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Afghanistan: hanno ragione i talebani

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  • Tags: Afghanistan, Barack Obama, dick-cheney, Guerre di pace italiane, talebani, truppe-italiane
  • 9 commenti
Bolognese, 46 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto "Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".
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Soldati italiani a Kabul (Foto: Lapresse)

Soldati italiani a Kabul (Foto: Lapresse)

Barack Obama annuncia i rinforzi tanto attesi per l’Afghanistan ma ne anticipa al tempo stesso la data di inizio del ritiro. Nel discorso tenuto all’accademia di West Point pone come obiettivo non la vittoria ma il rapido passaggio delle competenze della sicurezza alle truppe afghane, cioè la cosiddetta “exit strategy”.

I talebani non hanno perso tempo rispondere al debole proclama di Obama annunciando che “aumenteranno gli attacchi” contro le forze della coalizione” e negando boriosamente persino di disporre di basi in Pakistan perchè “non ne abbbiamo bisogno, controlliamo vaste aree dell’Afghanistan”. 

I jihadisti ormai sono convinti che basti resistere ancora un po’ di tempo infliggendo più perdite possibile agli alleati per indurli a fare la valige. Spiace dirlo, ma la valutazione dei talebani è corretta e hanno ragione a voler alzare il tiro aumentando il livello dello scontro bellico. Hanno fiutato la voglia di “exit strategy” degli occidentali e sanno che l’escalation delle violenze potrebbe portarli al successo.

Nel discorso di West Point il presidente statunitense ha commesso molti errori per un leader di un Paese in guerra. Ha detto al nemico di volersi ritirare indicando anche la data in cui inizierà a farlo azzerando così la possibilità che i talebani accettino di negoziare la pace o la resa perché ora sanno di avere la vittoria, se non in tasca, almeno a portata di mano.

George Bush si era sempre rifiutato, anche nei momenti di più bassa popolarità, di indicare scadenze temporali per concludere le missioni in Iraq e in Afghanistan. “Ce ne andremo quando avremo vinto” affermava il presidente repubblicano. Di “vittoria” Obama invece non ha parlato nel suo discorso ma ha imposto al generale Stanley McChrystal non solo di cavarsela con 30.000 rinforzi invece dei 40.000 richiesti ma anche di conseguire risultati positivi in appena un anno.

I 10.000 rimforzi ”integrativi” chiesti alla Nato sono poi tutti da confermare e sarà comunque arduo vederli sul campo di battaglia a causa dei limiti d’impiego (caveat) posti dai singoli governi.

I rinforzi americani affluiranno in Afghanistan tra gennaio e agosto ma cominceranno ripiegare l’estate successiva. Difficile seminare il panico tra terroristi e miliziani jihadisti quando si dichiara davanti ai cadetti dell’accademia militare più prestigiosa degli States che “se non pensassi che la sicurezza degli Stati Uniti e quella degli americani è in gioco in Afghanistan, domani darei con gioia l’ordine a tutti i soldati fino all’ultimo di rientrare”.

Difficile spronare i contingenti alleati e anche conquistare la fiducia delle forze di sicurezza afgane e dei loro comandanti preannunciando l’avvio della transizione già dal 2010 e l’inizio del ritiro pochi mesi dopo quando tutti gli esperti militari anglo-americani ritengono necessari altri cinque anni prima che Kabul possa cavarsela da sola contro gli insorti.

Inevitabile quindi che Obama, già ridicolizzato negli ambienti militari per i ben 92 giorni persi per decidere se dare credito o meno al rapporto del generale McChrystal, abbia dovuto incassare critiche durissime. “Qui abbiamo un ragazzo senza molta esperienza, che fa solo propaganda contro tutto quello che abbiamo fatto noi in passato” ha dichiarato l’ex vice presidente repubblicano, Dick Cheney, secondo il quale “tantissimi afghani appoggeranno i talebani se sentono dire che gli Usa sono pronti a lasciare il loro paese.

Anche il senatore John McCain, rivale di Obama alle elezioni presidenziali, ha criticato l’annuncio della data del ritiro. Se Cheney e McCain sono comunque avversari politici di Obama non si può dire altrettanto del giornale di sinistra britannico Guardian che ieri titolava “Il surge disperato di Obama“ accusando il presidente di “non avere chiaramente lo stomaco per questa guerra, non più di Gordon Brown o dei suoi alleati europei”.

  • gianandrea gaiani
  • Giovedì 3 Dicembre 2009

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Commenti

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Il 3 Dicembre 2009 alle 12:33 shift ha scritto:

Quanto raccontato dal giornalista E’ ESATTAMENTE QUELLO CHE VADO SCRIVENDO DA MESI, OBAMA NON VUOLE VINCERE QUESTA GUERRA.

