
Il contadino ex tupamaro Jose Mujica, candidato alle presidenziali uruguaiane per il Frente Amplio, con il suo vice, il tecnocrate di origini ligure Danilo Astori
È di origini italiane, per l’esattezza vanta antenati liguri, l’uomo chiave che potrebbe far vincere l’ex guerrigliero tupamaro Pepe Mujica al ballottaggio del 29 novembre in Uruguay.
Danilo Astori, 69 anni, candidato alla vice-presidenza per il Frente Amplio, è il ministro dell’Economia uscente ed è assai apprezzato a Wall Street per la sua ortodossia economica. Professore di economia all’Università della Repubblica è stato tra i fondatori nel 1978 del CIEDUR, il Centro Interdisciplinare di studi sullo sviluppo in Uruguay.
È anche fondatore e leader indiscusso all’interno del Frente Amplio del gruppo socialdemocratico Asamblea Uruguay che rappresenta una sinistra moderata molto spesso paragonata a quella cilena.
Astori è già stato candidato a vicepresidente della Repubblica nel 1989. Da quando nel 2004 è diventato ministro dell’Economia si è fatto notare per l’enfasi data alle restrizioni fiscali e soprattutto per il processo di modernizzazione e riorganizzazione del sistema tributario uruguaiano. Alle primarie del Frente Amplio il 28 giugno del 2009 Astori ha ottenuto il 38% dei voti del suo partito, contro il 53% ricevuti da José Mujica che gli ha così offerto, dopo una lunga negoziazione, la candidatura alla vicepresidenza della Repubblica.
La scelta di Astori è stata la scelta di un politico moderato, il solo in grado in questo momento di attirare verso Mujica le simpatie della piccola borghesia imprenditoriale e della chiesa cattolica scottata dalle leggi sui matrimoni gay e sull’adozione di minori da parte delle coppie non eterosessuali, volute dal governo di centrosinistra di Tabaré Vazquez nel biennio 2007-2009. Intercettare i favori della piccola e media borghesia imprenditoriale è essenziale per il centro-sinistra nel suo progetto di mantenimento del potere.
Per vincere al secondo turno del prossimo 29 novembre Lula ha consigliato a “Pepe” Mujica, sempre vestito “casual” (“Ho perso tre ballottaggi in maglione prima di vincere”), Astori la giacca e la cravatta le porta da cinquant’anni. Forse basterà a far vincere il Frente Amplio anche perché l’Uruguay oggi non è attraversato né da profonde ingiustizie sociali come la vicina Argentina né dalle ubriacature anti-Usa di Nicaragua, Ecuador e Venezuela, ma è un paese sufficientemente benestante dove la percentuale di disoccupati negli ultimi anni si è dimezzata scendendo al 7%.
Grazie a Vasquez, il presidente uscente che sondaggi alla mano queste elezioni le avrebbe stravinte ma che, per le leggi del paese sudamericano, non può candidarsi ad un secondo mandato.
- Lunedì 9 Novembre 2009
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Commenti
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Il 13 Novembre 2009 alle 13:46 paolo.manzo ha scritto:
Enrico, niente parolacce please!
Il 30 Novembre 2009 alle 22:54 Uruguay a sinistra: la metamorfosi del guerrigliero divenuto presidente - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] ad allinearsi con la sinistra radicale latinoamericana di Chávez. Timori infondati sia per la garanzia rappresentata dal suo vice-presidente Danilo Astori, 69 anni, origini liguri, minist…, sia per le dichiarazioni di “appeasement” verso l’opposizione pronunciate dallo stesso [...]
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