
Guarda la FOTOSTORIA di Sarah Palin
Ci sono due cose che hanno rivitalizzato l’opposizione repubblicana contro Barack Obama dopo la sconfitta di John MacCain alle presidenziali: il movimento contro la riforma sanitaria e contro l’aumento delle tasse dei Tea Party Patriots e il ritorno sulla scena di Sarah Palin, l’ex candidata alla vicepresidenza.
Se i due fattori si congiungessero, quale sarebbe l’effetto ? Secondo alcuni la deflagrazione del Grand Old Party; secondo altri la sua rinascita. Per un’altra linea di pensiero, la loro alleanza segnerebbe la nascita di un terzo partito, che andrebbe a contrapporsi a democratici e ai repubblicani, come fece il vecchio (miliardario populista) Ross Perot quando nel 1992 si candidò per sfidare George H. Bush (padre) e Bill Clinton (marito). Alla fine, prese solo una manciata di voti (anche se non era mai successo dai tempi di Theodor Roosvelt che un terzo incomodo trovasse tanto consenso) ma contribuì alla sconfitta di Bush.
Cosa potrebbe accadere oggi? E’ ancora presto per dirlo. L’unica cosa certa (almeno per ora) è la partecipazione di Sarah “Going Rouge” (questo il titolo della sua biografia, a ruba in queste settimane) Palin alla prima convention nazionale del Tea Party, che si terrà a Nashville, nel Tennessee nel prossimo febbraio. Con lei ci sarà un’altra eroina della destra americana: quella Michele Bachmann (Minnesota) che è diventata accanto all’ex governatore dell’Alaska, una vera e propria icona della piazza “anti Barack”. Non è un caso, infatti, che sia stata lei a infuocare l’ultima uscita pubblica dei patriots: la manifestazione organizzata davanti a Capitol Hill contro la riforma sanitaria. “Kill the Bill”- Uccidi la nuova Legge – era la frase ripetuta dai cori, con uno slogan degno di Quentin Taratantino).
Le due donne si ritroveranno a Nashville con un ruolo di capo popolo che potrebbe essere solo l’antipasto di altre, più importanti tappe in vista delle elezioni di Medio Termine o addirittura guardando più in là, alle presidenziali del 2012. Sarah la Rossa punta dritta dritta verso quella nomination e sta costruendo la sua tela.
L’investitura dei Patriots è solo un passaggio. Per lei, il Tea Party potrebbe essere il passepartout per accedere alla cassaforte che contiene il vero tesoro: il partito repubblicano.
Si sa: una parte dell’establishment del GOP non sopporta Sarah Palin, la sua linea politica ritenuta troppo radicale, i suoi atteggiamenti da diva. E’ considerata una perdente perchè non in grado di raccogliere il consenso degli indipendenti.
“Penso abbia talento, ma non credo che possa avere alcuna chance per vincere la prossima corsa per la Casa Bianca” ha detto Steve Schmidt, lo stratega della campagna di John McCain. “Lei ha una base elettorale molto passionale, che corrisponde in termini numerici ad alcuni milioni di americani. Ma non sono loro a decidere chi diventa presidente; sono i milioni di moderati, quelli che stanno al centro che scelgono di volta in volta”.
Per una parte del partito, Sarah Palin è solo una meteora, un fenomeno passeggero. Una populista in gonnella venuta dalla provincia. Per questo non è amata. Lei lo sa e contraccambia. La sua scommessa è quella di non essere isolata dentro il partito ma, anzi, di guadagnare terreno,di emarginare i moderati. I patriots possono rivelarsi i suoi più importanti alleati. Il Tea Party non è un movimento sovrapponibile al Grand Old Party. Anzi, in alcune elezioni locali i suoi aderenti si sono rifiutati di votare i candidati repubblicani perchè ritenuti troppo di centro. E, in alcuni casi sono stati direttamente i patriots a presentare i loro nomi. Se il partito non li soddisfa, vanno avanti da soli.
Seguono un trend sintetizzato bene da un’altra icona della destra Glenn Beck, l’anchor man della Fox Tv, diventato punto di riferimento della rabbia e della frustrazione di questi settori della società americana “Ai miei spettatori non interessano i partiti. I repubblicani mi hanno tradito, i democratici mi hanno tradito…dicono..”.
Sarah Palin vuole usare questa nuova ondata , prima culturale e poi politica, per spostare gli equilibri dentro il GOP. Il suo esercito di patrioti può conquistare la cittadella. L’arma di pressione sui vertici repubblicani è formidabile. E se ciò non dovesse avvenire, l’ex governatore dell’Alaska potrebbe comunque contare su di un suo partito, sul Terzo partito americano. Scenari futuri, troppo lontani per essere definiti. Certo è che la Palin sembra aver colto il momento. Se nelle prossime elezioni di Medio Termine, lei e i suoi Patrioti saranno in grado di condizionare il risultato del Partito Repubblicano, metà del percorso verso Washington di Sarah la Rossa sarà compiuto.
- Venerdì 18 Dicembre 2009
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Il 19 Dicembre 2009 alle 2:58 Fotostoria - Sarah Palin, da reginetta di bellezza a idolo delle masse conservatrici americane - Foto - Panorama.it ha scritto:
[...] 18 Dicembre 2009 alle 18:13 Sarah e i patrioti alla conquista di Washington - Mondo - Panorama.it ha [...]
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