Dal che si deduce che a noi italiani non conviene mandare o mantenere i soldati che già ci sono in quei luoghi.

Vorrebbe dire solo esporli al fuoco nemico senza alcun costrutto pratico.

In più c’è il problema dell’Iran in aperto contrasto con il mondo sulle centrali nucleari, per cui è molto probabile che gli USA o forse Isrele, o anche la Francia, possano prendere l’iniziativa di distruggerle.

L’Iran ha già annunciato una ritorsione se ciò si dovesse verificare, sia contro gli USA che contro Israele e dato che le truppe americane si trovano in Afghanistan al confine con l’Iran, ci vuole poco a prevedere dove la possano indirizzare questa ritorsione.

In tal caso i nostri soldati sarebbero in pericolo, perchè gli iraniani NON FARANNO DIFFERENZIAZIONI e, dato che è molto probabile che usino qualche atomica lanciata con missili o più subdolamnte con qualche kamikaze non identificabile, ci vuole poco a prevedere che razza di disastro aspetta le nostre truppe.

Esistono perciò DUE MOTIVI PIU’ CHE VALIDI per rinunciare alla faccenda Afghanistan e NON DARE ULTERIORI TRUPPE a chi NON HA ALCUNA INTENZIONE DI VINCERE, MA SOLO DI RITIRARSI.

Il 4 Dicembre 2009 alle 2:41 shift ha scritto:

Egr. Enrico fumagalli, qui l’unico ingenuo è lei e le spiego il perché.

Obama NON VUOLE VINCERE per due semplici motivi, di cui il primo condiviso dagli stessi Democratici socialistoidi e radicali del suo partito.

Condannano da sempre le guerre per partito preso, come da noi fanno le sinistre quando sono in gioco i loro interessi ideologici, hanno promesso in campagna elettorale che si sarebbero ritirati il più rapidamente possibile, lasciando le “castagne” in mano ai “liberati”.

In Iraq già stanno sbaraccando, con effetti che si iniziano a vedere di riaccensione di lotte a colpi di kamikaze tra i gruppi interessati al potere, cioè sunniti e sciiti per ora, curdi appena saranno coinvolti.

In Afghanistan, guerra sorta a causa dell’attentato dell’11 settembre 2001 e zona da sempre in guerra per principi “religiosi” oltre che nazionalistici, il disimpegno ad Obama e ai Democratici non gli viene così facile d’attuare, perché vi sono motivi profondi di patriottismo e di difesa nazionale USA che vi sono profondamente legati.

Di conseguenza cercano di svuotarla di significato attestandosi ad un vuoto guerreggiare senza un vero obiettivo finale, lo stesso Obama, come può leggere da quello che scrive l’articolista, ha già fissato una data termine prima della ritirata, cosa che nessuno si sognerebbe mai di fare avvilendo sia le motivazioni dei soldati che accrescendo la foja dei nemici.

A conferma di ciò oltre ad aspettare diversi mesi prima di dare l’OK all’invio di truppe ha finito per inviarne un numero inferiore a quello ritenuto necessario dal suo generale e con truppe di complemento per lo più e non di battaglia.

Ora una guerra non si vince ritirandosi o non inviando truppe adeguate nel numero e nella qualità operativa, inoltre senza la precisa attuazione di un piano d’operazione che coinvolge non solo l’aspetto strategico ma anche logistico e di rifornimenti di armamenti adeguati.

E’ come se avesse detto al suo generale fai quello che puoi ma non ti aspettare altro da noi, dal che mi sembra evidente che una guerra NON SI FA COSI’ lo capirebbe anche un inesperto.

A questo si aggiunga che anche se i media non lo dicono apertamente Obama è un islamico, una vera follia degli elettori americani, e come qualsiasi islamico farà di tutto per proteggere l’islam, anche se non lo può fare troppo apertamente in maniera plateale.

In quanto all’atomica è lei ad essere ridicolo, le atomiche attuali NON PESANO TONNELLATE come le prime, le più piccole e semplici credo che si possano portare in uno zaino.

“La AN-52 (MR-50) era una bomba tattica, anch’essa al plutonio, e condivideva la testata MR-50 CTC (charge tactique commune) del missile Pluton, provata nel 1966 con uno scoppio da 30 kt. La AN-52 era un ordigno a basso potenziale lanciato da Mirage IIIE, Jaguar A, Super Etendard. Sperimentata nel 1973, entrò in servizio lo stesso anno. Aveva due opzioni di potenza, 6-8 kt e 25 kt (ma qualche fonte indica 14-18 kt ed un peso di 600 kg) . Pesava 455 kg ed era lunga 4,2 metri con un diametro di 0,6m. L’altezza ottimale di scoppio era prevista in 150 metri.”
http://www.aereimilitari.org/f.....opic=12135

Questa qui sopra indicata è del 1973 pesava solo 455 Kg. Ma era una bomba per lancio da aereo, quindi togliendo tutti gli accessori di guida, accensione, ecc. sicuramente peserebbe già un cento Kg. in meno.

