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Haiti sarà la 51esima stella degli Stati Uniti. Almeno per alcuni mesi, probabilmente per qualche anno. Almeno fino a quando nella sfortunata repubblica caraibica non (ri)nascerà uno Stato. In grado di funzionare al meglio. Anzi. Per molti osservatori (che non hanno il timore di apparire cinici), il terremoto, con il passare del tempo, potrebbe rivelarsi un’occasione per stabilizzare il paese come mai non era avvenuto in passato.
Le nuove istituzioni verranno modellate dall’America di Barack Obama. Che ha annunciato come gli
Usa intendono affrontare un “impegno storico” a Port– au–Prince.
Non solo per l’intervento umanitario, non solo per la ricostruzione di un paese colpito da una delle più gravi catastrofi naturali degli ultimi secoli, ma anche per la riorganizzazione di una nazione, certo, così piccola, ma dalla storia così densa e carica di significati e simbolismi da diventare (Haiti) un paradigma anche per la storia americana.
Per questo Washington ha tanta attenzione nei confronti dell’Isola. Per questo Barack Obama ha deciso di inviare migliaia di marines, stanziare 100 milioni di dollari, mobilitare tutte le agenzie del suo governo, apparire più volte in televisione per sensibilizzare gli americani, chiamare in causa i suoi due predecessori George W. Bush e Bill Clinton per avviare una raccolta fondi da destinare agli haitiani. Per questo Hillary Clinton ha interrotto il viaggio nel Pacifico per seguire da vicino, minuto per minuto l’evolversi della tragedia fino a decidere di visitare Haiti (ancora in pieno caos) a pochi giorni dal terribile sisma.
Perchè alla radice di questo “impegno” non c’è soltanto il fatto che quell’area sia il “Cortile di Casa”, a poco più di due ore di volo dalle coste della Florida, a poche decine di miglia dalla base di Guantanamo. Dietro l’iniziativa della Casa Bianca ci sono, cert, motivi umanitari, ma questi sono accanto a quelli storici, di rapporto tra le due repubbliche; così potente, grande e ricca l’una, così piccola, povera e piegata (anche dall’uomo) e spezzata (dalla natura) l’altra. E, di fianco a questi, nelle scelte di Barack Obama, ci sono anche ragioni profondamente politiche (e contingenti).
Vediamo prima le cause storiche.
Usa e Haiti, da sempre, hanno avuto rapporti altalenanti. Eppure Port–au–Prince diventa una repubblica indipendente (1804) pochi anni dopo la nascita degli Stati Uniti. La ribellione di un novello Spartacus, Francois Domenique Toussaint, è contro il potere napoleonico mentre qualche migliaio di chilometri più a nord era stata contro la corona britannica. Ma, se gli Usa sono i coloni bianchi a dare il via alla rivoluzione, nell’isola caraibica lo sono, invece, gli schiavi neri e il fatto che la schiavitù sia ben presente in quel momento della storia statunitense non aiuta i rapporti tra gli americani e gli haitiani.
Anche dopo la Guerra Civile americana le relazioni rimangono comunque congelate. Fino a quando, nel 1915, Woodrow Wilson, democratico, dopo un colpo di stato a Port-au-Prince, non manda i marines per “stabilizzare” l’isola. Wilson è il presidente dell’entrata nella Prima Guerra Mondiale, dell’interventismo umanitario, della difesa (ma anche dell’”esportazione”) della democrazia. I soldati statunitensi rimarranno sull’isola fino a metà degli anni ‘30, poi si limiteranno ad un ruolo di consulenza (e aiuto) per i militari haitiani i quali, attraverso due generazioni di Duvaliers (la dinastia), comandano sull’isola fino ai tardi anni ‘80. Il cerchio viene poi rotto dalle elezioni democratiche del prete riovoluzionario Jean Bentrande Aristide, il quale viene rimosso da un golpe per tornare al potere grazie a Bill Clinton dopo diversi anni di esilio a Washington.
Ma ormai il caos impera a Port au Prince. Negli ultimi anni, gli Usa sembrano aver abbandonato al loro destino il paese la cui storia si era incrociata tante volte con quella di Washington. Fino a quando è arrivato il più grave terremoto degli ultimi anni, provocando migliaia di vittime a poche centinaia di chilometri dai confini americani. Potevano gli Stati Uniti rimanere fermi, indifferenti? Potevano lasciare al loro destino un paese così storicamente vicino ? La risposta è, ovviamente, no.
