
Vulcano Mayon in eruzione (Credits: LaPresse)
Sale nelle Filippine l’allarme per il vulcano Mayon, che minaccia una violenta eruzione entro la fine dell’anno.
Dopo aver assistito per quasi dieci giorni all’emissione di ceneri e lapilli, l’istituto governativo di vulcanologia e sismologia di Manila ha lanciato l’allerta per una possibile “pericolosa eruzione esplosiva“. Il livello di allarme è salito da tre a quattro, e potrebbe arrivare prima del previsto a cinque, il più alto, quello che indica l’inizio dell’eruzione all’interno del vulcano. Ogni giorno vengono registrate centinaia di scosse sismiche, e nel fine settimana il loro numero è più che raddoppiato. Le emissioni di diossido di zolfo superano le sette tonnellate quotidiane.
La zona compresa in un raggio di otto chilometri intorno al vulcano è stata dichiarata off limits, e i 43.000 filippini che vivono alla pendici del monte Mayon sono stati evacuati. Circa 1.300 famiglie hanno invece deciso di non abbandonare le lore case e i loro campi, ma la polizia locale è ora impegnata, su sollecitazione del governo, a intervenire caso per caso imponendo anche il trasferimento forzato, quando necessario.
Mayon è il vulcano più attivo delle Filippine. L’ultima eruzione risale al 2006, e durò circa due mesi. Nel 1814 un’esplosione improvvisa provocò la morte di 2.200 persone e rase al suolo la maggior parte delle città alle pendici del vulcano, ma anche nel 2006 furono in tanti ad essere travolti e uccisi dalle colate di fango e lava.
Per il suo cono perfetto, Mayon è anche uno dei siti turistici più affollati del paese, ed è anche per questo che le famiglie che vivono alle pendici del vulcano non vogliono trasferirsi: hanno paura che, prima o dopo l’eruzione, qualcuno si appropri dei loro possedimenti e dei guadagni “turistici” della zona. D’altronde, gli economisti filippini hanno già stimato le perdite economiche di un’eruzione in 500 milioni di Pesos, circa 7,5 milioni di Euro. Una cifra tutt’altro che trascurabile per uno dei paesi più poveri del mondo.
- Martedì 22 Dicembre 2009

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Commenti
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Il 25 Dicembre 2009 alle 16:39 jimmie01 ha scritto:
Su questo son daccordo con te.
Il 25 Dicembre 2009 alle 21:49 jimmie01 ha scritto:
He, he, he, si vede che il mio computer riconosce al volo i marxisti e impedisce loro il dialogo con un conservatore.Scherzi a parte, per il lavoro che faccio il mio computer e’ particolare. Ha protezioni che i comuni mortali se le sognano. Comunque, non e’ ” version “, come scrivi tu. E’ ” verizon “. Prova ancora, vediamo se ti riesce. Nel contempo, per un po’ elimino un paio di protezioni, cosi’ ti facilito il compito. Guantanamo e’ un pezzo di terra affittato dagli USA prima che Fidel il dittatore prendesse il potere. Il costo e’ di 5000 ( cinquemila ) dollari all’ anno. Che puntualmente vengono pagati dagli USA e puntualmente vengono restituiti da Fidel. Io ho un debole per le donne caraibiche, non per i Caraibi. Se vuoi trovare lo stesso clima, senza troppi problemi puoi andare a fare una capatina alle Key West, estremo sud ovest della Florida. Un gruppuscolo di isolette collegate alla terraferma da una serie di ponti. Stai attento a non guidare a Cuba. Se ti ritrovi coinvolto in un incidente, quelli li’ ti mettono in galera a vita senza troppi complimenti. E se ne fregano delle tue idee politiche. E vedi anche di non ammalarti. Il reportage di quel somaro di Moore era relativo all’ ospedale personale di Fidel, non a quello per il popolo. Se c’e’ ancora nell’ archivio dei forums di Panorama, puoi provare a vedere le photos degli ospedali cubani per il popolo. Ad ogni modo se dovessi ammalarti puoi sempre chiedere di essere ricoverato a Miami.
Il 26 Dicembre 2009 alle 0:44 jimmie01 ha scritto:
Ho detto la mia riguardo la coppia di svizzeri.
Il 26 Dicembre 2009 alle 0:50 jimmie01 ha scritto:
Non preoccuparti!! Se non hai un soldo, non paghi nulla. Pensa un po’, negli USA ci sono dai 12 ai 20 milioni di illegali, che usufruiscono dei servizi sanitari ogni qualvolta ne abbiano bisogno. Financo le donne partoriscono. E tutto gratis. E questo per gli illegali. Te che entreresti il Paese legalmente, non attraversando la frontiera nottetempo o non rispettando i limiti del visto, avresti di che sollazzarti. E poi, siccome ti piacciono i Caraibi ( e scommetto le caraibiche ) avresti l’ opportunita’ di essere assitito da una bella infermiera cubana, he,he,he,he,he. E se mi fai un fischio, verro’ anche a farti visita. L’ unica cosa che non potrai avere sara’ il quotidiano Liberazione o il Manifesto. Ah, e non azzardarti a parlar bene di Fidel. Correresti il rischio di avere le iniezioni fatte sulla parte frontale del tuo ciorpicciuolo, non sul deretano, he,he,he,he,he.
Il 26 Dicembre 2009 alle 20:34 jimmie01 ha scritto:
Peccato che poi quel che ne e’ seguito e’ stato peggiore di quel che si e’ sostituito. Almeno quando Cuba era il puttanaio d’ America, il popolo era libero di andarsene.
Il 26 Dicembre 2009 alle 22:01 jimmie01 ha scritto:
Qualcuno dovrebbe dire a questi signori che la canna da zucchero a Cuba non darebbe da vivere. Da quando l’ URSS non e’ dipartita, nessun o piu’ compra i beni prodotti da Cuba ad un prezzo decuplicato.
Il 26 Dicembre 2009 alle 22:02 jimmie01 ha scritto:
Volevo dire: da quando l’ URSS e’ dipartita.
Il 27 Dicembre 2009 alle 0:07 jimmie01 ha scritto:
Io li ho visti i tagliatori di canna da zucchero ( e tu sai Enrico in quale Paese ). Si alzano alle quattro e camminano per ore per raggiungere le piantagioni. Alcuni di loro addirittura dormono nei campi. La canna da zucchero deve essere lavorata immediatamente. Appena tagliata inizia a perdere lo zucchero. Gli stabilimenti di estrazione dello zucchero si trovano in mezzo ai campi o sulle principali strade di comunicazione ( tipo, la carrettera al Pacifico, tu sai di cosa parlo Enrico ). I camion che la trasportano hanno doppio e anche triplo rimorchio. Un rimorchio dalla forma strana, poligonale: stretti alla base e larghi sopra. I caneros, come li chiamano guidano a velocita’ folle. Loro lavorano a cottimo: piu’ viaggi fanno, piu’ soldi incassano.
Il 27 Dicembre 2009 alle 0:10 jimmie01 ha scritto:
Ma come fanno a sentirsi vivi quelli che lavorano in ufficio tutto il giorno!!!! Una volta, molti anni or sono ho conosciuto uno che era stato per ventiquattro ore in una buca piena d’acqua e di topi in Indocina (? ). Durante la guerra. Era un ex-legionario francese. Mi disse che mai come in quella occasione si era sentito vivo.
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