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	<title>Mondo &#187; Sarah Palin is back: ora punta alla Casa Bianca</title>
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	<description>Canale Mondo di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 18:59:47 +0000</pubDate>
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		<title>Sarah Palin is back: ora punta alla Casa Bianca</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 09:36:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michele.zurleni</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Apertura#1]]></category>

		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>

		<category><![CDATA[obamamania]]></category>

		<category><![CDATA[sarah-palin]]></category>

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		<description><![CDATA[L'ex vice di McCain nelle presidenziali 2008 torna con un'autobiografia al vetriolo contro lo staff repubblicano: "Mi avessero seguito, avrei sconfitto Obama". E nel 2012 pensa alla rivincita ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Sarah Palin" href="http://gallery.panorama.it/gallery/sarah_palin_un_passato_da_miss/159350_sarah_palin.html"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/02/20/499e98616bc0f_zoom.JPG" border="0" alt="Sarah Palin" width="500" /> </a></p>
<p><strong>Sarah Palin is back</strong>. E vi dà appuntamento per il 2010. Alle elezioni di Midterm, la riscossa repubblicana. Anche se, il tempo e il luogo del vero <em>rendezvous</em> sono altri: <strong>White House</strong>, Pennsylvania Avenue 1600, Washington D.C, anno 2012. La campagna presidenziale. <strong>Sarah is back.</strong> <span id="more-7004"></span></p>
<p><a href="http://www.harpercollins.com/books/9780061939891/Going_Rogue/index.aspx" target="blank">Con un libro, la sua (prima) autobiografia</a>. E con un messaggio ben chiaro. Avessi avuto la libertà di dire tutto ciò che volevo, <strong>avrei fatto vincere a John McCain la corsa alla Casa Bianca</strong>. Lei con il suo charme (altro che <em>change</em>), con la sua passionalità, con le sue idee che (tanto) l&#8217;hanno fatta amare agli elettori più conservatori, quelli più attaccati ai valori tradizionali della destra americana. Lei avrebbe potuto farcela. Lei sì.</p>
<p><em><a href="http://www.harpercollins.com/books/9780061939891/Going_Rogue/index.aspx" target="blank">Going Rouge, an American Life</a></em>, stampato per la prima tiratura in un milione e mezzo di copie, è il suo trampolino di (ri)lancio. &#8220;<a href="http://abcnews.go.com/Politics/sarah-palin-politics-president-obama-disingenous-death-panels/story?id=9096647" target="blank">Vorrei avere un maggiore ruolo nella politica nazionale</a>, <a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/us_and_americas/article6920070.ece" target="blank">se la gente mi vorrà</a>&#8221; ha detto in una delle innumerevoli interviste di presentazione della sua opera. <strong>Sarah sa che le stelle (come lei) stanno in alto, ma poi rischiano di cadere.</strong> E che rimanere sulla breccia per i prossimi tre anni sarà molto difficile, ma non impossibile, se la gestione della sua carriera politica sarà oculata. <strong>Il libro è il primo passo.</strong></p>
<p><strong>Tutti quelli che puntano alla poltrona più alta (vero Barack?) hanno scritto un&#8217;autobiografia. </strong>Porta notorietà e soldi. Due ingredienti necessari per aumentare il proprio peso specifico. Sarah, dopo aver lasciato il suo incarico di governatore dell&#8217;Alaska (per avere la mani più libere), riparte da queste 400 pagine per rivitalizzare il (suo) personaggio. Quando venne scelta come candidato vice presidente di John McCain divenne un vero e proprio fenomeno di massa mediatico. Idolatrata dal popolo di destra, guardata con diffidenza da quello moderato e indipendente, temuta - per il suo fascino populista - dai democratici.</p>
<p><strong>L&#8217;interesse nei suoi confronti è rimasto - nonostante la sconfitta dell&#8217;anno scorso - proprio perché lei è in grado di toccare le corde giuste (la pancia) di una certa America.</strong> Un feeling tanto forte che ha provocato situazioni quasi da <strong>Diva di Hollywood</strong> come quando un suo fan (politico?) ha pagato 63.500 dollari per cenare con lei. Nei mesi scorsi, quando Sarah ha capito che rimanere tra i ghiacci del profondo nord avrebbe potuto essere controproducente, ha dato le dimissioni, lasciato Anchorage per raggiungere la calda San Diego dove si è messa a scrivere le sue memorie.</p>
<p>Alla sua pubblicazione, i più importanti talk show televisivi nazionali hanno fatto a gara per averla ospite. <a href="http://usconservatives.about.com/b/2009/11/16/oprah-winfrey-going-rogue-with-sarah-palin.htm" target="blank">Tra cui quello di <strong>Oprah Winfrey</strong></a>, una delle star che più di altre ha appoggiato la corsa presidenziale di Barack Obama (<a href="http://www.nytimes.com/2009/11/17/arts/television/17watch.html?_r=1" target="blank">leggi l&#8217;articolo del NyT</a>).</p>
<p>È stata proprio lei a chiedere alla Palin quali sono i suoi obiettivi futuri. &#8220;La Casa Bianca è fuori dal mio schermo radar&#8221; ha risposto. Già, ora. Ma, poi? Si vedrà. Perché, come dicevamo, <strong>Sarah pensa di essere la Persona Giusta</strong>. <strong>I capitoli del suo libro dedicati alle elezioni del 2008 sono impietosi nei confronti dello staff di John McCain.</strong> <strong>L&#8217;accusa è quella di averle impedito di esprimersi al meglio, fare passare i messaggi più efficaci. </strong>Non si tratta(va) di puro narcisismo, ma di strategia politica. Che, per pagare, avrebbe dovuto essere più radicale. Come i toni che negli ultimi mesi hanno accompagnato il dibattito politico negli Usa.</p>
<p>Non a caso, la Palin racconta ora di essere vicina allo <a href="http://blog.panorama.it/mondo/2009/08/31/riforma-sanitaria-la-rivolta-dei-tea-party-patriots/"><strong>spirito del <em>Tea Party</em>,</strong> quel movimento di cittadini contro la riforma sanitaria che ha ridato ossigeno all&#8217;opposizione contro Barack Obama</a>.</p>
<p>Quella è la via giusta da seguire. Basta, dice l&#8217;ex governatore dell&#8217;Alaska, con il &#8220;<em>politically correct</em>&#8221; nei confronti del Presidente. <strong>Vince la clava, fa breccia l&#8217;attacco duro e diretto</strong>. Sarah is back. Ed è pronta a combattere, a mani nude. <em>Going Rouge</em>, verso Washington.</p>
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