
Il pensatore-guida del 2009?
Il presidente della Fed Ben Bernanke per aver scongiurato «una Grande Depressione» come quella che nel 1929 mise sul lastrico centinaia di migliaia di persone. Al secondo posto, Barack Obama, il presidente americano insieme «pragmatico» e «visionario» che ha avuto il merito di «mantenere intatto il ruolo degli Stati Uniti nel mondo» all’insegna dello smart power e della capacità di ascolto.
Medaglia di bronzo, un po’ a sorpresa, a Zahra Rahnavard, la moglie del candidato riformista iraniano Mir Hossein Moussavi nonché «mente ispiratrice della Rivoluzione verde iraniana» e della campagna elettorale di suo marito.
Sono i primi tre classificati della lista annuale stilata dal prestigioso web-magazione Foreign Policy sui cento global thinkers del mondo. Qualcuno, è chiaro, potrebbe storcere il naso dopo aver letto che Dick Cheney è al tredicesimo posto «per aver difeso a squarciagola il ruolo degli Usa nel mondo» e che manca del tutto, tra i pensatori più influenti, un intellettuale schierato ma di assoluto di spessore come Noam Chomsky.
- 1) Ben Bernanke, presidente della Fed, per «per aver evitato una nuova Grande Depressione»
- 2) Il presidente Obama «per aver mantenuto alto il prestigio dell’America nel mondo» all’insegna di un pragmatismo visionario
- 3) Zahra Rahnavard, la moglie del candidato riformista iraniano Mir Hossein Moussavi, «per aver ispirato la campagna elettorale del marito e aver ispirato la Rivoluzione verde»
- 4) L’economista della Ny University «per aver previsto con anticipo la pandemia finanziaria globale»
- 5) Rajendra Pachauri, il presidente del think tank Onu, «per aver posto la parola fine sul dibattito relativo agli effetti dei cambiamenti climatici»
- Bill e Hillary, «per aver ridefinito il ruolo della filantropia nell’era moderna»
- 8) Il generale David Petraeus «per aver ridefinito il modo in cui i militari americani devono combattere la guerra»
- 9) Il governatore della Banca centrale cinese «per aver ricordato al mondo che il predominio del dollaro non è un dogma»
- 11) L’ex presidente brasiliano Fernando Henrique Cardoso «per aver detto quello che è la lotta alla droga: un disastro»
- 12) Bill Gates, fondatore di Microsoft e filantropo: «per aver portato un po’ della forza della Microsoft ai più poveri tra i poveri del mondo»
- L’ex vice di Bush, Dick Cheney, «per aver difeso a squarciagola il ruolo degli Usa nel mondo»
- Larry Summers, ascoltatissimo consigliere economico di Obama, «per aver disegnato le politiche economiche dell’Amministrazione Usa»
Altri ancora potrebbero trovare indegno che Nouriel Roubini, l’economista profeta della New York University che previde con largo anticipo lo scoppio della bolla dei subprime e la conseguente crisi finanziaria, sia solo quinto, a quattro lunghezze dal vincitore Bernanke, uomo dell’establishment finanziario che ha sì aiutato gli Stati Uniti a fare i primi passi verso l’uscita dalla crisi ma l’ha anche creata, la crisi, da presidente di lungo corso della Fed (dal 2005). E ancora, molti si chiedono: che cosa diavolo ha fatto Obama di concreto per meritare (finora) il secondo posto nella classifica dei pensatori globali del mondo?

Terza, Zahra Rahnavard, la moglie del riformista iraniano Moussavi
Lo sappiamo. Ogni classifica porta con sé polemiche e divisioni. Ed è questo il senso della lista di FP: far discutere, dividere, indispettire. A proposito, indispettiti per indispettiti, ci mettiamo anche il nostro, di fastidio: dove sono gli italiani? Possibile che il nostro Saviano - per dirne uno - non sia tra i cento più influenti global thinkers del mondo? Quasi quasi mandiamo una nota ufficiale di protesta alla redazione. Coinvolgendo naturalmente anche l’opposizione birmana: possibile che Aung San Su Kiy - il Nobel per la Pace ancora agli arresti domiciliari - sia solo ventiseiesima?
A tredici lunghezze da Dick Cheney?
Ma scherziamo? Hanno ragione i critici: qualcosa non torna. A cominciare dalla dicitura: global thinkers. Era meglio dire «personaggi più influenti del pianeta». E tutto tornava. Ma il Time avrebbe avuto, ci scommetto, qualcosa da ridire.
Ecco la classifica completa di Foreign Policy
- Mercoledì 2 Dicembre 2009
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Il 17 Dicembre 2009 alle 11:39 Ben Bernanke : lo sfigato più influente del 2009 - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: La top list del 2009 secondo Foreign Policy, vince Bernanke [...]
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