Il vertice dei capi di Stato e di governo ha scelto Herman Von Rompuy come primo presidente permanente del Consiglio dell’Unione Europea e Catherine Ashton come Alto rappresentante per la politica estera. Vince l’asse Parigi-Berlino-Londra.
Massimo D’Alema, candidato in pectore, fino alla vigilia del summit di Bruxelles alla poltrona di Mister Pesc, appoggiato con forza e convinzione da Silvio Berlusconi, ha visto sfumare il sogno coltivato (e a ragione) per alcune settimane.
La “Grande Famiglia” socialista europeaha scelto la baronessa Ashton. D’Alema è stato penalizzato non dai veti o dalle perplessità sulla sua persona (o sull’Italia), ma dal gioco di equilibri tra le cancellerie delle capitali del Vecchio Continente. I britannici hanno spinto per avere una delle tre poltrone più importanti della Nuova Europa del Trattato di Lisbona.
E non potendo ottenere né quella più importante, ne quella del Commissario per il Commercio (occupata fino a ieri proprio dalla Ashton) hanno puntato i piedi per avere almeno quella di ministro degli esteri. Gordon Brown ha fatto così tanta pressione che, alla fine, un obiettivo l’ha raggiunto.
Il Premier di Londra per settimane aveva spinto affinché venisse scelto il nome di Tony Blair come primo Presidente della Ue. Ma la sua candidatura non è mai stata veramente in gioco. Ai britannici però è servita ad ottenere uno degli altri due posti di prestigio.
Entrato quasi Papa nel conclave europeo, Massimo D’alema ne è uscito cardinale dopo che al vertice dei leader socialisti europei, Brown - in nome della bocciatura di Blair - è riuscito a far promuovere Lady Ashton.
Prima donna a ricoprire questo incarico, la britannica, in realtà, non ha mai avuto esperienza di politica estera perché si è sempre occupata per lo più di Welfare prima di essere mandata a Bruxelles come titolare del delicatissimo ruolo di responsabile della politica commerciale dell’Europa nel mondo. Proprio per questo, tra i suoi sponsor c’è anche la City londinese e il mondo finanziario che fa capo alla capitale britannica.
Ma che la sua nomina sia stata una sorpresa lo si è capito anche nella conferenza stampa serale, dove Lady Ashton si è presentata senza alcuna dichiarazione scritta, preparata prima.
Qualche cronista ha provato a metterla in imbarazzo,
citando la sua scarsa esperienza di livello ministeriale ma lei si è difesa rivendicando di aver condotto nell’ultimo anno alcuni negoziati minori con la Corea, la Cina e gli Usa. La Baronessa Catherine quindi va a riempire questa casella.
L’altra era già stata occupata da tempo dal premier belga Van Rompuy. Il suo nome circolava da giorni. Da quando Nicolas Sarkozy e Angela Merkel avevano bocciato Tony Blair per puntare su di un membro del Partito Popolare Europeo di un piccolo (e quindi più influenzabile) paese europeo. La disputa per alcuni giorni era stata con l’olandese Jan Peter Balkenende. Poi, questo omino calvo, con gli occhiali tondi, pieno di senso di umorismo, ha preso il sopravvento nella gara per, infine, vincerla.
Lui ha sempre rappresentato il ritratto ideale del candidato per questa poltrona: grande mediatore, capace di costruire grandi compromessi, capace di mettere da parte le proprie posizioni personali e di guadagnare la stima e la simpatia umana dei colleghi. Nicolas Sarkozy l’ha definita una “scelta eccellente”", poiché si tratta
di un uomo -ha detto - “che nel suo passato non ha fatto che mettere d’accordo le persone intorno a lui”.
Il presidente francese è stato il suo grande sponsor. Come la tedesca Merkel. Con Gordon Brown, i tre hanno deciso le nomine della Nuova Europa di Lisbona. L’asse Berlino-Parigi-Londra per una volta, sembra aver funzionato. Ma in futuro cosa accadrà?
- Venerdì 20 Novembre 2009
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Commenti
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Il 20 Novembre 2009 alle 14:45 indigesto ha scritto:
Si vede che i nostri comunisti sono solo profeti in patria!
Il 20 Novembre 2009 alle 18:22 D’Alema e le poltrone co.co.co. Il Migliore nelle occasioni mancate - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] mancate ed esperienze fuggevoli ed evanescenti. Una sensazione confermata ancora una volta dalla sua mancata elezione a Mr. Pesc, il ministro degli esteri dell’Unione europea. Per D’Alema, infatti, la cocente delusione (trincerata da un elegantissimo comunicato in cui si [...]
Il 20 Novembre 2009 alle 23:57 D’Alema e le poltrone co.co.co. Il Migliore nelle occasioni mancate | Circolo Luce Del Sud ha scritto:
[...] mancate ed esperienze fuggevoli ed evanescenti. Una sensazione confermata ancora una volta dalla sua mancata elezione a Mr. Pesc, il ministro degli esteri dell’Unione europea. Per D’Alema, infatti, la cocente delusione (trincerata da un elegantissimo comunicato in cui si [...]
Il 23 Novembre 2009 alle 13:41 lapolide ha scritto:
Padova, 23 novembre 009
Non so per Silvio “scarlattinato”, ma io songo convinto che la defenestrazione del Ghost D’Alema dal diventare “Pesc” europeo da parte dei suoi stessi kompagni di merende socialisti, sia stato il cadeau cchiù gradito e sfizius..e per nuie Popolo della parte do cielo azzurro ( se ancora esiste…Fini con sindrome coprofaga permettendo). E’ stato comme fare nà scurpacciata ‘e Babbà al rhum, nonostate ‘o fesso ‘e Martin Shulz che nun sape smentirse maie, st’Omme “scurnacchiato” impenitente.
Statte buò guagliò e saluta a sorete…
lapolide
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