TGCOM News
Neve: domani scuole aperte a Roma Meteo Aziende, danni per oltre un miliardo Foto - Emilia e Marche ancora sotto la neve. Traffico aereo ok a Linate, Fiumicino, Torino e Pescara. Chiuso Ancona - Il Sole24Ore fa i conti in tasca a agricoltura e settore manifatturiero: l'ondata di maltempo comporta danni per un  miliardo e mezzo di euro.  Le vittime sono 56.

Panorama.it

Mondo

Egitto, la nascita del nuovo regno - SPECIALE CON PANORAMA
  • Home
  • Edicola
  • Archivio
  • Login
  • Registrati
  • Annunci
  • Epoca
Feed Rss
  • Italia
  • Mondo
  • Economia
  • Cult
  • Hitech e Scienza
  • Panoramauto
  • Libri
  • Opinioni
  • Foto
  • Sport
  • Video
  • Newsletter
  • Mobile&Apps
  • Ultimora
  • Poker
 
 

Israele, un altro muro. Per fermare gli immigrati africani

OkNotizie

Tweet

  • Tags: darfur, Egitto, Generazione Tel Aviv, Israele
  • 31 commenti
Anna Momigliano è una scrittrice e giornalista milanese di 29 anni. Va spesso in Israele a trovare amici e parenti. Per Marsilio ha scritto Karma Kosher.
Leggi gli altri post »
Un'immigrata africana nella sede di un'Ong a Tel Aviv (A. Momigliano)

Un'immigrata africana nella sede di un'Ong a Tel Aviv (A. Momigliano)

Bene, a quanto pare è in arrivo il muro numero 3. Di che cosa stiamo parlando? Della barriera anti-immigrati che il governo israeliano ha intenzione di costruire lungo il confine con l’Egitto.

E che si va ad aggiungere al muro sotterraneo che gli egiziani stanno costruendo per bloccare i tunnel diretti alla Striscia di Gaza, oltre alla famosa “barriera difensiva” che già separa Israele dalla Cisgiordania.

Insomma, verrebbe da pensare che di muri da quelle parti ce ne sono già troppi.

Ma non la pensa così il primo ministro Benyamin Netanyahu, che domenica sera ha annunciato il progetto (da 270 milioni di dollari!) per “chiudere il confine del Sud ai terroristi e ai clandestini.”

Dunque in questo caso non si parla solo di questioni di sicurezza, ma anche di lotta all’immigrazione clandestina.

Però c’è qualcosa che non torna: tanto per cominciare, il confine con l’Egitto non è certo la frontiera-chiave per fermare i clandestini (più in là spiego perché). E poi ancora una volta il rischio è che a pagare il prezzo di una misura di sicurezza siano dei poveracci che non c’entrano nulla con il terrorismo e altri problemi.

Ma come, anche Israele ha un problema di immigrazione clandestina? Stando agli ultimi dati, sono circa 280 mila i lavoratori stranieri, regolari e clandestini, che vivono in Israele.

Il governo aveva cominciato a rilasciare permessi di soggiorno durante la Seconda intifada, quando ha chiuso le frontiere ai lavoratori palestinesi e di conseguenza bisognava trovare qualcuno per sostituirli. Ma recentemente l’esecutivo ha dato il via a un giro di vite per espellere gli irregolari.

Piccolo problema: la stragrande maggioranza di questi lavoratori stranieri, legali e clandestini, non arrivano certo dal confine egiziano. Si tratta soprattutto di filippini e di tailandesi (ma anche i cinesi sono in aumento) che arrivano in aereo.

Dal confine con l’Egitto, invece, passano soprattutto profughi africani. Non si tratta di persone in cerca di lavoro, bensì di rifugiati politici o di guerra, che fuggono soprattutto dal genocidio del Darfur e dal regime dell’Eritrea.

Per leggere un reportage di Panorama.it sui rifugiati del Darfur in Israele, cliccate qui.

  • annamomigliano
  • Martedì 12 Gennaio 2010

Vedi anche:

  • Biglietto di sola andata: Darfur-Tel Aviv
  • Se l'Egitto costruisce un muro sul confine con Gaza
  • Chi è ebreo? Il movimento Reform contro il parlamento israeliano
  • Venti di guerra nella striscia di Gaza
  • La guerra per il Nilo è iniziata: l'Egitto contro l'Africa nera
Elezioni cilene: l’ombra di Pinochet »
« Cristiani d’Egitto sotto attacco

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 12 Gennaio 2010 alle 13:16 gratis ha scritto:

Fa benissimo il Ministro Netanyahu, la nazione prima di tutto appartiene agli autoctoni, è il loro bene primario d’esistenza stessa, gli immigrati hanno diritto solo se voluti e invitati e fin tanto che sono necessari e si comportano come si deve.

Israele è grande quanto la Lombardia e non può permettersi di largheggiare come fanno altre nazioni, ogni arrivo significa spazio tolto ai propri cittadini.

D’altra parte i problemi Israele li ha avuti da sempre, ben prima che si formasse come Stato, proprio dall’immigrazione clandestina incontrollata attratta dal benssere che gli israeliani hanno saputo dare a quelle terre.

Il problema “palestinese” è nato proprio da questa immigrazione incontrollata, così come il dover spartire territori che erano già destinati unicamente allo Stato d’Israele.

Gli immigrati d’altre nazioni confinanti hanno finito per dichiararsi “palestinesi” e a pretendere il territorio israeliano come loro, iniziando quella guerriglia che si trascina da 60 anni e passa.

A differenza di altre nazioni gli israeliani ci sono già passati per questa idiozia, d’altronde subita per mano inglese, e non credo che abbiano intenzione di farne un ulteriore replica con altri immigrati da dovunque vengano.

I problemi altrui sono problemi altrui, non se ne deve fare carico una nazione che di problemi ha di suo già in abbondanza.

Lo Stato israeliano, come qualsiasi altro Stato al mondo NON HA NESSUN OBBLIGO D’ACCOGLIERE GENTE SOLO PERCHE’ SONO RIFUGIATI POLITICI!

Rifugiato politico non vuol dire diritto di entrata obbligatorio dovunque si presentino alla porta.

Se come dice la giornalista sono fuggiaschi dal Darfur e dall’Eritrea si facciano accogliere da altri paesi africani e non da una nazione minuscola, per di più Medio Orientale, che di problemi ne ha fin sopra i capelli di suo con i suoi vicini e perfino lontani.

