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	<title>Mondo &#187; &#8220;Stranieri&#8221; in uniforme italiana</title>
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	<description>Canale Mondo di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 18:59:47 +0000</pubDate>
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		<title>“Stranieri” in uniforme italiana</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 10:18:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianandrea gaiani</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Come tutti i più impotanti Paesi occidentali anche l'Italia sta arruolando un numero crescente di militari di origine straniera ai quali è dedicato il calendario 2010 dell'Esercito ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-large wp-image-7184" src="http://blog.panorama.it/mondo/files/2009/11/esercito-large.jpg" alt="Eserrcito italiano " width="500" height="292" /></p>
<p>Mentre la strage compiuta a <a href="http://blog.panorama.it/mondo/2009/11/12/fort-hood-ora-lamerica-scopre-il-nemico-in-casa/">Fort Hood </a>(13 soldati uccisi) da un medico di origine palestinese e fede islamica apre <strong>molti interrogativi sulla capacità del mondo militare di integrare culture e religioni diverse, </strong>in Italia la crescente multietnicità del nostro Esercito è diventata un elemento importante di immagine e di “marketing”. <span id="more-7161"></span></p>
<p>Lo dimostra il <a href="http://blog.panorama.it/foto/2009/11/18/il-calendario-2010-dellesercito-soldati-senza-confini/3_ei_febbraio/#foto">Calendario 2010 </a>dell’Esercito presentato a Roma nei giorni scorsi, dedicato quest’anno ai circa 1.500 soldati di origine straniera in servizio.</p>
<p>Qualcuno l’ha già <strong>ribattezzata &#8221;brigata multietnica</strong>&#8221; anche se questi militari sono in realtà inseriti in tutti i reparti e non costituiscono certo un’unità composta esclusivamente da stranieri come erano i battaglioni coloniali del Regio Esercito reclutati in Libia, Etiopia e Somalia.</p>
<p>In realtà reparti di stranieri erano stati teorizzati nel 2002  quando l’allora ministro della Difesa, <strong>Antonio Martino,</strong> ipotizzò la costituzione di una brigata <a href="http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=18332">dell’Esercito Italiano composta da albanesi. </a>La cosa rimase sulla carta, ma in realtà già nel 1993 tra i paracadutisti della Folgore schierati a Mogadiscio <strong>vi erano alcuni soldati di origine somala </strong>ma si trattava di un fenomeno all&#8217;epoca marginale.</p>
<p>Quello italiano è itra <strong>gli ultimi grandi eserciti occidentali a fare i conti con la sfida rappresentata dall’arruolamento multietnico</strong> anche se per vestrire l&#8217;uniforme occorre possedere la cittadinanza italiana. Parigi e Londra arruolano da decenni personale proveniente dagli ex imperi coloniali e in Gran Bretagna, dove è operativa un’intera brigata di <a href="http://www.mimetix.it/Gurkha.htm">Gurkha nepalesi</a>. Gli stranieri costituiscono oltre il 15 per cento degli effettivi. <strong>Una strada percorsa recentemente anche dalla Spagna che ha arruolato volontari provenienti da alcuni stati sudamericani favorendone così la naturalizzazione. </strong></p>
<p>Negli Usa le forze armate sono da sempre multietniche e, dal 2004,  <strong>l’apertura delle caserme agli immigrati in cambio di vantaggi nell’ottenimento della cittadinanza </strong>ha dato risultati utili, specie quando la guerra irachena e il buon andamento dell’economia limitavano gli arruolamenti dei cittadini statunitensi.</p>
<p>Il 12 novembre <strong>a Baghdad</strong> sono stati naturalizzati 157 soldati, marinai, avieri e marine di 60 Paesi diversi, ma che prestano servizio nelle forze Usa in Iraq. Si è trattato della quindicesima cerimonia di questo tipo avvenuta dal 2004 in Iraq dove <a href="http://blog.panorama.it/mondo/2009/03/06/iraq-e-afghanistan-vesti-luniforme-e-diventerai-americano/">hanno ottenuto la cittadinanza Usa </a>oltre 1.300 stranieri in uniforme. In Italia i militari di origine straniera hanno in molti casi un genitore italiano e ricoprono tutti i ranghi:<strong> ufficiali, sottufficiali e truppa. </strong>Solo quelli ritratti nel Calendario dell’Esercito<strong> provengono per da 17 Paesi tra i quali India, Senegal, Cuba, Brasile, Sudan, Filippine, Sri Lanka, Marocco, Capo Verde, Argentina.</strong></p>
<p>Il generale <a href="http://www.esercito.difesa.it/root/organizzazione/curriculum_casme.asp">Giuseppe Valotto</a>, alla testa dell’Esercito, parla di una forza armata capace di operare<strong> &#8221;con tutto il suo personale indipendentemente da diversità di etnia, cultura, sesso e religione&#8221; e ritiene che l’Esercito svolga un ruolo di &#8221;agenzia di socializzazione, al pari della famiglia e della scuola&#8221;.</strong></p>
<p>Un’opinione supportata da una ricerca dell’Istituto universitario di lingue moderne  <a href="http://www.iulm.it/">(IULM) </a>secondo cui l&#8217;Esercito italiano può diventare un modello di organizzazione multietnica grazie ai &#8221;valori fondamentali alla base dell&#8217;organizzazione&#8221; che sono &#8221;condivisi dai diversi gruppi etnici che vi vivono e lavorano&#8221;. Lo studio ricorda che  l&#8217;Esercito italiano ha già storicamente &#8220;svolto un ruolo di unificazione obbligando a  <strong>convivere cittadini italiani del sud e del nord Italia</strong>&#8221; con usi e costumi profondamente diversi.</p>
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					<media:description><![CDATA[©Andrea D'ErricoLaPresse
04-08-2008 Roma
Interni ]]></media:description>
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