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	<title>Mondo &#187; Unione europea: perché Berlusconi sponsorizza D&#8217;Alema  </title>
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	<description>Canale Mondo di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 18:59:47 +0000</pubDate>
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		<title>Unione europea: perché Berlusconi sponsorizza D’Alema</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 15:16:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michele.zurleni</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

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		<description><![CDATA[Il premier italiano si è speso, con coraggio, per incoronare il leader del Pd a ministro degli Esteri dell'Unione. Ma quante chance ha veramente l'ex segretario del Pds? ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6473" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-large wp-image-6473" src="http://blog.panorama.it/mondo/files/2009/11/dalema_berlusconi-large.jpg" alt="Massimo D'Alema con Silvio Berlusconi in una foto d'archivio degli anni 90" width="500" height="357" /><p class="wp-caption-text">Massimo D'Alema con Silvio Berlusconi in una foto d'archivio degli anni 90</p></div>
<p><a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/DAlema-ministro-esteri-Ue-Berlusconi-si-attiva-ma-la-partita-resta-difficile_3955698848.html" target="blank">Ma quante chance ha <strong>Massimo D&#8217;Alema</strong> di diventare il Ministro degli Esteri dell&#8217;Unione Europea</a>?</p>
<p>A pochi giorni dall&#8217;inizio del rush finale per le candidature alla Poltrona Numero Due della Nuova Europa (che nasce dal <strong><a href="http://europa.eu/lisbon_treaty/index_it.htm" target="blank">Trattato di Lisbona</a></strong>), i giochi sono ancora aperti sul nome del futuro &#8220;Mr Pesc&#8221; (acronimo di &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Politica_estera_e_di_sicurezza_comune" target="blank">Politica estera e per la Sicurezza comune</a>&#8220;). E si faranno tutti a Bruxelles (e nelle principali capitali europee).</p>
<p>A Roma, <strong>il destino dell&#8217;esponente del Pd sembra essere stato deciso. Il governo Berlusconi appoggia con forza il candidato D&#8217;Alema.</strong> <span id="more-6474"></span>Tanto che, oltre alla dichiarazioni ufficiali, nei giorni scorsi il presidente del consiglio ha già chiamato i principali leader europei per sponsorizzare il nome dell&#8217;ex titolare della Farnesina.<br />
<strong>Una mossa bipartisan fatta per vari motivi</strong>:  il principale è che a <strong>Silvio Berlusconi</strong> non dispiacerebbe una poltrona di prestigio per un italiano in Europa. E anche il credito del suo esecutivo a livello internazionale ne traerebbe vantaggio. Così, dopo che in campo socialista (europeo) la candidatura di D&#8217;Alema ha preso piede, <strong>Berlusconi ha rotto gli indugi e si è mosso per aiutare l&#8217;avversario (interno)</strong>, dimostrando che la politica estera italiana guarda oltre i confini di casa. E tutto questo nonostante il rischio di sacrificare il fedelissimo <strong>Antonio Tajani</strong>. Se, infatti, l&#8217;Italia dovesse conquistare il ministero degli esteri europei, perderebbe il diritto al posto nella commissione Ue che attualmente ricopre con l&#8217;esponente di Forza Italia.</p>
<p>Per D&#8217;alema, <strong>l&#8217;impresa non sarà comunque facile. </strong>Al momento, sulla carta, il suo concorrente più importante è l&#8217;attuale ministro degli esteri britannico <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/David_Miliband" target="blank">David Miliband</a></strong>. Il 44enne astro nascente del Partito Laburista si è piazzato in pole position <a href="http://www.guardian.co.uk/politics/2009/oct/22/david-miliband-europe-foreign-minister" target="blank">nel ruolo di ministro degli Esteri Ue</a> dopo la bocciatura (di fatto)  di <strong>Tony Blair</strong> a presidente della Ue.</p>