Mi meraviglia che una giornalista di un settimanale di centro destra, almeno così si dichiara, e che ha parenti e amici in Israele scriva contro il suo popolo d’origine e i suoi interessi nazionali.

Il 12 Gennaio 2010 alle 14:35 indigesto ha scritto:

gratis, non è proprio così come la vedi. Lungi dal proporre difese, chè la Giornalista non ne ha proprio bisogno, ma la politica in Israele è qualcosa di composito, molto difficile da interpretare per noi. Già la nostra Dottoressa scrive per altre Testate che proprio col centro destra hanno poco a che fare, ed è fintroppo tollerante e affatto spocchiosa se concede risposte anche a chi non le merita. Non sarà il tuo caso, e, nel merito, non dubito che ne riceverai. Quanto a me, mi trovi d’accordo sulle linee generali. Come sai, da noi si fa molto abuso del termine “accoglienza”. E’ forse per questo che abbiamo il dente un pò..avvelenato. Ma la realtà in Israele è tutt’altra. Aspettiamo e ne sapremo di più.

Il 12 Gennaio 2010 alle 18:41 annamomigliano ha scritto:

Cari Gratis e Indigesto,

Lo Stato di Israele è nato per dare rifugio a un popolo che fuggiva dallo sterminio e dalle persecuzioni.

Quando gli ebrei hanno dovuto fuggire dalla Russia, dall’Europa e dai Paesi arabi perché altrimenti sarebbero stati sterminati, nessuno li ha voluti accogliere.

Devo ricordarvi che migliaia di famiglie ebree tedesche e polacche sono state respinte dalla Svizzera e dalla Gran Bretagna ai tempi di Hitler? Li hanno rispediti in Germania, pur sapendo che significava morte certa.

Proprio per questo Israele, almeno finora, ha scelto di accogliere chi fugge dai genocidi - a cominciare da quelli del Darfur.

Il 12 Gennaio 2010 alle 19:53 gratis ha scritto:

La ringrazio per la risposta, Sig. o Sig.ina Momigliano, ma non concordo con lei, rimango sulle mie posizioni.

Israele è minuscola, e ha anche zone desertiche e improduttive, ha vicini che le farebbero volentieri la pelle in qualsiasi momento, di problemi ne ha troppi per doversi occupare dei casi altrui.

Fare un parallelo improponibile come quello che lei fa con situazione antecedenti ed attuali, non si dovrebbe nemmeno porre.

Russia e Germania sono state le cause del perchè nazioni come Gran Bretagna e Svizzera non vi accogliessero, e del perchè lo stesso Stato d’Israele non si formasse alla fine della Prima Guerra Mondiale dopo il trattato di Sanremo del 1921.

La colpa è stata dei moderati alla Chamberlain e degli interessi di bottega nel non voler irritare Germania e Russia.

Adesso, tuttavia, la situazione mondiale è ben diversa, nazioni e popoli in grado d’accogliere eritrei e quelli del Darfur ce ne sono a bizzeffe, proprio in Israele che non può devono andare?

Israele è troppo condizionata dai partiti di sinistra che si ritrova, che appena si sentono prurito da qualche parte, invece di moderarsi nell’azione palliativa, si danno le martellate da soli alla Tafazzi.

Mi chiedo quando riusciranno a capire che stanno in equilibrio precario tra la vita e la morte ad ogni istante, per permettersi di fare anche i sinistri.

Già hanno commesso la fesseria di Gaza nel cederla, ci manca anche questa degli immigrati rifugiati politici di guerra.

Passi per gli eritrei di origine ebraica ma il resto è un rischio a termine.

Da noi gli immigrati diventano facilmente delinquenti, da voi possono diventare altrettanto facilmente mano d’opera interna del terrorismo palestinese.

Netanyahu ha ragioni da vendere a non volerli e a creare il nuovo muro.

Il 12 Gennaio 2010 alle 21:55 indigesto ha scritto:

Mi pare che non siamo in sede di giudizi. Quelli li lasciamo ai giudici giramondo avvinazzati, quali si vedono nei films western quando c’è da impiccare ladri di cavalli.
Le considerazioni della S.ra Momigliano sono le più legittime e umane ma si collocano in contrasto con le decisioni del Governo d’Israele. Altrettanto passionali e storicamente fondate quelle dell’acuto gratis, che sono portato a condividere. Magari, più che nella rivisitazione della storia dello Stato d’Israele, è nella situazione attuale di accerchiamento che vanno prese in considerazione le intenzioni di Gerusalemme, di porre argine ad ogni tipo di immigrazione. Credo, sinceramente, che ve ne sia di che. Non me ne voglia la sensibilissima Anna, ma Ella stessa spesso ci ricorda che certe realtà bisogna viverle per rendersene conto.
P.S. E’ di qualche ora fa la notizia che l’Egitto ha ammonito l’Italia circa il trattamento degli “immigrati” arabi. Credo che siamo appena all’inizio…!

Il 13 Gennaio 2010 alle 1:06 gratis ha scritto:

Fumagalli lei si è bevuto il cervello, in poche frasi ha detto un mare di fesserie storiche e scommetto che si è trattenuto perchè si trova a tu per tu con una giornalista d’origine giudaica.

Primo: i giudei è da sempre che si trovano in Palestina, diaspora o non diaspora, molti sono rimasti nel corso dei secoli sotto le varie dominazioni che si sono susseguite.

Ai primi del 1800 erano 10 Mila in una zona desertica e paludosa, mentre ai primi del 1900 erano più di 80 Mila.

Hanno combattuto per la liberazione dagli Ottomani con tre Reggimenti sotto la bandiera inglese e hanno liberato Gerulasemme ottenendo la promessa dagli inglesi che la Palestina gli sarebbe stata data tutta, cosa per cui gli Alleati dettero il Mandato alla Gran Bretagna per fare questo passaggio.

La cosa, come ho scritto, non si realizzò perchè gli inglesi, come al solito, giocano su due tavoli e dettero gran parte del territorio, l’80%, al fratello ribelle del sovrano saudita creando di sana pianta la Giordania che AVREBBE DOVUTO ACCOGLIERE TUTTI I PALESTINESI per dare la rimanenza ai giudei, liberandola dalle scarse comunità arabe rimaste nel territorio d’assegnare.

I mussulmani delle nazioni vicine non ne volevano sapere d’avere uno Stato isreliano e si opposero e nel frattempo accadde che l’influenza dei tedeschi e dei russi sconsigliasse agli inglesi di procedere.

