Per la seconda volta in due mesi è stato rinviato a data da destinarsi il voto del Supremo Tribunale Federale (STF) per l’estradizione dell’ex terrorista scrittore Cesare Battisti.
A decidere la sospensione è stato Gilmar Mendes, presidente del massimo organo giudiziario brasiliano, che ha motivato la scelta con lo scarso numero dei giudici presenti in aula, appena cinque su undici.
Proprio il voto di Mendes avrebbe sparigliato il punteggio di quattro a quattro che si era raggiunto dopo oltre cinque ore di dibattimento. Sfuma così dopo il precedente rinvio del 9 settembre scorso la possibilità di conoscere il destino di Battisti, condannato in Italia per quattro omicidi commessi sul finire degli anni Settanta con il gruppo terroristico dei PAC, i Proletari Armati per il Comunismo, e in carcere in Brasile dal 18 marzo del 2007.
La giornata del resto era già cominciata con un altro coup de théâtre, ovvero l’uscita di scena del giudice del STF Dias Toffoli che con una lettera a Mendes aveva preannunciato in modo formale la sua “non partecipazione” al voto.
Installatosi poche settimane fa e considerato vicino al PT, il partito di Lula, Toffoli era ritenuto invece da certa stampa – brasiliana e, a ruota, italiana - un potenziale voto contro la richiesta di estradizione avanzata dal governo italiano. “È una cattiva notizia”, aveva commentato ieri il legale di Battisti, Luis Roberto Barroso, pochi minuti prima dell’apertura dell’udienza.
Ma se Toffoli ha dato filo da torcere a Battisti con la sua uscita di scena, un altro suo collega, Marco Aurélio Collor de Mello, che lo scorso 9 settembre era riuscito a rinviare un voto ormai certo a favore dell’estradizione, ha tentato di impedire in ogni modo la continuazione dei lavori di voto appellandosi ad una sequela infinita di escamotage giuridici.
Per la cronaca spicciola Marco Aurélio è cugino di Collor de Mello, l’unico presidente brasiliano “all times” costretto a dimettersi dal Parlamento per corruzione e siede al STF proprio perché l’ex presidente – suo cugino – l’aveva messo lì all’inizio del suo breve e “tumultuoso” mandato.
Un provocatore nato, Marco Aurélio, che ieri ha deliziato i presenti con una lunghissima filippica sul sistema giuridico italiano degli anni Settanta, un sistema a suo dire “di eccezione” in cui “la tortura era la norma come testimoniato da Amnesty International” e la condanna di Battisti possibile solo grazie a sospetti “collaboratori di giustizia”.
Marco Aurélio che, è bene ricordare, è lo stesso giudice che andando contro i pareri di tribunali superiori e magistrati verde-oro nel 2000 concesse la libertà provvisoria (Habeas corpus in Brasile) al banchiere italo-brasiliano Salvatore Cacciolla coinvolto in uno scandalo finanziario di dimensioni bibliche.
Cacciolla fuggì a Roma, nonostante le richieste del Brasile non fu estradato in quanto cittadino italiano, e fu catturato solo anni dopo a Montecarlo dalla polizia del principato, forse avvertita dalle nostre forze dell’ordine desiderose di fare una cortesia alla magistratura verde-oro.
Poche settimane dopo aver concesso la libertà provvisoria a Cacciolla, fonti bene informate a Brasilia e nello stesso ministero della Giustizia verde-oro rivelano a Panorama.it che Marco Aurélio divenne “magicamente” proprietario di un appartamento a Barra da Tijuca, una delle zone più in di Rio. I giornali brasiliani scrissero che glielo aveva regalato Cacciolla come “ringraziamento” per l’habeas corpus concesso.
Tornando al dibattimento su Battisti, è probabile che riprenda il prossimo 18 novembre anche se alcuni commentatori a mio avviso ”troppo maliziosi” sostengono che non si arriverà ad una decisione prima dell’inizio del 2010, quando Tarso Genro, il ministro della Giustizia che gli ha concesso il rifugio, si sarà dimesso dalla carica per farsi eleggere governatore dello stato del Rio Grande do Sul.
