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	<title>Mondo &#187; Yemen: la guerra leggera degli americani</title>
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	<description>Canale Mondo di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 18:59:47 +0000</pubDate>
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		<title>Yemen: la guerra leggera degli americani</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 15:11:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianandrea gaiani</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La campagna militare degli Usa in Yemen sarà a bassa intensità, più simile ai raids in Pakistan che ai conflitti in Iraq e Afghanistan]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-large wp-image-8941" src="http://blog.panorama.it/mondo/files/2010/01/lapresse_to211108est_0221-large.jpg" alt="20071120_sha_be3_723.jpg" width="500" height="335" /></p>
<p>Anche se il presidente Obama ha annunciato che “<strong>andremo all’attacco dei violenti estremisti che complottano contro di noi ovunque si trovino”</strong> le operazioni militari americane contro Al Qaeda in Yemen non saranno su vasta scala. <span id="more-8905"></span>Con buona pace di quanti già prevedevano l’apertura di un nuovo fronte (il terzo) della guerra degli Usa contro il terrorismo, <strong>Washington non sembra avere nessuna intenzione di giocare pesante. </strong> Anche perché lo Yemen non è certo un “nuovo fronte” dal momento che già nel 2002 George W Bush<strong> inviò a Sanaa 600 consiglieri militari</strong> per addestrare e affiancare le forze anti-terrorismo yemenite e nel novembre di quell’anno un <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/MQ-1_Predator">Predator </a>della CIA uccise con un missile Hellfire sei uomini di al-Qaeda tra i <strong>quali Abu Alì al-Harethi</strong>, uno degli organizzatori dell’attentato al cacciatorpediniere <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Attentato_allo_USS_Cole">Cole nel porto di Aden</a>.</p>
<p>Dopo la magra figura dei servizi di sicurezza e della sua Amministrazione, Obama oggi cerca di fare la voce grossa, di assomigliare un po’ al suo predecessore con proclami che ricordano la “guerra preventiva” di Bush e <strong>infatti ha rispolverato il termine “war” (messo al bando dai un anno fa)</strong> affermando con poca originalità che “l’America è in guerra contro Al Qaeda”.</p>
<p>Nello Yemen però non ci sono regimi da rovesciare né ampie forze nemiche da combattere. Per questo probabilmente le navi e i sottomarini della Quinta Flotta e i bombardieri della base di Diego Garcia non lanceranno ondate di missili sulle basi di al-Qaeda la cui entità militare <strong>è stimata in 300 miliziani dai servizi segreti yemeniti e in circa un migliaio dagli statunitensi</strong>.</p>
<p>Forze speciali, elicotteri, velivoli teleguidati, unità operative della Cia e consiglieri militari da affiancare alle truppe locali sono sufficienti (sono disponibili in caso di necessità anche un paio di battaglioni di marines) a compiere missioni che avranno una visibilità molto limitata, come preteso dal governo di Sanaa. <strong>Il ministro degli Esteri, Abu Bakr al-Qirbi, ha assicurato che lo Yemen ha “la volontà e la capacità di affrontare Al Qaeda”,</strong> ha chiesto un maggior sostegno all’Occidente ma “non accetterebbe un intervento militare diretto degli Stati Uniti sul suo territorio”. Un’opzione che soddisfa anche Obama che dopo le polemiche sui rinforzi in Afghanistan avrebbe ulteriori difficoltà a far convivere un nuovo conflitto con il già ingombrate<strong> Nobel per la Pace</strong>.</p>
<p>A discutere con il presidente yemenita Ali Abdallah Saleh i dettagli delle operazioni americane contro l’organizzazione di “Al Qaeda nella Penisola Arabica” ha provveduto il 2 gennaio il generale <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/David_Petraeus">David Petraeus</a>, alla testa del Central Command americano che già gestisce i conflitti in Iraq e Afghanistan. Secondo indiscrezioni, in cambio di aiuti militari <strong>per 150 milioni di dollari</strong> nel 2010 (il doppio dell’anno scorso), gli americani avranno mano libera nei raids aerei  ma ogni operazione <strong>apparirà coordinata dalle forze yemenite</strong> come quella in corso in questi giorni nelle tre province di Shabwa, Maarib e Abyan. Qualcosa di simile alle incursioni compiute dagli Usa in territorio pachistano ma con molta attenzione a non screditare ulteriormente il governo dello Yemen, alleato  debole ma anche ambiguo degli Usa.</p>
<p>Guidato da un regime nepotista, da tempo in difficoltà economiche e in rotta con i leader tribali e <strong>tra i più corrotti anche per gli standard del mondo arabo</strong>, lo Yemen è da oltre 30 anni nelle mani del presidente <a href="http://www.presidentsaleh.gov.ye/index.php?lng=en"><strong>Ali Abdallah Saleh</strong> </a>che si appresta a cedere il potere al figlio Ahmed e per restare in sella ha affidato tutte le istituzioni inclusi esercito e polizia e tutte le attività economiche ai suoi parenti più stretti.</p>
<p><strong>Lo Yemen ha sempre accolto amichevolmente gli esponenti di Al Qaeda,</strong> negli anni scorsi arruolati nei ranghi dell’esercito per combattere i secessionisti del sud e la ribellione sciita nel nord, Fattori che ha probabilmente facilitato l’evasione dal carcere di 26 terroristi della rete di Bin Laden <strong>già detenuti a Guantanamo</strong> e che Washington aveva estradato, tra questi anche <a href="http://www.sabanews.net/en/news179502.htm">Nasser al-Wuhaishi</a>, oggi alla guida di “Al Qaeda nella Penisola Arabica”.</p>
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					<media:description><![CDATA[Nov 20, 2007 - Nizwa, Oman - Al Hamra Yemen Village Oman. The Sultanate of Oman in the Middle East s an Arab country in southwest Asia on the southeast coast of the Arabian Peninsula. It borders the United Arab Emirates on the northwest, Saudi Arabia on the west and Yemen on the southwest. The coast is formed by the Arabian Sea on the south and east and the Gulf of Oman on the northeast. The country also contains Madha, an exclave enclosed by the United Arab Emirates, and Musandam, an exclave also separated by Emirati territory]]></media:description>
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