Mentre i giudei furono impegnati nei casini dei nazisti, avvenne una massiccia immigrazione clandestina dalle nazioni mussulmane limitrofe che finirono per intasre il territorio rimasto d’assegnare agli giudei dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Così è sorta l’idea di spartire ulteriormente il territorio creando due Stati: Israele e la Palestina.

I giudei in quel periodo non è che fossero pimpanti e accettarono lo stesso questa assurda e ulteriore cessione di territori a loro danno, mentre le nazioni vicine fecero casino e fecero in modo che i musulmani in loco non accettassero.

Tentarono d’invadere Israele che miracolosamente si è salvata, lo hanno fatto tre volte coalizzandosi in guerra contro Isrele e occupando i territori destinati allo Stato palestinese, senza che nessuno di costoro avesse da ridire su tale occupazione.

Sappiamo tutti come sono andate le cose, gli israeliani ricacciarono indietro le varie nazioni controllando i territori che NON ERANO DI NESSUNO, perchè NON E’ MAI ESISTITO UNO STATO PALESTINESE NE’ I COSIDDETTI “PALESTINESI” L’HANNO MAI VOLUTO COSTITUIRE.

Si sono addirittura inventati un nome e una nazione nel 1964, facendosi chiamare “palestinesi” e la loro nazione TUTTA la Palestina, mentre prima si facevano chiamare siriani, egiziani, giordani, libanesi, iraniani e si OFFENDEVANO PURE SE LI CHIAMAVANO PALESTINESI CHE RIFIUTAVANO, perchè la loro lotta era per essere assorbiti dalle nazioni vicine di cui si consideravano parte.

Gli arabi è da ben prima della Prima Guerra Mondiale che attaccano i giudei, tanto che li hanno costretti ad armarsi e formare un gruppo di sorveglianza che hanno chiamato nella loro lingua “Il Guardiano”.

Nonostante tutto i giudei di Hebron e di altri luoghi furono massacrati sotto gli occhi degli inglesi nel 1929, ben prima che ci fosse Israele.

Il tutto su incitamento dello Zio di Arafat il Muftì di Gerusalemme che oltre a questo tentò anche di avvelenare l’acquedotto di Gerusalemme e poi si alleò con Hitler formando reggimenti di SS mussulmani in Albania e aiutando a convincere Himler ad assassinare ad Ashwitz ben 5 MILA bambini giudei, vi furono testimonianze al processo di Norimberga su questo, ma se la cavò perchè gli alleati non intendevano creare casini con i mussulmani.

Tuttavia il bel soggetto ritornato a casa ha continuato tranquillamente ad armare casini contro gli ebrei, formando e aderendo alla fratellanza mussulmana, i fondamentalisti attuali che stanno creando casini anche a noi occidentali.

Altro che convivere in pace e paradiso!

I mussulamni nella loro storia non hanno mai convissuto in pace con nessuno, il loro obiettivo è assoggettare tutto il mondo alla loro religione, con le buone o con le cattive e gli israeliani sono il loro primo obiettivo, perchè si trovano tra di loro e perchè sono da sempre le loro vittime preferite.

Si veda questo video storico, qui sotto, fatto dagli stessi tedeschi su Husseini, zio di Arafat, nazista e Gran Muftì di Gerusalemme, che razza di soggetto è stato e quanto ha influito non solo contro Israele ma addirittura contro l’Occidente attualmente.

Era stato un ufficiale Ottomano e gli doveva rodere parecchio la sconfitta subita da parte dei giudei nella Prima Guerra Mondiale.

http://www.youtube.com/watch?v.....r_embedded

Il 13 Gennaio 2010 alle 14:10 arjabes ha scritto:

E’ la prima volta che leggo il nome in italiano del movimento “Hashomer” ( Il Guardiano) e mi ha fatto sorridere.

Nel mio kibbutz abbiamo accolto per quasi tre anni famiglie e singoli arrivati in Israele dal Darfur, avevo trasmesso loro testimonianze per la manifestazione di circa due anni fa a Roma. Hanno imparato un po’ d’ebraico, li abbiamo aiutati come abbiamo potuto ed hanno spiccato il volo verso le citta’ dove si sono integrati e adesso tutti lavorano, i bambini sono sistemati, insomma hanno incominciato a vivere normalmente. Vengono ogni tanto a farci visita e ci sono alcuni membri del nostro kibbuz che li seguono nel lungo processo d’integrazione in un nuovo paese. E’ vero quello che scrive Anna Momigliani, la maggior parte dei lavoratori stranieri sono filippini e thailandesi che sono venuti a lavorare in Israele perche’ la cosa faceva comodo alle due parti. Di solito dopo un po’ di anni, quando il conticino in banca basta a risolvere qualche problema, se ne tornano a casa. Gli immigranti africani no, loro vengono per restare, non hanno scelta e adagio adagio aumentano perche’ se riescono a passare la frontiera senza buscarsi una pallottola dalla polizia o dall’esercito egiziani, una volta in Israele si ritengono in salvo. Ogni immigrante che riesce a passare la frontiera incoraggia almeno cinque suoi simili a provare, morale: ci ritroviamo con un bel gruppetto sempre in aumento di immigranti musulmani in casa. Logico pensare che una percentuale, magari minima, magari solo i frustrati che riusciranno meno bene degli altri, per reazione, si arruoleranno nelle file dei movimenti di terrorismo anti-israeliano. Indipendentemente dalla discussione solita chi ha torto o chi ha ragione, la domanda e’ chi ha bisogno di questo pericolo in piu’? Si prova una stretta al cuore a pensare che si costruisce un muro per lasciare fuori chi ha bisogno di rifugio,la nostra morale ha difficolta’ ad accettare una decisione del genere, ma se si guarda al futuro si capisce che lo stato d’Israele, se vuole continuare ad esistere, deve salvaguardarsi anche da questo punto di vista.
Comunque, vedremo, il fatto che qualcuno abbia deciso di costruire un muro, non e’ detto che sara’ costruito…noi ebrei amiamo molto discutere e fare i Bastian contrario…

Il 13 Gennaio 2010 alle 19:50 jane55 ha scritto:

Pur con il massimo rispetto che ho per iosraele e gli israeliani, vorrei far presente che nella cosiddetta Terra Santa,preferisco usare questo trermine vista l’attuale confusione,gli autoctoni sono i palestinesi, a cui qualcuno ha imposto di uscire nel 1948, dicendo loro che presto sarebbero potuti rientrare nelle loro case e nei loro territori, ma in effetti creando un esercito di rifugiati ecc. ecc..Le conseguenze le conosciamo…attentatoi guerre, estremismi pseudo religiosi, che cvon le varie religioni non hanno niente a che fare.M avorrei sottolinerare che in generale bquella israeliana è una politica estremamente dura nei confronti non solo degli emigrati africani, ma anche nei confronti cdegli emigrati ebrei etiopici o ebrei africani, che pare vengano messi un pò in disparte all’interno dello stato ebraico.anaon c’e’ da meravigliarsi quindi che non si voglisano questi altyri africani in israele.E mi sorge un dubbio, forse il governo isr<aeliano ha iuna vena vagamente razzista nei confronti di alcuni altri popoli?

