
Unità dell’esercito Afghano di pattuglia ad Herat durante una processione per l’Ashura - (Foto EPA/JALIL REZAYEE)
A dispetto delle centinaia di miliardi di euro spesi ogni anno per le forze armate e degli oltre 2,5 milioni di soldati professionisti in servizio non è neppure in grado di far fronte con dignità alle sfide attuali come dimostrano i rinforzi inviati col contagocce in Afghanistan e quasi mai per combattere.
Un tracollo ben evidenziato da una classe politica senza attributi incapace di affrontare le sfide militari o alla sicurezza collettiva con la determinazione necessaria. Alcuni episodi degli ultimi giorni sembrano sottolineare anche simbolicamente questa crisi di credibilità degli europei che avrà purtroppo l’effetto di galvanizzare ulteriormente i nostri nemici.
Il premier belga Yves Leterme, in visita ufficiale di due giorni a Kabul e Kandahar, ha deciso di passare la notte in Tagikistan con la sua delegazione per poi tornare il giorno dopo in n Afghanistan e continuare i suoi incontri.
Una decisione dettata dal “peggioramento delle condizioni della sicurezza a Kabul”, città nella quale dormono però ogni notte milioni di afghani e migliaia di diplomatici, operatori umanitari e soldati alleati tra i quali anche 500 militari belgi.
Nella capitale afghana esistono molte foresterie protette, un hotel utilizzato da molte delegazioni internazionali e basi militari attrezzate per ospitare anche Vip dove il “temerario” Leterme avrebbe potuto salvaguardare sicurezza e dignità agli occhi degli afghani e degli stessi soldati belgi (che peraltro non sono certo in prima linea considerato che in otto anni di missione in Afghanistan hanno avuto un solo caduto, ucciso non dai talebani ma dalla meningite).
Ad abbassare la credibilità europea in Afghanistan ha contribuito il 20 dicembre anche il ministro della Difesa tedesco Karl-Theodor zu Guttenberg, che in un’intervista al Domenicale Welt am Sonntag ha dichiarato che “non tutti i talebani odiano l’Occidente” e quindi - prima di seguire la strada dei rinforzi percorsa da Barak Obama - “occorre chiedersi se ci sia bisogno di più soldati o se bastano quelli che ci sono”.
In attesa che qualche sondaggio tra i talebani ci confermi che - pur combattendoci - in realtà ci amano, registriamo che in effetti neppure le autorità afghane auspicano l’aumento delle truppe tedesche, note per la scarsa combattività e limitazioni d’impiego, tanto da essere state definite “inutili” dal governatore della provincia di Kunduz, Mohammed Omar.
A proposito di forze inutili (o quasi), anche la Spagna ha infine deciso di inviare altre truppe in Afghanistan Occidentale, l’area sotto comando italiano, portando così il suo contingente a 1.500 effettivi. Si tratta di 511 rinforzi dei quali 46 destinati al quartier generale alleato di Kabul e 465 istruttori che addestreranno circa 2.000 soldati afgani. Nessuna unità da combattimento e del resto nella provincia di Badghis assegnata agli spagnoli finora hanno combattuto le truppe italiane e in queste settimane stanno arrivando ingenti forze americane.
L’ultima figuraccia, forse la peggiore, l’Europa l’ha rimediata nell’Oceano Indiano, dove il 18 dicembre la nave da guerra olandese Evertsen, che fa parte della flotta anti-pirateria della Ue, ha dovuto liberare 13 pirati somali catturati in mare mentre attaccavano un mercantile perché nessun Paese europeo si è reso disponibile a processarli.
I pirati “sono stati rilasciati e riportati sulla loro nave con una scorta di cibo e gasolio” come ha riferito il ministro della Difesa olandese, Eimert van Middelkoop. Con un Europa così è già un successo che le bande talebane non attacchino convogli nella valle del Reno e i pirati somali non compiano incursioni nel Mare del Nord.
