
Il Brasile è in lutto per l’oltre centinaio di vittime delle alluvioni che hanno colpito a Capodanno il paese verdeoro. Perfino il Presidente Lula ha interrotto le sue consuete vacanze di fine anno per stare vicino agli abitanti delle aree colpite.
Il bilancio più grave arriva da quella che è considerata la Portofino del Brasile, ovvero Angra dos Reis, comune costiero dello stato di Rio de Janeiro con oltre 300 isole dove personaggi come Ronaldo hanno la loro villa al mare.
Qui una frana ha sepolto un hotel intero, la Pousada Sankay e numerose abitazioni. Tra le vittime, 46 sino ad ora i corpi recuperati, molte famiglie di turisti brasiliani con bambini.
Si sono salvati invece gli ospiti che festeggiavano in spiaggia. Sono, infatti, riusciti a sfuggire alla violenza della frana gettandosi in acqua. Ugualmente disastroso il bilancio a Rio. Ad essere colpite dalla furia del maltempo soprattutto le favelas costruite in cima ai morri, ovvero le colline della città.
Numerose le baracche travolte, una sessantina i morti, tra cui una giovane donna di 17 anni e sua figlia di appena tre giorni. La situazione non sembra essere migliore a San Paolo dove finora i soccorritori hanno recuperato 23 corpi sempre da baraccopoli costruite in periferia.
Tutto il Brasile è mobilitato in quello che sembra essere il disastro naturale più feroce degli ultimi anni. Lula ha inviato per questo le truppe dell’esercito, affinché possano supportare il lavoro della protezione civile e dei pompieri.
Il problema delle frane e delle alluvioni sta diventando una piaga per il Brasile negli ultimi anni. L’anno scorso i disastri maggiori si erano registrati nello stato meridionale di Santa Catarina do Sul. Sotto accusa finiscono oltre ai cambiamenti climatici anche la mancanza di controllo nei piani regolatori delle aree colpite dove case e hotel sono spuntati come funghi sfuggendo spesso alle più basiche regole di ingegneria.
- Lunedì 4 Gennaio 2010

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Commenti
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Il 4 Gennaio 2010 alle 22:52 indigesto ha scritto:
Egregio Paolo Manzo, di solito le frane avvengono per il selvaggio disboscamento degli acclivi collinari per poterne ricavare terrazzamenti dove realizzare costruzioni, magari senza predisporre adeguate opere di contenimento. Dalla Sua descrizione pare che il fenomeno sia stato di più larga portata se ha sconvolto un intero comprensorio distruggendo un Hotel e diverse abitazioni. Possibile che non siano stati fatti rilevamenti atti a prevedere il rischio di tali frane colossali, che talvolta si annunciano con inneschi visibili magari anche ad occhio nudo? Me lo chiedo essendo la zona di rinomata importanza e pertanto soggetta, suppongo, a particolare vigilanza ambientale. Quanto alle favelas, è ineluttabile che crescano in modo disordinato e precario, trattandosi appunto di costruzioni povere ed improvvisate, e restino, pertanto più esposte alle forze della natura; un pò come le case di pietra dei nostri paesi sono esposti ai terremoti. Non somiglierà, in tutto questo, il Brasile, in quelle zone s’intende, al nostro Paese quanto a trascuratezza delle regole di ordine idrogeologico più elementari?
Il 5 Gennaio 2010 alle 2:59 paolo.manzo ha scritto:
Caro indigesto tu scrivi:
“Me lo chiedo essendo la zona di rinomata importanza e pertanto soggetta, suppongo, a particolare vigilanza ambientale”.
Lo pensavo anch’io e, invece, un reportage della Rede Record ieri ha detto che appena il 5% delle costruzioni nella parte di Angra in cui è avvenuta la tragedia (Ilha Grande) è stato costruito “in sicurezza”
Di reti o muraglioni di contenimento con relativi terrazzamenti a ridosso dei morros dove nascono le baraccopoli neanche a parlarne. Triste a dirsi ma la prevenzione qui è quasi sempre solo un sostantivo di 11 lettere
Il 5 Gennaio 2010 alle 15:22 indigesto ha scritto:
Caro Paolo, è avvilente. Se è per questo noi riusciamo a costruire anche nell’alveo dei fiumi. Ma non è questo il punto. E’delle zone “in” che certi fatti colpiscono, poichè si suppone che chi può spendere almeno lo faccia a ragion veduta, quanto meno accertandosi che siano rispettate le più elementari norme di sicurezza. Ciò vuol dire che certe superficialità non connotano solo le classi povere ma anche quelle che rappresentano l’élite del Paese. Il che lascia intravedere notevole lassismo. Peccato! Colgo l’occasione per augurarti buone fatte Feste, e un migliore augurio per qualcuna che eventualmente resta da fare. So che il Brasile è sempre in bilico tra religiosità e paganesimo. Se, quando vorrai, ce ne parli, farai a me cosa particolarmente gradita.
Il 7 Aprile 2010 alle 10:00 Notizie dai blog su Brasile, 95 morti per le piogge torrenziali ha scritto:
[...] Alluvioni in Brasile: cento morti e molta rabbia Il Brasile è in lutto per l’oltre centinaio di vittime delle alluvioni che hanno colpito a Capodanno il paese verdeoro. Perfino il Presidente Lula ha interrotto le sue consuete vacanze di fine anno per stare vicino agli abitanti delle aree colpite. blog: canale mondo | leggi l’articolo [...]
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