Il 13 Gennaio 2010 alle 20:05 jane55 ha scritto:

Pur con il massimo rispetto per israele e gli israeliani, vorrei far presente che nella cosiddetta Terra Santa,preferisco usare questo trermine vista l’attuale confusione politica,gli autoctoni sono i palestinesi, a cui qualcuno ha imposto di uscire nel 1948, dicendo loro che presto sarebbero potuti rientrare nelle loro case e nei loro territori, ma in effetti creando un esercito di rifugiati ecc. ecc..Le conseguenze le conosciamo…attentati, guerre, estremismi pseudo religiosi, che con le varie religioni non hanno niente a che fare.Ma vorrei sottolinerare che in generale quella israeliana è una politica estremamente dura nei confronti non solo degli emigrati africani, ma anche nei confronti degli emigrati ebrei etiopici o ebrei africani, che pare vengano messi un pò in disparte all’interno dello stato ebraico.Anzi c’è anche qualcuno che afferma che questi ebrei africano, vengano mandati ad abitare nei pressi del sito per la produzione di armi nucleari, situato, mi sembra, nel deserto israeliano, zona questa peraltro non abitata da coloni ebraici di pelle bianca.non c’e’ da meravigliarsi quindi che non si vogliano questi altri africani in israele.E mi sorge un dubbio, forse il governo israeliano ha una vena vagamente razzista nei confronti di alcuni altri popoli?Alla storia l’ardua sentenza.Ma una cosa è certa ,i muri,come dice l’autrice dell’articolo,stanno diventando un pò troppi.

Il 13 Gennaio 2010 alle 20:53 indigesto ha scritto:

Credo che jane55 possa trovare molte risposte ai suoi dubbi nei tanti commenti sull’argomento. Dargliene di specifiche credo sia superfluo perchè alla sua chiarezza nello scrivere non mi pare ne corrisponda altrettanto nel leggere gli altri commenti, tenerne conto e ,semmai interloquire. Anche se lo fa in modo delizioso credo la sua vocazione sia quella di esprimersi per affermazioni, poco o nulla concedendo alle repliche!
Ciò detto, e visto che me ne offre lo spunto, mi legga o meno, si degni o meno di dialogare, aggiungo due parole sul “razzismo”, questo termine ormai abusato.
Premesso che mi sono sentito sempre attratto da persone di razze diverse fino a soffermarmi ad osservarle, incantato, quanto me ne capita l’opportunità, se “razzismo”, per un popolo, significa proteggere le proprie origini, le tradizioni e le proprie ragioni di esistere, ebbene, credo che questo ne abbia non solo il diritto, ma il dovere di esserlo, “razzista”!
Se poi gli “schiavisti”, cioè quelli che sono per l’ammasso (detto con ipocrito eufemismo “accoglienza”) di gente comunque debole, in condizioni disumane, per trarne vantaggio, o proselitismo, di ordine politico, affaristico e religioso, vogliono continuare nell’equivoco ed insistere nel tacciare di “razzismo” coloro che a tuttoquesto si oppongono, ebbene non ho alcuna difficoltà a definirmi “razzista”, io per primo, e con orgoglio!

Il 13 Gennaio 2010 alle 21:36 arjabes ha scritto:

Fumagalli, il kibbutz ha incominciato ad essere umano quando ha smesso di assomigliare al soviet.

jane55 - Magari chiamiamo Israele Outre mer, come ai tempi dei crociati, che ne dice? Scherzo. Invece non scherzo sulla sua confusione politica, ogni confuso si crede in diritto d’iventare qualche storiella. Io conosco la storia di due villaggi arabi fatti sgombrare nel 1948 con la promessa non mantenuta che avrebbero potuto tornare. Una parte dei palestinesi arabi musulmani (da ricordare che c’erano anche palestinesi ebrei, vedi brigata ebraica) di questa regione sono scappati, o sono stati obbligati a scappare,altri sono rimasti. La differenza tra Israele e gli stati vicini che hanno accolto quegli arabi è che in Israele, nonostante ci siano “discriminazioni” molto somiglianti a quelle che ci sono in Italia o c’erano fino a non molti anni fa tra il nord ed il sud (i terroni tanto per intenderci), gli arabi israeliani vivono dignitosamente, i giovani studiano e si evolvono. Nei paesi vicini sono stati mantenuti per sessant’anni come profughi,chiusi come bestie nei campi profughi ed usati a scopi politici. Questo è un fatto indiscutibile. Ed è schfoso.
“Politica estremamente dura”, urca che paroloni! La politica non è estremamente dura, Israele è un paese che da sessant’anni assimila immigrati i problemi sono tantissimi e complicatissimi, si sono fatti errori anche gravi, oggi se ne fanno meno, ma l’ultima riga della pagina è che alla seconda ed alla terza generazione, se non è una questione fisica, non si notano più differenze tra i figli o i nipoti di tedeschi, polacchi, italiani, marocchini, algerini ecc.. Suppongo che quello che lei definisce “centro per la produzione di armi nucleari” sia il centro per la produzione di energia nucleare che si trova vicino alla cittadina di Dimona creati quasi contemporaneamente.In quella zona desertica nel sud del paese sono stati inviati immigranti nord africani, americani, europei, come, per esempio Ben Gurion (pelle bianchissima), il cui kibbuz si trova in quella regione da prima di Dimona, dei nord africani e del centro di energia nucleare come altri due kibbuzzim ed altre forme di comunità agricole.
Per concludere, sa che cosa penso? Che in Israele i governi, come in Italia del resto, esprimano politiche di tendenze diverse, magari a volte anche un po’ razziste, ma a me sorge il dubbio che siamo tutti un po’ razzisti, per un verso o per un altro. Che ne pensa Jane?

