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Stati Uniti: la riforma sanitaria dei Magna Magna

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  • Tags: Barack Obama, governo federale, obamamania, riforma sanitaria americana
  • 14 commenti
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.
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Il senatore Harry Reid con un gruppo di operatori sanitari durante una conferenza stampa

Il senatore Harry Reid con un gruppo di operatori sanitari durante una conferenza stampa

La strada verso l’approvazione della riforma sanitaria è spianata. Dopo il voto - test sulle procedure svoltosi in piena notte, in una Washington ricoperta dalla neve, i democratici sanno di avere i fatidici 60 voti che al Senato possono impedire l’ostruzionismo dei repubblicani.

La riforma (“che nessuno è riuscito a varare dai tempi di Harry Truman”) vedrà la luce nella notte di Natale. Il leader della maggioranza Harry Reid ha fissato uno stretto calendario (fatto di voti notturni) che porta dritto dritto verso l’ultimo atto. O penultimo, se si pensa che poi la legge varata dai senatori dovrà essere armonizzata con quella licenziata dalla Camera dei Rappresentanti.

Impresa non facile, visto che tra i due provvedimenti ci sono differenze sostanziali. Impresa che comunque verrà compiuta perchè nessun democratico si vuole fermare ad un passo da una (mezza) vittoria. I deputati dovranno accettare il fatto che l’opzione pubblica alla quale avevano dato il segnale verde è stata invece cancellata dai loro colleghi senatori. I quali hanno introdotto un altro principio: quello della copertura sanitaria controllata dal governo federale attraverso un’apposita agenzia.

Il testo del Senato, infatti, prevede che l’assistenza sia estesa ad almeno altri 30 milioni di americani, ma parte dei quali verranno assicurati attraverso dei contratti stipulati a tariffe di favore dalle compagnie private. Sarà compito del governo controllare che questa programma venga rispettato. E che i cittadini si assicurino. In caso contrario, per loro dovrebbe scattare una multa. Una quasi beffa, se si pensa che molti di loro non hanno l’assistenza sanitaria perchè non in grado di affrontarne i costi.

Questa soluzione di compromesso ha scontentato tutti. Nel partito democratico i liberals hanno storno il naso perchè, secondo loro, lo spirito della riforma è stato tradito. Nancy Pelosi, la speaker della Camera ha già fatto sapere che vorrebbe modificare il testo. Ma anche dall’altra parte sono molto arrabbiati. I repubblicani hanno annunciato barricate. Il Wall Street Journal - non tenero con l’amministrazione – ha scritto che questa riforma “prevede un’espansione del ruolo del governo federale”. Tradotto: non va bene.

Di mediazione in mediazione, l’accordo dentro il partito democratico è stato trovato grazie al consueto “mercato delle vacche”. I voti sono stati “comprati”. Quando il Senatore Ben Nelson del Nebraska ha annunciato che sarebbe stato il sessantesimo voto nessuno sapeva quale, ma tutti intuivano che sotto sotto c’era un tornaconto. Il New York Times spiega quale: oltre a provvedimenti restrittivi sull’aborto, Nelson è riuscito a portare a casa anche altri fondi per il programma di Medicaid per il suo stato e altri benefits.

Sapete cosa hanno ottenuto altri senatori? Uno dei protagonisti della discussione sulla riforma, Max Baucus del Montana, è riuscito a far inserire una norma per ripagare i danni a coloro che “in una certa zona, in un certo momento” sono rimasti esposti a possibili contaminazioni di amianto. La zona è il Montana. Le potenziali vittime sono gli elettori di Baucus. Tanto che i repubblicani hanno gridato allo scandalo.

Ma non è finita qui. Un’altra norma del provvedimento stabilisce un aumento dei fondi del programma Medicare per gli ospedali che si trovano in zone considerate “di frontiera”, intese come le aree del paese dove esiste una densità di popolazione di meno di sei persone per chilometro quadrato. Gli stati sono facilmente identificabili nel Sud e Nord Dakota, Utah, Wyoming e (attenzione, attenzione) il Montana di Max Baucus

C’è da stupirsi ? Ovviamente no. A Washington è sempre stato così. Il consenso passa attraverso favori e distribuzione di risorse. Perchè i senatori democratici dovrebbero comportarsi diversamente?


