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Barack Obama e la Riforma dimezzata

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  • Tags: Barack Obama, obamamania, riforma sanitaria americana, Stati Uniti
  • 24 commenti
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.
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APTOPIX  Obama Virginia

Barack Obama ha avuto la sua Riforma della Sanità. Quella che voleva a ogni costo, anche a prezzo di vederla nascere, come poi è avvenuto, molto diversa da come l’aveva promessa nella campagna elettorale che lo ha portato alla Casa Bianca.

Il penultimo atto di questa vicenda che negli scorsi mesi ha spaccato l’America, esacerbato i toni del dibattito politico, reso sempre più dubbiosa l’opinione pubblica, fatto calare il consenso del presidente, si è consumato nell’aula del Senato degli Stati Uniti all’alba (erano le sette) di una gelida mattina alla vigilia di Natale.

I cinquantotto senatori del partito democratico e due indipendenti (60 voti in totale, che hanno permesso di evitare l’ostruzionismo repubblicano) hanno approvato il testo su cui nelle scorse settimane era stato trovato un difficile compromesso.

L’aggettivo storico è stato pronunciato innumerevoli volte negli interventi e nei commenti che hanno proceduto e seguito il voto. L’ha usato anche Barack Obama, in una breve dichiarazione. “Il passo più importante da quando è stata approvata la legge sulla Social Security nel 1935” - ha detto il presidente.

Ma ora ne manca uno, l’ultimo, per raggiungere il traguardo. I leader della maggioranza di Camera e Senato dovranno trovare una sintesi tra i due testi varati dai due rami del parlamento. Non sarà impossibile, ma neppure troppo facile, visto le notevole differenze.

Prima tra tutti l’ormai “mitica” opzione pubblica. La legge del Senato non la contiene. Prevede invece un sistema per cui le assicurazioni private garantiranno tariffe agevolate a coloro che finora non hanno potuto permettersi l’assicurazione sanitaria. Il governo federale interverrà per finanziare queste polizze e controllerà che i prezzi siano quelli determinati dalle legge.
Ben diverso è il testo che venne approvato dalla Camera dei Rappresentanti. La public option ne era il pilastro.

Cosa accadrà ? C’è da scommettere che saranno i senatori a vincere il braccio di ferro. La Speaker della Camera Nancy Pelosi si accontenterà di qualche clausola di garanzia per controllare che gli americani indigenti non siano costretti a sborsare troppi soldi per avere l’assistenza sanitaria. Nessuno farà una battaglia vera per l’opzione pubblica. Neppure Barack Obama, che in queste settimane di discussione al Senato si è ben guardato da intervenire per ottenerla. Al pragmatico presidente interessava soprattutto che venisse approvata Una Riforma Sanitaria.

Così anche sulle norme che riguardano l’aborto probabilmente poco o nulla cambierà. Le restrizioni all’interruzione di gravidanza ottenute dal fronte moderato avevano scatenato la ribellione dei liberals. E anche Obama si era detto contrario. Ma adesso che anche il Senato le ha mantenute, chi darà battaglia? Difficile che lo faccia proprio il Presidente.

Che comunque sia, si porta a casa una vittoria, inutile nasconderlo. Anche se piena di contraddizioni, trucchetti, finanziamenti a pioggia(in particolare per l’elettorato di alcuni senatori), questa legge estende la copertura sanitaria ad almeno trenta milioni di americani che finora non l’avevano. E sarà questo il messaggio con il quale Obama martellerà l’opinione pubblica nelle prossime settimane.

A pochi giorni dal primo anniversario del suo insediamento (il 20 gennaio 2009), il Presidente è riuscito con furbizia e determinazione a convincere il suo partito a “regalargli” questa Riforma.

Sapeva che solo in questo momento al Congresso c’erano le condizioni (numeriche) per raggiungere la meta. Ha colto l’attimo, ha imposto l’agenda.
Obama aveva così tanto spinto su questo tasto che un insuccesso avrebbe significato, di fatto, un quasi fallimento (politico) della sua presidenza (sul fronte interno).

Certo è che questa riforma voluta a tutti i costi rischia di fargli pagare comunque un forte pedaggio in termini di consenso. Anche l’ultimo sondaggio afferma che la maggioranza degli americani è contraria. Barack spera di riuscire a convincerli della bontà della sua scelta. Crede comunque di poter ottenere il gradimento di chi beneficerà della legge.

Ma tanta perplessità lo indurrà a non reclamare troppo questa sua vittoria. Punterà sull’economia per ritrovare i favori della parte dell’elettorato che (anche a causa della riforma sanitaria) l’ha abbandonato. Non è un caso che il suo primo Discorso sullo Stato della Nazione, in gennaio o febbraio, sarà dedicato a questo tema.
Le fanfare non suoneranno a lungo per la Riforma Sanitaria.