A decidere, comunque, sarà Gilmar Mendes, il presidente del STF, l’uomo che spariglierà per forza la situazione di parità (4 a 4) sul destino di Battisti. Quando e se, come probabile, Mendes voterà a favore dell’estradizione, sul rientro di Battisti in Italia non ci sarebbe però ancora la certezza assoluta per almeno tre motivi. Innanzitutto il presidente Lula potrebbe tecnicamente rifiutarsi di consegnare l’ex terrorista scrittore al nostro paese giustificando l’atto con “il timore che in Italia Battisti possa essere trattato alla stregua di un prigioniero politico”, come riportato dall’Estado di Sao Paulo, uno dei più autorevoli quotidiani brasiliani.
Se dovesse accadere, fonti altolocate della nostra diplomazia hanno fatto sapere a Panorama.it che la reazione di Roma sarebbe “durissima” potendo arrivare anche “alla rottura delle relazioni diplomatiche”. Il che appare inverosimile oltre che in virtù del trattato bilaterale in materia di estradizione firmato da Italia e Brasile, anche per la Realpolitik che contrassegna i rapporti tra Stati. Proprio un paio di giorni fa Emma Marcegaglia ha abbracciato Lula mentre una delegazione guidata dal ministro Scajola ha gettato i presupposti per una serie di proficui accordi economici tra imprese italiane e brasiliane.
Anche in caso di prossima estradizione del Supremo, a ritardare il rientro di Battisti in Italia, potrebbe essere poi l’imputazione per l’ex terrorista scrittore presso il Tribunale penale di Rio de Janeiro per la falsificazione di documenti e per la detenzione di un passaporto falso.
Il terzo ostacolo è infine rappresentato da un ricorso che sarà inoltrato nelle prossime ore dalla difesa dell’ex terrorista sia di fronte alla Corte Interamericana dei Diritti Umani che al Tribunale dell’Aja.
- Venerdì 13 Novembre 2009
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Commenti
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Il 13 Novembre 2009 alle 13:39 paolo.manzo ha scritto:
Caro Enrico,
io so solo che mi sono rotto di scrivere di e su questo personaggio per almeno 5 motivi.
1) Oramai è la quarta volta che vado a Brasilia “a vuoto”
2) Le decisioni della Corte arrivano sempre ad orari infami per i quotidiani italiani per i quali scrivo (ieri alle 22.03 al pelo della prima, il 9 settempre oltre l’una, al pelo della ribattuta), secondo me lo fanno a proposito per farci litigare con capiredattori centrali e compagnia
3) Mi sono preso un’insolazione a causa di un’intervista in teoria “già fatta” a detta di un certo Edoardo dalle mutande rosse nella pratica fantomatica
4) mi è spuntata una cisti inguinale di dimensioni notevoli nella settimana passata a presidiare il carcere di Papuda
5) Posso scrivere solo il 30% di ciò che so perché nessuno vuole essere citato e, quindi, sono assalito sovente da sindrome da “coitus interruptus”.
Nel merito di quanto tu dici in effetti il caso Aldovandri prima, Cucchi poi, sono a dir poco preoccupanti…
Il 13 Novembre 2009 alle 15:16 Battisti, che palle! ha scritto:
[...] una cronaca di quanto accaduto ieri potete leggere il mio articolo su Panorama [...]