C’ è anche un motivo in più per comprendere l’ impegno promesso da Barack Obami: Haiti è una nazione “nera” nata dopo la ribellione dei suoi schiavi. E’ normale che per la comunità afro-americana degli Usa rappresenti un paese speciale, da “tenere in conto” e “ da conto”. Rappresenta una parte considerevole di storia dei neri dopo le loro deportazioni dall’Africa verso il Nuovo Mondo.
Ma “Haiti matters” (Haiti è importante), come scrive Barack Obama su Newsweek, anche per ragioni più squisitamente politiche. Il presidente ha voluto “sfruttare” il sisma per ricostruire quella leadership morale statunitense che era stata perduta negli delle guerre contestate (in Iraq) e del conseguente anti- americanismo diffuso.
Lo sforzo per aiutare questa nazione, la cui tragedia ha commosso e sconvolto tutto il globo, è anche indirizzato (nell’ottica di Obama) a far comprendere all’opinione pubblica mondiale come sia finita l’epoca dell’America di George W. Bush.
E sempre in questa ottica, Obama agisce anche per lanciare messaggi da un lato all’asse antiamericano che vuole costruire il venezuelano Chavez e dall’altro ai suoi elettori. La gestione di una catastrofe naturale da parte di un presidente Usa fa infatti venire subito in mente paragoni con la quello che ha fatto (o, meglio, non ha fatto) Bush durante l’uragano Katrina, la tempesta che seppellì New Orleans. Obama vuole dimostrare di essere completamente diverso dal suo predecessore e di volersi prendere cura del destino della (sua) popolazione
Haiti si avvia così ad essere la 51sima stella. Con tante polemiche. L’intervento costerà molti milioni di dollari, miliardi, se si guarda in prospettiva. Una buona parte dell’opinione pubblica americana si chiede se avrà un senso stare così in prima fila.
Sms solidale: 48541 con Agire Agire ha già attivato l'SMS solidale 48541 per donare da 2 euro su TIM, Vodafone e Telecom Italia o da rete fissa Telecom Italia. Il numero sarà attivo fino al 31 gennaio. "Nel paese attualmente abbiamo circa 250 operatori in parte italiani e in parte locali. In queste ore sono partiti e stanno partendo dall'Italia decine di altri volontari" ha dichiarato il responsabile Marco Bertotto. I fondi raccolti saranno destinati ai bisogni più urgenti: cibo, acqua potabile, medicinali, ripari temporanei. Si può donare anche con carta di credito al numero verde 800.132870; versamento sul conto corrente postale n. 85593614, intestato ad AGIRE onlus, via Nizza 154, 00198 Roma, causale Emergenza Haiti; bonifico bancario sul conto BPM - IBAN IT47 U 05584 03208 000000005856. Causale: Emergenza Haiti. Donazioni anche on line dal sito di Agire.
Con la CRI Per donare 2 euro alla Croce Rossa Italiana "Pro Emergenza Haiti" basta inviare un sms da numero 'Wind' e '3' al 48540. Il numero sarà attivo fino al 27 gennaio. I fondi saranno utilizzati per sostenere l'impegno umanitario della Croce Rossa Italiana a Haiti.
Con la Caritas Caritas italiana sta lavorando dal primo momento per assicurare aiuti a Haiti. Aperto un fondo con centomila euro, a cui si può contribuire con donazioni tramite c/c postale 347013 specificando nella causale: Emergenza terremoto Haiti. Offerte sono possibili anche attraverso le banche: UniCredit Banca di Roma Spa, via Taranto 49, Roma - Iban: IT50 H030 0205 2060 0001 1063 119, Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma - Iban: IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012, Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma - Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113 ò CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001.
Con AVSI L'ong cattolica assicura da anni sostegno ai bambini di Haiti con adozioni a distanza. E' possibile sostenerla con donazioni sui conti correnti: Banca Popolare di Milano Agenzia 026 - Piazza Duca D'Aosta 8/2 - Milano IBAN IT 61 C0558401626000000019000 Per bonifici dall'estero: IBAN IT 61 C0558401626000000019000 BIC (Swift code) BPMIITM1026
Credito Artigiano Sede Milano Stelline, Corso magenta 59 IBAN IT 68 Z0351201614000000005000 Per bonifici dall'estero: IBAN IT 68 Z0351201614000000005000 BIC (Swift code) ARTIITM2 Conto corrente postale n° 522474, intestato AVSI.
