
Jobs, Jobbs, Jobs. I posti di lavoro, Barack Obama li evoca, li cerca, ma non è sicuro di trovarli. E di crearli. Giovedì scorso il summit alla Casa Bianca sull’occupazione. Martedì, il discorso al Brookings Institute, uno dei maggiori think – tanks (istituti di ricerca), molto vicino ai democratici per spiegare la sua ricetta per permettere all’economia americana di guarire dalla malattia più grave: il grande numero di persone senza lavoro.
Davanti a una platea di economisti e politici, il presidente ha elencato i provvedimenti che proporrà al Congresso per combattere la disoccupazione. In realtà si tratta di un’aspirina e non di medicina più forte, di una cura decisiva per guarire il Grande Malato.
Barack Obama, prima di tutto, ha detto che utilizzerà il Tarp (Troubled asset relief program) – destinato alle banche in difficoltà – per creare nuovi posti di lavoro e per ridurre l’enorme deficit pubblico. Già, perchè il tema non è soltanto quello di dare un posto ai milioni di americani che attualmente non lo hanno , ma anche quello di abbattere il debito statale per avere risorse e finanziamenti pubblici da impiegare sul fronte dell’occupazione.
Oltre al Tarp, Barack Obama ha individuato altre tre direttrici da seguire per raggiungere l’obiettivo: aiutare le piccole aziende a crescere e ad assumere nuovo personale; rendere più moderne le infrastrutture per i trasporti (anche perché non ci sono i soldi per costruirne di nuove, come avvenne nel New Deal roosveltiano, subito dopo la Grande Recessione); e, infine, avviare un’importante opera di ristrutturazione delle abitazioni per renderle più efficienti dal punto di vista energetico (un Nuovo Piano Casa ?).
Barack sente l’urgenza di intervenire. Dall’inizio della Recessione sono sette milioni gli americani che hanno perso il posto di lavoro. Lui è andato alla Casa Bianca con la promessa di essere in grado di arginare, tamponare la falla, ma i risultati finora sono stati scarsi. Le elezioni di Medio Termine sono vicine e il presidente sa che lui e il suo partito si giocano il consenso su questo.
Non è un caso che i sondaggi non siano buoni. Anzi. Pessimi, c’è da dire. E questo, nonostante i Maghi della Comunicazione della Casa Bianca facciano di tutto per negarlo. Come ha fatto Robert Gibbs, il portavoce del Presidente, il quale ha attaccato Gallup. Il messaggio è : queste rilevazioni non sono credibili. In realtà, questi polls sembrano rispecchiare il sentimento del Paese rispetto al suo leader. L’ultimo sondaggio indica che solo il 47% degli interpellati approva l’operato del presidente. Il penultimo forniva una percentuale del 53%. Barack Obama è scivolato di cinque (5) punti in percentuale verso il basso. “Nessun presidente in questo momento del mandato (10 mesi dall’insediamento) aveva avuto un gradimento così basso” - ci ricorda FoxNews, la televisione (acerrima) rivale di Barack Obama. Il quale, in questa particolare classifica si trova all’undicesima posizione ( su undici), preceduto solo da Harry Truman (che aveva conquistato il 49% dell’elettorato).
Che non sia uno splendido momento lo si capisce anche da un altro sondaggio. Alla vigilia del suo viaggio europeo alla volta di Oslo ( per ritirare il premio) e Copenhagen ( per la Conferenza sul Clima), solo il 26% degli americani pensa che Barack Obama si sia meritato il Nobel per la Pace.
Ma c’è un’ ultima rilevazione che vogliamo citarvi e che da il senso delle difficoltà in cui si trova il presidente: secondo la Cnn, Sarah Palin, l’ex candidato vice presidente di John Maccain si troverebbe ad un solo punto di distanza da lui, dal presidente. Se, cioè, oggi ci fossero le elezioni, l’ex governatore dell’Alaska potrebbe giocarsela. I consensi, per lei, vanno ora a mille. Ditemi se non è il caso che Barack Obama sia preoccupato per il suo futuro ?
- Mercoledì 9 Dicembre 2009
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Commenti
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Il 10 Dicembre 2009 alle 3:06 jimmie01 ha scritto:
Tutti sanno che Mr. Gibbs ha le ore contate come portavoce del Presidente. Mai visto uno speaker piu’ idiota di questo!!! Ma come, il Gallup era credibile e citato ogni giorno quando Obama era al 75% dei consensi e ora che il Presidente al 47% la stessa Gallup racconta bugie?
Il 10 Dicembre 2009 alle 3:10 jimmie01 ha scritto:
C’e’ un solo modo per risollevare l’ economia. Obama e il Congresso debbono tagliare le pay roll taxes. Debbono tagliare le tasse che si pagano con la busta paga!!!! In questo caso immediatamente gli americani avrebbero denaro nelle loro tasche. E tutti sanno che gli americani sono spendaccioni. Una volta avuti piu’ soldi i tasca, ricomincerebbero a spendere, ovvero a chiedere piu’ beni e servizi. Ed il gioco sarebbe fatto: produzione in crescita in tempi rapidi. Ma quanto ci vuole a capirlo!!!!
Il 11 Dicembre 2009 alle 21:24 jimmie01 ha scritto:
No, in USA non si paga la minore percentuale del reddito in tasse. Ma di sicuro si e’ ai livelli piu’ bassi. Per esempio una famiglia di reddito medio ( marito moglie e due figli, con un introito da lavoro dipendente di circa 100.000 dollari in totale all’ anno ) paga intorno al 15-18%. Ma allo stesso tempo ci sono tasse che ti massacrano. Per esempio nello Stato in cui vivo ( New Jersey ) la tassa di proprieta’ sulla prima casa e’ di circa il 2%; cosi’ se la tua casa vale 300.000 dollari, pagherai 6.000 dollari di tasse all’ anno. E certo l’ IVA e’ al 7% su tutti i beni, di lusso e non, ma al contempo se non ottieni la copertura medica tramite il tuo datore di lavoro o sei lavoratore autonomo, l’ assicurazione medica per una famiglia di quattro persone ti cost circa 1.200 dollari al mese ( ho detto al mese, non all’ anno ). Ci sono i pro e i contra. Che vuoi, non esiste la societa’ perfetta. Non esiste il sistema economico perfetto. Pero’ qui almeno hai la possibilita’ di vivere e fare una vita normale. Quanto poi alla tua opinione circa l’ aumento delle entrate dei consumatori, guarda che diminuire le tasse ( quale l’ IRPEF in Italia ) in busta paga, equivale ad aumentare la entrata dei lavoratori/consumatori. Il vantaggio, tagliando le tasse in busta paga e’ che gli effetti si fanno sentire immediatamente, senza aspettare la dichiarazione dei redditi. Comunque, dov’eri finito per circa una settimana? E avevi ragione tu, quando si criticano i giornalisti di questo forum, si e’ impediti dal commnetare. Infatti, non ho piu’ potuto scrivere due righe a margine dell’ articolo su Pellegrini, sai, il genio degli investimenti.
Il 11 Dicembre 2009 alle 21:26 jimmie01 ha scritto:
A proposito, e’ vero i concessionari son pieni di autovetture invendute. Quelli che soffrono di piu’ sono i concessionari di auto americane. Molto meno quelli di marche straniere.
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