  • michele.zurleni
  • Giovedì 24 Dicembre 2009

Vedi anche:

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Commenti

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Il 24 Dicembre 2009 alle 22:23 jimmie01 ha scritto:

Zurleni, il 2010 sara’ l’ anno del rendiconto. I democratici saranno spazzati via come foglie secche dal vento degli elettori incazzati neri. La maggioranza degli americani odia questa riforma. Sovra tutto gli anziani, quelli in medicare. E questi son quelli che mai disertano i seggi. Obama ha costretto il partito democratico al suicidio.

Il 25 Dicembre 2009 alle 6:45 Barack Obama e la Riforma dimezzata | Politica Italiana ha scritto:

[...] via http://blog.panorama.it/mondo/2009/12/24/barack-obama-e-la-riforma-dimezzata/ Posted by admin on dicembre 25th, 2009 Tags: America, Estero Share | [...]

Il 27 Dicembre 2009 alle 12:43 marco1974 ha scritto:

Caro Zurleni, a volte mi sembra che le sue posizioni verso Obama siano preconcette. E’ vero, la riforma non è tale e quale a quella promessa in campagna elettorale, ma c’è. Clinton ci aveva provato qualche anno fa e non ci era riuscito, ma è stato rieletto senza problemi e ha guidato il Partito Democratico a una importante stagione politica e gli Stati Uniti alla stagione più prospera della loro storia, salvo poi farsi travolgere da uno scandalo che i nostri governanti considererebbero da educande. La politica estera americana è cambiata, l’mmagine nel mondo delgi USA è diversa, il possibile tracollo economico è stato evitato e la copertura sanitaria è stata estesa a più cittadini, anche se non sono quei cittadini che votano con più assiduità. Obama ha dimostrato di credere in qualcosa che nn sia il vecchio principio secondo cui i voti non puzzano. Bush a suo tempo era in un ranch ad aspettare che buttassero giù le Torri Gemelle.

Il 27 Dicembre 2009 alle 16:10 jimmie01 ha scritto:

Marco1974. La storia e’ un po’ diversa da come la racconti tu. 1 ) - Obama ( che e’ anche il leader del partito democratico ) puo’ contare sulla maggiornaza assoluta in Congresso: quindi puo’ chiedere ( e dovrebbe ottenere )ai congressisti quel che vuole; 2 ) - Clinton sapeva bene come sarebbe andata a finire: quello fu il motivo per il quale la proposta di riforma sanitaria fu avanzata dalla moglie, non da lui personalmente: una sorta di ” vai avanti tu cretino che a me vien da ridere “. Clinton fu rieletto perche’ scese a patti con i repubblicani che spazzarono via i democratici nelle elezioni di ” middle term ” nel 1992. Il Clinton non esito’ a patteggiare senza vergogna con la parte opposta pur di avere la possibilita’ di resiedere per altri quattro anni alla White House. Null’ altro che un politico avido di potere l’ ex governatore dell’ Arkansas; 3 ) - Lo scandalo lo travolse non tanto per aver avuto l’ amante, piuttosto per il fatto che i ” rapporti ” avvennero nello Studio Ovale e Clinton financo denego’, sotto giuramento, la relazione, commettendo, cosi’, spergiuro. Infatti fu radiato dall’ albo degli avvocati per cinque anni. Fu questo che fece incazzare gli americani, non che si fosse sollazzato con una stager; 4) - Il tracollo economico ( finanziario ) parte da lontano. Quando ancora Clinton era Presidente 1999 ci fu il crollo dei titoli Hi-Tech. Durante il suo secondo mandato Clinto ordino’ a Freddy Mac and Freddy May ( tu di sicuro in quale settore operano queste due aziende semi pubbliche ) di abbassare gli standard per la concessione di credito per l’ acquisto della prima casa: una pazzia. Allo stato delle cose nel 2005 i repubblicani tentarono di correggere l’ errore di Clinton. Non vi riuscirono. Il resto e’ storia recente con il disastro dei sub prime mortgages; 5 ) Clinton e’ il vero responsabile dell’ attacco del settembre 2001. Infatti per ben due volte il Sudan offri’ agli USA la testa di Bin Laden su un piatto d’ argento. Clinton non accetto’, nonostante che la pericolosita’ di Bin Laden fosse stata a tutti provata dagli attacchi suicidi alla Ambasciata USA in Tanzania ( oltre 200 morti ) e alla USS Cole ( 17 marinai morti.Da ultimo, abbiamo negli USA u Presidente che si inchina al cospetto di altri capi di Stato, che nomina al Ministero del tesoro un individuo con problemi di tasse non pagate, ad un importante uffizio per la cura della istruzione e benessere dei giovani ( ho tradotto liberamnete ) un personaggio che aveva raccomnadato ad un suo studente di quindicianni di usare il preservativo quando aveva rapporti omosessuali nei bagni pubblici. Debbo continuare?