Di sicuro dal 1973 ad oggi vi saranno stati ulteriori miniuterizzazioni di tale arma, ma anche ammesso che no, un peso di mezza tonnellata qualsiasi furgoncino è in grado di trasportarla, oppure dimentica che molti kamikaze hanno usato mezzi simili con diverse tonnellate di tritolo come a Nassiria con i nostri soldati?

L’Iran ha sicuramente di già le atomiche, tempo fa si parlò di una vendita di ben 100 atomiche da parte di uno dei tanti staterelli sorti al dissolvimento dell’URSS, che aveva proprio come acquirente l’Iran.

L’Iran sarà anche una nazione sovrana, ma a casa sua e non con armi che possono arrivare a colpire la sovranità e le case di altri.

L’Iran ha già risposto che NON ACCETTA LE REGOLE INTERNAZIONALI, inoltre quelle centrali non gli servono a scopi civili ma a scopi militari, o ignora che galleggiano sul petrolio che può bastargli per due secoli a dir poco?

Inutile che lei faccia un paragone improprio tra USA e Iran, la prima nazione profondamente democratica e costretta da minacce internazionali ai suoi interessi e a quelli dell’occidente ad armarsi fin dalla Prima Guerra Mondiale, l’Iran è praticamente senza nemici ai suoi confini ed è una nazione di fanatici di una “religione” d’odio e di morte, che da sempre tende alla conquista e alla sottomissione altrui.

Non danno alcuna importanza alla vita umana, né quella degli altri e nemmeno alla loro, perciò sono pericolosi armati di simili armi.

Posseggono missili intercontinentali che sono già in grado di colpire l’intera Europa e l’intero Medio Oriente, armati con atomiche sarebbero un pericolo costante per tutti, oltre che avrebbero una terribile arma di ricatto economico, politico e “religioso” che anche se usata solo in Medio Oriente potrebbe distruggerci economicamente.

Ad Israele, pur non essendo vicini nemmeno alla lontana, hanno dichiarato che la vogliono “cancellare” dalla carta geografica.

Beh! Una nazione che fa simili dichiarazioni NON E’ NORMALE, prima gli si toglie il “giocattolo” ed meglio è per tutti, Medio Oriente compreso.

Ed è inutile dire, come fa lei, che se non la si lascia fare è forse peggio, anche con i Hitler i pacifisti dell’epoca ragionavano come lei, e il risultato finale l’abbiamo subito tutti.

Il 5 Dicembre 2009 alle 3:28 jimmie01 ha scritto:

Shift, gli israeliani non staranno guardare. Questo te lo garantisco IO!!

Il 3 Gennaio 2010 alle 1:04 stealth ha scritto:

Fumagalli anche in questo post me le tira fuori…
Le atomiche tattiche possono essere anche piccole, delle dimensioni di una grossa valigia, probabilmente, quindi trasportabili anche facilmente, magari non molto potenti, ma ucciderebbero comunque un sacco di gente…
Dove l’ha sentita la storia del sommergibile che viaggia a 400 km all’ora inimmersione?
legga qui di seguito per favore e non spari cazzate lei…

Il primo vicepremier della Federazione Russa, nonche’ ex ministro della Difesa Serghej Ivanov, prendera’ parte domenica prossima a Severodvinsk, cittadina industriale nella regione di Arkhanghelsk, sul Mar Bianco, all’inaugurazione del primo sommergibile nucleare strategico classe “Borey” dell’ultima generazione “Yurij Dolgorukij”, destinato a diventare il fondamento delle forze strategiche della marina militare russa.
Ivanov ha dichiarato a proposito che ci vorra’ ancora un anno prima che le installazioni tecniche sul sommergibile nucleare in questione vengano ultimate, mentre da parte sua il presidente russo Vladimir Putin ha definito l’inaugurazione del sommergibile nucleare “Yurij Dolgorukij” “una notizia piacevole”.
I lavori di costruzione dello “Yurij Dolgorukij” presero il via nel 1996 nello stabilimento di Severodvinsk. Il sommergibile nucleare dell’ultima generazione e’ dotato di 16 missili balistici a propellente solido Р-30 “Bulava”, la versione marina dei piu’ famosi “Topol-M”, dal raggio d’azione di circa 8.000 chilometri ciascuno, mentre la sua lunghezza e’ di 170 metri per una larghezza di 13 e mezzo. Inoltre, il sommergibile nucleare “Yurij Dolgorukij” e’ in grado di inabissarsi fino ad una profondita’ massima di 450 metri, mentre la profondita’ operativa e’ di 380 metri.
Con un equipaggio composto da 107 persone, il sommergibile nucleare strategico “Yurij Dolgorukij” ha un’autonomia operativa di 100 giorni e oltre ai 16 missili balistici e’ armato anche di 6 rampe di lancio di siluri rispettivamente da 533 e 633 millimetri, per una velocita’ massima di 15 nodi in superficie e di 29 sott’acqua.
Secondo quanto inoltre dichiarato da Ivanov, il sommergibile nucleare strategico “Yurij Dolgorukij” entrera’ a far parte stabile della marina militare russa gia’ entro la fine dell’anno in corso.

