella foto) nell’agosto 2008 guidò la compagnia Aquile del 66° reggimento fanteria aeromobile (brigata Friuli) alla presa di Bala Murghab, avamposto nel nord-ovest dell’Afghanistan, tenendolo ”anche a rischio della propria vita” sotto gli attacchi con armi portatili, razzi e mortai dei talebani.

Il sergente maggiore Lunetta si è distinto in numerosi scontri a fuoco durante i quali furono feriti alcuni suoi commilitoni nell’area di Surobi, la stessa nella quale, secondo il quotidiano Times di Londra, gli italiani avrebbero pagato i talebani per non subire attacchi. Il tenente Rame, un Fuciliere dell’aria dell’Aeronautica, è stato decorato in relazione ad un attacco in cui venne coinvolto il 9 luglio 2008 a Herat. ”Malgrado le ferite riportate riusciva a mantenere il comando della propria unità guidando la reazione all’attacco e coordinando i soccorsi ai propri feriti” recita la motivazione della decorazione.

Per una delicata operazione elitrasportata in un’area remota del distretto di Shindand (dove ieri sono stati feriti 4 paracadutisti) sono stati nominati cavalieri dell’Ordine militare d’Italia il sottotenente di vascello Fantinati, comandante di un distaccamento di forze speciali, e il luogotenente dei carabinieri Scolari. In quell’operazione i commandos della Task Force 45 catturarono molti talebani e recuperarono ingenti quantità di armi ed esplosivi.

Come è già accaduto in passato per altri militari distintisi combattendo in Iraq anche per questi eroi non ci sarà notorietà forse perché con le loro gesta hanno ucciso un bel po’ di talebani. Un buon motivo per decorarli ma non certo per invitarli ai talk-show televisivi a raccontare che nella guerra afgana anche noi italiani accoppiamo un buon numero di talebani, argomento che comprometterebbe la retorica stantia delle “missioni di pace”.

Commenti

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Il 7 Novembre 2009 alle 0:20 enrico fumagalli ha scritto:

Hanno fatto il loro lavoro e anche ben pagato, non vedo dove sia l’eroismo, sai quanti ce ne sono che fanno il loro lavoso sudando e faticando per delle miserie, quelli chi sono, cani? Ma fatela finita con sta retorica ipocrita.

Il 7 Novembre 2009 alle 2:21 jimmie01 ha scritto:

Questa volta sono daccordo con te!!!! I signori in questione sono militari di carriera!!!! Hanno scelto di fare questa vita!!! Non vedo, come Enrico ha detto, dove sia l’ eroismo nel fare bene il proprio lavoro. E’ per questo che si addestrano tutta la vita. E’ per questo che sono pagati.

Il 7 Novembre 2009 alle 12:31 enrico fumagalli ha scritto:

jimmie01, vedi che ci siamo. E scrivi che ci facciamo due risate. Sai che la disoccupazione negli USA è salita al 10,2% e qui sono tuti euforici per la ripresa, non sanno che la crisi da noi non è nemmeno cominciata, deve ancora arrivare. Sottovoce si sentono voci che sta gonfiando una nuova bolla, quella che sta elevando i PIL, sai che botta quando scoppierà. Dai uno sguardo alla rubrica ECONOMIA, c’è un bell’articolo di Claudia Astarita su Cina e dintorni, io lo scrissi un anno fa, stesse parole, lo sa anche Claudia. Ti aspetto.

Il 9 Novembre 2009 alle 16:11 indigesto ha scritto:

jimmie01 partecipa poco al dibattito, dice la sua e tace.
jimmie, può essere definito eroe anche chi fa il netturbino (pardon,l’operatore ecologico). Basta aver compiuto azioni, a rischio della propria vita, consapevolmente, per salvarne altre. E’ vero che queste occasioni possono presentarsi più frequentemente su un teatro di guerra. Ma anche là, pagati o non pagati, si hanno altrettanto occasioni per dimostrarsi ignavi. Mi pare che vengano riconosciuti come eroi solo i primi, e ,sperando che non si esageri, trovo giusto questo riconoscimento quando, appunto, ne ricorrono le condizioni, retorica a parte. Ciao!

Il 9 Novembre 2009 alle 18:56 enrico fumagalli ha scritto:

A parte che i morti salirono vertiginosamnete dopo l’arrivo di questi eroi e non sono finiti, anche se più numerosi civili che militari, quindi dopo 8 anni di guerra non mi pare abbiano fatto molto. Tra me e jemmie non occorrono arbitri, tanto più ignoranti sul tema, lui si definisce di destra estrema e la vede in un modo a mio giudizio non è affatto di destra, se vero quello che affernma perché da quel che si descrive non sono sentimenti di destra e finora ai suoi riscontri sul luogo, sono stati smentiti dai miei da lontano, sarà che da lontano lo sguardo spazia meglio, non è sua colpa e non glie ne faccio. Quel riferimento è inoppurtuno, è l’unico punto in cui ci siamo incontrati quidi il giudicante ha toppato ma non è una novità.

Il 9 Novembre 2009 alle 19:57 indigesto ha scritto:

Non sapevo che i vostri fossero discorsi privati. Per il resto…mancia!

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Il 9 novembre 1989 cadeva il Muro di Berlino: Mondadori riporta in edicola una sua testata storica, Epoca: da mercoledì 4 novembre 2009.

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