
- Esercito cinese (Credits: LaPresse)
Cina e Taiwan pronte per la distensione? Se ne è parlato tanto nelle ultima settimane, a seguito dei numerosi accordi politici, commerciali e militari raggiunti tra Pechino e la “ribelle” Taipei, ma nella sostanza gli umori nello stretto di Taiwan non sono cambiati.Alle 7.45 di questa mattina l’agenzia di stampa governativa Xinhua ha liquidato in tre righe la notizia di un test missilistico, “di natura esclusivamente difensiva“, effettuato ieri, all’interno del territorio nazionale, con una tecnologia di intercettazione da terra per missili di media gittata.
In serata, dopo il polverone di polemiche sollevato, Pechino è stata costretta a ribadire, sempre tramite l’agenzia di stampa locale, che il test non era diretto contro nessun paese. “La Cina non ha mai rinnegato la strada dello sviluppo pacifico, e anche il rafforzamento delle linee di difesa nazionale contribuisce al consolidamento della sovranità e della sicurezza”, ha affermato con decisione un portavoce del Ministero degli Esteri.
Diversa la reazione degli analisti taiwanesi e americani, certi che il test rappresenti una risposta “forte” al recente via libera dato dal Pentagono alla vendita di una batteria di razzi Patriot per la difesa anti-missilistica a Taiwan, nell’ambito di un ampio accordo di armamento approvato dal Congresso nel 2008.
Taiwan compra armi perché ha paura che, prima o poi, Pechino decida di riacquistare la sovranità sull’isola ribelle con la forza, dal momento che continua a mantenere tra i 1.300 e i 1.500 missili lungo lo stretto. E’ dal 1949 che la Cina minaccia di riprendersi Taiwan, e appena la settimana scorsa ha ammonito gli Stati Uniti minacciando le “pericolose conseguenze (pur senza scendere nei dettagli, ndr) dell’ennesimo riarmo di Taipei”, governo che anche Washington sostiene, economicamente e militarmente, dagli anni ‘50. Sulla stampa nazionale, invece, Barack Obama è stato accusato di aver tradito e cancellato “l’atmosfera di collaborazione amichevole consolidata durante il recente viaggio in Cina”.
- Mercoledì 13 Gennaio 2010

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Commenti
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Il 13 Gennaio 2010 alle 16:58 indigesto ha scritto:
Gentile Professoressa, che la visita di Obama, a consolidamnto, diciamo, dei buoni rapporti, dovesse preludere ad un “via libera” per riprendersi Taiwan sembra una considerazione tutta “cinese”. Che la Cina lo consideri ancora un problema irrisolto sul piano del prestigio fa capire come quel paese, anche se si evolve economicamente, resta legato a schemi che fanno dell’espansione territoriale ancora un punto di forza. E la strategia è sempre quella di scambiare la causa con l’effetto. Loro possono schierare 1.500 missili “a difesa”. Taiwan di una batteria di Patriot, no, non può dotarsi! Non le è bastato il Tibet e, di recente, Hong Kong..a proposito, che aria si respira da quelle parti? Semprechè sia possibile divulgarlo, s’intende! Cordialità.
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