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Da Louis Vuitton a Zara. Cambiano i gusti dei giapponesi

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  • Tags: Giappone, Gucci, Louis Vuitton, moda, orientexpress, Prada, Zara
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Claudia Astarita, 30 anni, lavora da tre anni come ricercatrice presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. Sta per sposarsi con un diplomatico italiano in Cina.
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Ragazza giapponese (Credits: Marco Cerbo)

Ragazza giapponese (Credits: Marco Cerbo)

Un tempo, il Giappone era la mecca per i grandi marchi internazionali del lusso e della moda, che piazzavano a Tokyo e dintorni un quarto della propria produzione – una quantità paragonabile a quella venduta in tutta Europa, che però conta su una popolazione superiore a quella giapponese di un paio di centinaia di milioni di persone.

Alle vendite in Giappone, poi, andavano ad aggiungersi quelle ai giapponesi in viaggio per il mondo che, come noto, si sono sempre dedicati con passione allo shopping. Sembra tuttavia avviarsi a conclusione la stagione in cui, secondo una propagandatissima statistica di qualche anno fa, il 94% delle ventenni di Tokyo erano in possesso di una borsetta di Louis Vuitton, il 92% di un prodotto di Gucci e il 57% di Prada.

Anni di stagnazione economica e i duri colpi inferti dalla crisi internazionale, che ha causato una contrazione dell’economia senza precedenti nella storia recente del Paese, hanno progressivamente modificato le abitudini dei consumatori giapponesi. Il calo delle vendite dei prodotti di consumo delle fasce più alte è stato notevole e molti marchi hanno subito una diminuzione dei ricavi dell’ordine dei dieci o venti punti percentuali in pochi mesi. Ad essere investiti dalla crisi sono stati tutti i marchi più famosi, tanto internazionali quanto locali, al punto che la casa di moda dello stilista Yohji Yamamoto ha fatto bancarotta un paio di mesi fa.

Il segno dei tempi è dato dalla improvvisa popolarità di catene di distribuzione che da sempre hanno fatto dei prezzi contenuti la loro bandiera: la crisi, insomma, ha fatto la fortuna di marchi come Seyiu, la versione locale dell’americana Wal-Mart, o Uniqlo, una linea di prodotti paragonabile alla nostra Benetton.

Il segno dei tempi? Mentre Louis Vuitton ha cancellato l’apertura di un nuovo modernissimo negozio nel centro di Tokyo, Zara ha celebrato l’inaugurazione del suo cinquantesimo punto vendita giapponese proprio pochi giorni fa…

  • claudia astarita
  • Mercoledì 16 Dicembre 2009

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