Il 14 Gennaio 2010 alle 2:38 gratis ha scritto:

Jane55 del 13 gennaio ore 20,05, lei si sbaglia, i veri autoctoni della Palestina sono i giudei, questo da sempre, tant’è che durante il Mandato Britannico gli inglesi chiamavano “palestinesi” solo i giudei mentre gli altri li chiamavano siriani, egiziani, libanesi, ecc, oppure semplicemente arabi.

Gli arabi originari di quei luoghi erano inferiori come numero agli israeliani, gli altri sono venuti da immigrazioni incontrollate dalle nazioni confinanti con gli inglesi che giravano la testa dall’altra parte fingendo di non vedere.

Erano attratti dall’impulso dato all’agricolutra dai giudei e dalla paga, che in un mese era pari a quella presa in un anno a casa loro.

L’attuale dizione di palestinese attribuita agli arabi è avvenuta solo dopo il 1964 per “merito” di quel furbastro di Arafat, che resosi conto che una lotta contro Israele fatta in nome delle loro nazioni d’origine reali era impossibile, visto che avevano perso alla grande e non potevano più sostenerne le pretese, ha creato un popolo dal niente usando il nome geografico della Palestina, che come le ricordo fu dato appositamente dall’Imperatore Adriano per disperdere perfino il ricordo della nazione giudea da quei territori che avevano creato continui e difficili problemi all’impero.

Il nome derivava da un antica popolazione ormai scomparsa, quella dei filistei, che era originaria del Mar Egeo e quindi non ha niente a che fare con i “cosiddetti” palestinesi attuali che provengono dalla penisola arabica o dall’Egitto.

La disilludo sula lotta che è tuttora in corso con Israele, E’ UNA LOTTA RELIGIOSA, altrimenti da quel dì che sarebbe finita se fosse nazionalistica, cosa voluta da Arafat per farla accettare a noi fessi occidentali, dato che non potevano dire di voler distruggere Israele perché non erano della religione giusta.

Se lei va a leggere l’atto costitutivo di Hamas, ma anche quello vecchio dell’OLP, troverà chiari riferimenti a questo.

D’altronde le sembra possibile che per pochi ettari di territorio questi facciano una guerra di 60 anni, quando noi italiani abbiamo perso l’Istria e nessuno ha mai fiatato fino ad adesso?

Di territorio ne hanno una vastità infinita tutte le nazioni arabe, le sembra normale che non glie lo concedano attaccandosi alla minuscola Israele e li tengano rinchiusi i cosiddetti profughi da oltre 60 anni in lager veri e propri?

Nemmeno esistono i più i profughi originali, quelli veri, ormai la maggior parte è morta e i pochi rimasti hanno oltre i 60 anni, ma ci sono i figli che NON SONO PROFUGHI MA CITTADINI DEI LUOGHI DOVE SONO NATI.

Quei profughi NON li provocò Israele ma le stesse nazioni che volevano aggredire Israele, incitandoli ad andarsene da Israele per tornare dopo che loro avessero fatto “pulizia”, a tale proposito ci sono diverse fonti arabe dell’epoca che lo ammettono e addirittura lo stesso Arafat nella sua biografia autenticata da lui, seppur scritta da un altro.

Addirittura esistono documentazioni che gli israeliani cercarono di convincere i mussulmani locali, quasi pregandoli, di rimanere, solo in alcune zone d’importanza militare, di quei momenti di guerra, li fecero sgombrare, dato che i confini d’Israele all’epoca erano una specie di gruviera per quanto erano frastagliati e occorreva controllare alcune zone particolari di collegamento militare.

Con i mussulmani E’ SEMPRE UNA QUESTIONE RELIGIOSA, lei li giudica secondo il nostro modo di pensare ma dovrebbe mettersi NEL LORO MODO DI PENSARE PER CAPIRLO.

Per il resto le ha risposto arjabes, che conosce i luoghi.

Il 14 Gennaio 2010 alle 12:47 indigesto ha scritto:

caro gratis, come vedi, la sinistra becera ed ignorante non perde occasione per dichiararsi tale. Ma questo è il meno! Basta non tenerne conto. C’è invece una sottile, quanto per altri versi grossolana, azione di diffusione di falsi storici che prosegue imperterrità a diffondere mistificazioni. Mi viene in mente la RAI con “La storia siamo noi” a mistificarla! aggiungo. Chi si abbevera a queste fonti, tra le quali metto i nostri storici di regime (mancato) che imperversano nelle nostre università, non potrà mai, se non con grande fatica, cercarsi le fonti imparziali per potersi chiarire le idee. Ma spesso è mancanza di volontà e di interesse; legarsi ad un carro per il “proprio particulare” porta anche anche a ripetere su qualche Blog la lezioncina imparata in qualche sezione di partito o in qualche associazione di “volontariato”, di cui la sinistra pullula. Poi ci sono gli esagitati, i beoni, in senso realistico e figurato, che sparano cretinate a più non posso, ricorrendo anche ad ingiurie e provocazioi. In ogni caso si tratta dei soliti e sempre “utili idioti”!

Il 14 Gennaio 2010 alle 13:51 gratis ha scritto:

