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E’ una corsa contro il tempo. Per tentare di estrarre ancora qualcuno in vita dalle macerie, ma senza grandi speranze perchè a tre giorni dalla scossa che ha devastato Haiti le possibilità che qualcuno sia sopravvissuto sono sempre di meno. Una corsa per fare arrivare gli aiuti internazionali, ma nell’emergenza le difficoltà sono ancora superiori: l’aeroporto di Port au Prince – dopo essere stato riaperto dai marines americani – è sempre più congestionato. E gli aerei provenienti da mezzo mondo fanno fatica ad atterrare.
Una corsa contro il tempo per curare i feriti, ma gli ospedali (quelli ancora in piedi) sono stracolmi di persone, mentre mancano i medici e gli infermieri, le sale operatorie, i farmaci e i medicinali. L’inferno haitiano è nel silenzio che proviene dalle rovine delle decine di case crollate come castelli di cartapesta in pochi secondi a causa della scossa; è nei morti ancora insepolti, messi in fila, uno accanto all’altro lungo i marciapiedi , tra un cumulo di detriti e l’altro.
E’ vedere dormire i vivi accanto ai cadaveri, entrambi coperti da qualche lenzuolo sporco, buttato addosso in fretta, abbandonati lì in attesa che ci sia il tempo (e lo spazio) per la pietà. Davanti all’ospedale sono stati abbandonati almeno 1500 cadaveri mentre altri 7000 sono stati sepolti in una fossa comune, ha detto il presidente Rene Preval, riapparso in pubblico dopo due giorni di assenza. L’inferno di questa piccola isola è nel rischio delle epidemie che si percepisce sentendo il puzzo nelle strade, nella consapevolezza che l’impossibilità di seppellire i morti non può che portare altri guai. Haiti, 48 ore dopo il sisma, è sempre di più un cimitero a cielo aperto.
Il numero delle vittime cresce in modo inesorabile verso l’alto. I morti accertati dovrebbero essere tra i 45 e i 50.000, ha detto la Croce Rossa Internazionale. Alcuni di loro potrebbero essere italiani. I dispersi sono ancora molti. La Farnesina – che ha mandato un’unità per ritrovare i nostri connazionali – nelle ultime ore è riuscita da contattare o ad avere notizie di 120 dei 250 italiani che sarebbero stati sull’isola al momento del sisma. Il destino degli altri è ancora un mistero che la Farnesina spera di riuscire a risolvere in poche ore.
Ma per riuscire a lenire le ferite di Port au Prince ci vorranno generazioni e generazioni di haitiani, se ciò sarà possibile. Almeno tre milioni e mezzo di persone (stima il programma statunitense di sorveglianza geologica) sono rimaste senza un tetto e una casa. Un numero impressionante. Individui che dovranno avere una risposta dalla comunità internazionale.
Secondo Save the Children sono invece due i milioni i bambini che soffriranno di questo sisma. Anche in questo caso una cifra considerevole, composta da minori che già soffrivano di privazioni e povertà. La popolazione di Haiti è ora stremata. Senza cibo, senza acqua, senza corrente elettrica Di giorno, la temperatura schizza anche ai 30 gradi, e il caldo, invece di essere un alleato e una risorsa, rischia di provocare ulteriori problemi. Diffondere le epidemie. Provocare quella che qualcuno ha già previsto possa essere una catastrofe umanitaria. Un dramma nel dramma.
Ci sono stati i primi casi di sciacallaggio. Ieri si sono sentiti sporadici spari in qualche zona della città. Era la polizia (o quel che ne rimane) che interveniva. Polizia che però non può certo dare la cac cia agli sciacalli, impegnata come è nel tentativo di estrarre le persone dalle macerie. In qualche caso il miracolo riesce, come è avvenuto con un funzionario dell’Onu che è stato trovato vivo a 36 ore dal sisma sotto le rovine dell’Hotel Christopher.
L’albergo ospitava molti membri della missione delle Nazioni Unite. Che ha pagato un pesante tributo in termini di vite umane. Sono 36 i morti accertati, ma anche in questo caso il bilancio è destinato a salire. La macchina degli aiuti internazionali si è messa in moto. Dopo gli appelli lanciati segretario generale dell’Onu Ban Kin Moon, ci sono state le prime risposte. Barack Obama ha deciso di stanziare fondi speciali e inviare uomini e mezzi, tra cui una brigata di 3500 uomini della 82ma divisione aviotrasportata.
Anche la Francia è in prima fila nell’impegno per Haiti. Un primo carico di 12 tonnellate di attrezzature e medicinali è giunto a Port au Prince. Seguito poco dopo dall’atterraggio del primo aereo italiano, un C130 dell’aeronautica militare. Aiuti e volontari arrivano da diversi paesi europei. Il mondo si è mobilitato. Haiti non può essere lasciata sola.
