
Il leade dell'opposizione filorussa, con il premier Iulia Timoschenko, anche lei candidata alle presidenziali
Domenica gli ucraini andranno a votare per eleggere il Presidente della Repubblica. Ci sono 18 candidati, tra i quali anche l’attuale presidente, il filo-occidentale Viktor Yuscenko.
I sondaggi prevedono una vittoria di Viktor Yanukovich, il candidato filorusso favorito anche sulla sua rivale, l’attuale premier, la bella Yulia Tymoshenko, nelle previsioni più rosee distaccata nei sondaggi dell’ultima ora anche del 20 per cento.
Solo l’ex capo della banca d’Ucraina, Serghiy Tigypko, candidato indipendente, potrebbe avvicinarsi ma non troppo. Ultimamente ha cercato di unire alcuni candidati, chiedendo di far confluire i voti del loro elettorato in un’unica candidatura, la sua, ma senza successo.
Ciò che emerge dagli ultimi sondaggi è che non basterà un turno (a Viktor Yanukovich al massimo danno il 42 per cento di voti), e che i candidati più probabili per il secondo turno, il 7 febbraio saranno Yanukovich e Tymoshenko. Comunque vada, qualcosa è cambiato in Ucraina.
Protagonista della rivoluzione arancione,Yulia Tymoshenko sta partendo senza i favori dei pronostici. La crisi economica ucraina l’ha colpita in prima persona e ha dato al suo concorrente, Yanukovich, un argomento valido nella sua accusa alla rivale di non aver saputo affrontare la crisi e di aver perso un anno.
La guerra di Iulia con il Presidente Viktor Yuscenko non ha aiutato il paese nella difficile situazione economica, ma non le ha fatto neanche perdere tanti voti (completamente dissanguato e perdente esce invece il suo ex-amico Yuscenko).
Un conflitto molto evidente tra le anime della “rivoluzione arancione”: basti pensare che nell’ultimo discorso, prima del silenzio preelettorale, Yuscenko ha parlato del processo di Yulia Tymoshenko in Russia per corruzione e truffa economica (accuse poi cancellate dalla giustizia russa, cosa che si è guardato bene dal ricordare). La Tymoshenko è una gran maestra di decisioni dell’ultimo minuto, delle alleanze spericolate, delle giravolte tattiche e delle manifestazioni di piazza (anche se il tribunale di Kiev ha accolto la richiesta delle autorità cittadine di vietare manifestazioni di partito nella piazza Maidan, il cuore di Kiev, fino al 5 febbraio). E difficilmente si darà per vinta.
Viktor Yanukovich, il grande oppositore con suo Partito delle Regioni, ha imparato dagli errori passati. Alla fine del 2004 vinse contro Yuscenko (il Presidente Vladimir Putin gli inviò subito gli auguri, appoggiando la validità del voto), ma presunti brogli elettorali hanno scatenato la rivoluzione arancione e la decisione di rifare le elezioni, vinte il 26 dicembre questa volta da Yuscenko.
Yanukovich parte da slogan populisti, dichiarando che la sua priorità sarà quella di lottare contro la povertà e di avviare “interventi sistematici” per affrontare la crisi economica del Paese.
“Ho studiato i programmi per la ripresa dalla crisi finanziaria adottati in numerosi Paesi, ci sono già state molte esperienze che dobbiamo studiare e introdurre anche in Ucraina”, ha detto ultimamente. E a sorpresa, ha sostenuto che “il prezzo del metano in base all’attuale contratto con la Russia è ingiusto per l’Ucraina” e che vuole difendere gli interessi nazionali rimediando alla situazione.
Infatti l’accordo stipulato nel gennaio 2009 dalla premier ucraina Yulia Tymoshenko con il suo collega russo Vladimir Putin è stato ostacolato e criticato anche da Yuscenko. I russi questa volta sono cauti nell’appoggiare i “loro” candidati. Memori della gaffe del 2004, preferiscono tacere. Lo stesso Putin ha detto durante l’ultimo incontro dei due premier che questo è “un loro problema nazionale”, ma che “mi sento a mio agio lavorare con Yulia Tymoshenko…(dopo una pausa) come attuale Premier”.
A vantaggio di Yulia si può includere anche l’evitata guerra del gas per questo anno, particolarmente freddo e nevoso. Ma nessuno dei due candidati, né Tymoshenko, né Yanukovich, difficilmente si possono considerare pro-russi.
Entrambi i candidati già parlano di possibili brogli. Su internet ci sono proposte di compravendita di voti per 50-100 dollari. Nikolay Azarov, capo della compagnia elettorale di Yanukovich, sostiene che la Tymoshenko nasconda al suo staff la probabile sconfitta. “L’unica possibilità è di fare un’altra rivoluzione”, aggiungendo che lei sta preparando la rivolta di cui però non hanno scelto ancora il colore. Dall’altra parte si parla di un presunto accordo tra i due Viktor, Yanukovich e Yuscenko. Si dice che se vincesse Yanukovich, il posto del Premier andrebbe probabilmente a Yuscenko.
Pare un inciucio improbabile, ma qualcosa di simile lo abbiamo già visto in Russia, dove Vladimir Putin è passato da Presidente a Premier.
- Venerdì 15 Gennaio 2010
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Commenti
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Il 18 Gennaio 2010 alle 12:32 L’Ucraina guarda a Est: vince Yanukovich - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] Come previsto, ha vinto al primo turno Viktor Yanukovich, leader del Partito delle Regioni, oppositore filorusso del governo. [...]
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