Il 27 Dicembre 2009 alle 17:09 jimmie01 ha scritto:

Un paio di ” perle ” su Clinton. 1 ) - Quando era Presidente si diede il via ad una operazione paramilitare/politica per rimuovere dal potere Saddam ( vedi se riesci a trovare il libro dell’ ex agente CIA Baer: ” See no evil ” - Ignora il male). La base dell’ operazione era Roma. I servizi italiani non sapevano o se sapevano lasciavano fare. Si fidavano, insomma. Ci furono incontri con la dissidenza iraquena e contatti con alcuni generali di Saddam. L’ operazione era pronta a scattare, quando clinton in persona ne ordino’ lo stop, nonostante che lui stesso avesse detto che Saddam era un pericolo e andava rimosso dal potere. Convizione condivisa da Kennedy, Kerry, Edwards e la maggioranza dei democratici, che piu’ tardi criticarono Bush per aver fatto quel che loro stessi avevano auspicato in passato recente.

2 ) - Sai chi forni’ all’Iran la tecnologia base per la realizzazione della atomica? Gli Usa. Quando Clinton era presidente ci fu una operazione della CIA volta a fornire all’ Iran un know how fasullo per la costruzione della bomba. Un bidone per deragliare fin dall’ inizio i piani pazzoidi dell’ antisemita teocrazia persiana. Le cose andarono male. Invece di fornire all’ Iran la tecnologia bidone, i ” contatti ” consegnarono la tecnologia buona. Questo e’ stato Clinton per gli USA. Di certo in Italia queste cose non si dicono. Sovra tutto se si ascolta la Telekabul del fu’ Curzi-Kojak e dei vari Moretti ( se c’e’ ancora ) e Mineo.

Il 27 Dicembre 2009 alle 21:20 jimmie01 ha scritto:

Sei stato poco attento. Evidentemente hai letto di fretta. Una cosa e’ fornire la tecnologia altro e’ fornire il know how.Comunque, ci metto la mano sul fuoco: il know how per costruire la bomba lo fornirono farsescamente gli USA. Quanto agli Israeliani, ma tu a quale bombardamento ti riferisci? A quello del sito in Iraq o ad altro? A me sembra che tu faccia riferimento a quello dell’ Iran ( sic ! ).

Il 27 Dicembre 2009 alle 21:28 jimmie01 ha scritto:

Quanto al mutuo di cui tu parli, guarda che la cosa e’ un po’ diversa da come la descrivi tu. Io sono stato succinto per non tediare il prossimo. Adesso mi spiego meglio. L’ abbassamento degli standards di cui ho parlato nel commento di cui sovra significa questo. NIENTE DOCUMENTAZIONE: NIENTE BUSTA PAGA, NIENTE DICHIARAZIONE DEI REDDITI ( CHE NEGLI USA ANCHE SE SEI LAVORATORE DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO DEVE ESSERE PRESENTATA ENTRO IL 30 APRILE DI OGNI ANNO ) PER GLI ULTIMI TRE ANNI, NIENTE TELEFONATE AD UN DATORE DI LAVORO COME PROVA MINIMA DI UN IMPIEGO. NIENTE CONTROLLO DELLA ESPOSIZIONE DEBITORIA. NIENTE DI NIENTE. IL SOLO CRITERIO AL QUALE LE BANCHE FACEVANO RIFERIMENTO ERA IL ” CREDIT SCORE “. E’ a dire, la storia ( responsabilita’ )creditizia sintetizzata in un numero. Questo fu voluto da quel jackass di Clinton. E sai perche’? Perche’ l’ assatanato di sesso ( e’ stato accusato di molestie sessuali da almeno 13 donne ) voleva che anche le minoranze ( blacks and hispanics ) avessero una casa. La fine della storia la conosci bene.

Il 27 Dicembre 2009 alle 21:37 jimmie01 ha scritto:

No, non mi vergogno di essere cittadino di questo Paese, ne’ della razza cui appartengo. In Sudan ed anche in Eritrea e in Somalia ( questo non lo sapevi, vero? )accadde l’ opposto: scambiarono i films di Stallone per la realta’. Ad ogni modo sembra che abbiano imparato la lezione i militari e paramilitari. Non ci credi? Beh! Chiedi un po’ ai pirati Somali o a qualcuno che sa cosa ata’ succendo sul terreno al confine tra Somalia ed Eritrea.

Il 28 Dicembre 2009 alle 21:50 jimmie01 ha scritto:

Hai ragione. Tu ed io sappiamo quel riporta l’ informazione. Non hai, pero’ considerato che le ” fonti ” delle informazioni possono essere diverse.