Testo del manifesto in arabo e in ebraico affisso il 28 aprile 1948 dal Consiglio Ebraico dei Lavoratori di Haifa, rivolto ai cittadini arabi, ai lavoratori, alle autorità:
“Da tanti anni viviamo insieme nella nostra città, Haifa. In sicurezza, e in fratellanza e comprensione reciproche. Grazie a ciò, la nostra città è fiorita, e si è sviluppata per il bene dei residenti, sia arabi, sia ebrei.
Così Haifa è stata di esempio per altre città della Palestina. Elementi ostili non sono riusciti a adeguarsi a questa situazione, e hanno dato origine a scontri, minando le relazioni fra voi e noi. Ma la mano della
Giustizia è più forte. La nostra città ora è sgombra di questi elementi, che sono fuggiti temendo per la propria vita. Così, una volta di più, l’ordine e la sicurezza hanno il sopravvento nella città. La strada è aperta per la ripresa della cooperazione e della fratellanza fra i lavoratori ebrei e arabi.
“A questo punto riteniamo necessario chiarire nei termini più franchi: siamo persone amanti della Pace! Non c’è ragione per la paura che altri cercano d’instillare in voi. Non c’è odio nei nostri cuori, né astio nel nostro atteggiamento verso cittadini amanti della Pace che, come noi, sono impegnati nel lavoro, e nello sforzo di creare.
“Non temete! Non distruggete le vostre case con le vostre stesse mani! Non troncate le vostre fonti di vita. Non attirate su di voi, con le vostre mani, la tragedia, mediante un evacuazione non necessaria, mediante
fardelli da voi stessi creati. Trasferendovi altrove sarete sopraffatti dalla povertà e dall umiliazione. Ma in questa città, vostra e nostra, Haifa, le porte sono aperte alla vita, al lavoro, alla Pace, per voi e per le vostre famiglie.
“Cittadini giusti e amanti della Pace
“Il Consiglo dei Lavoratori di Haifa e la Confederazione del Lavoro, la Histadruth, vi consigliano, per il vostro bene, di restare nella città, e di tornare al vostro lavoro normale. Siamo pronti a venire in vostro aiuto, a ristabilire condizioni normali, a assistervi nell’approvvigionamento di cibo, e ad aprirvi possibilità di lavoro.
“Lavoratori: la città che abbiamo in comune, haifa, fa appello a voi affinche vi uniate nella sua costruzione, nel suo progresso, nel suo sviluppo; non tradite la vostra citta, e non tradite voi stessi. Seguite il vostro interesse, e seguite il retto sentiero!
“Federazione Ebraica del Lavoro in Palestina Consiglio dei Lavoratori di Haifa”http://cronologia.leonardo.it/storia/mondiale/pales004.htm

Dopo la guerra del 67 la Giordania rinunciò a ogni diritto sulla regione che “aspira” quindi a divenire uno stato autonomo. Conseguentemente non è mai esistita una nazionalità “Palestinse”, distinta dai popoli vicini.
I Palestinesi sono tutti di lingua araba ma non tutti sono mussulmani. Infatti circa il 10 % sono cristiani appartenenti a comunità preesistenti all’invasione araba (”melkiti”, cioè partigiani del Melk” .nome arabo che designava l’imperatore bizantino ) o costituitosi con l’arrivo dei crociati. L’elemento cristiano tuttavia pare in forte diminuzione per la emigrazione.
Vi sono però molte “categorie” di Palestinesi che cerchiamo di distinguere:
•
• arabi di cittadinanza israeliana. in genere non vengono considerati “palestinesi “: tuttavia almeno da un punto di vista arabo anche questi sono palestinesi”
• abitanti della Cisgiordania : (nel linguaggio internazionale “West bank” cioè la riva occidentale del Giordano ). Si tratta di coloro che abitavano i territori assegnati agli arabi nella spartizione e che fino al 1967 erano cittadini giordani e che quindi non si sono mossi dalle loro sedi tradizionali.
• Profughi in Cisgiordania: quelle persone che fuggirono dai territori assegnati a Israele e si rifugiarono nella parte araba.
• Striscia di Gaza (”Gaza strip” nel linguaggio internazionale): fu costituita all’indomani della prima guerra arabo palestinese nel 1948 sotto amministrazione egiziana. Vi si rifugiarono “provvisoriamente” i profughi arabi. Si tratta di un territorio che non ha alcuna risorsa, formato da campi che con il tempo si sono trasformati in una sterminata e desolata città di 1.200.000 abitanti. Vivono con aiuti internazionali e con il lavoro saltuario svolto in Israele: sono i più disperati fra i palestinesi.
• Profughi palestinesi: si tratta di un numero non facilmente quantificabili di persone che vivono fuori di confini della Palestina: In buona parte si sono integrati nel vicino regno di Giordania ma si trovano sparsi in tutti i paesi arabi e molti sono emigrati nei paesi industrializzati dell’Occidente
I palestinesi poi si trovano in una situazione giuridica paradossale. I territori infatti non sono annessi allo stato di Israele che in questo caso dovrebbe riconoscere la cittadinanza ai palestinesi e quindi rischierebbe con il consegnare lo stato alla maggioranza araba. Ma i palestinesi non sono nemmeno Giordani perchè omai la Giordania ha rinunciato a ogni sovranità, non costituiscono nemmeno poi uno stato indipendente, non possono essere assimilati alle colonie come quelle europee dell’800. Sono abitanti di territori occupati durante una guerra: ma in questo caso l’occupazione termina rapidamente dopo la la fine della guerra e comunque resta la struttura amministrativa preesistente ( si pensi all’Italia sotto occupazione tedesca e alleata durante la Seconda Guerra Mondiale). Ma la guerra in Palestina è terminata da 36 anni, lo stato preesistente (la Giordania) si è ritirato da ogni pretesa.
http://cronologia.leonardo.it/.....rae007.htm

Non esiste una distinta cultura palestinese. Non è mai esistita una terra conosciuta come Palestina governata dai palestinesi. I palestinesi sono arabi, indistinti dai giordani (un’altra recente invenzione), siriani, libanesi, iracheni, ecc. Teniamo conto che gli arabi controllano il 99,9 % delle terre del Medio Oriente. Israele rappresenta un decimo di una percentuale di tutta l’area. Ma è troppo poco per gli arabi. La vogliono tutta. E in ultima analisi questo è il motivo per cui si combatte in Israele oggi… non importa quante concessioni di terra da parte di Israele, non sarà mai abbastanza. - da “Miti del Medio Oriente”, Joseph Farah, Editore Arabo-Americano e giornalista, WorldNetDaily, 11 Ottobre 2000 Dalla fine dello Stato di Israele nell’antichità all’inizio del dominio britannico, l’area ora designata con il nome Palestina non era una nazione e non aveva frontiere, solo confini amministrativi… - Professor Bernard Lewis, Commentary Magazine, Gennaio 1975 Discorsi e materiale scritto su Israele e il Medio Oriente presentano il nome “Palestina” e “palestinesi”, le frasi “territorio palestinese” e perfino “Israele ha occupato il territorio palestinese”. Troppo spesso questi termini vengono usati con riferimento al loro significato storico o geografico, cosicché l’uso crea illusioni piuttosto che chiarire la realtà. CHE COSA SIGNIFICA “PALESTINA” Non è mai stato il nome di una nazione o di uno stato. È un termine geografico usato per indicare la regione nei tempi in cui non vi era nazione o stato. La parola in se stessa deriva da “Peleshet”, un nome che appare frequentemente nella Bibbia ed è approdato in inglese come “Philistine”.

