
Ormai è la Sua Guerra.
La (nuova) Guerra del Presidente. Che deve essere vinta. E che però deve terminare con l’inizio del disimpegno entro due anni. Nel 2011, alla vigilia della campagna elettorale per la sua rielezione. Ma siamo di fronte all’endgame? O all’escalation?
Con un lungo e dettagliato discorso all’Accademia militare di West Point, Barack Obama ha svelato la sua nuova strategia sull’Afghanistan.
Cercando di coagulare attorno ad essa tutti i vari attori della scena: i generali, che avevano dubito della sua leadership; i congressmen democratici, divisi sulle scelte della Casa Bianca, l’opinione pubblica,
spaccata sulla necessità di continuare la guerra tra le montagne dell’Asia Centrale.
Così, il suo intervento, molto atteso dopo mesi di discussioni all’interno dell’amministrazione, di timori e incertezze, si
è rivelato la descrizione di una sorta di Road Map per uscire dal pantano afghano. Un percorso dentro il quale - è sembrato essere l’obiettivo di Obama - tutti gli americani possano (debbano) ritrovarsi.

Non a caso, i messaggi che ha mandato sono stati molteplici, e in alcuni casi contraddittori. Ha cercato di rassicurare chi dubitava delle sue qualità di Commander in Chief di essere invece in grado di condurre una guerra; ha voluto dire ai suoi compagni di partito che tutti i costi (in vite umane ed economici, visto che il Congresso deve trovare almeno 30 miliardi di dollari per finanziare la guerra) tutti gli sforzi, non saranno sprecati.
Ha poi voluto promettere alla sua base elettorale che è sua intenzione porre termine al conflitto, far uscire dagli Stati Uniti dalla guerra. “L’Afghanistan non sarà un altro Vietnam” ha scandito.
Ma nel discorso di Barack Obama ha inserito un altro messaggio: seppur usando una retorica meno patriottica rispetto alla precedente amministrazione, il presidente ha voluto ridurre le cesure, le divisioni (che lui stesso aveva alimentato quando era un semplice candidato) tra la “Guerra di George W. Bush” e la “Sua (attuale) Guerra”.
“Quando iniziò (2001) - ha detto davanti ai cadetti di West Point - noi eravamo uniti.
Mi rifiuto di pensare che non possiamo esserlo ancora”. Verso la fine dei suoi 33 minuti di discorso, Obama si è rivolto direttamente alla telecamera e ha detto”America. Dobbiamo affrontare una prova difficile”.
Un richiamo alla delicatezza del momento, un invito ad avere fiducia in lui.
E nelle sue scelte. Che ha elencato in diretta televisiva. Prima tra tutti l’invio di altri 30.000 soldati a Kabul, rivelando la decisione di anticipare i tempi del loro dispiegamento (rispetto a quanto trapelato dalle indiscrezioni nei giorni scorsi) entro la fine del prossimo giugno. Questi soldati dovranno “mettere in sicurezza” le provincie contese ai Talebani per evitare che l’Afghanistan (e il Pakistan) siano terreno fertile per Al Qaeda.
“E’ da laggiù che noi siamo stati attaccati l’11 settembre ed è laggiù che si preparano nuovi
attentati nel momento in cui vi parlo” ha detto Obama. La nuova strategia punta a mettere in riga Hamid Karzai. Dovrà combattere la corruzione e impegnare “veramente” il suo esercito contro i Talebani. Unico modo per “sollevare” i soldati americani dal peso del conflitto.
Unico modo per uscire dalla guerra entro le date promesse.
Con il discorso a West Point, Barack Obama doveva vendere la sua strategia alla Nazione? Ci è riuscito. I repubblicani non l’hanno certo applaudito. Anzi. John Maccain ha detto che non si può pensare di
vincere una guerra indicando al nemico la volontà di ritirarsi. Alcuni commentatori, come William Glaston del Brookings Institute ha parlato di
un discorso forse non troppo efficace, ma che potrebbe fare guadagnare consenso a Obama grazie al suo richiamo all’interesse nazionale.
Saranno i prossimi sondaggi (e le prossime tappe) a rivelare se il suo messaggio è arrivato. Di certo, ora si sa che il Presidente, da oggi, ha la Sua Guerra.
- Mercoledì 2 Dicembre 2009
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Il 3 Dicembre 2009 alle 12:12 Afghanistan: hanno ragione i talebani - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] Barack Obama annuncia i rinforzi tanto attesi per l’Afghanistan ma ne anticipa al tempo stesso la … Nel discorso tenuto all’accademia di West Point pone come obiettivo non la vittoria ma il rapido passaggio delle competenze della sicurezza alle truppe afghane, cioè la cosiddetta “exit strategy”. [...]
Il 3 Dicembre 2009 alle 15:28 Circolo Luce Del Sud ha scritto:
[...] Barack Obama annuncia i rinforzi tanto attesi per l’Afghanistan ma ne anticipa al tempo stesso la … Nel discorso tenuto all’accademia di West Point pone come obiettivo non la vittoria ma il rapido passaggio delle competenze della sicurezza alle truppe afghane, cioè la cosiddetta “exit strategy”. [...]
Il 4 Dicembre 2009 alle 11:34 Lavoro, il Katrina di Barack Obama - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] Jobs, Jobs. Annunciata la nuova strategia per l’Afghanistan, in attesa del braccio di ferro al Senato sulla riforma sanitaria, Barack Obama ha un solo pensiero [...]
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