Il 13 Novembre 2009 alle 16:42 paolo.manzo ha scritto:
Al di là delle discussioni politiche, sempre opinabili, nel caso che citi vi è una realtà oggettiva. Il motivo per cui di Delfo Zorzi non venne chiesta l’estradizione (o se fu chiesta non venne concessa) è che il soggetto possedeva (e possiede) anche cittadinanza giapponese. Lo stesso motivo, del resto, per cui l’Italia non concesse l’estradizione per Salvatore Cacciolla al Brasile. Il banchiere era anche italiano e uno stato non può estradare un proprio concittadino. Insomma, o si rivede il diritto internazionale in merito alle doppie cittadinanze, oppure casi come quelli di Zorzi e Cacciolla saranno all’ordine del giorno in un mondo sempre più “piccolo”. Battisti, invece, non possiede la cittadinanza brasiliana e per questo può essere estradato dal Brasile in Italia.
Il 13 Novembre 2009 alle 16:50 gek ha scritto:
E’ evidente che la decisione dei giudici brasiliani è abbastanza relativa, il problema non è estradare o meno il terrorista Battisti, il problema è di equilibri politici tra Italia, Brasile ed U.E., certo il fatto che il Battisti sia un terrorista Rosso ha la sua importanza, ma non tanto come c’è l’ha il problema politico, se non ci fosse la U.O. Battisti non tornerebbe mai in Italia, almeno fino a che in Italia c’è un governo di destra, poi magari quando in Italia ci sarà un governo di sinistra, allora forse le cose cambieranno, anche perchè sicuramente al massimo se verra estradato si farà si e no un paio d’anni(Vedi il caso Baraldini), ed i morti da Luiu causati?… cazzi loro!!! chi a avuto a avuto…… ecc.ecc. Forza Italia!!!!
Il 14 Novembre 2009 alle 16:57 paolo.manzo ha scritto:
Aggiornamento:
BATTISTI: SCIOPERO FAME CONTRO ESTRADIZIONE /ANSA DECISIONE PRESA IN COINCIDENZA VISITA LULA IN ITALIA (ANSA) - BRASILIA, 14 NOV - Cesare Battisti ha iniziato uno ‘’sciopero della fame totale” per impedire la sua estradizione in Italia: lo ha annunciato lo stesso ex terrorista rosso in una lettera aperta al presidente brasiliano Lula, che fra qualche ora sara’ a Roma per partecipare al vertice internazionale della Fao. La lettera e’ stata resa nota ieri sera dal senatore Jose’ Nery (del Psol, sinistra radicale), che poco prima aveva incontrato l’ex militante dei Proletari armati per il comunismo nel carcere di Papuda, vicino Brasilia. Nel messaggio a Lula, Battisti (54 anni) sottolinea il suo diritto di essere riconosciuto come rifugiato politico in Brasile. Il testo di due pagine, datato ‘Brasilia 13 novembre’, si chiude con una frase rivolta direttamente al presidente: ”Consegno la mia vita nelle mani di Sua eccellenza e del popolo brasiliano”. Lo sciopero della fame di Battisti giunge in coincidenza della partenza per Roma di Lula, che lunedi’ incontrera’ in un pranzo di lavoro il premier Silvio Berlusconi, colloquio nel quale - ha precisato un portavoce di Lula - ”non e’ escluso” che si parli anche del caso Battisti. Sulla richiesta di estradizione dell’ex terrorista presentata tempo fa dall’Italia si pronuncera’ mercoledi’ il presidente del Supremo Tribunal Federal brasiliano, Gilmar Mendes, dopo l’udienza di giovedi’ scorso, nella quale quattro giudici hanno votato per l’estradizione e quattro contro. Prima di partire per Parigi, dove si tratterra’ qualche ora per poi recarsi a Roma, Lula ha evitato di pronunciarsi sul caso Battisti, ricordando che l’Alta Corte deve ancora emettere il verdetto sul ‘dossier estradizione’. Dopo tale sentenza, a dare l’ultima parola sul caso sara’ proprio il capo dello Stato brasiliano.(ANSA).
Il 19 Novembre 2009 alle 1:45 Battisti estradato a meno che Lula per motivi di salute … - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] Battisti sarà estradato in Italia. La telenovela dell’ex terrorista rosso è finita. [...]
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