- Lunedì 28 Dicembre 2009

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Commenti
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Il 28 Dicembre 2009 alle 17:00 indigesto ha scritto:
Bisogna vedere di quale Europa si parla. Quella monetaria è stata voluta e perseguita dai soliti Poteri con fini speculativi nei confonti dei Paesi meno economicamente evoluti, e riequilibratori, intendendosi a danno, di quel certo benessere raggiunto nei Paesi più evoluti dalla forza lavoro. Dare, a questo miscuglio di sofferenze un assetto politico e, conseguentemente militare, risulta essere, dunque, impresa ancorpiù improba. L’assenza di ogni idealità, tranne quella dei Lorsignori dei diversi Paesi a rimpinguarsi le tasche, fa il resto. Soprattutto quando, sia pur con le immancabili incentivazioni del caso, si è chiamati a combattere guerre non sentite, in nome di una non ben definita lotta al terrorismo, che intanto ogni Paese ha già in casa, voluto com’è dai Guru dell’accoglienza. E’vero che è tempo di globalizzazione, ma stiamo soprattutto globalizzando l’imbecillità di troppi e gli interessi di pochi. Finchè dura..!
Il 1 Gennaio 2010 alle 19:02 stealth ha scritto:
Fumagalli, dire che lei è una persona maleducata è dire poco. Oltre a questo sembra, dai suoi discorsi, ideologicamente schierata a sinistra. Per carità nessuno è perfetto e di solito chi si contenta gode.
Solo che dovrebbe stare attento lei a non scrivere cazzate. Si aggiorni se le riesce, ma ne dubito.
Quel che scrive Gaiani, che a mio parere è una delle menti analitiche più lucide che oggi abbiamo in Italia per quanto riguarda le cose militari, non è una novità. Se lei lo leggesse senza lenti ideologiche (capisco che è dura, ma potrebbe provarci) forse riuscirebbe ad evitare commenti impropri.
Ormai la questione sfruttamento che lei cita è obsoleta. Non è la povertà la molla che spinge oggi il terrorismo e la pirateria somala (che fa parte dello stesso teatrino, ma con mezzi diversi). Altrimenti non si spiegherebbe l’origine dei terroristi - TUTTI ISLAMICI E SAUDITI non certamente dei poveracci - dell’11 settembre.
Oggi la questione, sarebbe ora che voi pacivendoli lo capiste finalmente, ma ho perso le speranze che vi riusciate, è la grande sfida aggressiva che l’Islam sta portando al mondo occidentale. Guardi che non sto dicendo l’Islam fondamentalista, ma proprio l’ISLAM come ideologia assolutista ed oscurantista che ha due aspetti: uno violento (Al Qaeda, Jihad, etc che si finanziano anche attraverso i pirati somali… ma và…!) ed uno apparentemente ragionevole ma più subdolo che sta utilizzando o che utilizzerà:
1) la finanza aggressiva nei confronti dell’apparato finanziario-industriale occidentale
2) le nostre leggi democratiche
3) l’opinione pubblica (per fortuna non tutta) fatta dai gonzi come lei che parlano ancora di sfruttamento e povertà
per sovvertire e distruggere il nostro mondo fatto certamente ANCHE di vizi, di corruzione, di pornografia, di omicidi, di contraddizioni e di schifezze di ogni tipo, ma anche di libertà e democrazia, con una dittatura mondiale teocratica che alcuni stati stanno già conoscendo.
Si svegli e si chieda come vivono gli immigrati asiatici, africani e sudamericani che lavorano nei favolosi e ricchissimi stati islamici del Golfo o in Arabia Saudita, non certo al soldo di “sfruttatori e guerrafondai americani ed europei”…
Il 2 Gennaio 2010 alle 21:17 stealth ha scritto:
Allora non mi sono spiegato: lei vive nel passato. Le cause remote mi interessano dal punto di vista storico, non strategico. Dobbiamo fare i conti ora e dovremo farli nel prossimo futuro con un terrorismo islamico (sì ho proprio detto islamico guarda un pò) cui non frega una semplice delle cause che lei descrive, proprio perché avulso da tutte queste storie del passato.