  • michele.zurleni
  • Martedì 22 Dicembre 2009

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Commenti

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Il 23 Dicembre 2009 alle 9:11 rozdog77 ha scritto:

Sono sempre piu’ disgustato dalle scelte che questi capitalisti fanno… sono sempre i ricconi a fare le scelte per la povera gente…sono sempre loro a decidere i ldestino di queste persone.
Nell’ospedale si continua ad avere una scarsa qualita’ e meno professionalita’.
PS devo dire a mi odiscapito cmq..
che devo tornare in Italia per curarmi ogni volta (sfortunatamente)…E CMQ PAGO MOLTO VOLENTIERI QUELLO CHE c’e’ da pagare a questo punto!!! QUANDO VEDO LA QUALITA’ e LA PROFESSIONALITA’!!!

Il 24 Dicembre 2009 alle 11:13 jimmie01 ha scritto:

Strano che con la ” scarsa qualita’ e meno professionalita’ ” gente da tutto il mondo, Italia inclusa, venga a farsi curare qua negli USA. Io ho personalmente esperimentato la sanita’ italiana e quella USA. E di certo non torno in Italia quando ho bisogno di cure mediche.

Il 24 Dicembre 2009 alle 22:40 jimmie01 ha scritto:

Il Pirla sei tu Enrico che credi a quel che ti dicono. E’ contro la legge rifiutare le cure mediche agli infermi, ancorche’ questi non abbiano una assicurazione medica. Guarda che il settore delle assicurazioni private e’ il piu’ regolamentato. Ed e’ proprio questo il problema. Sai molta gente qui sottoscrive l’ assicurazione per la copertura medica solo nel momento in cui ne ha bisogno. E poi si lamentano che l’ assicurazione non vuol coprire le spese!! E’ come sottoscrivere una RCA dopo che si e’ causato un incidente stradale con la propria autovettura e lamentarsi che l’ assicurazione non vuole pagare i danni.Tu parli per sentito dire ( hai anche detto che non leggi la stampa nazionale ed estera ), io parlo per esperienza diretta: ho usufruito dell’ assistenza sanitaria in Italia e negli USA. Mia moglie ha subito operazioni costosissime ( 500.000 dollari l’ una ). Sai quanto abbiamo pagato di parte nostra? 300 ( trecento dollari ). Mia moglie continua ad aver bisogno di farmaci dal prezzo stratosferico. Nemmeno una volta l’ assicurazione si e’ rifiutata di pagare le spese. Nemmeno una. A proposito quanto costa ad un lavoratore dipendente in Italia una assistenza medica da terzo mondo? 700, 800 euro al mese? E senza possibilita’ di scelta. La trattenuta e’ effettuata direttamente dal datore di lavoro, per legge. E se ti serve la cura particolare devi andare in altri Paesi del mondo ( USA ) a spese tue. E di sicuro non puoi andare in Russia o a Cuba, dove non c’e’ miseria ( come scrivi tu ) ma gli ospedali migliori ( hai visto il reportage di MOORE ) sono per la nomenklatura ( fidel e fratello ).

Il 24 Dicembre 2009 alle 22:43 jimmie01 ha scritto:

E anche sei ateo ed anticlericale ti auguro un Buon Natale. Al quale aggiungo auguri di un felice anno nuovo.

Il 24 Dicembre 2009 alle 22:57 jimmie01 ha scritto:

Voglio dirti di piu’. Cosi’ che tu possa capire appieno di cosa si parla. Mio padre, anziano di molto, e’ venuto a farmi visita durante l’ estate. Ed ha avuto bisogno di cure mediche straordinarie. Un piccolo ” stroke ‘. Penso in Italia si dica ictus o infarto. E’ stato portato all’ ospedale locale. E’ stato in osservazione per 48 ore. Durante le quali ha avuto tutte le cure del caso. Incluso analisi del sangue, monitoraggio del cuore, MRI, Cat Scan, tomografia assiale computerizzata, etc, etc. Orbene il costo finale che la travelers insurance ha gia’ pagato e’ stato di 25000 dollari ( venticinquemila dollari ). Ho personalmente parlato con il ” billing office ” ( l’ ufficio responsabile per il pagamento dei conti ) e a mia precisa domanda mi e’ stato risposto che in caso mio padre non avesse avuto l’ assicurazione, gli avrebbero fatto l’ offeta di pagare 900 ( novecento ) dollari a saldo e tacitazione di tutto quanto dovuto. Ti sembra troppo per 48 ore di ricovero ospedaliero con tutte le cure del caso? E questo per un villegiante. Mio padre e’ cittadino americano dalla nascita ( come lo scrivente )ma e’ non residente negli USA. Se fosse stato residente negli USA la medicaid, in assenza di assicurazione o medicare, avrebbe pagato fino all’ ultimo centesimo. La medicaid ( come la medicare ) e’ una copertura medica ( al 100% ) erogata dallo Stato in cui si vive. Niente male per un Paese dal capitalismo sfrenato.