E' possibile sostenere un progetto specifico o effettuare donazioni liberali sui seguenti conti correnti: Banca Popolare di Milano Agenzia 026 - Piazza Duca D'Aosta 8/2 - Milano IBAN IT 61 C0558401626000000019000 Per bonifici dall'estero: IBAN IT 61 C0558401626000000019000 BIC (Swift code) BPMIITM1026
Credito Artigiano Sede Milano Stelline, Corso magenta 59 IBAN IT 68 Z0351201614000000005000 Per bonifici dall'estero: IBAN IT 68 Z0351201614000000005000 BIC (Swift code) ARTIITM2 Conto corrente postale n° 522474, intestato AVSI
Per l'Unicef Anche l'Unicef lancia una raccolta fondi. Si possono effettuare donazioni tramite: c/c postale 745.000, causale: ‘Emergenza Haiti’; carta di credito online sul sito Unicef, oppure chiamando il numero verde UNICEF 800745000; cc bancario Banca Popolare Etica IBAN IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051”; si possono contatatre inoltre i comitati locali dell’UNICEF presenti in tutta Italia.
I Medici Senza Frontiere Medici Senza Frontiere lancia una raccolta fondi straordinaria. Si può contribuire con carta di credito telefonando al numero verde 800.99.66.55 oppure allo 06.44.86.92.25; bonifico bancario IBAN IT58D0501803200000000115000; conto corrente postale 87486007 intestato a Medici Senza Frontiere onlus causale Terremoto Haiti; online sul sito Msf
Con le Nazioni Unite Per aiutare il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) a fornire assistenza alimentare alle vittime del terremoto si possono inviare offerte tramite: internet, per informazioni e donazioni online, connettendosi al sito; bonifico bancario, causale: emergenza Haiti c/c 6250156783/83 Banca Intesa ag. 4848 ABI 03069 CAB 05196 IBAN IT39 S030 6905 1966 2501 5678 383; versamento su conto corrente postale c/c 61559688 intestato a: Comitato Italiano per il PAM IBAN IT45 TO76 0103 200 0000 6155 9688.
Fondazione Rava Fondazione Francesca Rava è un'ong che lavora a Haiti da 22 anni. E' suo l’ospedale pediatrico Saint Damien, l’unico dell’isola e il più grande dei Caraibi. Il terremoto lo ha danneggiato in modo grave. Si può sostenere la fondazione attraverso bollettino postale su C/C postale 17775230; bonifico su c/c bancario BANCA MEDIOLANUM SpA, Ag. 1 di Basiglio (MI) IT 39 G 03062 34210 000000760000 causale: terremoto Haiti, carta di credito online su www.nphitalia.org o chiamando lo 02 5412 2917.
Le Misericordie È possibile fare una donazione sul c/c 000005000036, Monte dei Paschi di Siena spa, Firenze Agenzia 6, Iban: IT 03 Y 01030 02806 000005000036; oppure sul conto corrente postale n° 000021468509, Firenze Agenzia 29, IBAN: IT 67 Q 07601 02800 000021468509 entrambi intestati a Confederazione Nazionale con causale «Pro Haiti».
- Lunedì 18 Gennaio 2010

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Commenti
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Il 18 Gennaio 2010 alle 14:45 Haiti: la cinquantunesima stella (insanguinata) | Politica Italiana ha scritto:
[...] via http://blog.panorama.it/mondo/2010/01/18/haiti-la-cinquantunesima-stella-insanguinata/ Posted by admin on gennaio 18th, 2010 Tags: America, Estero Share | [...]
Il 18 Gennaio 2010 alle 15:48 indigesto ha scritto:
Egr Dr. Zurleni,credo che nella sua pur esauriente disamina storica di fatti antichi e recenti abbia tralasciato di soffermarsi sul contingente di pace a cui partecipano molte nazioni, tra cui il Brasile, presente in Haiti. Forse varrebbe la pena di sapere da Lei come opera e perchè opera questa presenza militare. Certo gli USA, oltre che per le ragini da Lei esposte, credo che mai più avrebbero potuto lasciare campo libero alle nazioni del Sudamerica, sicuramente animate, quelle più “sinistreggianti”, da sciacallaggio politico. Credo più che doveroso a questo punto l’intervento politico-umanitario degli USA a difesa della stabilità e della democrazia in quel martoriato paese. E credo che il Presidente Obama se ne sia fatto dovere, a buon diritto, anche per le sue origini. Tuttociò dà conferma ancora una volta degli ideali di libertà che animano quel grande Paese!
Il 18 Gennaio 2010 alle 20:19 Lawrence ha scritto:
bla bla bla i fatti sono che haiti è con il culo per terra.punto non sono un fan di obama, tutt’altro. ma visto che bene o male i politici gli han dato il nobel per la pace quale miglior occasione per mettersi alla prova e guadagnarselo. quindi ben venga la 51esima stella e al diavolo chavez,castro e tutti i sinistri del mondo; americani o europei che siano.
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