Lo so bene che i Taliban sono il prodotto collaterale perverso di una politica statunitense che era proiettata a contenere e ad avversare i comunisti sovietici ovunque nel mondo. Si chiamava guerra fredda se ben ricordo. Il succo del discorso di Gaiani sta nel fatto che ci piaccia o non ci piaccia, in Afghanistan dovremmo mostrare più fegato (o più palle se preferisce) contro i Taliban, altrimenti se dovesse tornare il regime abominevole dei cosiddetti studenti islamici quel paese risprofonderà nel medioevo più brutale. E saranno cavoli senza zucchero per tutti noi…
“ll fondamentalismo islamico di ogni tipo considera le donne come esseri inferiori, schiave in casa capaci solo di procreare. Una visione così oltraggiosa è stata elevata a politica ufficiale quando i talebani hanno conquistato il potere. Non solo gli Jehadi ed i talebani, ma anche tutti gli islamisti (dicesi di avvocati difensori di un sistema politico islamico), prendono di mira in primo luogo i diritti delle donne, appellandosi alla Sharia (legge islamica).
Con la salita al potere dei fondamentalisti islamici nel 1992, il diritto delle donne di partecipare pienamente alla vita sociale, economica, culturale e politica del Paese è stato drasticamente ridotto e, in seguito, sommariamente negato dai talebani. Sotto questi ultimi (che rappresentano tuttora il potere predominante in Afghanistan), le donne sono state totalmente private del diritto all’istruzione (tutte le scuole femminili sono state chiuse), del diritto al lavoro (a tutte le donne è stato imposto di restare a casa e i datori di lavoro sono stati minacciati di atroci conseguenze nel caso assumano impiegati di sesso femminile), del diritto di spostarsi (nessuna donna può uscire di casa da sola e senza essere accompagnata da un parente stretto di sesso maschile), del diritto alla salute (nessuna donna può essere visitata da un medico di sesso maschile, la pianificazione familiare è fuori legge, le donne non possono essere operate da gruppi chirurgici di cui faccia parte un uomo), del diritto a ricorrere alla legge (la testimonianza di una donna vale la metà di quella di un uomo, una donna non può far ricorso a un tribunale direttamente, ma solo attraverso un membro scelto della sua famiglia), del diritto a divertirsi (tutti i luoghi di incontro femminili, ricreativi e sportivi, sono stati vietati, le cantanti non possono cantare dal momento che le loro voci “provocano” gli uomini, ecc.) e del diritto di essere degli esseri umani a tutti gli effetti (non possono mostrare il loro viso in pubblico agli uomini, indossare vestiti dai colori sgargianti o truccarsi, possono mostrarsi al di fuori delle loro case soltanto avvolte in mantelli senza forma chiamati burqa, non possono portare scarpe con tacchi poiché, con il loro suono, potrebbero sedurre gli uomini, non possono viaggiare in veicoli privati insieme a passeggeri di sesso maschile, non hanno il diritto di parlare a voce alta quando sono in pubblico, né ridere forte per non provocare gli uomini, ecc.).
Questa incredibile lista, che potrebbe continuare ancora a lungo, rappresenta solo una minima parte della tragedia che ha inghiottito la metà migliore della società afghana. Le donne sono considerate un bottino di guerra, i loro corpi costituiscono un altro campo di battaglia per le parti belligeranti. Le atrocità compiute in Bosnia sono poca cosa se paragonate a quelle consumate in Afghanistan ma, per ragioni nei cui dettagli è forse meglio non entrare in questo contesto, la comunità mondiale finge di non sentire e non si interessa a ciò che sta accadendo in Afghanistan.
Picchiare le donne sulla base di deboli pretesti (indossare scarpe dai colori vivaci o calze giudicate troppo sottili, mostrare le caviglie nude, parlare a voce alta - poiché il suono delle loro risate raggiunge le orecchie degli uomini, o per i ticchettio delle loro scarpe) era una pratica abitudinaria sotto i talebani. Attraverso le fustigazioni pubbliche (che spesso hanno portato alla morte o all’infermità permanente della vittima) i talebani hanno atterrito la popolazione fino a ridurla alla sottomissione.
A causa della mentalità guerrafondaia dei fondamentalisti, incalzata dall’odio etnico a dal fondamentalismo religioso, tutte le zone passate sotto il loro controllo vengono considerate terre occupate e i loro abitanti trattati di conseguenza. I crimini sessuali contro le donne, gli stupri di gruppo, gli omicidi per libidine, i rapimenti di giovani donne, le estorsioni ai danni di famiglie le cui figlie sono un «buon partito», erano all’ordine del giorno durante il governo dei fondamentalisti che hanno preceduto i talebani e che adesso ricoprono ancora un ruolo chiave nel governo di transizione di Hamid Karzai”.
