
Il premier spagnolo (AP Photo/Charles Dharapak, Pool)
Proprio mentre l’Economist dà alla Spagna il poco ambito titolo di “Grande malato d’Europa” (che toccò all’Italia nel 2005) per la difficile situazione economica del paese, il premier José Luis Zapatero si trova alle prese con una bomba (politica) a orologeria pronta a trasformarsi in un problema nazionale: l’autonomia della Catalogna.
“La dignità della Catalogna“, così si intitola l’editoriale che 12 quotidiani con sede nella regione (la più ricca della Spagna assieme ai Paesi Baschi) hanno pubblicato contemporaneamente ieri mattina. Un’iniziativa senza precedenti, che testimonia il livello di tensione nella regione. Qual è la causa? L’attesa, a giorni, di una sentenza del Tribunale Costituzionale sullo Statuto di Autonomia della Catalogna. Una legge passata in Parlamento e approvata con un referendum ma contestata dal Partito Popolare, che ha fatto ricorso proprio al massimo grado della Giustizia. Uno statuto in cui si definisce, nel preambolo, la Catalogna come “Nazione” con simboli e lingua propri. E in cui si riconoscono ampi poteri al governo regionale soprattutto in materia fiscale.
Lo Statuto fu votato nel 2006 ma da allora è sotto il vaglio del Tribunale, un organo i cui giudici sono nominati col bilancino della politica. In questo momento solo sei dei suoi dodici membri si trovano nel pieno delle funzioni (quattro hanno ultimato il mandato e sono in attesa di sostituzione; uno è stato ricusato, un posto è vacante dopo la morte del titolare). I timori di una sentenza “mutilatrice” dello Statuto agitano da mesi la politica locale. E qui vengono le grane per il premier:
I socialisti, infatti, governano la Catalogna dal 2003 grazie all’appoggio di partiti indipendentisti di sinistra, ma nel 2010 ci saranno le elezioni regionali. E una riedizione della coalizione dipende parecchio dall’esito finale dello Statuto. L’alternativa, che Zapatero teme, è una coalizione degli indipendentisti guidata dal partitone moderato Ciu, quello che ha governato la regione per 25 anni. Con scenari fantapolitici ma molto mormorati come quello che vorrebbe il presidente del Barcellona, Joan Laporta, pronto a fare il leader della Nazione Catalana, che, ha detto lui, “dovrebbe specchiarsi nell’eccellenza del Barça”.
E così, proprio quando in un’inedita coalizione con i Popolari, i socialisti sono riusciti a estromettere i nazionalisti dal governo nei Paesi Baschi, Zapatero rischia seriamente di perdere la regione più ricca di Spagna. E i suoi milioni di votanti. Ma dall’altra parte è esposto all’esigenza di non delegittimare preventivamente i giudici e alle pressioni dei media nazionali che gridano alla “balcanizzazione” della Spagna. Come “El Mundo”, sempre schierato contro i nazionalisti, che ieri ha risposto con un contro-editoriale del direttore Pedro J. Ramirez ai catalani accusando l’esecutivo:
“La mano che sta dietro questa operazione sfacciata è quella di Zapatero, è il frivolo presidente del Governo il responsabile di questa situazione, perché non ha saputo fermare le richieste dei nazionalisti e adesso abbiamo dieci giudici che da tre anni provano a trovare un compromesso e adesso sono bombardati da tutte le parti”
- Venerdì 27 Novembre 2009
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Commenti
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Il 27 Novembre 2009 alle 16:38 jane55 ha scritto:
La Catalogna e’ la regione piu’ ricca della Spagna, e mi viene da rapportare questa situazione alle le istanze indipendentistiche di Lombardia e Veneto,che ogni tanto vengono sventolate dalla lega.Per fortuna queste istanze sono state riassorbite all’interno di una politica nazionale,che ha ceduto alle istanze federaliste avanzate da piu’ parti, e che si spera possano ammortizzare eventuali richieste e aspirazioni indipendentiste nei confronti dell’Italia, intesa come nazione unica. Vorrei quindi sottolineare come una forza che non e’ certo di sinistra come la Lega, di cui peraltro non condivido tutti gli obiettivi, sia riuscita a porsi come motore trainante, che facendo sue le istanze di maggiore indipendenza nei confronti dell’Italia, ha convogliato queste stesse istanze in una formula confederativa, che pero’, salva anche l’unita’ italiana.Perche’, allora,che la Spagna non ha seguito o non segue questo modello per risolvere il problema della Catalogna/ E mi chiedo se per una volta non dobbiamo proporci come modello per essere riusciti ad evitare scissioni o tensioni altrimenti dolorose e senz’altro difficili da gestire.
Il 14 Dicembre 2009 alle 15:13 “Vuoi una Catalogna indipendente?” Un referendum agita la Spagna - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] e di Spagna (in cui si voterà nel 2010 per l’elezione del Governatore) e Madrid: a giorni è attesa la sentenza del Tribunale Costituzionale sullo statuto di autonomia della Regione…votato nel 2006 in cui si definisce la Catalogna come [...]
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