<h3>Poltrona presidenziale: l&#8217;asse franco-tedesco</h3>
<p>L&#8217;ex primo ministro di Londra, il cui nome era in campo da tempo, è stato escluso dall&#8217;asse <strong>Berlino-Parigi</strong> per la poltrona presidenziale. <strong>Nicolas Sarkozy - Angela Merkel</strong> non vogliono la sua elezione. Troppo ingombrante la sua personalità, troppo controverse le sue decisioni quando era a capo del governo britannico (vedi l&#8217;appoggio alla guerra contro l&#8217;Iraq), troppo autonomo rispetto alla linea espressa dal nocciolo duro europeo, costituito appunto dal binomio (non sempre facile) <strong>Francia-Germania</strong>. Ma soprattutto i due vogliono sulla poltrona più importante della Ue un personaggio vicino al partito popolare. Come l&#8217;ex cancelliere austriaco <strong>Wolfang Schuessel</strong> o il premier olandese <strong>Jan Peter Balkenende</strong>. Anche se il presidente francese <strong>Sarkozy</strong> vorrebbe tanto puntare sul primo ministro belga <strong>Herman Van Rumpoy</strong>, che risulterebbe per Parigi un interlocutore più affine, vicino, rispetto agli altri due.</p>
<p>L&#8217;assegnazione della presidenza Ue a un popolare ha aperto automaticamente (a meno di clamorose sorprese) le porte del ministero degli esteri a un socialista.   Appena capito che <strong>Tony Blair</strong> era stato bocciato, il premier Gordon Brown ha mandato il suo delfino (o concorrente) <strong>David Miliband</strong> in diverse capitali europee per far lievitare la sua candidatura. <strong>Sembrava il predestinato quando è saltato fuori anche il nome di D&#8217;Alema. </strong>Il britannico dalla sua parte avrebbe l&#8217;appoggio dei governi scandinavi e forse del&#8217;Europa Orientale. Il passato comunista dell&#8217;esponente del Pd non è una buon biglietto di presentazione per i paesi dell&#8217;ex Patto di Varsavia come ha sottolineato l&#8217;ambasciatore polacco a Roma Tombinsky.</p>
<p><strong>L&#8217;italiano, invece potrebbe contare sui socialisti tedeschi, francesi e spagnoli.</strong> Il mandato esplorativo per capire chi dei due è in grado di raccogliere maggiori consensi è stato affidato al premier spagnolo<strong> Josè Luis Zapatero</strong> e al cancelliere austriaco Wernwe Faymann. La loro missione durerà ancora qualche giorno. Vogliono chiudere la partita entro la metà di novembre, quando la presidenza di turno svedese della Ue vorrebbe annunciare i nomi delle personalità scelte. Se l&#8217;Europa punterà sul &#8220;vecchio&#8221; <strong>Massimo D&#8217;Alema</strong> o sul &#8220;giovane&#8221; <strong>David Milliband</strong> si saprà, probabilmente, solo allora.</p>
<p><a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/DAlema-ministro-esteri-Ue-Berlusconi-si-attiva-ma-la-partita-resta-difficile_3955698848.html" target="blank">Ma quante chance ha <strong>Massimo D&#8217;Alema</strong> di diventare il Ministro degli Esteri dell&#8217;Unione Europea</a>?</p>
<p>A pochi giorni dall&#8217;inizio del rush finale per le candidature alla Poltrona Numero Due della Nuova Europa (che nasce dal <strong><a href="http://europa.eu/lisbon_treaty/index_it.htm" target="blank">Trattato di Lisbona</a></strong>), i giochi sono ancora aperti sul nome del futuro &#8220;Mr Pesc&#8221; (acronimo di &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Politica_estera_e_di_sicurezza_comune" target="blank">Politica estera e per la Sicurezza comune</a>&#8220;). E si faranno tutti a Bruxelles (e nelle principali capitali europee).</p>
<p>A Roma, <strong>il destino dell&#8217;esponente del Pd sembra essere stato deciso.</strong> Il governo Berlusconi appoggia con forza il candidato D&#8217;Alema. Tanto che, oltre alla dichiarazioni ufficiali, nei giorni scorsi il presidente del consiglio ha già chiamato i principali leader europei per sponsorizzare il nome dell&#8217;ex titolare della Farnesina.<br />
