
Un murales per la liberazione di Barghouti (AP/Muhammed Muheisen)
Notiziona: il governo israeliano “sta prendendo in considerazione” di liberare Marwan Barghouti, il leader più amato (e forse anche il più odiato) della Palestina. I quotidiani Al-Hayat e Haaretz l’hanno sbattuta in prima pagina, e subito si è alzato un gran polverone. Resta da chiedersi, a questo punto: a che gioco sta giocando Hamas?
Barghouti, 50 anni, è il leader dei Tanzim, una milizia armata palestinese legata a Fatah, il partito di Abu Mazen. Israele lo considera però anche la mente dietro a numerosi attentati rivendicati dalle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa, un’altra milizia legata a Fatah e responsabile di molti attacchi suicidi durante la Seconda Intifada.
Al momento sta scontando cinque ergastoli consecutivi, per altrettanti omicidi, in una prigione israeliana di massima sicurezza. E’ stato condannato, tra le altre cose, per l’omicidio di Ronen Landau: un ragazzino israeliano di 17 anni.
Insomma, per gli israeliani è uno dei peggiori terroristi, con le mani sporche di sangue innocente.
Per molti palestinesi invece è uno dei leader politici più ammirati e benvoluti. Con la sua aura da eroe rivoluzionario, Barghouti è uno dei volti più popolari di Fatah, in particolare tra i giovani radicali della Cisgiordania. Secondo alcuni, l’unica speranza per mantenere Fatah in piedi, e contrastare l’ascesa di Hamas.
E qui si tocca un tasto dolente per i vertici politici palestinesi: Barghouti, proprio perché così popolare, è una figura molto scomoda. Per Abu Mazen, che sa benissimo che una volta messo in libertà Barghouti, dovrà cedergli il posto. Ma anche per Hamas, che vede in Barghouti un avversario molto pericoloso: l’unico in grado di ricompattare il nemici storici di Fatah.
La lscarcerazione di Barghouti si era già ipotizzata diverse volte. Ma poi non se n’era fatto nulla. Personalmente, non credo il No sia arrivato solamente da parte israeliana: Hamas e Abu Mazen hanno tutto l’interesse a tenerlo in galera.
Adesso però Hamas, che sta gestendo le trattative per uno scambio di prigionieri palestinesi in cambio del soldato israeliano Gilad Shalit, avrebbe chiesto agli israeliani di scarcerare Barghouti.
Resta da chiedersi il perché. Come mai gli estremisti dovrebbero volere libero l’unico uomo in grado di rafforzare i loro nemici interni di sempre, cioè Fatah?
La spiegazione più razionale (ma ahimé non la più probabile) è che Fatah e Hamas puntino a un governo di unità nazionale: Barghouti potrebbe essere la figura più adatta a unire le due fazioni.
Ma esiste anche una seconda spiegazione: Hamas vuole sfruttare la popolarità di Barghouti per guadagnare punti con l’opinione pubblica palestinese. Ovvero: fare il bel gesto, senza pagarne le conseguenze.
Come è presto detto: negoziando la sua liberazione, a patto che però venga mandato in esilio. Pare infatti l’accordo attualmente discusso con gli israeliani riguardi proprio questo: scarcerare Barghouti, senza però permettergli di rientrare nei Territori palestinesi.
In questo modo Barghouti non farebbe concorrenza ai leader di Hamas… che però si prenderebbero il merito della sua liberazione. Due piccioni con una fava.
Per il momento, Barghouti non sembra disposto ad accettare questi giochetti.
- Mercoledì 2 Dicembre 2009
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Il 4 Dicembre 2009 alle 11:56 Romano: Barghouti vale una pace? - Opinioni - Panorama.it ha scritto:
[...] domanda s’intreccia con il problema della composizione della lista dei detenuti da liberare. Il nome più citato e discusso è quello di Marwan Barghouti, regista di numerosi attentati e conda…Barghouti, fra l’altro, è autore di un documento redatto in carcere nel 2006 che rinuncia [...]
Il 7 Dicembre 2009 alle 15:47 Gaza: per la prima volta, una squadra di medici visita Gilad Shalit - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] In questi giorni Israele e Hamas, grazie alla mediazione di Egitto e Germania, stanno negoziando uno scambio di prigionieri. (Per leggere un articolo sull’argomento, cliccate qui) [...]
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