Madrid dovrà attendere probabilmente ancora qualche mese prima di poter mettere un proprio generale alla testa dei caschi blu della missione Unifil in Libano. Al Palazzo di Vetro sembra infatti prendere piede l’ipotesi di prolungare il mandato del generale Claudio Graziano, alpino da quasi tre anni al comando della delicata missione dell’Onu che dalla fine del conflitto dell’estate 2006 ha l’incarico di far rispettare il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah.
Benchè il disarmo della milizia sciita non sia mai stato attuato e sporadicamente razzi e colpi di mortaio colpiscano il territorio israeliano, tutti esprimono soddisfazione per la gestione equilibrata e diplomaticamente efficace del generale Graziano che è riuscito a mettere intorno allo stesso tavolo tutte le parti in causa nei meeting mensili che si tengono sulla Linea Blu, il confine israelo-libanese.
Come ha ricordato recentemente il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, anche gli Usa premono per un prolungamento del comando di Graziano dal momento che i 2.400 militari italiani godono della migliore reputazione tra i 13.000 caschi blu schierati in Libano, apprezzati da Israele ma anche dalle forze libanesi, dalla popolazione e da Hezbollah. L’Italia mantiene da tre anni in Libano gli effettivi di una brigata e proprio in questi giorni le truppe della brigata aeromobile Friuli hanno avvicendato le unità dell’ Ariete.
A irritare gli spagnoli, già da tempo in rapporti tesi con gli italiani per il controllo di posizioni chiave nei comandi multinazionali anche in Afghanistan, ha provveduto la telefonata del premier israeliano Bibi Nethanyau a Silvio Berlusconi nella quale Gerusalemme ha chiesto che l’Italia prolunghi per sei mesi il comando dei caschi blu nel Libano meridionale. La telefonata doveva rimanere riservata ma il suo contenuto è trapelato alla stampa facendo infuriare Madrid che ha chiesto spiegazioni a Roma e Gerusalemme.
Israele considera l’attuale governo spagnolo troppo filo-arabo e teme ripercussioni sul fronte libanese qualora la crisi con l’Iran per il programma nucleare degli Ayatollah dovesse sfociare in un confronto militare. Secondo indiscrezioni, fino a un paio di mesi or sono il Dipartimento per il Peacekeeping dell’Onu valutava addirittura la possibilità di sostituire Graziano con un altro generale italiano, un’ipotesi difficile da concretizzare anche perché priva di precedenti. La missione in Libano, considerata a lungo poco efficace e di secondaria importanza, sta diventando una vetrina importante per i Paesi dell’Europa mediterranea, Italia in testa anche se proprio il governo Berlusconi aveva valutato il ridimensionamento dell’impegno del contingente nazionale subito dopo il suo insediamento.
L’operazione militare voluta dal governo Prodi gode di una buona popolarità come ha dimostrato la visita del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al contingente italiano in occasione della festa della Forze armate. Sembra piacere ora anche all’attuale governo forse perché di fronte all’impasse della Nato in Afghanistan quello libanese è al momento l’unico successo sbandierabile nell’ambito delle “missioni di pace”.
Anche per questo Madrid punta i piedi per ottenere il comando dei caschi blu durante il semestre di presidenza spagnola della Ue ma, per conseguire questo risultato, dovrebbe rafforzare il suo contingente in Libano (oggi il terzo con 1.100 soldati dietro a italiani e francesi) come richiesto anche dall’Italia che cedendo il comando vorrebbe ridurre il suo impegno di alcune centinaia o forse anche un migliaio di unità. Benché il quotidiano El Paìs lo definisca “uno schiaffo italiano alla Spagna”, il prolungamento del mandato del generale Graziano potrebbe favorire Madrid, come l’Italia alle prese con gli alti costi delle operazioni militari all’estero.
Nei prossimi mesi verranno infatti ritirate le truppe iberiche dal Kosovo, del quale la Spagna non riconosce l’indipendenza, creando così le condizioni per trasferire in Libano nuove forze senza incrementare le spese.
- Lunedì 9 Novembre 2009
IL MONDO CHE SARÀ
LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
IL MONDO IN CLASSIFICA
STORIE DAL MONDO
OGGI AVVENNE
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
STATI UNITI, FRANCIA, EGITTO, RUSSIA
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
GUARDA IL VIDEO
VAI ALLO SPECIALE
I FATTI PIÙ IMPORTANTI DEL 2011
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 9 Novembre 2009 alle 19:26 indigesto ha scritto:
El Pais non perde insomma occasione. Qui non si tratta di sbandierare successi, qui si tratta di impedire un conflitto dalle conseguenze inimmaginabili, soprattutto se, come pare, c’è affluenza di armamenti dall’Iran in quella zona. Sarebbe bene che l’ONU , e pertanto le nazioni europee impegnate, non abbassassero la guardia e non considerassero questa situazione nè una vetrina e nè tantomeno un ring su cui esibirsi in ridicole tenzoni!
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.