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Port-au-Prince
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E’ il paese più povero delle Americhe, uno dei più miseri del Mondo: al 203°posto su 229 nella “speciale” classifica. E anche uno dei più sfortunati. Il terremoto che ha devastato Haiti, la metterà in ginocchio, lo piegherà, più di quanto abbia mai fatto la sua già martoriata Storia.
Quattro fortissime scosse, quattro violenti colpi di frusta della terra che hanno squassato la piccola isola e che hanno sbriciolato decine e decine di edifici e provocato migliaia di morti.
L’epicentro del terremoto era a una ventina di chilometri dalla capitale Port au Prince, due milioni di abitanti, ridotta a un cumulo di macerie. Le foto, le poche testimonianze dirette arrivate via telefono – visto che le comunicazioni sono, di fatto, interrotte –, i messaggi rimandanti da Twitter e da altri Social Network, descrivono scene da apocalisse.
Oltre ai morti, ci sono anche le migliaia di dispersi, i sopravvissuti ancora sotto le macerie, i feriti, i senzatetto. I quattro ospedali della città, già in condizioni disastrate, sono ormai al collasso, solo uno riesce ancora a “funzionare”, preso d’assalto dalle decine di persone che lì si rivolgono per le prime cure.
Come cartapesta sono crollati tutti gli edifici più importanti: il palazzo presidenziale (Renè Preval, il presidente, è vivo, secondo fonti diplomatiche haitiane a Città del Messico), ministeri, alberghi. Duecento persone sarebbero intrappolate sotto le rovine di un Hotel.
Il colpo di maglio è arrivato in pieno giorno (le 16.00, ora locale, le 23.00 in Italia), quando gli uffici, i negozi e i pochi grandi magazzini erano aperti. Anche il quartier generale della missione militare e civile dell’Onu – 9000 uomini – sarebbe stato raso al suolo.
Nelle prime ore dopo il terremoto, la Cnn è riuscita a raccogliere alcune testimonianze dalla capitale. Frank Williams, il responsabile id un progetto di cooperazione, ha raccontato quasi in diretta le scene di panico vissute attorno a lui: “Abbiamo sentito la terra tremare per 45 lunghissimi secondi. I muri del nostro edificio hanno retto, ma così non è avvenuto per le abitazioni vicine. Le persone del mio staff – ha proseguito nel racconto Williams – si sono salvate, ma così non è stato per molti loro famigliari. Ho sentito le urla di dolore e di strazio per le strade, le grida di richiesta di aiuto provenire da sotto le macerie”.
Queste urla, le urla dell’inferno di Port au Prince, si sentono distinte in un altro video che la televisione di Atlanta è riuscita a ottenere e mandare in onda nelle ore seguenti alla scossa. Si vede una delle vittime del terremoto, a terra, mentre attorno a lui, quelli che appaiono dei parenti piangono e gridano.
Dalla capitale arriva anche la testimonianza di un italiano: Maurizio Barcaro, cooperante italiano della “A,B,C, solidarietà e pace – ONLUS”, un’organizzazione che ha avviato nella capitale haitiana un progetto per l’istruzione dei bambini haitiani.
Il suo racconto è drammatico: ”La scossa è stata terribile. La scuola ha retto per fortuna. Non è crollata. Era piena di studenti, che sono scappati fuori, salvandosi. Non così è stato per un anziano che si trovava all’interno di un piccolo edificio nel nostro compound. E ‘morto: Attorno a noi, solo morte e desolazione. Le persone sono tutte per strada. Anche noi, con un lenzuolo, stiamo seduti o stesi sul terreno – racconta ancora l’uomo – in attesa di aiuti”.
Che stentano ad arrivare. Per le strade della città girano senza sosta le poche ambulanze a disposizione delle autorità sanitarie. I primi aiuti internazionali dovrebbero giungere nelle prossime ore. Barack Obama li ha promessi, dopo aver detto di pregare per Haiti. Dalla Francia sono in partenza due aerei. Su Twitter, sono centinaia e centinaia i messaggi di richiesta di aiuti. La mobilitazione è partita. Ora Haiti non può più essere abbandonata.
TESTIMONIANZE IN RETE
-> Testimonianze su Twitter
-> La mia notte con quattro bimbi sotto le macerie
-> Le nostre difficoltà nel distribuire gli aiuti
-> Dopo il terremoto. Il racconto del giornalista (VIDEO)
-> Abbiamo perso tutto. Come faremo?
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- Mercoledì 13 Gennaio 2010
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Commenti
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Il 13 Gennaio 2010 alle 16:31 Terremoto ad Haiti, “enorme catastrofe” - Le foto - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] IN RETE -> Voci dall’inferno (da Panorama.it) -> La mia notte con quattro bimbi sotto le macerie -> Le nostre difficoltà nel distribuire [...]
Il 14 Gennaio 2010 alle 2:03 aldoz ha scritto:
povera gente, speriamo che quelle cifre di morti cosi’ assurde vengano ridimensionate perche’sembra che sia l’apocalisse la.
Il 14 Gennaio 2010 alle 11:55 Terremoto ad Haiti, decine di migliaia di vittime. Molti dispersi italiani - Le foto - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] nel timore che potessero verificarsi altre scosse di assestamento dopo il violento sisma che ieri ha distrutto case ed edifici governativi, seppellendo sotto le macerie un numero ancora imprecisato di persone. .gallery { margin: auto; } [...]
Il 15 Gennaio 2010 alle 12:50 Terremoto Haiti, cadaveri ammassati per strada - Le foto - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] tre giorni dal devastante terremoto che ha colpito l’isola caraibica radendo al suolo la capitale Port-au-Prince, i primi soccorritori si sono trovati di fronte solo [...]
Il 18 Gennaio 2010 alle 19:36 Terremoto ad Haiti, disperazione e saccheggi - Le foto - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] quasi una settimana dal terremoto che ha devastato Haiti, il governo ha proclamato lo stato di emergenza fino alla fine del mese e 30 giorni di lutto, [...]
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