Il 28 Dicembre 2009 alle 21:53 jimmie01 ha scritto:

Relativamente alla China, ma di che progresso parli? Ma se i governanti ( oligarchi ) cinesi non son capaci di far progredire il proprio popolo!!! Figurati se son capaci di far progredire gli africani.

Il 29 Dicembre 2009 alle 15:43 jimmie01 ha scritto:

Non c’e’ dubbio che nessuno ti regala niente. Il mio pensiero era di un tenore leggermente diverso. Ovvero, tu dici che la CHina ( con l’ ” H ” da noi ) e’ sul sentiero degli investimenti in Africa per trarne vantaggio e per aiutare le popolazioni locali. Sara’ anche vero quel che dici tu, ma io penso che l’ aiuto a camminare da soli si risolvera’ comunque per i poveri lavoratori retribuiti con due dollari al giorno anche in africa, si’ come in Cina. Staremo a vedere se le cose evolveranno in una diversa direzione. Insomma, al solito, i politici ne trarrano tutti i vantaggi economici e i poveracci resteranno ancora una volta col culo per terra. Quanto vuoi scommettere?

Il 29 Dicembre 2009 alle 15:45 jimmie01 ha scritto:

Adesso ti lascio. Mio figlio sta imparando a leggere e scrivere. debbo stargli vicino. pensa un po’, a cinque anni e mezzo e’ gia un poliglotta. Parla fluentemente inglese, spagnolo e italiano. Speriamo che continui cosi’.

Il 29 Dicembre 2009 alle 20:40 jimmie01 ha scritto:

Grazie per gli apprezzamenti rivolti a mio figlio, che e’ e’ indigeno al 50%. Con te non riesco proprio a litigare. Comunque, non lamentarti delle persone addette ai forums di ” Panorama “. Dovresti vedere che spazzatura c’e’ in giro!!!! Su l ” Espresso “, per esempio, c’e’ una censura che solo Torquemada potrebbe apprezzare.Ci sentiamo piu’ tardi. Mio figlio vuole andare al parco qui vicino. Fa un freddo cane. Siamo di molto sotto le zero, ma sopravviveremo. Sempre meglio che star a vedere stupidi cartoni animati giapponesi.

Il 29 Dicembre 2009 alle 20:45 jimmie01 ha scritto:

Voglio dire che mio figlio e’ indigeno del Centro America. Altrimenti non si capisce un piffero. Sapessi quanta gente ( far left assholes ) mi da del razzista ed intolerante per le mie idee politiche. E poi strabuzzano gli occhi quando vengono a conoscenza delle origini razziali di mia moglie e mio figlio!!!! Bunch of idiots!!!

Il 30 Dicembre 2009 alle 1:52 jimmie01 ha scritto:

Mio figlio e’ di origini Maya. Ha una predisposizione per le lingue. Ed ha uno spirito di osservazione incredibile. Alla sua eta’ e’ in grado di riconoscere al volo autovetture come la nostra ancorche’ di modello e colore differente.

Il 30 Dicembre 2009 alle 1:58 jimmie01 ha scritto:

A proposito, sei sicuro che Torquemada fosse Inca? Di certo so che fu il terrore degli eretici ( supposti ) e se la prese con gli ebrei e con i seguaci di Maometto. Sai anche se opero’ al di fuori della Spagna?

Il 30 Dicembre 2009 alle 2:09 jimmie01 ha scritto:

Andiamo su, potevano anche avere le fognature, mentre a Roma e Firenze i passanti dovevano star attenti a non essere raggiunti dal contenuto dei pitali scaricato in strada; eppero’ a Roma non avevano bisogno di andar al fiume a far provvista d’ acqua: avevano l’ acquedotto; allo stesso modo non avevano bisogno ( le case dei ricchi ) di alcun fuoco: riscaldavano gli ambienti usando acqua calda che scorreva sotto il pavimento. E si lo so’ che i periodi storici non coincidono. Pero’ Roma influenzo’ tutto il mondo allora conosciuto. Pensa un po’ che l’ esperienza giuridica romana fece sentire i suoi effetti su tutte le altre, ma le altre ebbero effetto nullo su quella romana. A parte la greca che fu presa ad esempio dai romani per la prima elaborazione di una raccolta di leggi scritte. Se non sbaglio si era nel 300 a.c. circa. Un gruppo di studiosi romani si reco’ in grecia per acquisire le conoscenze necessarie: ritorno’ in patria circa tre anni dopo. Ah, i romani. Che Popolo!!! Mi appassionano. Sai, il diritto romano e’ cosi’ interessante che una volta iniziatone lo studio, si diventa come drogati. E che dire della dicotomia gaiana o della tricotomia ulpianea. Tu da uomo di sinistra saresti andato in sollucchero con questi due giureconsulti.

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