
Yemen: abituatevi all’idea di conoscere questo Paese, perché ne sentirete parlare molto. E non certo per motivi allegri: ora più che mai questa nazione, poverissima, nel Sud della penisola arabica sta diventando uno dei terreni di scontro principali nella lotta contro al-Qaida.
La notizia è di ieri: 34 militanti di al Qaeda sono stati uccisi e 17 arrestati dalle forze di sicurezza locali nella provincia di , nello Yemen meridionale, e nella zona di Arhab, a nord della capitale Sanaa.
“L’operazione ha consentito di sventare un piano di al Qaeda che mirava a colpire interessi locali e stranieri e alcune scuole, e di fermare otto attentatori suicidi che stavano preparando le cinture esplosive per mettere in atto il piano”, ha detto una fonte dei servizi di sicurezza yemeniti, citata dall’agenzia Reuters.
Secondo quanto riporta il Washington Post (quotidiano americano generalmente bene informato sulle quesitoni mediorientali), l’attacco sarebbe stato effettuato, giovedì poco prima dell’alba, dall’esercito yemenita, “sostenuto da una copertura aerea.” Gli obiettivi colpiti sarebbero tutti campi di addestramento di al-Qaida.
Al-Qaeda infatti si sta radicando sempre più in Yemen (per leggere un articolo precedente sull’argomento, cliccate qui). La cosa sta preoccupando molto gli Stati Uniti. Che, sempre secondo il Washington Post, stanno facendo pressioni sul governo centrale yemenita affinché usi il pugno di ferro contro i terroristi.
Cosa fa dello Yemen un terreno particolarmente fertile per gli estremisti?
Tanto per cominciare, si tratta di un Paese estremamente povero, e dove la popolazione è poco istruita: nonostante si trovi nella penisola arabica, proprio a Sud della ricchissima Arabia saudita, lo Yemen manca di risorse naturali.
In secondo luogo, i gruppi estremisti hanno una lunga storia di presenza in questo Paese: lo stesso Osama Bin Laden discende da una famiglia saudita di origini yemenite.
Ma, soprattutto, lo Yemen ha un governo estremamente debole, che non riesce a mantenere il controllo del territorio… insomma, quello che si dice uno Stato fallito.
E questo complica due volte le cose: perché da un lato un governo centrale debolissimo crea il terreno di coltura ideale per Al Qaida, e dall’altro il governo è così debole che non riesce a fare fronte a tutte le pressioni esterne (americane e non solo) per reprimere il terrorismo.
Risultato? “In molti temono che lo Yemen sia il prossimo Afghanistan: un problema globale, invischiato in uno Stato fallito,” scriveva la prestigiosa rivista Foreign Policy.
In particolare, l’amministrazione americana teme che lo Yemen possa diventare il nuovo centro strategico di al-Qaida: una piattaforma ideale per lanciare attacchi contro l’Arabia saudita e il Corno d’Africa.
Dunque, dopo la guerra in Afghanistan, dobbiamo aspettarci una guerra americana anche in Yemen?
Francamente, non credo. Non credo che gli americani vogliano (né tanto meno possano) lanciare una nuova campagna militare contro Al Qaeda in Yemen. Probabilmente faranno quello che stanno già facendo in Pakistan, altro Paese dove la presenza di Al Qaeda è molto radicata. Ovvero: fare pressioni sul governo e le forze armate locali affinché se ne occupi in prima persona - all’occorrenza fornendo armi e denaro.
- Venerdì 18 Dicembre 2009
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Commenti
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Il 18 Dicembre 2009 alle 17:58 annamomigliano ha scritto:
Caro Enrico,
non mi sembra nell’articolo si parli di Nazione Unite.
Quanto alle liti in famiglia, ahimé sono più pericolose di quanto non si possa pensare: anche serbi e bosniaci sono cugini… e a pensare a quello che è successo nei balcani c’è poco da stare allegri
Il 20 Dicembre 2009 alle 19:01 pv21 ha scritto:
Obama ha promesso di chiudere Guantanamo. Oggi 4 afgani sono tornati nelle patrie galere. Lo stesso trattamento per 6 yemeniti. Obama ha ritenuto che nelle carceri dello Yemen i detenuti sono trattati meglio? Oppure è la solita storia del “lontano dagli occhi ..”? Forse non spetta a noi giudicare. Noi abbiamo la SAGA dei CLANDESTINI voluta e normata da chi pretende di negare anche il diritto di esistere. (=> //forum.wineuropa.it)
Il 30 Dicembre 2009 alle 11:45 Yemen: gli Stati Uniti sono già in guerra (o quasi) - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] Solo recentemente, però, le autorità yemenite avevano deciso di prendere il problema di punta. In molti hanno pensato che le recenti campagne militari del governo centrale fossero la risposta alle pressioni degli Stati Uniti, che sono molto preoccupati dal proliferare dei gruppi terroristi in Yemen. Per leggere un articolo sull’argomento, cliccate qui. [...]
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