<strong>Una mossa bipartisan fatta per vari motivi</strong>:  il principale è che a <strong>Silvio Berlusconi</strong> non dispiacerebbe una poltrona di prestigio per un italiano in Europa. E anche il credito del suo esecutivo a livello internazionale ne traerebbe vantaggio. Così, dopo che in campo socialista (europeo) la candidatura di D&#8217;Alema ha preso piede, <strong>Berlusconi ha rotto gli indugi e si è mosso per aiutare l&#8217;avversario (interno)</strong>, dimostrando che la politica estera italiana guarda oltre i confini di casa. E tutto questo nonostante il rischio di sacrificare il fedelissimo <strong>Antonio Tajani</strong>. Se, infatti, l&#8217;Italia dovesse conquistare il ministero degli esteri europei, perderebbe il diritto al posto nella commissione Ue che attualmente ricopre con l&#8217;esponente di Forza Italia.</p>
<p>Per D&#8217;alema, <strong>l&#8217;impresa non sarà comunque facile. </strong>Al momento, sulla carta, il suo concorrente più importante è l&#8217;attuale ministro degli esteri britannico <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/David_Miliband" target="blank">David Miliband</a></strong>. Il 44enne astro nascente del Partito Laburista si è piazzato in pole position <a href="http://www.guardian.co.uk/politics/2009/oct/22/david-miliband-europe-foreign-minister" target="blank">nel ruolo di ministro degli Esteri Ue</a> dopo la bocciatura (di fatto)  di <strong>Tony Blair</strong> a presidente della Ue.<br />
Poltrona presidenziale: l&#8217;asse franco-tedesco<br />
L&#8217;ex primo ministro di Londra, il cui nome era in campo da tempo, è stato escluso dall&#8217;asse <strong>Berlino-Parigi</strong> per la poltrona presidenziale. <strong>Nicolas Sarkozy - Angela Merkel</strong> non vogliono la sua elezione. Troppo ingombrante la sua personalità, troppo controverse le sue decisioni quando era a capo del governo britannico (vedi l&#8217;appoggio alla guerra contro l&#8217;Iraq), troppo autonomo rispetto alla linea espressa dal nocciolo duro europeo, costituito appunto dal binomio (non sempre facile) <strong>Francia-Germania</strong>. Ma soprattutto i due vogliono sulla poltrona più importante della Ue un personaggio vicino al partito popolare. Come l&#8217;ex cancelliere austriaco <strong>Wolfang Schuessel</strong> o il premier olandese <strong>Jan Peter Balkenende</strong>. Anche se il presidente francese <strong>Sarkozy</strong> vorrebbe tanto puntare sul primo ministro belga <strong>Herman Van Rumpoy</strong>, che risulterebbe per Parigi un interlocutore più affine, vicino, rispetto agli altri due.</p>
<p>L&#8217;assegnazione della presidenza Ue a un popolare ha aperto automaticamente (a meno di clamorose sorprese) le porte del ministero degli esteri a un socialista.   Appena capito che <strong>Tony Blair</strong> era stato bocciato, il premier Gordon Brown ha mandato il suo delfino (o concorrente) <strong>David Miliband</strong> in diverse capitali europee per far lievitare la sua candidatura. <strong>Sembrava il predestinato quando è saltato fuori anche il nome di D&#8217;Alema. </strong>Il britannico dalla sua parte avrebbe l&#8217;appoggio dei governi scandinavi e forse del&#8217;Europa Orientale. Il passato comunista dell&#8217;esponente del Pd non è una buon biglietto di presentazione per i paesi dell&#8217;ex Patto di Varsavia come ha sottolineato l&#8217;ambasciatore polacco a Roma Tombinsky.</p>
<p><strong>L&#8217;italiano, invece potrebbe contare sui socialisti tedeschi, francesi e spagnoli.</strong> Il mandato esplorativo per capire chi dei due è in grado di raccogliere maggiori consensi è stato affidato al premier spagnolo<strong> Josè Luis Zapatero</strong> e al cancelliere austriaco Wernwe Faymann. La loro missione durerà ancora qualche giorno. Vogliono chiudere la partita entro la metà di novembre, quando la presidenza di turno svedese della Ue vorrebbe annunciare i nomi delle personalità scelte. Se l&#8217;Europa punterà sul &#8220;vecchio&#8221; <strong>Massimo D&#8217;Alema</strong> o sul &#8220;giovane&#8221; <strong>David Milliband</strong> si saprà, probabilmente, solo allora.</p>
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