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“Morte al dittatore“, “Oggi è il giorno del lutto”, “Montazeri non è morto, lo è il governo”: sono questi gli slogan che si sono sentiti nelle prime ore della mattinata in occasione dei funerali del grande ayatollah Montazeri sepolto nel mausoleo di Masumeh Zahra (la sorella dell’ottavo Imam dello sciismo duodecimano il cui mausoleo si trova a Mashhad) nella città santa di Qum.
- Funerali a Qom: scontri con la polizia religiosa
Come previsto, l’occasione è diventata pretesto per contestare il governo e la macchina della repressione si è messa subito in moto: molti oppositori sono stati fermati mentre si recavano al funerale e le milizie di Ansar-e
Hezbollah si sono infiltrate nella folla, tentando di interrompere la cerimonia e causando tafferugli.
Tra le persone arrestate ci sono Ahmad Qabel, un religioso allievo di Montazeri residente nella città santa di Mashhad, ma a finire in manette sono stati anche gli attivisti Mahnaz Mohammadi e Kuhiar Qabel, e il giornalista Ahmad Nurizad.
Il leader del movimento verde Mousavi si è recato ai funerali a cui dovrebbe aver partecipato anche Karrubi, l’altro leader dell’opposizione, mentre non è chiaro se ci sono andati Rafsanjani e l’ex presidente Khatami.
Terminate le esequie di Montazeri, l’opposizione avrà altre due occasioni per protestare: il 27 dicembre per le celebrazioni dell’Ashura con cui gli sciiti ricordano il massacro dell’Imam Hossein a Kerbela nel 680 d.C., e 40 giorni dopo la morte del grande ayatollah Montazeri, amato dagli iraniani perché marja-e taqliq (fonte di emulazione, massima carica dell’Islam sciita) e per il suo coraggio.
Montazeri ha passato buona parte della sua vita all’opposizione: nel 1963 prese posizione contro lo scià
Muhammad Reza Pahlavi e quando il suo maestro Khomeini fu costretto all’esilio ne fece le veci in patria
raccogliendo i fondi necessari per rovesciare la monarchia. Nel 1979, al momento della vittoria dei
rivoluzionari, divenne presidente dell’Assemblea degli Esperti che nel 1985 lo scelse come futura Guida.
Ma nel 1989, pochi mesi prima della morte dell’Ayatollah Khomeini avvenuta il 3 giugno, Montazeri fu messo a margine dal suo stesso maestro per una serie di motivi: era troppo vicino alla sinistra, aveva nemici potenti (Rafsanjani, oggi terza carica dello Stato, e Ali Khamenei, attualmente Leader supremo) e aveva osato criticare sia il prolungarsi della guerra contro l’Iraq sia le esecuzioni di massa degli oppositori.
L’Ayatollah Khomeini ordinò di togliere le immagini di Montazeri dalle pareti ma non poté cancellare la stima che gli iraniani provavano per quello che era stato il suo delfino. Per anni Montazeri rimase in disparte, nella sua casa nella città santa di Qum. Nel 1997 osò criticare il Leader supremo Ali Khamenei perché “non sufficientemente competente nelle questioni teologiche”. Dopotutto, Khamenei era stato promosso ayatollah senza aver terminato gli studi in seminario.
La reazione del Leader supremo fu durissima e Montazeri fu condannato agli arresti domiciliari.
Montazeri ha poi continuato a criticare Khamenei e il presidente Ahmadinejad e in occasione delle recenti
proteste di giugno li ha accusati di aver trasformato il velayat-e faqih (governo del clero) in velayat-e nezami (governo dei militari). In una fatwa (decreto religioso) sollecitata dal suo allievo Mohsen Kadivar, Montazeri ha invitato il clero a prendere posizione ricordando come “Dio abbia chiesto ai sapienti, e in particolare ai sapienti di religione, di non restare in silenzio di fronte ai soprusi. Perché è nella tradizione degli Imam infallibili lottare contro le ingiustizie”.
- Lunedì 21 Dicembre 2009

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Commenti
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Il 21 Dicembre 2009 alle 16:31 jane55 ha scritto:
Non possiamo sapere quanto Montazeri avrebbe potuto realmente fare per il popolo iraniano,perche’ non gliene e’stata data l’ocasione. Ma e’ comunque un dato di fatto che in Iran la gente, almeno quella che aspira ad un minimo di diritti civili e’ stanca.E’ solo da vedere quanto ancora, un regime repressivo e totalitario come quello iraniano, riuscira’a cavalcare un popolo in fermento.C’ e’ solo da sperare che la gente non si stanchi di far conoscere al mondo la sua fame di liberta’. E vorrei anche evidenziare queste donne costrette da un regime maschilista e totalitario, a indossare veli, che sono non solo l’emblema della repressione antifemminile, ma anche il simbolo della paura che evidentemente possono fare donne che liberandosi dai veli, si libererebbero anche da costumi tribali che nulla hanno a che fare con il vero senso religioso e con Dio…
Il 21 Dicembre 2009 alle 19:54 indigesto ha scritto:
jane55,purtroppo quando il potere religioso prende il sopravvento, poichè sono loro,i sommi sacerdoti, che “sanno” ciò che Dio vuole o non vuole, il vivere sociale ne risente fortemente. Poichè siamo sulla terra, e non su Marte o su altri pianeti, la presenza di sentimenti religiosi nell’uomo resta sempre molto forte, e c’è chi se ne approfitta. Molti filosofi hanno praticato la strada dell’ateismo e dell’agnosticismo (tralasciamo gli atei e gli agnostici di matrice ignorante, che si riconoscono dal linguaggio turpe) ponendosi il problema di Dio, irrisolto. Molto però dipende dai diversi “messaggi”, e, per fortuna sono poche le Confessioni che fanno strame della donna, relegandola a trastullo, o poco più, dell’uomo. Dove alligna la malapianta, ed è molto radicata nelle varie società, non credo che il problema si risolva con questo o quel Sommo sacerdote. E’ la società stessa che andrebbe cambiata radicalmente. Religione si, ma fanatismo, prendendo alla lettera anche i cattivi messaggi, mai! C’è solo dunque da sperare nei giovani. Ma ad ogni latitudine sarà un processo lentissimo e costerà lacrime e sangue. Ed è un prezzo che, purtroppo, ogni popolo dovrà pagare per conto proprio!
Il 28 Dicembre 2009 alle 13:32 Iran, funerali d’opposizione per Montazeri - Foto - Panorama.it ha scritto:
[...] anche: In morte dell’ayatollah Montazeri, il padre del movimento riformista iraniano di Farian [...]
Il 28 Dicembre 2009 alle 14:18 L’Ashura degli sciiti, festa sacra di autoflagellazione - Foto - Panorama.it ha scritto:
[...] coincide quest’anno con il settimo giorno dopo la morte del grande ayatollah dissidente Hossein Ali Montazeri, ai cui funerali, svoltisi lunedì a Qom, hanno partecipato centinaia di migliaia di sostenitori [...]
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