Il 24 Dicembre 2009 alle 23:05 jimmie01 ha scritto:

A proposito, la photo che mostra quel somaro di Reid con gli operatori sanitari e’ una pagliacciata. Non meno di quella che ritraeva Obama the socialist con i medici alla White House. Non si va a riunioni siffatte con il camice bianco. A meno che’ questo non fosse fornito in loco dai solliti giullari dei politici. Solito lavoro da PR dei politici.

Il 25 Dicembre 2009 alle 16:02 jimmie01 ha scritto:

Se non hai un soldo, non paghi nulla. E se hai i soldi puoi sempre ” contrattare ” il pagamento dei bills. Nello Stato in cui vivo ( NJ ) per legge le cure mediche non si possono rifiutate a chi e’ privo di assicurazione medica. C’e’ un cartello grande come una casa all’ entrata di tutti gli ospedali che ricorda quali sono i diritti degli ammalati. Dei due turisti svizzeri, non so. Posso solo dirti che mi sembra strano che abbiano impedito loro la partenza. Anche perche’ chi avrebbe continuato a pagare per l’ alloggio e il vitto? E poi, come avrebbero impedito la partenza? Con la forza fisica? Li avrebbero incarcerati? E chi lo avrebbe fisicamente fatto? La polizia? Strano. E si’ Miami e’ una citta’ molto violenta.
Le trattenute per l’ assistenza sanitaria in Italia sono vergognose. Guarda che io parlo per esperienza diretta. Ancorche’ non fossi un lavoratore dipendente con contratto a tempo indeterminato, ho visto le buste paga dei lavoratori. Quanto a me, all’epoca ( 1994-1998 ) pagavo 600.000 mila lire al mese per l’ assistenza sanitaria. Le assicurazioni mediche negli USA danno lavoro a 2,5 milioni di persone. Fanno utili paurosi ( fino al 40% ) ma danno anche tanto lavoro a tanta gente normale. Questa amministrazione avrebbe potuto evitare una spazzatura di riforma sanitaria e risolvere i problemi ricorrendo alla competition/concorrenza. Cosa allo stato delle cose inesistente. Va’, lasciami dar aretta a mio figlio ora. Vuole aprire i regali e debbo prendere alcune photos dell’ ” avvenimento “. Tieniti in contatto. Ciao.

Il 24 Marzo 2010 alle 19:45 Notizie dai blog su Riforma sanitaria Usa: momento storico o la solita fregatura? ha scritto:

[...] Stati Uniti: la riforma sanitaria dei Magna Magna Il senatore Harry Reid con un gruppo di operatori sanitari durante una conferenza stampa La strada verso l’approvazione della riforma sanitaria è spianata. blog: canale mondo | leggi l’articolo [...]

Il 25 Marzo 2010 alle 16:46 Notizie dai blog su Cioè, quando sono in gioco interessi e privilegi forti tutto il mondo ha scritto:

[...] Stati Uniti: la riforma sanitaria dei Magna Magna Il senatore Harry Reid con un gruppo di operatori sanitari durante una conferenza stampa La strada verso l’approvazione della riforma sanitaria è spianata. blog: canale mondo | leggi l’articolo [...]

Il 25 Marzo 2010 alle 17:01 Notizie dai blog su Niente da fare: la riforma della Sanità di Obama torna alla Camera ha scritto:

[...] Stati Uniti: la riforma sanitaria dei Magna Magna Il senatore Harry Reid con un gruppo di operatori sanitari durante una conferenza stampa La strada verso l’approvazione della riforma sanitaria è spianata. blog: canale mondo | leggi l’articolo [...]

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