fonte: italia.pravda.ru
10 aprile 2007

Per sua informazione un nodo equivale a circa due km/ora per la precisione 1,852, quindi 29 nodi equivalgono a poco più di 53 km/ora.
Per arrivare ad una velocità di 400 km/ora quel famoso sommergibile dovrebbe viaggiare in immersione a 216 nodi! Ha un’idea della resistenza dell’acqua? Con quale motore sarebbe equipaggiato? Quanta acqua muoverebbe? In quanto spazio riuscirebbe a fermarsi? Quanto rumore produrrebbe in tutte le fasi di navigazione?
Voglio sperare che quel valore sia un refuso…
Comunque le variabili che contano sono anche altre in un sottomarino. Per esempio la silenziosità. Tanto è vero che le unità più temute sono quelle propulsione diesel/elettrica che se condotte bene potrebbero arrecare danni enormi anche ad una flotta potente, soprattutto se armate con siluri a testata nucleare.

USA ed Israele non impiegano contro i loro nemici neppure un centesimo della potenza convenzionale che potrebbero scatenare. Semplicemente non lo fanno perché sono Paesi civili con delle opinioni pubbliche interne estremamente sensibili ai danni “collaterali” che non permetterebbero un uso totale della potenza militare. A meno che non fossero seriamente minacciati, per esempio, con armi nucleari…

Il 4 Gennaio 2010 alle 0:46 stealth ha scritto:

Mai detto che Gaza è stata un’opera pia. La guerra è schifosa comunque la si guardi… per voi è più schifosa quando c’è di mezzo Israele che lotta per la sua sopravvivenza.
Forse le sto svelando un aspetto che ignora: voi comunisti quando argomentate su Israele siete stranamente (ma neanche tanto a voler ben vedere) allineati e coperti sulle posizioni degli estremisti di destra. Avete la stessa animosità, la stessa povertà di idee e di opinioni, lo stesso linguaggio antisemita, gli stessi stereotipi che fanno tanto Germania anni trenta…

Per quanto riguarda l’affondamento del Kursk non ci metterei la mano sul fuoco che non siano stati gli americani. Potrebbe essere pure. Purtroppo gli incidenti succedono anche ai sommergibili…
Invece devo chiederle scusa relativamente alla notizia del sommergibile che viaggia a 400 km orari. Ho approfondito e parrebbe che esista un siluro che possa viaggiare in supercavitazione, un sistema che permetterebbe di raggiungere velocità elevatissime in immersione. In pratica l’oggetto viaggia avvolto in una bolla di gas che permetterebbe la diminuzione della resistenza idrodinamica. Per un oggetto decisamente più grosso di un siluro, appunto un sommergibile, è ancora da verificare che ci si possa riuscire, ma in teoria è possibile. Occorrono potenze generatrici estremamente elevate per generare una bolla stabile che avvolga completamente il sottomarino, quindi posso solo lontanamente immaginare i problemi che devono affrontare gli ingegneri navali.

Conosco entrambi gli argomenti: proiettili all’uranio impoverito (che sono molto pericolosi, ma soprattutto per la loro tossicità chimica, in quanto sono emettitori alfa debolmente radioattivi) e proiettili al fosforo sono brutte bestie. Come lo sono proiettili normali che uccidono “normalmente” anche civili oltre che militari.
Curiosamente si è ben guardato dal citare i milioni di mine antiuomo posate dai suoi amici sovietici (quelli del sol dell’avvenire…) durante l’invasione dell’Afghanistan e che continuano ad uccidere anche oggi, ma lasciamo perdere, come già dicevo in altri post, trovate sempre dei buoni motivi per giustificare l’abiezione funzionale alla vostra ideologia.

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