Personalmente non piango e non piangerò per i taliban, mi dispiace solo che la “realpolitik” imponga di considerare un nemico del proprio nemico un “amico”. Ciò non è sempre vero come si può vedere appunto in questo disastrato paese.
Invece quel che mi fa sempre incazzare, e le sue ultime frasi me lo confermano è che per la gente come lei è sempre cosa buona e giusta dare contro contro gli USA, Israele e contro l’Occidente in generale, colpevoli sempre e comunque a prescindere.
Mi ha fatto sempre un pò schifo questa posizione ed è per questo che non mi aspetto nulla di buono da voi. Riuscite a trovare sempre una buona motivazione per giustificare l’abiezione basta che sia funzionale alla vostra ideologia.
Non accetto lezioni di storia da parte vostra: il 22 settembre 1939 sul ponte di Brest-Litovsk chi erano quelli che marciavano con i nazisti con i quali si stavano spartendo la Polonia?
Il 3 Gennaio 2010 alle 13:24 stealth ha scritto:
Fumagalli lei non legge perché non vuole sentire ragioni o perché non è in grado di capire. Scelga lei l’opzione…
Quelle cose non le ho scritte io, (non vede che è virgolettato?) ma le donne afghane che sicuramente hanno più palle di me e di lei messi insieme. Più di lei sicuramente.
Ha fatto l’ennesima figura di palta dimostrando tutto quello che è: un poveretto.
Ribadisco: voi trovate sempre una buona ragione per giustificare l’abiezione basta che porti acqua al mulino della vostra ideologia.
La guerra non la vinsero i comunisti sovietici, ma gli alleati, ai quali si aggiunsero i sovietici dopo che Hitler cambiò idea sull’alleanza con Stalin. Non legga (non dico studi perché non è in grado…) i testi comunisti, per i quali erano meravigliose le sorti progressive del sol dell’avvenire (e si è visto infatti come è andata a finire). Legga sui testi americani ed inglesi che sono sicuramente più obiettivi.
Oppure legga i libri di Pansa, basterebbe questo per aprirle la mente.
La Storia non è come voi comunisti desiderereste fosse, per fortuna. Segue il suo corso e prima o poi rende giustizia a tutti.
La mia stia bene sor Fumagalli :-D
PS i miei non alimentarono il nazismo, lo combatterono ed “in vece” si scrive invece. Chi è il somaro?
Il 4 Gennaio 2010 alle 1:06 stealth ha scritto:
Ecco il bue che dà del cornuto all’asino…
Non faccia il patetico… non è colpa mia se lei ragiona da comunista. E poi l’ha scritto lei in un altro suo post, o almeno l’ha lasciato intendere.
Io non sono invasato, almeno non più di quanto lo sia lei. Anzi di solito mi piace più discutere con chi non la pensa come me, a patto che l’interlocutore sia una persona educata ed intellettualmente onesta.
Dal primo post suo che ho letto non ha fatto altro che insultare chi non la pensa come lei.
Nessuno di noi capisce nulla, spariamo tutti cazzate, siamo tutti dei somari, Gaiani in testa… quando va bene siamo solo degli ingenui, meno male che c’è lei che capisce tutto…!
Se non le piace ciò che legge qui può frequentare che so, il forum di Repubblica o quello di Indymedia. Sicuramente in quei siti troverà persone intellettualmente più affini a lei.
Fumagalli, rompa ogni indugio! Vada…
Il 21 Aprile 2010 alle 13:16 Notizie dai blog su Afghanistan, avvelenate dodici alunne a Kunduz ha scritto:
[...] Afghanistan: la disfatta dell’Europa imbelle Unità dell’esercito Afghano di pattuglia ad Herat durante una processione per l’Ashura - (Foto EPA/JALIL REZAYEE) Che il Vecchio Continente abbia perso lo spirito combattivo e la capacità di affrontare conflitti e guerriglie non è certo una novità. blog: canale mondo | leggi l’articolo [...]
Il 21 Aprile 2010 alle 19:15 anna.one ha scritto:
E’ vero, i tedeschi in Kabul sono molto piu’ preoccuati a rifornire il loro Beer Garten!
Ma non prendetevela con i militari italiani, non che qui si faccia, sono considerati da chi ci ha a che fare molto “sharp” e collaborano con i nostri guys e… girls con molta efficacia.
