Le forze britanniche in Afghanistan dovrebbero usare “borse d’oro” per pagare potenziali combattenti talebani e farli stare dalla loro parte. I comandanti dell’esercito britannico dovrebbero parlare con i leader della guerriglia con “le mani insanguinate” per velocizzare la fine del conflitto. Lo affermano le nuove linee-guida della strategia britannica in Afghanistan, anticipate ieri dal quotidiano londinese Times, lo stesso che un mese fa accusò il contingente italiano a Kabul e Herat di aver pagato dal 2007 in poi i ribelli afgani per non essere attaccato.
Un’accusa priva di riscontri oggettivi ma che vide il giornale britannico chiedere spiegazioni al governo italiano per aver esposto in questo modo altri contingenti alleati alle azioni dei talebani. Paradossale quindi che sullo stesso giornale la notizia della nuova strategia britannica sia stata pubblicata senza una sola riga di commento o di critica.
Eppure gli elementi ironici non mancano certo se si considera che mentre la comunità internazionale cerca di imporre al presidente neoeletto Ahmid Karzai di lottare contro la corruzione, endemica in Afghanistan (il Paese più corrotto al mondo insieme alla Somalia secondo il rapporto di Transparency International - guarda la classifica e la mappa), le truppe britanniche pianificano di corrompere i talebani per convincerli a non combattere. Una strategia utile forse al premier Gordon Brown che in vista delle elezioni del 2010 punta a recuperare quota nei sondaggi approvando in fretta e furia una “exit strategy” (termine che andrebbe tradotto in “ritirata” o forse addirittura in “fuga”) che consenta di ritirare al più presto le truppe di Sua Maestà dall’Afghanistan. Ma che sul piano della sicurezza non aiuterà certo a stabilizzare il Paese asiatico rafforzandone le deboli istituzioni.
“Le armi migliori per contrastare i ribelli non sparano“, ha affermato il generale Paul Newton, ricordando che i miliziani vengono pagati 10 dollari al giorno dai leader talebani. I colleghi del Times dovrebbero però decidersi. O attaccare duramente il governo laburista che vuole dare denaro ai terroristi islamici oppure tessere le lodi dell’Italia che (a loro dire) aveva capito tutto di come si combattono i talebani già due anni or sono.
- Mercoledì 18 Novembre 2009
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Commenti
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Il 18 Novembre 2009 alle 20:55 indigesto ha scritto:
Che siano tutti studenti del Corano quelli che qui chiamiamo Talebani è cosa assurda ed ingenua. Si tratta in larga parte di soldataglia prezzolata fin dai primi addestramenti a cui si mescoleranno gruppi di banditi, ugualmente armati ed operanti nel territorio fin dai tempi dell’assassinio della giornalista Maria Grazia Cutuli. Che vi possano essere tentativi di acquisire i servigi, se non la neutralità, di questa gente, proveniente anche da vari gruppi tribali, può essere scandaloso, ma non più di quanto non lo siano le guerre, ed, in particolare, questa guerra stessa. Si sa, le guerre si vincono, o si tentano di vincere, con ogni mezzo. Sono i risultati che contano!
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