Il nome iniziò ad essere usato nel tredicesimo secolo A.C., a causa di un movimento migratorio di genti chiamate “gente del mare”, provenienti dall’area del Mare Egeo e delle Isole Greche e si insediarono sulla costa del Sud della terra di Canaan. Là fondarono cinque Città-Stato indipendenti (inclusa Gaza) sulla stretta striscia di terra conosciuta come Philistia. I Greci e i Romani la chiamarono “Palestina”. I “Philistini” non erano ne’ arabi e ne’ semiti. Essi non avevano legami storici etnici o linguistici con l’Arabia o gli arabi. Il nome “Falastin” che gli arabi oggi usano per “Palestina” non è un nome arabo.
…
gli inglesi chiusero le porte in faccia ai giudei, permisero o ignorarono immigrazioni massicce illegali nella Palestina Occidentale da paesi arabi, Giordania, Siria, Egitto, Nord-Africa. Nel 1939, Winston Churchill osservò che “lungi dall’essere perseguitati, gli arabi si sono ammassati nel paese e si sono moltiplicati… ”

Statistiche esatte della popolazione potrebbero essere problematiche, ma sembra che dal 1947 il numero degli arabi nell’ovest del Giordano era approssimativamente il triplo di quello che era stato nel 1900. Il mito attuale è che questi arabi erano insediati da molto tempo in Palestina, fino a che i giudei arrivarono e li “rimpiazzarono”. Il fatto è che recenti immigrazioni di arabi in Palestina “rimpiazzarono” i giudei. Che l’aumento della popolazione araba fosse molto recente è attestato dalle norme delle Nazioni Unite: Che qualsiasi arabo che aveva vissuto in Palestina per due anni e che avessero lasciato il paese nel 1948 è chiamato “Rifugiato Palestinese”. Le statistiche della popolazione per i giudei e gli arabi in Palestina di rado riescono a stabilire come la popolazione è giunta a formarsi. Uno degli elementi della politica britannica fu di tenere fuori i giudei mentre portavano dentro gli arabi. Un altro fattore fu la violenza: i giudei venivano uccisi o esiliati perfino quando si erano stabiliti là da molto tempo. Esempio: il legame ebraico con Ebron risale ai tempo di Abramo e là è sempre esistita una comunità Giudaico-Israelita fin dai tempi di Giosuè, molto tempo prima che fosse la prima capitale del re Davide. Nel 1929, arabi riottosi, con il passivo consenso degli inglesi — uccisero o esiliarono di fatto tutta l’intera comunità ebraica. Altro esempio: nel 1948 la Trans-Giordania si accaparrò molta terra di Giudea e Samaria (che chiamavano West Bank, cioè la riva d’Ovest), la parte Est di Gerusalemme e la Città Vecchia. Essi uccisero o scacciarono via tutti gli ebrei. Ora viene proposto un principio morale e legale internazionale che tutti i luoghi divenuti Judenrein per opera di inglesi e arabi debbano rimanere tali.
…
Durante la diverse deliberazioni, ufficiali arabi, politici, opinionisti e scrittori hanno espresso la loro veduta sulla “Palestina”. “Non esiste nessun paese che si chiami Palestina. ‘Palestina’ è un termine che si sono inventati i sionisti…Il nostro paese per secoli è stato parte della Siria. ‘Palestina’ ci è aliena. Sono stati i sionisti che l’hanno introdotta.” Il leader arabo locale alla commissione Peel, 1937 “Non esiste nessuna Palestina nella storia, assolutamente no”– Professor Philip Hitti, storico arabo alla commissione di indagini Anglo-Americana, 1946 “È comunemente noto che la Palestina non sia altro che il Sud della Siria.” –Ahmed Shukairy, il Consiglio per la Sicurezza delle Nazioni Unite, 1956. Col 1948, gli arabi non avevano ancora scoperto la loro antica nazione Falastin.
…
Non riuscirono ad annientare Israele, ma la Trans-Giordania riuscì a prendersi la Giudea e la Samaria (West Bank, la riva Ovest) e la parte Est di Gerusalemme uccidendo o scacciando tutti i giudei che avevano abitato quei luoghi, bandendo tutti i giudei di qualsiasi nazione da luoghi santi giudei. L’Egitto riuscì a prendersi la striscia di Gaza. Questi due stati tennero le terre fino al 1967. Poi mossero un’altra guerra contro Israele con lo scopo di distruggerla e come risultato persero le terre che avevano preso nel 1948. Durante quei 19 anni, 1948-1967, la Giordania e l’Egitto non hanno mai ceduto quelle terre per formare lo stato indipendente di Falastin. I “Palestinesi” non l’hanno mai cercata. A nessuno al mondo era mai venuto in mente, tanto meno nessuno la pretese. Alla fine nel 1964, fu fondato il Movimento per la Liberazione della Palestina, Ahmed Shukairy, che meno di dieci anni prima aveva negato l’esistenza della Palestina, fu il primo leader. Il suo statuto proclamò il suo unico scopo essere la distruzione di Israele.
http://www.informazionecorrett.....amp;id=132

Il 14 Gennaio 2010 alle 14:28 gratis ha scritto:

si! IL SUO.

Il 14 Gennaio 2010 alle 17:10 gratis ha scritto:

Come no!

La storia è una stupidaggine, le documentazioni sono stupidaggini, quello che invece è “giusto” è quello che afferma per grazia divina, o per meglio dire, per grazia di Stalin il compagno fumagalli.

L’unica religione che fa guerre in casa altrui è solo l’islam per un motivo semplicissimo, per loro tutta la Terra APPARTIENE alla loro fede, la loro religione si esplica solo collettivamente ed è solo una questione di conquista e d’ubbibienza senza fiatare o pensare, annullando del tutto la loro coscienza, mentre le altre religioni oltre ad accontentarsi di casa loro è una questione prettamente spirituale e individuale e la coscienza ognuno se la gestisce a modo suo secondo umanità.

La prova?

Non c’è quasi nazione della Terra contro cui non siano in lotta o abbiano pretese di conquistare e mettere sotto il loro controllo.

Se li guardi ogni tanto i video propostigli, parlano da soli.

http://www.youtube.com/watch?v.....re=related

Il 18 Gennaio 2010 alle 2:59 Teddy e Israele - Politica in Rete Forum ha scritto:

[...] Teddy e Israele Israele, un altro muro. Per fermare gli immigrati africani - Mondo - Panorama.it carlomartello __________________ [...]

