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Il peschereccio sequestrato, l'Alakrana / Foto famiglia Pablo Costas per AP
“Alle 14 ora spagnola i pirati hanno abbandonato l’Alakrana, liberando i 36 membri dell’equipaggio e, apparentemente, il governo. Il governo in realtà è ancora sotto sequestro, finché non darà una spiegazione convincente”. Questo testo, da una vignetta sulla “Vanguardia” di oggi spiega molto della situazione spagnola il giorno dopo la fine del lungo (47 giorni) sequestro dell’Alakrana, il peschereccio catturato dai pirati somali che ha tenuto sotto scacco la Spagna per più di un mese. Per un riassunto della vicenda leggi qui.
Ieri lo stesso presidente Zapatero, sempre molto abile davanti alle telecamere, si è premurato di dare l‘annuncio in diretta tv: “L’Alakrana naviga libero grazie al lavoro di tutti” ha detto, ringraziando anche l’opposizione del Partido Popular, ma senza dare una spiegazione al di là di un generico “il governo si è mosso sempre nell’ambito della legalità”.Tutti i quotidiani spagnoli sono concordi nel quotare a 2,3 milioni di euro la cifra pagata per il riscatto dall’armatore della nave Ricardo Blach, ma secondo molti non è stato l’unico prezzo da pagare: ufficialmente il governo spagnolo ha offerto a quello (praticamente inesistente) della Somalia l’addestramento di 2000 poliziotti, ma la vera domanda riguarda il destino dei due pirati ancora detenuti a Madrid e in attesa di processo: se torneranno, con qualche escamotage legale, in Somalia, vorrà dire che erano inclusi nel “pacchetto riscatto”, altrimenti i loro compagni li hanno abbandonati al loro destino.
Il capo dell’esecutivo sicuramente respira meglio da ieri, visto che il caso stava iniziando a scappargli dalle mani (e tra l’altro è passato dalla gestione inefficiente della ministra della difesa Chacòn a quella dei più esperti Moratinos e De la Vega, rispettivamente titolare degli esteri e vicepresidente) però adesso dovrà fare i conti con i Populares e i nazionalisti baschi, che hanno già annunciato la fine della “tregua” delle polemiche. Tanto che questa mattina nel Parlamento l’opposizione ha aperto finalmente il fuoco contro Zapatero e la vicepresidente De la vega accusati di “non essere all’altezza delle circostanze, aver messo in pericolo la vita di cittadini spagnoli (prima del sequestro fu rifiutata una proposta di legge per includere vigilanti armati sulle navi mercantili nell’Oceano Indiano) e di aver sbagliato a portare nei tribunali i due pirati catturati (in realtà una decisione dell’ Audiencia Nacional).
- Mercoledì 18 Novembre 2009
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