Sms solidale: 48541 con Agire Agire ha già attivato l'SMS solidale 48541 per donare da 2 euro su TIM, Vodafone e Telecom Italia o da rete fissa Telecom Italia. Il numero sarà attivo fino al 31 gennaio. "Nel paese attualmente abbiamo circa 250 operatori in parte italiani e in parte locali. In queste ore sono partiti e stanno partendo dall'Italia decine di altri volontari" ha dichiarato il responsabile Marco Bertotto. I fondi raccolti saranno destinati ai bisogni più urgenti: cibo, acqua potabile, medicinali, ripari temporanei. Si può donare anche con carta di credito al numero verde 800.132870; versamento sul conto corrente postale n. 85593614, intestato ad AGIRE onlus, via Nizza 154, 00198 Roma, causale Emergenza Haiti; bonifico bancario sul conto BPM - IBAN IT47 U 05584 03208 000000005856. Causale: Emergenza Haiti. Donazioni anche on line dal sito di Agire.
Con la CRI Per donare 2 euro alla Croce Rossa Italiana "Pro Emergenza Haiti" basta inviare un sms da numero 'Wind' e '3' al 48540. Il numero sarà attivo fino al 27 gennaio. I fondi saranno utilizzati per sostenere l'impegno umanitario della Croce Rossa Italiana a Haiti.
Con la Caritas Caritas italiana sta lavorando dal primo momento per assicurare aiuti a Haiti. Aperto un fondo con centomila euro, a cui si può contribuire con donazioni tramite c/c postale 347013 specificando nella causale: Emergenza terremoto Haiti. Offerte sono possibili anche attraverso le banche: UniCredit Banca di Roma Spa, via Taranto 49, Roma - Iban: IT50 H030 0205 2060 0001 1063 119, Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma - Iban: IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012, Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma - Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113 ò CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001.
Con AVSI L'ong cattolica assicura da anni sostegno ai bambini di Haiti con adozioni a distanza. E' possibile sostenerla con donazioni sui conti correnti: Banca Popolare di Milano Agenzia 026 - Piazza Duca D'Aosta 8/2 - Milano IBAN IT 61 C0558401626000000019000 Per bonifici dall'estero: IBAN IT 61 C0558401626000000019000 BIC (Swift code) BPMIITM1026
Credito Artigiano Sede Milano Stelline, Corso magenta 59 IBAN IT 68 Z0351201614000000005000 Per bonifici dall'estero: IBAN IT 68 Z0351201614000000005000 BIC (Swift code) ARTIITM2 Conto corrente postale n° 522474, intestato AVSI.
E' possibile sostenere un progetto specifico o effettuare donazioni liberali sui seguenti conti correnti: Banca Popolare di Milano Agenzia 026 - Piazza Duca D'Aosta 8/2 - Milano IBAN IT 61 C0558401626000000019000 Per bonifici dall'estero: IBAN IT 61 C0558401626000000019000 BIC (Swift code) BPMIITM1026
Credito Artigiano Sede Milano Stelline, Corso magenta 59 IBAN IT 68 Z0351201614000000005000 Per bonifici dall'estero: IBAN IT 68 Z0351201614000000005000 BIC (Swift code) ARTIITM2 Conto corrente postale n° 522474, intestato AVSI
Per l'Unicef Anche l'Unicef lancia una raccolta fondi. Si possono effettuare donazioni tramite: c/c postale 745.000, causale: ‘Emergenza Haiti’; carta di credito online sul sito Unicef, oppure chiamando il numero verde UNICEF 800745000; cc bancario Banca Popolare Etica IBAN IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051”; si possono contatatre inoltre i comitati locali dell’UNICEF presenti in tutta Italia.
I Medici Senza Frontiere Medici Senza Frontiere lancia una raccolta fondi straordinaria. Si può contribuire con carta di credito telefonando al numero verde 800.99.66.55 oppure allo 06.44.86.92.25; bonifico bancario IBAN IT58D0501803200000000115000; conto corrente postale 87486007 intestato a Medici Senza Frontiere onlus causale Terremoto Haiti; online sul sito Msf
Con le Nazioni Unite Per aiutare il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) a fornire assistenza alimentare alle vittime del terremoto si possono inviare offerte tramite: internet, per informazioni e donazioni online, connettendosi al sito; bonifico bancario, causale: emergenza Haiti c/c 6250156783/83 Banca Intesa ag. 4848 ABI 03069 CAB 05196 IBAN IT39 S030 6905 1966 2501 5678 383; versamento su conto corrente postale c/c 61559688 intestato a: Comitato Italiano per il PAM IBAN IT45 TO76 0103 200 0000 6155 9688.
Fondazione Rava Fondazione Francesca Rava è un'ong che lavora a Haiti da 22 anni. E' suo l’ospedale pediatrico Saint Damien, l’unico dell’isola e il più grande dei Caraibi. Il terremoto lo ha danneggiato in modo grave. Si può sostenere la fondazione attraverso bollettino postale su C/C postale 17775230; bonifico su c/c bancario BANCA MEDIOLANUM SpA, Ag. 1 di Basiglio (MI) IT 39 G 03062 34210 000000760000 causale: terremoto Haiti, carta di credito online su www.nphitalia.org o chiamando lo 02 5412 2917.
Le Misericordie È possibile fare una donazione sul c/c 000005000036, Monte dei Paschi di Siena spa, Firenze Agenzia 6, Iban: IT 03 Y 01030 02806 000005000036; oppure sul conto corrente postale n° 000021468509, Firenze Agenzia 29, IBAN: IT 67 Q 07601 02800 000021468509 entrambi intestati a Confederazione Nazionale con causale «Pro Haiti».
- Venerdì 15 Gennaio 2010

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