Il 23 Gennaio 2010 alle 18:06 Gli ipocriti: fra i tanti, Riccardo Pacifici e Riccardo Di Segni - Politica in Rete Forum ha scritto:

[...] politici o di guerra, che fuggono soprattutto dal genocidio del Darfur e dal regime dellEritrea. Israele, un altro muro. Per fermare gli immigrati africani - Mondo - Panorama.it [...]

Il 15 Marzo 2010 alle 20:27 Chi è ebreo? Il movimento Reform contro il parlamento israeliano - Mondo - Panorama.it ha scritto:

[...] effettuate da rabbini non strettamente ortodossi. Questo, probabilmente, per evitare che molti immigrati (o “lavoratori stranieri”, come li chiamano in Israele) ottengano la [...]

Il 19 Marzo 2010 alle 12:29 Venti di guerra nella striscia di Gaza - Mondo - Panorama.it ha scritto:

[...] Hasara: l’attacco ha ucciso un immigrato tailandese. I kibbutz infatti utilizzano spesso manodopera straniera per i lavori nei campi: gli immigrati tailandesi sono particolarmente [...]

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

IL MONDO CHE SARÀ IL MONDO CHE SARÀ


LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO... LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...

LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO

I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA

TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT

IL MONDO IN CLASSIFICA IL MONDO IN CLASSIFICA

STORIE DAL MONDO STORIE DAL MONDO

OGGI AVVENNE OGGI AVVENNE

GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA

SCOMMESSE SUL MONDO SCOMMESSE SUL MONDO

STATI UNITI, FRANCIA, EGITTO, RUSSIA STATI UNITI, FRANCIA, EGITTO, RUSSIA

RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE

GUARDA IL VIDEO GUARDA IL VIDEO

VAI ALLO SPECIALE VAI ALLO SPECIALE

I FATTI PIÙ IMPORTANTI DEL 2011 I FATTI PIÙ IMPORTANTI DEL 2011

LA PRIMAVERA ARABA LA PRIMAVERA ARABA

INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO

GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE





FacebookTwitter
MobileFeed rss
FacebookTwitter

segui panorama su twitter

 
assicurazione
 
mutui
 
prestiti
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 


I più letti di oggi

  • [Elezioni Usa 2012] Lo spot di Clint Eastwood che tutti avrebbero voluto avere nella loro campagna elettorale
  • Kim Jong-un è stato ucciso: la bufala cinese fa il giro del mondo
  • Brasile: dopo Salvador anche a Rio la polizia incrocia le braccia. Carnevale a rischio
  • Brigate islamiche e occidentali in Siria per combattere Assad
  • Femen, il femminismo in topless - LA FOTOSTORIA
  • [Elezioni Usa 2012] Mitt Romney vince in Maine e tra i conservatori
  • Uno per uno in braccio a Obama - IL COMMENTO
  • Egitto, la nascita del nuovo regno - SPECIALE CON PANORAMA
  • Video choc: torture nel carcere russo di Ekaterinburg
  • Asma al-Assad, la first lady siriana che piace(va) a Oriente e Occidente - LA FOTOSTORIA

FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA

LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA

I VOLTI DELLA SETTIMANA I VOLTI DELLA SETTIMANA

Gli ultimi commenti

  • paolo.manzo su Brasile: dopo Salvador anche a Rio la polizia incrocia le braccia. Carnevale a rischio
  • - Vivi Capena su Brasile: Salvador de Bahia nel caos per lo sciopero della polizia
  • Brasile: dopo Salvador anche a Rio la polizia incrocia le braccia. Carnevale a rischio | Vivi Fiano Romano su Brasile: Salvador de Bahia nel caos per lo sciopero della polizia
  • Brasile: dopo Salvador anche a Rio la polizia incrocia le braccia. Carnevale a rischio - Mondo - Panorama.it su Brasile: Salvador de Bahia nel caos per lo sciopero della polizia
  • Obama: piena fiducia all’Italia. Oggi Monti a Wall Street - Il Sole 24 Ore | ItaliaElezioni su Stati Uniti: Barack Obama punta convinto su Super Mario (Monti)
  • Primarie USA – Santorum o.. il Terzo? | POTATO PIE BAD BUSINESS su [Elezioni Usa 2012] Tutto pronto per il duello Romney-Santorum in Colorado e Minnesota. E intanto Obama arma i suoi Super Pac
  • jimmie01 su Washington legalizza i matrimoni gay

Archivi

  •  2012
    • Febbraio 2012
    • Gennaio 2012
  •  2011
    • Dicembre 2011
    • Novembre 2011
    • Ottobre 2011
    • Settembre 2011
    • Agosto 2011
    • Luglio 2011
    • Giugno 2011
    • Maggio 2011
    • Aprile 2011
    • Marzo 2011
    • Febbraio 2011
    • Gennaio 2011
  •  2010
    • Dicembre 2010
    • Novembre 2010
    • Ottobre 2010
    • Settembre 2010
    • Agosto 2010
    • Luglio 2010
    • Giugno 2010
    • Maggio 2010
    • Aprile 2010
    • Marzo 2010
    • Febbraio 2010
    • Gennaio 2010
  •  2009
    • Dicembre 2009
    • Novembre 2009
    • Ottobre 2009
    • Settembre 2009
    • Agosto 2009
    • Luglio 2009
    • Giugno 2009
    • Maggio 2009
    • Aprile 2009
    • Marzo 2009
    • Febbraio 2009
    • Gennaio 2009
  •  2008
    • Dicembre 2008
    • Novembre 2008
    • Ottobre 2008
    • Settembre 2008
    • Agosto 2008
    • Luglio 2008
    • Giugno 2008
    • Maggio 2008
    • Aprile 2008
    • Marzo 2008
    • Febbraio 2008
    • Gennaio 2008
  •  2007
    • Dicembre 2007
    • Novembre 2007
    • Ottobre 2007
    • Settembre 2007
    • Agosto 2007
    • Luglio 2007
    • Giugno 2007
    • Maggio 2007
    • Aprile 2007
    • Marzo 2007
    • Febbraio 2007
  • Home
  • Fotogallery
  • EPOCA
  • Edicola
  • Archivio
  • Info
torna su
  • Condizioni di partecipazione
  • Credits
  • Scrivi a Panorama
  • Feed Rss
  • Privacy
  • Gruppo Mondadori
  • Pubblicità
  • Abbonamenti
  • Scopri i siti mondadori
  • R101
Arnoldo Mondadori Editore
© 2007 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. - Partita IVA 08386600152