Non guasta anche che possono offrire ai nostri, non solo cappuccino e pasta Barilla, ma anche una pizza favolosa nella loro unica costruzione solida nella loro base in Farah! Non si puo’ fare il paragone con gli appetizers offerti dopo la Messa nell’ambasciata, ma la possibilita’ di farsi anche una buona pizza scambiandosi delle preziose infos, mi dicono che e’ molto apprezzata.
Se non possono fare “apertamente” di piu’, criticate pure i loro leaders dai quali ricevono gli ordini, non i vostri uomini sul terreno.
Il 21 Aprile 2010 alle 19:40 anna.one ha scritto:
Non c’e’ nessuna evidenza che la CIA appoggiava il Taliban e l’Al Qaeda, i mujahideen ricevettero delle armi negli anni ‘80 tramite l’ISI (pakistan Inter-Services Intelligence Agency) per restire i sovietici, e fu l’ISI che si prodigo’ a reclutare musulmani in tutto il mondo, sempre con lo stesso scopo. UBL fu uno dei reclutati e fu lui che organizzo’ i campi d’addestramento per i volontari. Come sempre tutto nel contesto della Guerra Fredda.
Fu la mafia pakistana quella conosciuta come “Afghanistan Transit Trade” e i suoi alleati nel governo paki che armo’, addestro’, finanzio’ il Taliban per rendere sicura la via attraverso l’Afghanistan per l’Asia Centrale, dalle bande dei ladri.Fu proprio questa mafia dei trasporti che decimo’ le foreste Afghane senza reforestation per il mercato paki e rubo’ tutto quello che c’era da rubare per le sue industrie in Lahore.
I legami stretti il Taliban li aveva con il partito JUI il quale dette la maggioranza dei combattenti tramite le madrasses, esempio sono i 2500 talib della Maulana Samiul Haq che nel ‘97 chiuse e li mando’ a combattere a fianco del Taliban. Furono i pakis ad approfittare del vacuum creato dalla ritirata sovietica per prendere il potere nella regione, infatti il Taliban ed il Pakistan erano alleati per la conquista dell’Afghanistan negli anni ‘90.
Il Taliban pratica il Pashtunwali con interpretazioni radicali Deobandi dell’Islam e l’ideologia e’ molto differente dell’islamismo dell’era anti sovietica dei mujahideen che hanno rimpiazzato e che erano Sufis.
La pifferata poi che sotto il Taliban non producevano droga e’ negata dal fatto che avevano provveduto una sanzione Islamica per gli agricoltori per far crescere piu’ poppies e di conseguenza piu’ opium, proibirono la produzione di hashish perche’ consumato dagli afghans e musulmani, ma l’opium era permesso perche’ consumato dai kafirs. (Abdul Rashid, capo delle forze anti-droga in Kandahar).
Solo nel 2000 ci ripensarono e ne proibirono la coltivazione e non per prevenirne l’uso, ma per far aumentare il prezzo e oggi ne appoggiano la produzione ancora una volta per i fondi che ne ricevono.
Trovo strano che nessuno parli dell’importanza dell’India negli affari Afghans. L’India e’il piu’ grande donor all’Afghanistan e quietamente sta’ ricostruendo le sue infrastrutture. Massoud, leader della Northen Alliance era particolarmente noto per essere un alleato solido dell’India.
Quello che sta’ accadendo da quelle parti e’ anche una lotta per la supremazia nella regione da parte dell’India e l’arcirivale Pakistan.
Il 21 Aprile 2010 alle 19:47 fu36 ha scritto:
Benvanuto all’annaoca che dice la sua, guarda che la storiella dell’italiano buono l’hanno smascherata da tempo, i militari sono militari ovunque. Se poi si guardano le cose sotto l’aspetto umano è comunismo, beh voi cosa siete bestie? Pare di si, l’uso della parola e presunta intelligenza dove la mettiamo, se siamo peggio delle bestie. Loro agiscono per istinto noi no quindi peggio, massacrandoci tra di noi. Il bello poi, che le masse danno il sangue per l’arricchimento di pochi e gli imbecilli alimentano quet’idea. Sono proprio come quello che si tagliò l’appendice esterna per far dispetto alla moglie. Un cogliaone.
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